Giugno 2026

Tacchi, Tabacchi & Tarocchi arriva a Cartigliano: Bettina Battistella presenta il nuovo caso della Ditta Investigazioni Bonfiglio

Giovedì 25 giugno alle ore 18.00, nella suggestiva cornice di Villa Morosini Cappello a Cartigliano, si terrà la presentazione del romanzo Tacchi, Tabacchi & Tarocchi di Bettina Battistella, pubblicato da Land Editore. L’incontro sarà condotto dalla giornalista e scrittrice Elisabetta Sanavia, con la moderazione di Vanessa Banzato. L’evento gode del patrocinio del Comune di Cartigliano. Un appuntamento dedicato alla narrativa italiana che unisce mistero, ironia e ambientazione storica, portando i lettori nelle atmosfere affascinanti dell’estate del 1962 tra Venezia e gli Alberoni. Al centro del romanzo troviamo la stravagante e amatissima famiglia Bonfiglio: una nonna dal carattere indomabile, due sorelle sempre pronte a commentare ogni avvenimento, un investigatore, un musicista dal fascino irresistibile e una serie di personaggi che sembrano usciti da una commedia all’italiana. Quando nella casa delle vacanze compare un misterioso fantasma con gli stivali che fuma, passeggia di notte e semina piccoli dispetti, la tranquillità estiva lascia spazio a una vicenda ricca di enigmi, segreti e colpi di scena. Tra tarocchi, medium improvvisate, antichi misteri e ricordi legati agli anni della guerra, Tacchi, Tabacchi & Tarocchi costruisce una storia che mescola con equilibrio il giallo, la commedia familiare e il romanzo storico, offrendo al lettore un viaggio nella memoria collettiva italiana attraverso personaggi vivaci e profondamente umani. La presentazione rappresenterà un’occasione per conoscere da vicino l’autrice, approfondire la genesi del romanzo e dialogare sui temi che attraversano la narrazione: il peso del passato, i legami familiari, le superstizioni popolari e il fascino senza tempo del mistero. L’evento è aperto al pubblico e si inserisce nel programma culturale promosso dal Comune di Cartigliano, confermando l’attenzione del territorio verso la valorizzazione della lettura e degli autori italiani contemporanei. Informazioni sull’evento Presentazione del libro: Tacchi, Tabacchi & TarocchiAutrice: Bettina BattistellaData: Giovedì 25 giugnoOrario: Ore 18.00Luogo: Villa Morosini Cappello – Barchessa Nord, CartiglianoConduce: Elisabetta SanaviaModera: Vanessa BanzatoIngresso: LiberoPatrocinio: Comune di Cartigliano Un pomeriggio dedicato alla letteratura, al mistero e alle storie che sanno far sorridere, emozionare e sorprendere fino all’ultima pagina.   Scopri Land Magazine admin Giugno 9, 2026 Tacchi, Tabacchi & Tarocchi arriva a Cartigliano: Bettina Battistella presenta il nuovo caso della Ditta Investigazioni Bonfiglio Read More Silvia Dal Cin Giugno 8, 2026 CASA FAMIGLIA, AFFIDO E ALTRE SITUAZIONI Una “casa famiglia” è una comunità di tipo familiare. 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CASA FAMIGLIA, AFFIDO E ALTRE SITUAZIONI

Una “casa famiglia” è una comunità di tipo familiare. Ci vivono solitamente pochi minori, seguiti da educatori o da una coppia che fa da genitore “di professione”. L’obiettivo è ricreare un ambiente stabile: orari, scuola, regole, affetto. Non è un istituto è di solito ospita piccoli gruppi di ragazzi (o di ragazzi e ragazze, spesso divisi per età) e resta aperta 24 ore su 24. Non è quindi una comunità diurna, ma una vera e propria residenza. Perché alcuni ragazzi ci finiscono? Succede quando il Tribunale per i Minorenni valuta che restare a casa metta a rischio il minore. I motivi più frequenti: trascuratezza grave, maltrattamenti, violenza assistita, dipendenze dei genitori, lutti o malattie che impediscono di accudire. A volte è lo stesso genitore che, in difficoltà, chiede aiuto ai servizi sociali. L’allontanamento è sempre l’ultima scelta, usata solo se gli altri interventi non bastano. Anche Max, de “La Banda +1” vive in comunità e proprio l’intervento di uno degli educatori, Giovanni, lo aiuterà a riflettere e crescere. Ma oltre alle “case famiglia”, esistono altre soluzioni. Una di queste è l’affido familiare. Il minore va a vivere per un periodo con una famiglia affidataria, selezionata e formata dai servizi. I genitori biologici mantengono diritti e doveri, salvo diversa decisione del giudice. L’affido punta sempre al rientro a casa, quando la situazione migliora. L’ affido temporaneo è una forma di affido con durata definita fin dall’inizio, di solito non superiore a 24 mesi. Si usa per emergenze o in attesa che la famiglia d’origine superi un momento critico: una detenzione breve, un percorso di disintossicazione, problemi economici gravi. Può essere a tempo pieno o solo diurno, nei weekend, per aiutare senza sradicare del tutto. Altre soluzioni previste in Italia sono: Affido a parenti – il minore va da nonni, zii o fratelli maggiorenni. Si preferisce per mantenere i legami. Comunità educative – simili alle case famiglia ma con più ragazzi e un progetto educativo strutturato. Spesso per adolescenti. Adozione – quando il rientro in famiglia è impossibile e il Tribunale dichiara lo stato di adottabilità. A differenza dell’affido, è definitiva. Supporto domiciliare – educatori e assistenti sociali intervengono a casa per aiutare i genitori. Così si evita l’allontanamento.

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Cosa resta di Sophie Kinsella: l’eredità di una scrittrice che ha insegnato alle donne a ridere

Al Romance Book Party, il panel Confessions of a Dreamer: l’eredità di Sophie Kinsella, che ha visto la partecipazione di Emily Pigozzi, Chiara Parenti, Elisa Serra ed Eleonora Fasolino, ha affrontato una questione che riguarda una delle autrici più lette degli ultimi decenni, ma soprattutto il modo in cui la narrativa contemporanea ha imparato a raccontare le donne. Quando si parla di Sophie Kinsella, infatti, si tende spesso a ricordare il successo travolgente di I Love Shopping, le disavventure di Rebecca Bloomwood, le scene comiche e le storie d’amore capaci di conquistare milioni di lettrici in tutto il mondo. L’opera di Kinsella, però, ha contribuito a trasformare il modo in cui la cultura popolare rappresenta l’esperienza femminile molto più profondamente di quanto la critica tende ad ammettere. Lo ha fatto senza manifesti programmatici, senza proclami ideologici e senza la pretesa di impartire lezioni. Lo ha fatto raccontando donne che sbagliano, si contraddicono, inseguono sogni spesso poco razionali e cercano di costruire la propria identità in un mondo che continua a chiedere loro di essere sempre all’altezza delle aspettative. Sophie Kinsella e la rivoluzione del chick lit Per comprendere la portata della sua eredità bisogna ricordare il contesto nel quale i suoi romanzi hanno iniziato a circolare. Per gran parte del Novecento la narrativa sentimentale era stata costruita attorno a modelli piuttosto rigidi, eredità del melodramma francese – scritto da uomini la cui massima aspirazione autoriale consisteva nel trasformare il femminile in perenne oggetto di compatimento, annientandone la soggettività. Le protagoniste vivevano storie nelle quali l’amore rappresentava il centro assoluto dell’esistenza e il raggiungimento della felicità coincideva spesso con la conclusione del percorso romantico. Le donne potevano essere forti o fragili, ribelli o sottomesse, ma il loro destino narrativo rimaneva frequentemente legato alla capacità di trovare il partner giusto. Con l’arrivo del chick lit, e in particolare con il successo di Sophie Kinsella, qualcosa cambia. Per la prima volta il cuore della narrazione non coincide più esclusivamente con la storia d’amore. Le protagoniste possiedono una vita complessa che comprende il lavoro, le amicizie, le difficoltà economiche, le ambizioni professionali, il rapporto con il proprio corpo, il desiderio di essere accettate e la fatica di comprendere chi siano realmente. Rebecca Bloomwood non è interessante perché si innamora, ma perché vive. Le sue preoccupazioni riguardano il conto in banca, la carriera, il bisogno di sentirsi adeguata, il confronto con le aspettative sociali. L’amore entra in questa esistenza già piena di contraddizioni e non ne rappresenta l’unica dimensione significativa. Durante il panel, Emily Pigozzi ha sottolineato proprio questo aspetto: la capacità di Kinsella di porre al centro della narrazione la soggettività femminile nella sua interezza. Le sue protagoniste non sono personaggi costruiti per accompagnare una trama romantica ma individui completi, con desideri, paure e aspirazioni che esistono indipendentemente dalla presenza di una relazione sentimentale. Perché l’umorismo di Sophie Kinsella è stato così innovativo Uno dei temi più interessanti emersi durante l’incontro riguarda il ruolo dell’umorismo. A una lettura superficiale potrebbe sembrare che la comicità dei romanzi di Kinsella abbia semplicemente reso più leggere le storie raccontate. In realtà il suo utilizzo dell’ironia possiede un significato culturale molto più profondo. Per secoli le donne sono state rappresentate all’interno di schemi che privilegiavano la compostezza, la grazia, il sacrificio e la serietà. Persino nella letteratura, le figure femminili memorabili erano spesso quelle che soffrivano, attendevano, rinunciavano o combattevano contro avversità straordinarie. Molto più raramente veniva attribuito valore narrativo all’imbarazzo, alla goffaggine o all’autoironia. Durante il panel è emerso perciò come Kinsella abbia contribuito a cambiare questo paradigma. Le sue protagoniste possiedono la capacità di raccontare sé stesse attraverso l’umorismo, una differenza  fondamentale perché trasforma la donna da oggetto della narrazione a soggetto della narrazione. Rebecca Bloomwood non viene osservata dall’esterno con uno sguardo giudicante: è lei a interpretare la propria esperienza, a trovare un significato nelle proprie figuracce. È lei a trasformare l’errore in racconto. In questo, senso l’autoironia diventa una forma di libertà. Permette alle protagoniste di sottrarsi all’obbligo della perfezione e di costruire una relazione più autentica con le proprie fragilità. Il lettore non ride di loro; ride insieme a loro, riconoscendo nei loro difetti qualcosa di profondamente umano. Le protagoniste di Sophie Kinsella e il rifiuto della perfezione Uno degli aspetti che continuano a rendere attuali i romanzi di Kinsella riguarda la rappresentazione dell’età adulta: nella cultura contemporanea, esiste una pressione costante verso il raggiungimento di determinati traguardi. Entro una certa età si dovrebbe avere una carriera definita, una stabilità economica, relazioni soddisfacenti e una chiara consapevolezza di ciò che si vuole dalla vita. Le protagoniste di Kinsella mettono in discussione questa narrazione. Come ha osservato Elisa Serra nel corso del panel, molte delle sue eroine hanno superato i venticinque o i trent’anni e continuano a sentirsi incerte rispetto al proprio futuro. Non possiedono tutte le risposte, non hanno risolto ogni problema né si presentano come modelli di realizzazione personale. Questa caratteristica, che all’inizio degli anni Duemila appariva quasi controcorrente, oggi risulta straordinariamente moderna. La vita adulta raramente assomiglia al percorso lineare che la società continua a proporre. Le persone cambiano lavoro, modificano le proprie priorità, attraversano crisi personali e ridefiniscono continuamente la propria identità. La sensazione di essere ancora in costruzione, oggi lo sappiamo bene, più che rappresentare un’anomalia è condizione condivisa da moltissimi individui nati negli anni Ottanta e Novanta,  Kinsella è stata una delle prime autrici di enorme successo commerciale a raccontare questa realtà senza trasformarla in una mancanza da correggere. Le sue protagoniste non vengono giudicate perché non hanno raggiunto una forma definitiva di stabilità e la loro evoluzione personale coincide proprio con la capacità di accettare la complessità della propria esistenza. L’amore nei romanzi di Sophie Kinsella: una rivoluzione silenziosa Anche il modo in cui Kinsella rappresenta le relazioni sentimentali merita una riflessione particolare. Nel corso del panel, Eleonora Fasolino ha evidenziato come i suoi romanzi abbiano contribuito a diffondere una visione dell’amore distante sia dal melodramma tradizionale sia dalle rappresentazioni più idealizzate del romance. I rapporti raccontati

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BULLISMO NELLA SCUOLA: L’IMPORTANZA DEI DOCENTI

Possiamo creare regole, prontuari, normative… ma se chi lavora nella scuola, a contatto con i ragazzi, non riconosce i comportamenti scorretti e non interviene, che si può fare? Il bullismo non è “una ragazzata”. È un comportamento ripetuto che umilia. In classe può cominciare con una battuta, un soprannome, un gruppo che esclude qualcuno in mensa. Poi può diventare spintoni, foto girate nelle chat, minacce. La vittima smette di parlare, i voti calano, le assenze aumentano. Il danno resta anche quando il campanello suona. C’è poco da fare: sono i docenti fanno la differenza. Sono gli adulti che vedono gli alunni ogni giorno che devono cogliere i segnali prima di tutti: lo studente che arriva sempre per ultimo, quello che non viene mai scelto nei gruppi, le risate che partono appena qualcuno apre bocca. Individuare è il primo passo. Significa non girare la testa quando una frase suona male, non liquidare tutto sufficienza. Cosa fare allora? Correggere. Correggere però non vuol dire solo punire. Vuol dire interrompere la dinamica. Il docente autorevole mette regole chiare e conseguenze coerenti, ma soprattutto insegna alternative: come si gestisce un conflitto, come si chiede scusa, come si difende un compagno senza diventare a propria volta aggressivi. Chi fa il bullo spesso cerca potere o approvazione. Se l’adulto risponde con coerenza, toglie pubblico al comportamento e restituisce responsabilità. È importante anche lavorare con l’intero gruppo classe: i veri alleati contro il bullismo sono gli spettatori silenziosi. Un insegnante che crea un clima in cui aiutare è normale sposta tutto il gruppo. Collaborare con famiglie, psicologo scolastico e dirigente completa la rete: nessuno ferma il bullismo da solo. I docenti non possono sostituirsi a genitori o tribunali, ma possono evitare che la scuola diventi un posto insicuro! Vedere subito, nominare il problema, intervenire con fermezza e educare alle relazioni … si può e si deve fare! Perché una classe che impara il rispetto è una classe dove si impara meglio tutto il resto! È proprio questo ciò che succede nella scuola de “La Banda +1”; grazie al prof. Salimberti, che interviene subito appena nota il disagio di Bianca, tutto finisce per il meglio.

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Capo, mi licenzio! conquista gli audiolibri: il romance di Nelli B. vola su Audible e Storytel

Il successo di un romanzo non si misura più soltanto dalle copie vendute in libreria. Sempre più lettori scelgono infatti di ascoltare le storie durante i viaggi, l’attività sportiva o i momenti di relax, trasformando il mercato degli audiolibri in uno dei settori più dinamici dell’editoria contemporanea. In questo scenario si distingue Capo, mi licenzio! di Nelli B., che sta ottenendo risultati importanti anche nel formato audio. Dalle immagini promozionali diffuse sui social emerge infatti la presenza del titolo sulle principali piattaforme di ascolto digitale, con una particolare evidenza su Audible e un ottimo posizionamento nella classifica Romance di Storytel, dove il romanzo ha raggiunto il podio della categoria. Il passaggio dal cartaceo all’audiolibro rappresenta una tappa significativa nella vita di un’opera editoriale. Non tutti i romanzi riescono infatti a mantenere intatta la propria forza narrativa attraverso la voce di un interprete. Nel caso di Capo, mi licenzio!, la combinazione tra commedia romantica, dialoghi brillanti e dinamiche sentimentali sembra aver trovato una nuova dimensione nell’ascolto. La versione audio, interpretata da Chiara Leoncini, permette ai lettori di vivere la storia in modo ancora più immersivo, valorizzando emozioni, ironia e ritmo narrativo. Un elemento che contribuisce a spiegare il crescente interesse del pubblico per il titolo. Per Nelli B. si tratta di un ulteriore traguardo in un percorso che l’ha già vista conquistare numerosi lettori nel panorama romance italiano. L’ingresso nelle classifiche degli audiolibri conferma come il romanzo continui a intercettare un pubblico trasversale, capace di seguire l’autrice attraverso formati differenti. Il fenomeno degli audiolibri, del resto, sta modificando profondamente le abitudini di lettura. Sempre più persone scoprono nuove autrici e nuovi generi proprio attraverso piattaforme dedicate come Audible e Storytel. Essere presenti nelle classifiche più seguite significa quindi ottenere una visibilità importante e raggiungere migliaia di potenziali nuovi lettori. Per Capo, mi licenzio! questo risultato rappresenta non soltanto una conferma del gradimento già ottenuto nel mercato editoriale tradizionale, ma anche la dimostrazione che le storie d’amore ben raccontate riescono a emozionare indipendentemente dal formato scelto. Scopri Land Magazine admin Giugno 4, 2026 Capo, mi licenzio! conquista gli audiolibri: il romance di Nelli B. vola su Audible e Storytel Read More admin Giugno 4, 2026 Lady Oscar doveva essere una comparsa: come Oscar François de Jarjayes rubò la scena a Maria Antonietta Quando si pensa a Lady Oscar, l’immagine che affiora immediatamente nella mente è quella di Oscar François de Jarjayes: l’ufficiale della Guardia Reale dai capelli biondi, lo sguardo fiero e Read More admin Giugno 4, 2026 Premio Strega 2026: Michele Mari guida la sestina finalista. 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Le Read More admin Maggio 31, 2026 Gli animali durante la caccia alle streghe: le vittime silenziose di una persecuzione dimenticata Quando si parla di caccia alle streghe, il pensiero corre immediatamente alle migliaia di donne accusate di stregoneria, processate, torturate e spesso condannate a morte tra il XV e il Read More admin Maggio 31, 2026 Salone del Libro di Torino 2026: l’esordio di Cristiana Rosada, una nuova voce del romance contemporaneo Prima ancora delle recensioni, delle classifiche e dei numeri, esiste un momento che ogni scrittore ricorda per sempre: quello in cui il proprio libro incontra per la prima volta i Read More admin Maggio 29, 2026 Book Nook: il nuovo hobby creativo che unisce manualità e fantasia  Negli ultimi anni il mondo del fai da te creativo ha conquistato sempre più appassionati alla ricerca di hobby manuali rilassanti e capaci di stimolare la fantasia. Tra le tendenze Read More

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