Agosto 2023

5 modi per riconoscere una recensione falsa

Riconoscere una recensione falsa di un libro può essere un compito difficile, ma ci sono alcuni suggerimenti che puoi seguire per aiutarti a individuare recensioni poco autentiche. Di recente abbiamo ricevuto alcune recensioni che ben poco avevano di autentico, almeno secondo la nostra esperienza, ed ecco il perché di questo articolo.  Recensioni false, perché vengono scritte? Le recensioni false vengono scritte per una varietà di ragioni, spesso legate a motivazioni economiche, promozionali o persino maligne. Prima di cominciare a leggere, sai che parliamo di recensioni e della loro importanza nel nostro Corso di marketing per l’editoria In diretta streaming, pochi allievi per volta 299 € 99, 00 In partenza a Settembre 30 ore in diretta streaming 10 allievi per classe Orario pre-serale Materiale didattico incluso Crea con noi il tuo portfolio da inviare alle aziende Lavora al lancio di libri Land Editore Scopri Sale In ogni caso, i motivi più immediati che portano allo scrivere recensioni false sono:  Manipolazione delle valutazioni:  Scrivendo recensioni false positive o negative, le persone cercano di influenzare la valutazione media e l’opinione pubblica su un prodotto. Competizione sleale: I concorrenti o le aziende rivali possono scrivere recensioni negative false per danneggiare la reputazione di un concorrente. Recensioni false, 5 modi per riconoscerle Ecco dei modi in cui puoi analizzare le recensioni e dedurre se sono o meno genuine:  Analizza il tono e il linguaggio: Le recensioni vere solitamente sono scritte in un linguaggio naturale e riflettono opinioni personali. Le recensioni false potrebbero sembrare troppo positive o troppo negative, utilizzando un linguaggio eccessivamente enfatico o retorico. Verifica il profilo dell’autore: Dai un’occhiata al profilo dell’autore della recensione. Se l’account ha poche recensioni o se tutte le recensioni sono estremamente positive o negative, potrebbe essere sospetto. Ecco un esempio di recensione negativa che abbiamo ricevuto di recente. Andando nel profilo dell’autore, notiamo che le recensioni negative si assomigliano tutte, essendo poco spontanee e scritte con intercalari che difficilmente vengono usati da dei lettori comuni. (Clicca sulle immagini per ingrandire) 3. Considera la varietà delle opinioni: Se tutte le recensioni a un libro sono estremamente positive o estremamente negative, potrebbe essere un segno di manipolazione. Le opinioni genuine tendono a variare in base alle preferenze personali. 4. Analizza il contenuto e la coerenza: Le recensioni false spesso mancano di dettagli specifici e sembrano generiche. Se noti lo stesso testo o frasi simili in più recensioni, potrebbero essere state copiate e incollate. 5. Se riceve troppe recensioni in poco tempo, forse c’è qualcosa che non va: se un romanzo riceve ondate repentine di recensioni molto positive o molto negative, potrebbe essere un segno di manipolazione. LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More recensioni 5 modi per riconoscere una recensione falsa 08.08.23 Music Tre canzoni di Fabrizio de Andrè per ritrovare l’ispirazione e scrivere un romanzo 06.08.23 scrittura creativa Scrivere un romanzo: come gestire l’equivoco (o incomprensione) 04.08.23 spetteguless La vera storia di La bella e la Bestia in poche parole 04.08.23 scrittura creativa Scrittori esordienti: la difficoltà nel promuoversi 29.07.23 firstletter Esce oggi: Pio Piumotti, l’uccellino con un’ala sola 27.07.23 libri Che cos’è il viaggio dell’eroe? 25.07.23 scrittura creativa 10 consigli per affrontare le recensioni negative 24.07.23

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Tre canzoni di Fabrizio de Andrè per ritrovare l’ispirazione e scrivere un romanzo

La rubrica Sia la musica che la scrittura hanno il potere di comunicare, ispirare ed emozionare, e la loro combinazione può portare a risultati straordinari. Proprio per questo noi di Land Editore adoriamo tenervi allenati con la nostra rubrica dedicata al rapporto tra musica e ispirazione. Oggi il tema è la musica di Fabrizio de André, uno dei cantautori italiani più famosi e influenti del XX secolo. Ma siccome è di De André che stiamo parlando, ossia di uno straordinario poeta oltre che cantante, musicista e autore, in questa puntata della nostra rubrica musicale non possiamo esimerci dall’includere anche i testi: sono loro, infatti, a detenere l’impatto culturale più ampio, in quanto inni contro il bigottismo e la vacuità dell’esistenza moderna, ma anche  esaltazioni immaginifiche della libertà di vivere l’amore in tutte le sue forme.    E allora ecco TRE CANZONI DI FABRIZIO DE ANDRE’ PER SCRIVERE I TUOI ROMANZI Se stai scrivendo un Big city to small town (*) Il brano è stato accolto con entusiasmo dal pubblico e dalla critica, ed è diventato uno dei pezzi distintivi del repertorio di Fabrizio De André. La sua bellezza intramontabile e il suo messaggio universale continuano a toccare il cuore degli ascoltatori di tutte le generazioni. De André utilizza una prosa poetica per descrivere l’ambiente decadente in cui vive la protagonista senza nome, ma nello stesso tempo riconosce la sua umanità e la sua capacità di dare un po’ di gioia a chiunque incontri. La figura di Bocca di Rosa diventa simbolo di un mondo difficile e complesso, ma anche di una umanità in grado di sprizzare un po’ di luce anche nelle situazioni più buie. https://youtu.be/F7hWpZUQxZ0 Il testo La chiamavano bocca di rosaMetteva l’amore, metteva l’amoreLa chiamavano bocca di rosaMetteva l’amore sopra ogni cosaAppena scese alla stazioneNel paesino di Sant’IlarioTutti si accorsero con uno sguardoChe non si trattava di un missionarioC’è chi l’amore lo fa per noiaChi se lo sceglie per professioneBocca di rosa né l’uno né l’altroLei lo faceva per passioneMa la passione spesso conduceA soddisfare le proprie voglieSenza indagare se il concupitoHa il cuore libero oppure ha moglieE fu così che da un giorno all’altroBocca di rosa si tirò addossoL’ira funesta delle cagnetteA cui aveva sottratto l’ossoMa le comari d’un paesinoNon brillano certo in iniziativaLe contromisure fino a quel puntoSi limitavano all’invettivaSi sa che la gente dà buoni consigliSentendosi come Gesù nel tempioSi sa che la gente dà buoni consigliSe non può più dare cattivo esempioCosì una vecchia mai stata moglieSenza mai figli, senza più voglieSi prese la briga e di certo il gustoDi dare a tutte il consiglio giustoE rivolgendosi alle cornuteLe apostrofò con parole argute“Il furto d’amore sarà punito”Disse “dall’ordine costituito”E quelle andarono dal commissarioE dissero senza parafrasare“Quella schifosa ha già troppi clientiPiù di un consorzio alimentare”Ed arrivarono quattro gendarmiCon i pennacchi, con i pennacchiEd arrivarono quattro gendarmiCon i pennacchi e con le armiSpesso gli sbirri e i carabinieriAl proprio dovere vengono menoMa non quando sono in alta uniformeE l’accompagnarono al primo trenoAlla stazione c’erano tuttiDal commissario al sacrestanoAlla stazione c’erano tuttiCon gli occhi rossi e il cappello in manoA salutare chi per un pocoSenza pretese, senza preteseA salutare chi per un pocoPortò l’amore nel paeseC’era un cartello gialloCon una scritta neraDiceva “addio bocca di rosaCon te se ne parte la primavera”Ma una notizia un po’ originaleNon ha bisogno di alcun giornaleCome una freccia dall’arco scoccaVola veloce di bocca in boccaE alla stazione successivaMolta più gente di quando partivaChi mandò un bacio, chi gettò un fioreChi si prenota per due orePersino il parroco che non disprezzaFra un miserere e un’estrema unzioneIl bene effimero della bellezzaLa vuole accanto in processioneE con la Vergine in prima filaE bocca di rosa poco lontanoSi porta a spasso per il paeseL’amore sacro e l’amor profano Se stai scrivendo un romanzo di viaggio… e d’amore Lasceremo allo stesso Fabrizio un commento sulla sua Dolcenera; il cantautore diceva, infatti, durante un’intervista, che  “Questo del protagonista di Dolcenera è un curioso tipo di solitudine. È la solitudine dell’innamorato, soprattutto se non corrisposto. Gli piglia una sorta di sogno paranoico, per cui cancella qualsiasi cosa possa frapporsi fra se stesso e l’oggetto del desiderio. È una storia parallela: da una parte c’è l’alluvione che ha sommerso Genova nel ’70, dall’altra c’è questo matto innamorato che aspetta una donna. Ed è talmente avventato in questo suo sogno che ne rimuove addirittura l’assenza, perché lei, in effetti, non arriva. Lui è convinto di farci l’amore, ma lei è con l’acqua alla gola. Questo tipo di sogno, purtroppo, è molto simile a quello del tiranno, che cerca di rimuovere ogni ostacolo che si oppone all’esercizio del proprio potere assoluto.” – Fabrizio de Andréhttps://youtu.be/iKSkLw7YKwo Il testo Nera che porta via che porta via la viaNera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera neraNera che picchia forte che butta giù le porteNu l’è l’aegua ch’à fá baggiáImbaggiâ imbaggiâNon è l’acqua che fa sbadigliare(ma) chiudere porte e finestre chiudere porte e finestreNera di malasorte che ammazza e passa oltreNera come la sfortuna che si fa la tana dove non c’è luna lunaNera di falde amare che passano le bareÂtru da stramûâ nu n’á â nu n’áAltro da traslocareNon ne ha non ne haMa la moglie di Anselmo non lo deve sapereChé è venuta per meÈ arrivata da un’oraE l’amore ha l’amore come solo argomentoE il tumulto del cielo ha sbagliato momentoAcqua che non si aspetta altro che benedettaAcqua che porta male sale dalle scale sale senza sale saleAcqua che spacca il monte che affonda terra e ponteNu l’è l’aaegua de ‘na rammâ‘n calabà ‘n calabàNon è l’acqua di un colpo di pioggia(ma) un gran casino un gran casinoMa la moglie di Anselmo sta sognando del mareQuando ingorga gli anfratti si ritira e risaleE il lenzuolo si gonfia sul cavo dell’ondaE la lotta si fa scivolosa e profondaAmiala cum’â l’aria amìa cum’â l’è cum’â l’èAmiala cum’â l’aria amia ch’â l’è lê ch’â l’è lêGuardala come arriva guarda com’è com’èGuardala come arriva guarda che è lei che è leiAcqua di spilli

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Scrivere un romanzo: come gestire l’equivoco (o incomprensione)

Lo sviluppo dell’incomprensione o dell’equivoco all’interno di un romanzo può rivelarsi un potente strumento per creare tensione, conflitti e drammi tra i personaggi, nonché rendere la trama più avvincente e coinvolgente per i lettori. Ma non sempre è facile gestire al meglio questo aspetto della trama, per cui… Ecco alcuni suggerimenti su  Corso di marketing per l’editoria In diretta streaming, pochi allievi per volta 299 € 99, 00 In partenza a Settembre 30 ore in diretta streaming 10 allievi per classe Orario pre-serale Materiale didattico incluso Crea con noi il tuo portfolio da inviare alle aziende Lavora al lancio di libri Land Editore Scopri Sale Come sviluppare incomprensioni ed equivoci nel tuo romanzo. Caratterizzazione dei personaggi: assicurati di dare ai tuoi personaggi personalità uniche, valori, obiettivi e modi di comunicare distinti. Questo renderà più probabile che si verifichino incomprensioni a causa delle diverse prospettive e modi di pensare. Comunicazione inefficace: crea situazioni in cui i personaggi non riescono a comunicare tra loro in modo chiaro e diretto, magari a causa di  segreti, paura di ferire l’altro, mancanza di fiducia o semplicemente a errori di interpretazione. Omissioni o malintesi: un personaggio potrebbe omettere informazioni cruciali o fraintendere le azioni o le intenzioni di un altro. Questi malintesi possono portare a una serie di eventi imprevisti da sviluppare attentamente nell’intreccio. Coinvolgi i lettori: mostra al lettore le diverse prospettive dei personaggi, in modo che possano comprendere il motivo dell’incomprensione e sentirsi in empatia conentrambe le parti coinvolte. Eventi esterni: introduci eventi esterni che ostacolano la comunicazione o che mettono i personaggi in situazioni difficili. Questi eventi possono aumentare la confusione e rendere ancora più difficile per i personaggi capirsi a vicenda. Nello sviluppo dell’equivoco, ricorda anche di NON commettere questi errori Imbastire una comunicazione poco realistica: assicurati che l’equivoco si sviluppi a causa di una comunicazione inefficace e credibile. Non far sì che i personaggi ignorino informazioni ovvie o si comportino in modo irrealistico solo per far funzionare l’equivoco. Ideare incomprensioni troppo banali: l’equivoco dovrebbe avere un impatto significativo sulla storia e sui personaggi coinvolti. Evita di basare tutta la trama su incomprensioni troppo banali o facilmente risolvibili. Ma soprattutto fa’ sì che 3. Il lettore non intuisca e preveda tutto e subito: cerca infatti di evitare situazioni in cui il lettore può prevedere facilmente la risoluzione dell’equivoco fin dall’inizio. Mantieni un po’ di incertezza e sorpresa per mantenere alta l’attenzione di chi ti legge. LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More scrittura creativa Scrivere un romanzo: come gestire l’equivoco (o incomprensione) 04.08.23 spetteguless La vera storia di La bella e la Bestia in poche parole 04.08.23 scrittura creativa Scrittori esordienti: la difficoltà nel promuoversi 29.07.23 firstletter Esce oggi: Pio Piumotti, l’uccellino con un’ala sola 27.07.23 libri Che cos’è il viaggio dell’eroe? 25.07.23 scrittura creativa 10 consigli per affrontare le recensioni negative 24.07.23 società Cosa sono gli occhiali colorati della maleducazione? 23.07.23 Uncategorized Che cos’è la lettura veloce 20.07.23

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La vera storia di La bella e la Bestia in poche parole

La fiaba “La bella e la bestia” è amata dal pubblico per moltissimi motivi, il più importante dei quali è sicuramente il messaggio sulla bellezza interiore e il potere del vero amore. Insegnando che l’aspetto esteriore può essere ingannevole, la fiaba incoraggia il pubblico a guardare oltre le apparenze e ad apprezzare le qualità interiori di una persona. La vera storia di “La bella e la bestia”, tuttavia, è leggermente diversa da quella della Disney, anche se a non cambiare sono i significati dei personaggi, simbolo di resilienza, carità e pentimento. Una fiaba classica che ha radici antiche e numerose varianti culturali, però, non può non essere stata modificata nel tempo, ed è proprio quello che è accaduto alla prima versione di cui gli storici e i letterati hanno notizie, ossia quella scritta da Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve nel 1740. Ma prima, scopri un affascinante retelling di La bella e la bestia ambientato ai giorni nostri… Continua a leggere per scoprire la trama nel dettaglio La storia pubblicata nel 1740 con il titolo “La Belle et la Bête” ad opera di Villeneuve, infatti, è più lunga e complessa rispetto alle successive rielaborazioni.  E’ infatti suddivisa in due parti principali: la storia di Belle e la storia della Bestia. La prima parte racconta la vita di Belle, una giovane donna gentile e amabile, e le prove che deve affrontare a causa delle gelosie delle sue sorellastre. La seconda, invece, si addentra più nello specifico nelle dinamiche di coppia.  Non vi ricorda un po’ le vicende di Cenerentola? Ma bando alle ciance… La bella e la bestia, primo atto All’inizio della storia, Belle viene descritta come una giovane vivace e allegra, legatissima al padre, un mercante ricco ma sfortunato, che ha perso tutte le sue fortune in un naufragio. In seguito a questi eventi, il padre e le sue tre figlie si trasferiscono in una modesta casa di campagna. Un giorno, l’uomo riceve la notizia che le sue navi sono state ritrovate e che una parte della sua fortuna è stata recuperata, e decide di intraprendere un lungo viaggio. Se le sorellastre pretendono ricchi doni – era tradizione che i padri portassero qualcosa di ritorno da un viaggio – Belle gli chiede  di portarle una rosa, cosa che lui accetta di fare. Durante il viaggio di ritorno, il padre di Belle si perde nel bosco e finisce per soggiornare in un castello incantato, dove trova cibo e riparo. La bella e la bestia, secondo atto Il giorno seguente, l’uomo si imbatte in un giardino pieno di rose e decide di prendere una per Belle. A questo punto appare la Bestia, padrona del castello, furiosa per il furto della rosa. Il padre implora perdono, spiegando che era per sua figlia, ma la Bestia lo condanna a morte, a meno che Belle non prenda il suo posto nel castello. Belle accetta. Inizialmente spaventata e scoraggiata, scopre che la Bestia è gentile con lei e presto iniziano a sviluppare un’amicizia. Ogni sera la Bestia chiede a Belle di sposarlo, ma lei rifiuta, sentendo di non poter essere felice senza la sua famiglia di fianco a sé. Bell’esempio di amore filiale, che ne dite? Noi ragazze di oggi non saremmo state tanto pazienti con un padre che ci ha usate come merce di scambio. Nel frattempo, le sorellastre invidiose di Belle scoprono dove si trova e tentano di portarla via dal castello. Belle accetta di andare a casa per qualche giorno, ma promette di tornare indietro. Durante la sua assenza, la Bestia soffre e si ammala gravemente. Un’anziana fata appare a Belle in sogno e le rivela il passato della Bestia e il suo destino di essere liberato da un incantesimo d’amore. La giovane torna al castello in tempo per salvare la Bestia e dichiara il suo amore per lui. Con le sue parole, la Bestia si trasforma in un principe, finalmente libero dall’incantesimo. I due si sposano e vivono felici insieme per sempre.  Fin

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