Giugno 2026

Beatrix Potter, la donna che comprava fattorie per salvare il paesaggio: una pioniera della conservazione ambientale

Quando si pronuncia il nome di Beatrix Potter, il pensiero corre immediatamente ai suoi celebri racconti illustrati per l’infanzia e al coniglietto Peter Rabbit che da oltre un secolo continua a conquistare lettori di ogni età. Eppure la sua eredità più sorprendente non si trova soltanto nelle librerie. Si estende tra le colline, i pascoli e i muretti a secco del nord dell’Inghilterra, dove l’autrice dedicò gran parte della propria fortuna a una missione che oggi definiremmo ambientalista. Molto prima che la tutela del paesaggio diventasse una priorità politica e culturale, Beatrix Potter comprese che la bellezza della natura non era una risorsa inesauribile. Per questo iniziò a comprare terreni e fattorie non per accumulare ricchezza, ma per proteggerli dalla speculazione e dall’urbanizzazione. Un amore nato dall’osservazione della natura Fin da bambina, Beatrix Potter mostrò una curiosità straordinaria per il mondo naturale. Studiava piante, insetti e funghi con rigore quasi scientifico, riempiendo quaderni di osservazioni e disegni dettagliatissimi. In un’epoca in cui alle donne era spesso preclusa la carriera accademica, sviluppò autonomamente competenze che le permisero di realizzare studi pionieristici sulla micologia. La natura non rappresentava per lei soltanto uno sfondo pittoresco. Era un ecosistema complesso, fatto di relazioni delicate che meritavano rispetto e protezione. Questa sensibilità avrebbe influenzato tanto la sua produzione letteraria quanto le sue scelte di vita. Il Lake District e la scoperta di una missione Dopo il successo editoriale di The Tale of Peter Rabbit, Beatrix Potter si trovò improvvisamente in possesso di una considerevole indipendenza economica. Decise allora di investire i guadagni acquistando una fattoria nel magnifico Lake District. Quello che inizialmente sembrava un semplice rifugio di campagna si trasformò presto in qualcosa di molto più importante. Potter osservava con crescente preoccupazione i cambiamenti che minacciavano il paesaggio rurale inglese: la modernizzazione agricola, la vendita dei terreni e il rischio che molte tradizioni locali scomparissero. Anziché limitarsi a lamentare il problema, iniziò ad agire concretamente. Comprare per proteggere Negli anni successivi l’autrice acquistò una fattoria dopo l’altra. Ogni proprietà sottratta al mercato rappresentava un pezzo di territorio salvato. La sua strategia era semplice ma straordinariamente efficace: mantenere attive le aziende agricole, preservare gli edifici tradizionali e sostenere gli allevatori locali. Non si trattava di creare una riserva artificiale, bensì di conservare un equilibrio secolare tra esseri umani e ambiente. In particolare, Potter si impegnò nella tutela della pecora Herdwick, una razza autoctona del Lake District che rischiava di essere soppiantata da allevamenti più redditizi. Divenne una delle allevatrici più rispettate della regione e contribuì in modo decisivo alla sopravvivenza della specie. Una visione moderna dell’ecologia Molte delle idee che oggi associamo alla sostenibilità erano già presenti nel pensiero di Beatrix Potter. Credeva nell’importanza della biodiversità, nella conservazione delle tradizioni agricole e nella gestione responsabile delle risorse naturali. La sua visione era particolarmente innovativa perché considerava il paesaggio come un patrimonio culturale oltre che naturale. Boschi, pascoli, sentieri e fattorie formavano un insieme inscindibile che raccontava la storia di una comunità. In un periodo in cui la parola “ambientalismo” non era ancora entrata nel linguaggio comune, Potter aveva già compreso che la distruzione del territorio significava anche la perdita di memoria, identità e conoscenza. L’eredità lasciata al futuro Alla sua morte, nel 1943, Beatrix Potter lasciò in eredità oltre quattromila acri di terreno, numerose fattorie e migliaia di capi di bestiame alla National Trust. Questo gesto contribuì in maniera determinante alla salvaguardia del Lake District, oggi riconosciuto come patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO. Molti visitatori che percorrono i sentieri della regione senza conoscere la sua storia stanno in realtà camminando attraverso paesaggi preservati grazie alla lungimiranza di una scrittrice che decise di trasformare il successo letterario in uno strumento di tutela ambientale. Scopri Land Magazine admin Giugno 15, 2026 Beatrix Potter, la donna che comprava fattorie per salvare il paesaggio: una pioniera della conservazione ambientale Read More admin Giugno 15, 2026 Un amore sbagliato così giusto: Cristiana Rosada presenta il suo romanzo a Vittorio Veneto il 27 giugno VITTORIO VENETO (TV) – Un pomeriggio dedicato alle emozioni, alla narrativa contemporanea e alla magia delle storie che parlano direttamente al cuore dei lettori. Sabato 27 giugno alle ore 17.00, Read More Silvia Dal Cin Giugno 15, 2026 PREADOLESCENTI E ANIMALI DOMESTICI Tra i 10 e i 18 anni cambia tutto: corpo, umore, amicizie, scuola. 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Un amore sbagliato così giusto: Cristiana Rosada presenta il suo romanzo a Vittorio Veneto il 27 giugno

VITTORIO VENETO (TV) – Un pomeriggio dedicato alle emozioni, alla narrativa contemporanea e alla magia delle storie che parlano direttamente al cuore dei lettori. Sabato 27 giugno alle ore 17.00, presso lo Spazio Cigno APS di Via Cosmo 23 a Ceneda, l’autrice Cristiana Rosada incontrerà il pubblico per presentare il suo romanzo “Un amore sbagliato così giusto”, pubblicato da Land Editore. L’evento, organizzato in collaborazione con Il Cigno A.P.S., offrirà ai partecipanti un’esperienza immersiva tra parole e musica. Durante il pomeriggio sono infatti previsti alcuni brani del romanzo letti da Stefano Vazzola, accompagnato dalle suggestive sonorità della chitarra di Simone Roncoletta. Al termine dell’incontro seguirà un momento conviviale con aperitivo. Una storia romantica che parla di seconde possibilità Con Un amore sbagliato così giusto, Cristiana Rosada propone una storia intensa e coinvolgente che esplora il confine sottile tra ciò che appare giusto agli occhi degli altri e ciò che invece il cuore riconosce come autentico. Attraverso personaggi realistici e sentimenti raccontati con sensibilità, il romanzo accompagna il lettore in un percorso fatto di incontri inattesi, emozioni profonde e scelte che possono cambiare il corso di una vita. Una lettura capace di conquistare gli appassionati del romance contemporaneo grazie a una scrittura delicata e sincera. Un appuntamento per gli amanti dei libri La presentazione rappresenta un’occasione speciale per conoscere da vicino l’autrice, approfondire i temi del romanzo e dialogare con chi ha dato vita ai suoi protagonisti. La formula del reading musicale contribuirà a rendere ancora più coinvolgente l’esperienza, trasformando la narrazione in un momento di condivisione culturale e artistica. L’iniziativa si inserisce nel calendario degli eventi letterari del territorio veneto, confermando il crescente interesse per gli incontri dedicati agli autori e alla promozione della lettura. Informazioni sull’evento Evento: Presentazione del romanzo Un amore sbagliato così giustoAutrice: Cristiana RosadaData: Sabato 27 giugno 2026Orario: Ore 17.00Luogo: Spazio Cigno APS, Via Cosmo 23, Ceneda – Vittorio Veneto (TV)Reading: Stefano VazzolaAccompagnamento musicale: Simone Roncoletta (chitarra)A seguire: Aperitivo finale L’ingresso all’evento è aperto al pubblico fino a esaurimento posti.   Scopri Land Magazine admin Giugno 15, 2026 Un amore sbagliato così giusto: Cristiana Rosada presenta il suo romanzo a Vittorio Veneto il 27 giugno VITTORIO VENETO (TV) – Un pomeriggio dedicato alle emozioni, alla narrativa contemporanea e alla magia delle storie che parlano direttamente al cuore dei lettori. Sabato 27 giugno alle ore 17.00, Read More Silvia Dal Cin Giugno 15, 2026 PREADOLESCENTI E ANIMALI DOMESTICI Tra i 10 e i 18 anni cambia tutto: corpo, umore, amicizie, scuola. 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PREADOLESCENTI E ANIMALI DOMESTICI

Tra i 10 e i 18 anni cambia tutto: corpo, umore, amicizie, scuola. In questo caos che sono preadolescenza (9/10 -12 anni) e adolescenza (13-18 anni), un animale domestico diventa spesso un punto fermo. Non giudica, non mette like, non chiede spiegazioni se una giornata è andata storta! Dare da mangiare al cane, pulire la lettiera del gatto, portare il criceto dal veterinario sono compiti concreti. Per un preadolescente vuol dire imparare la responsabilità senza lezioni teoriche. Se salto la passeggiata, il cane ne soffre. Se mi dimentico la ciotola, il gatto me lo fa capire. È causa ed effetto, chiaro e immediato. Questa routine aiuta anche a gestire il tempo, a rispettare impegni, a sentirsi utili. Per molti ragazzi insicuri, sapere che un essere vivente dipende da loro rafforza l’autostima. E poi… gli animali sono spesso un supporto psicologico che non parla ma comprende tutto. Gli animali, si sa, abbassano lo stress. Accarezzare un cane fa produrre ossitocina e riduce il cortisolo. Dopo un litigio con i genitori o una verifica andata male, il gatto che fa le fusa sul letto vale più di mille consigli. I pets ascoltano senza interrompere. Per un adolescente che fa fatica a esprimere emozioni, parlare al proprio cane è spesso il primo passo per aprirsi anche con le persone. Studi e pet therapy lo confermano: la presenza di un animale riduce ansia, senso di solitudine e sintomi depressivi. Per i ragazzi con DSA, autismo o fobia sociale, il pet diventa un mediatore. Aiuta a rompere il ghiaccio con i coetanei: portare il cane al parco crea occasioni di dialogo più semplici di una chat. Non è solo coccole, però! Attenzione: un animale non è un antidepressivo da comprare. Richiede tempo, soldi, pazienza. Se la famiglia adotta solo “per fare contento” il figlio, il rischio è che il peso ricada tutto sui genitori o che l’animale venga trascurato appena l’entusiasmo cala. La scelta va condivisa e valutata.Quando funziona, il legame è potente. Bianca, de “La Banda +1” lo sa bene: meno male che c’è Troll, un cane brutto ma estremamente amato. L’adolescente impara empatia, gestione della frustrazione e cura dell’altro. Il pet, in cambio, restituisce presenza costante in un’età in cui tutto sembra provvisorio. Crescere con un animale vuol dire avere un alleato silenzioso che ti insegna che volere bene è anche portare fuori il cane alle 6 di mattina, anche se tu hai ancora sonno!

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Giappone360: il museo di Hiroshima

A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Lathar Lathar – Zero Hiroshima: il museo che si attraversa con lo stomaco C’è un silenzio particolare che si posa addosso quando entri nel Peace Memorial Museum di Hiroshima. Non è il silenzio educato dei musei, quello fatto di passi attutiti e voci abbassate per rispetto delle opere. È un silenzio diverso, più antico, quasi fisico: la sensazione che tutti, lì dentro, stiano trattenendo lo stesso respiro.  Il museo è diviso in due parti, e questa divisione non è un dettaglio architettonico. È una scelta che ti accompagna, come se qualcuno avesse capito che certe cose vanno raccontate in un ordine preciso: prima il cuore, poi la mente. Prima le persone, poi la Storia. E io, ingenuamente, credevo di sapere già tutto. Parte prima: Le persone, prima dei numeri La cosa che mi ha colpito subito, e che continuo a portarmi dentro, è che il museo non cerca di impressionarti con le cifre. Le cifre ci sono, certo, e sono enormi, disumane, impossibili da afferrare davvero. Ma non è quello che ti spezza. A spezzarti sono gli oggetti. Le cose piccole. Le cose di tutti i giorni. Un orologio fermo alle 8 e 15. Una scatola del pranzo annerita, con il riso ormai diventato carbone, che una madre aveva preparato all’alba per un figlio che non sarebbe tornato a mangiarlo. Un triciclo arrugginito. Una divisa scolastica strappata. Ognuno di questi oggetti ha un nome accanto, e una storia, e quella storia ti entra dentro senza chiedere permesso. Perché non parla di guerra in astratto: parla di un bambino che quella mattina si era allacciato le scarpe, di una ragazzina che era uscita di casa salutando, di una vita identica alla tua interrotta in un istante. E poi ci sono le scarpette rosse. Non so spiegare perché, tra tante testimonianze, siano state proprio quelle a farmi cedere. Forse perché il rosso, in mezzo a tutto quel grigio bruciato, era ancora vivo. Erano le scarpette di una bambina, comprate da una madre come si comprano le scarpe ai figli: con quella piccola felicità quotidiana che diamo per scontata. La bambina le adorava, le metteva e non voleva più toglierle. Poi venne il 6 agosto, e di lei non rimase quasi nulla; il peso esatto di un’assenza, che nessun numero potrebbe quantificare. È stato lì che mi sono accorto di avere le lacrime agli occhi. E quando ho alzato lo sguardo, ho capito di non essere solo. C’erano persone ferme davanti alle vetrine, immobili, alcune con una mano sulla bocca. Un mio compagno di viaggio, uno di quelli che si definisce sempre “duro”, che dei sentimenti fa quasi una battuta, aveva gli occhi lucidi e fingeva di guardare altrove. Ottima posizione, quella a metà mostra, per il bagno. Parte seconda: La Storia, e tutte le sue domande Quando entri nella seconda parte, qualcosa cambia. L’aria sembra meno densa, la mente ricomincia a funzionare, e il museo, con delicatezza, ti invita a fare un passo indietro per guardare il quadro intero. Dopo averti mostrato i volti, ti mostra il contesto. Qui si parla del perché. Della guerra che da anni divorava il Pacifico, delle decisioni prese in stanze lontanissime da Hiroshima, della logica spietata di un conflitto che sembrava non avere fine. Si parla delle conseguenze: non solo le decine di migliaia di morti immediate, ma quello che venne dopo: le radiazioni, le malattie che si manifestarono negli anni, i sopravvissuti, gli hibakusha, che portarono nel corpo e nella memoria un fardello che nessuno avrebbe dovuto portare. E si parla di ciò che quel lampo cambiò per sempre nel mondo intero: l’ingresso dell’umanità in un’epoca in cui, per la prima volta, possediamo gli strumenti per cancellarci da soli. Ti chiedi come sia stato possibile. Ti chiedi cosa significhi davvero il progresso, se la stessa intelligenza che ci ha portato fin qui può anche distruggere tutto. Ti chiedi, soprattutto, se abbiamo imparato qualcosa, e guardando il mondo di oggi, la risposta non è mai del tutto rassicurante. Uscendo Sono uscito nel parco, sotto un cielo limpido, con il fiume che scorreva tranquillo come se nulla fosse mai accaduto. In lontananza, la cupola scheletrica della Genbaku Dome, lasciata in piedi così com’era, ferita ma non caduta. E ho pensato che forse è proprio questo il senso di un posto come Hiroshima: non commemorare la morte, ma proteggere la vita. Non si visita il Peace Memorial Museum per sapere cosa è successo. Quello lo si può leggere ovunque. Lo si visita per sentire cosa è successo, e per uscirne un po’ diversi da come si era entrati. Io lo sono. E credo, sinceramente, che dovrebbe esserlo chiunque. ———————- Piacere, sono Lorenzo!Italianissimo, genovese, e da sempre appassionato del Giappone. Ho incontrato questa cultura per la prima volta attraverso il karate, grazie a una tradizione di famiglia di cui vi parlerò in futuro. Da bambino ho iniziato con anime e manga, e col tempo mi sono innamorato di un mondo che, però, ho capito presto di non dover idealizzare. Alla fine ho avuto la fortuna di andarci di persona e di stringere amicizie con diversi giapponesi con cui mantengo ancora oggi rapporti regolari. Nel frattempo studio con calma la lingua e sento sempre più il desiderio di raccontarvi, attraverso vari episodi, un Paese affascinante e complesso, pieno di sfaccettature e contraddizioni. È davvero il Paese perfetto?O piuttosto un luogo dove è facile vivere, ma difficile respirare?Forse la verità sta nel mezzo… ma in quale forma? Scopritelo insieme a me in questo viaggio!E, piccola curiosità: il protagonista del mio primo libro fantasy (Lathar) si chiama Hito (una parola giapponese…), mentre la protagonista del secondo (Lathar Zero) porta il nome Nagisa. Chissà cosa significherà?  

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Land Editore: l’11 giugno escono Cold Land e Aèlys – L’orgoglio domato

L’11 giugno porta due nuove pubblicazioni nel catalogo di Land Editore, disponibili da oggi. Due opere molto diverse per ambientazione e atmosfere, ma accomunate dalla capacità di coinvolgere il lettore fin dalle prime pagine: il crime corale di Cold Land – Racconti dalle terre del delitto e il romanzo storico Aèlys – L’orgoglio domato di J.F. Petitjean de La Rosière. Cold Land: un viaggio nelle terre del mistero Per gli amanti del crime, del noir e delle storie che esplorano i lati più oscuri dell’animo umano, arriva Cold Land – Racconti dalle terre del delitto, antologia curata da Claudio Secci. Il volume raccoglie racconti firmati da autori diversi, accomunati dall’attenzione per il mistero, l’indagine psicologica e le tensioni che si nascondono dietro la quotidianità. Delitti, segreti, inquietudini e colpi di scena si intrecciano in una raccolta che offre molteplici prospettive sul genere crime contemporaneo. Ogni racconto rappresenta una porta aperta su un universo differente, dove nulla è come sembra e dove il lettore è chiamato a confrontarsi con le zone più fredde e imprevedibili della natura umana. Aèlys – L’orgoglio domato: il ritorno di una protagonista indimenticabile Disponibile online da oggi anche Aèlys – L’orgoglio domato, secondo volume della serie La bella e la bestia firmata da J.F. Petitjean de La Rosière. Ambientato in un contesto storico accuratamente ricostruito, il romanzo segue il percorso di crescita della protagonista Aèlys, una donna forte e complessa che si trova a combattere contro convenzioni sociali, pregiudizi e sentimenti difficili da governare. Tra passioni, conflitti interiori e relazioni che mettono alla prova il carattere dei personaggi, l’autrice costruisce una storia intensa, capace di unire il fascino del romanzo storico a una profonda attenzione per l’evoluzione psicologica dei protagonisti. Due nuove letture disponibili online Con queste due nuove uscite digitali, Land Editore continua a proporre storie capaci di soddisfare gusti differenti: da un lato il fascino oscuro del crime e del mistero, dall’altro l’eleganza senza tempo del romanzo storico. Cold Land e Aèlys – L’orgoglio domato sono disponibili da oggi negli store online, pronti a conquistare lettori in cerca di suspense, emozioni e grandi storie da vivere pagina dopo pagina.

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