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Film storici da non perdere se ami il romanticismo (parte due)

Di Cristina Ferri Il cinema ha sempre avuto il potere di trasportarci in epoche passate, immergendoci in storie di amore, passione e avventura. Tra i generi cinematografici più affascinanti c’è quello dei film storici, che ci permette di esplorare periodi ricchi di fascino e romanticismo. Se sei un appassionato di romanticismo e desideri vivere grandi storie d’amore attraverso lo schermo, ecco una lista di film storici che non puoi assolutamente perdere. La duchessa Nel film troviamo la diciassettenne Georgiana Spencer che viene data in sposa a William di Devonshire, duca dal carattere freddo ed egocentrico, che mette subito in chiaro di desiderare un erede maschio. L’uomo non nasconde la propria delusione alla nascita di due femmine. Ritrovandosi con un marito arrogante e autoritario, che è l’unico uomo in Inghilterra a non amarla, Georgiana si rifugia nella moda, nel gioco e nella politica; sostiene apertamente Charles Grey, suo amico di infanzia di cui è attratta, e per il suo sapersi muovere in politica diviene un’icona della sua epoca… Il personaggio femminile è intrigante, ben riuscito. Consigliato agli amanti del genere storico. Fonte foto: Di Utente:Roberta L A. – http://www.apple.com/trailers/paramount_vantage/theduchess/, Copyrighted, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=2053725 Jane Eyre Il film segue passo passo il romanzo di formazione di Charlotte Brontë. L’orfana Jane Eyre viene accolta in tenera età dalla famiglia dello zio materno. Quest’ultimo, in punto di morte fa promettere alla moglie di occuparsi della bambina come fosse figlia sua. Tuttavia, la donna, che è fredda e rigida, non sopporta la presenza della nipote. Assieme ai suoi figli la maltratta continuamente spingendola alla ribellione. A causa del suo comportamento, Jane viene cacciata e mandata nel rigido collegio di Lowood. Divenuta adulta, Jane viene assunta come istitutrice della piccola Adèle Varens, pupilla del signor Edward Rochester, il ricco proprietario della tenuta di Thornfield Hall… Consigliato a chi crede nelle donne forti, indipendenti, a chi sogna le storie d’amore da favola con un pizzico di gotico e a chi apprezza il romanticismo. “Sapevo che mi avreste fatto del bene. L’ho visto nei vostri occhi, fin dalla prima volta. La loro espressione non mi ha colpito nel profondo di me stesso senza una ragione.” The Young Victoria Il film segue la giovinezza della regina Victoria, da un anno prima che salisse al trono sino alla nascita della sua primogenita. In particolar modo, nel film viene sottolineato il rapporto con il marito, il principe Alberto e la loro appassionante storia d’amore. Curiosità storica: Sono celebri le fughe d’amore di Vittoria e Alberto nelle Highlands. I due, rifugiandosi presso le locande, si firmavano spesso come Lord and Lady Churchill.” “Mia cara Victoria, saranno giorni colmi di tristezza, immagino quanto il Re vi stia a cuore. Mi permettete di offrirvi il mio conforto, sebbene a distanza? Non posso essere lì con voi, allora spero che possiate udire la mia voce nella musica che vi mando. Conoscete il mio amore per Schubert. Questo è ‘Il canto del cigno’ e lo suono tenendo voi nel mio cuore.” Fonte foto: Di screenshot realizzato da RanZag – DVD, Copyrighted, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=2343031 Bright Star 1818: La trama verte sugli ultimi tre anni di vita del poeta britannico John Keats, considerato uno dei letterati più significativi del Romanticismo. Il film non è la storia di John Keats, ma la storia di come Fanny si innamora di lui e della sua poesia. Fanny Brawne, ragazza indipendente e schietta, appassionata di cucito e ricamo, mostra la propria personalità indossando abiti disegnati e confezionati da lei stessa. Infatti, attraverso il colore dei suoi abiti, sarà in grado di far trapelare i suoi stati d’animo. Film delicato, dedicato ai sognatori. “Vorrei quasi che fossimo farfalle e vivessimo appena tre giorni d’estate, tre giorni così con te li colmerei di tali delizie che cinquant’anni comuni non potrebbero mai contenere…” Piccole donne La storia, tratta dall’omonimo romanzo della Alcott, narra di quattro giovani donne determinate a seguire i propri sogni. Jo si distingue dalle altre per la sua indole; il suo istinto di ribellione e la sua voglia di indipendenza fanno di lei un’eroina moderna. La giovane desidera affermarsi come scrittrice, tuttavia, per raggiungere il proprio scopo, deve scrivere ciò che le che la gente vuole leggere… Il rapporto tra sorelle, la figura femminile nella società, sogni e delusioni, amicizia e famiglia sono le tematiche affrontante. “Le donne hanno una mente, hanno un’anima non soltanto un cuore! Hanno ambizioni, hanno talenti e non soltanto la bellezza! Sono così stanca di sentir dire che l’amore è l’unica cosa per cui è fatta una donna, sono così stanca di questo!” Libri di Cristina Ferri VAI AL LIBRO LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More Cinema Film storici da non perdere se ami il romanticismo (parte uno) 09.02.24 società Premio Strega, ecco i primi 10 candidati (7 uomini e 3 donne) 09.02.24 scrittura creativa L’ansia di pubblicare un libro a tutti i costi: una riflessione 09.02.24 libri Perché il romantasy piace tanto? 08.02.24 scrittura creativa Cafè, bar, pub: conoscete la differenza? 07.02.24 ricette Ricetta del caffè pan di stelle 06.02.24 scrittura creativa Quali sono i trope che si possono trovare in un romance? (parte due) 05.02.24 Music Perché Sanremo è Sanremo! I pronostici delle vintage girls 04.02.24

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Perché mio figlio non gioca da solo?

A cura di Rubrica ApertaMente. Chiedi alla Psicologa. Mi presento, sono Isabella Vinci e sono una psicologa perinatale e del neurosviluppo, oltre a essere una TNPEE (sigla per indicare un lavoro dal nome impronunciabile, ossia Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva). Mi occupo di bambini da più di vent’anni e di genitori da oltre un decennio, perché il mondo dell’infanzia è un universo in espansione, in cui è davvero molto facile perdersi. Motivo per il quale nasce questa rubrica interattiva, in cui ho raccolto alcune domande proposte dai genitori. Corretto da Sabrina Dattola   Lei chiede:Perché mio figlio non gioca da solo? Questa è una domanda curiosa, perché di solito è la preoccupazione contraria che muove i genitori verso la richiesta di un’indagine più approfondita. Il gioco è una questione seria per i bambini. Se hanno deciso di coinvolgervi nella loro attività potrebbero esserci più motivazioni. Ne sottolineerò alcune, sebbene bisognerebbe sempre tenere conto dello sviluppo del singolo bimbo e della sua specifica situazione.. I bambini vivono attraverso il gioco: imparano a camminare, a vestirsi da soli, a mangiare in autonomia, imparano anche a parlare e a immaginare tramite il gioco. Tuttavia all’inizio c’è qualcuno che veicola questo gioco con loro, che mostra loro tramite l’imitazione come fare e quando farlo. Motivo per cui, nel momento in cui il loro mondo interiore diventa via via più complesso, esprimono la necessità di rendere partecipi i loro genitori e caregiver di quello che stanno pensando e vivendo, coinvolgendoli nel loro gioco. Dal loro punto di vista, stanno permettendo a noi adulti di conoscerli meglio e di certo ci fanno un favore, perché hanno appreso da noi tramite il gioco e ci stanno restituendo la cortesia. In quel momento, siamo noi che apprendiamo dai nostri figli. Un’altra motivazione che spinge i bambini a chiedere ai genitori costanti attenzioni nel gioco è il loro altruismo. Se si annoiano, pensano che anche gli adulti stiano provando quella terribile noia. Allora perché non giocare insieme? L’altruismo, secondo studi recenti, è presente fin da giovanissimi: a nove mesi, se chiederete loro aiuto nel cercare qualcosa fingendo di non conoscerne la posizione, vi indicheranno dove è collocato nella stanza. [Micheal Tomasello, Altruisti nati, Ed. Bollati Boringhieri] Pertanto, quando si annoieranno e vorranno degli stimoli diversi da quelli che l’ambiente propone loro, verranno a cercare la loro inesauribile fonte di informazioni e intrattenimento: i genitori. Poco importa che mamma o papà suggeriscano ai figli le stesse attività che avrebbero potuto avviare in autonomia: siccome verranno coinvolti sarà di certo un gioco migliore. Siamo esseri sociali a ogni età, indipendentemente dall’inclinazione estroversa o introversa di ognuno di noi. Per questo il bambino cercherà sempre, in qualche misura, la presenza dell’altro. Se poi l’altro è una persona cara, sarà più semplice che non si preoccupi se la sta disturbando, perché dà per scontato che non sia così. La sta anzi coinvolgendo nel suo gioco, perché la vede a casa e quando è a casa vuol dire che è con lui. La crescita dello smart working post pandemia non ha cambiato questa prospettiva agli occhi dei bambini. Se i genitori sono casa possono essere coinvolti, è quasi un obbligo morale del bambino farlo. Non importa se vi faranno impazzire con le loro costanti richieste e di certo non importa che capiscano oggettivamente che mamma o papà stanno di fatto lavorando a un computer: il loro benessere sarà dettato dal giocare con voi. Alcuni modi per aiutarli a rispettare anche i vostri tempi sarà spiegar loro che state lavorando e fare dei piccoli compromessi, per esempio concordare che per ogni gioco svolto insieme, per un determinato tempo dovrete dedicarvi al lavoro. Spero di essere stata esaustiva e, se avete altre domande, non esitate a scrivere alla redazione. A presto! vai al libro

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Questo non lo puoi (più) leggere. Il caso Dahl e la censura nei libri per bambini

A cura di Corretto da Silvia Bonacina   La sensibilità generale è cambiata, è vero. Anche l’attenzione alle parole e al loro significato è cambiata  quasi sempre. Per questo il celeberrimo autore Roald Dahl è stato censurato. Nei suoi libri (dalle prossime ristampe) non troveremo più, a quanto pare, i termini “grasso”, “brutto”, “nano” ecc. L’editore Puffin ha infatti deciso, in accordo sembra con gli eredi dell’autore, di eliminare dalle opere di Dahl i termini più espliciti, molto usati e caratteristici dello scrittore gallese. Per non urtare la sensibilità dei nuovi lettori, gli Oompa Loompa non saranno più nani ma “piccole persone” e via discorrendo. Per promuovere l’accessibilità e l’inclusione nella letteratura per l’infanzia… si sta facendo censura? Il mondo della cultura si è fortemente ribellato. Moltissime sono state le polemiche, sia tra gli addetti ai lavori che tra i lettori.  Ci si chiede infatti se questa sia davvero inclusività e se la sete del politicamente corretto possa far male alla letteratura. Non sarebbe più opportuno, chiedono in molti, conservare i libri come sono stati ideati, fornendo magari in modalità scritta o verbale degli elementi chiarificatori per i giovani lettori? Non basterebbe spiegare loro che i libri, così come i film o le tradizioni, sono figli della cultura e del tempo in cui sono scritti, girati ecc.? Ricordiamoci che Dahl è pur sempre un uomo nato nel 1916 e che ovviamente la sua scrittura non potrà essere esente da stereotipi di genere e fisici. Non possiamo considerare scontato che determinati stereotipi siano ormai anacronistici e i bambini lo possano percepire autonomamente? Per i giovani lettori il rischio è che un’opera edulcorata, se non addirittura travisata, risulti ingannevole.   Oppure è un bene che espressioni denigratorie non si trovino più nei libri? Dahl è noto per il suo stile non politicamente corretto, per le storie dove gli adulti spesso fanno la figura dei fessi o dove i bambini possono trasformare le streghe in topi, per il suo stile irriverente e scanzonato… questo editing si può considerare troppo invasivo? È un segnale dell’evoluzione dei tempi?   E questa evoluzione… ci piace? Io personalmente ho fatto dell’inclusione uno degli aspetti a cui tengo maggiormente, nelle storie per bambini che scrivo. Credo sia importante parlare alle nuove generazioni con termini rispettosi e insegnare il rispetto da portare a tutti. Questo però non mi ha mai fatto pensare di riscrivere i classici, che, ripeto – a costo di sembrare petulante – devono essere letti e inseriti nella cornice del loro tempo. (Leggi anche l’articolo sui Sensitivity readers, presente sul Magazine online) LEGGI ANCHE firstletter 22.04.23 Il primo progetto First Letter sta per vedere la luce: presentazione di Silvia Dal Cin e Matteo Della Libera Grandi novità in casa First Letter Editrice: il progetto è ufficialmente avviato, e al Salone del libro di Torino di quest’anno verrà presentato il primo Read More firstletter Questo non lo puoi (più) leggere. Il caso Dahl e la censura nei libri per bambini 15.02.24 firstletter Octopus’s Garden di Beatles e Ben Cart: la recensione di Land Magazine 28.01.24 firstletter L’istinto materno esiste? 21.01.24 firstletter Scegliere il liceo giusto per i propri figli: consigli utili 18.01.24 firstletter Cosa fare se tuo figlio non crede più a Babbo Natale? 06.01.24 firstletter Intervista a Burabacio: la gentilezza è uno stile di vita 31.12.23 firstletter Tutti pazzi per i libri per bambini: Alcuni dati su vendite e preferenze dei lettoriTutti pazzi per i libri per bambini: 30.12.23 firstletter Peter Pan: storia e origini di una figura globale 30.12.23

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“Non è romantico?”: la recensione di Land Magazine

Di Cristina Ferri Quante di voi, in questa giornata dedicata agli innamorati, non desiderano fiori né gesti eclatanti e considerano questa giornata un giorno come tanti? È sicuramente di questo parere la protagonista di Non è romantico, film irriverente del 2019 diretto da Todd Strauss -Schulson. Natalie (Rebel Wilson), la protagonista di questo particolarissimo chick-lit è il contrario di quanto ci si aspetterebbe in un romance: ha bassa autostima, non sogna il principe azzurro, non desidera essere salvata, non ama le commedie romantiche come la sua collega Whitney né tantomeno crede nel romanticismo. Natalie è talmente ottusa riguardo l’argomento da non accorgersi che Josh, il suo collega, è segretamente innamorato di lei. Tuttavia, le cose cambieranno presto, e Natalie si ritroverà ad affrontare un mondo a lei totalmente estraneo. A seguito di un incidente, dopo essere stata aggredita in metro, Natalia sbatte la testa contro un palo e si ritrova, una volta sveglia, catapultata all’interno di una commedia romantica che non risparmia di certo i cliché del romance: migliore amico gay, belloccio che le fa la corte, casa da sogno, situazione lavorativa stravolta, cuoricini e buonumore ovunque. Il tutto condito da occhi dolci e da colonne sonore pop che richiamano i migliori film romantici. Noleggialo su Prime Video Fai clic qui Le scene di nudo vengono skippate direttamente al giorno dopo, così come la scena di sesso con il belloccio, che non viene neanche menzionata, causando una sorta di fastidio nell’animo della protagonista e più di una risata nello spettatore. Disgustata da tanto romanticismo, desiderosa di lasciare quel mondo che non sente suo, la nostra protagonista cercherà in tutti i modi di tornare nel mondo reale. Un film brillante, divertente, che usa l’ironia per parlare del genere romantico senza mai scadere nella banale parodia. Una satira sulle commedie romantiche che mette in luce l’accettazione di se stessi. Un film consigliato a tutte le donne romantiche e non. E tu, che tipo sei? Sei un tipo romantico o il romanticismo proprio non fa per te? Scrivicelo nei commenti. Un mese di prime video gratis per i nostri lettori Iscriviti qui Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More società L’impatto ambientale dell’intelligenza artificiale: sfide e opportunità per la sostenibilità 13.02.24 società Le festività in Inghilterra: differenze con l’Italia 13.02.24 scrittura creativa Distopie: come iniziare a scriverne una 12.02.24 recensioni Mitica Astrid, la videorecensione di Land Magazine 12.02.24 storia Lady Diana e La Duchessa Spencer: non solo parenti, ma con un destino simile 09.02.24 Cinema Film storici da non perdere se ami il romanticismo (parte uno) 09.02.24 società Premio Strega, ecco i primi 10 candidati (7 uomini e 3 donne) 09.02.24 scrittura creativa L’ansia di pubblicare un libro a tutti i costi: una riflessione 09.02.24

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L’impatto ambientale dell’intelligenza artificiale: sfide e opportunità per la sostenibilità

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (IA) ha rivoluzionato molteplici settori, offrendo soluzioni innovative e migliorando l’efficienza in diversi ambiti. Tuttavia, insieme ai suoi benefici, sorge una crescente preoccupazione riguardo al suo impatto sull’ambiente. L’IA, infatti, non è immune da problematiche legate all’inquinamento e al consumo di risorse. In questo articolo, esploreremo le sfide ambientali associate all’IA e le opportunità per sviluppare tecnologie più sostenibili. Consumo energetico e produzione hardware Uno dei principali fattori che contribuisce all’impatto ambientale dell’IA è il suo elevato consumo energetico. I modelli di IA richiedono grandi quantità di energia per l’addestramento e l’esecuzione delle operazioni, specialmente quelli più complessi come i modelli di deep learning. Questo può portare a un aumento della domanda di energia e alle emissioni di carbonio, specialmente se l’energia utilizzata proviene da fonti non rinnovabili. C’è poi da dire che la produzione di hardware specializzato per l’IA, come le GPU ad alte prestazioni, comporta l’uso intensivo di risorse e può generare inquinamento attraverso l’estrazione di materiali, la produzione e lo smaltimento dei componenti. Questo ciclo di vita del prodotto deve essere attentamente valutato e gestito per ridurre il suo impatto ambientale complessivo. Rischi ambientali indiretti Oltre al consumo energetico e alla produzione hardware, l’IA può avere impatti ambientali indiretti attraverso il suo utilizzo in diversi settori. Ad esempio, l’automatizzazione dei processi industriali può influenzare l’uso del suolo, le risorse idriche e la produzione di rifiuti. Inoltre, l’implementazione di sistemi di IA nelle attività agricole può portare a cambiamenti nei modelli di coltivazione e nell’uso dei pesticidi, con potenziali conseguenze negative sull’ambiente. VAI AL CORSO Opportunità per la sostenibilità Nonostante le sfide, l’IA offre anche opportunità significative per affrontare le sfide ambientali e promuovere la sostenibilità. L’ottimizzazione dei processi industriali attraverso l’utilizzo dell’IA può ridurre lo spreco di risorse e l’inquinamento. Inoltre, i sistemi di monitoraggio ambientale basati sull’IA possono aiutare a identificare e gestire i problemi ambientali in modo più efficiente, consentendo interventi tempestivi per la protezione dell’ambiente. Per massimizzare il potenziale dell’IA per la sostenibilità, è essenziale adottare approcci responsabili nella progettazione, nello sviluppo e nell’implementazione di queste tecnologie. Ciò include l’adozione di soluzioni energetiche rinnovabili, il riciclo dei componenti hardware, e l’uso responsabile delle risorse naturali. Inoltre, è fondamentale incoraggiare la ricerca e lo sviluppo di algoritmi e modelli di IA più efficienti dal punto di vista energetico e meno impattanti sull’ambiente. admin Febbraio 13, 2024 L’impatto ambientale dell’intelligenza artificiale: sfide e opportunità per la sostenibilità Read More admin Febbraio 13, 2024 Le festività in Inghilterra: differenze con l’Italia A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Febbraio 12, 2024 Distopie: come iniziare a scriverne una Scrivere distopie: guida pratica per creare mondi oscuriLa scrittura di distopie offre agli autori l’opportunità di esplorare mondi futuri oscuri, sottolineando le sfide e le riflessioni della società contemporanea. Creare Read More admin Febbraio 12, 2024 Mitica Astrid, la videorecensione di Land Magazine A cura di Videorecensione di “Mitica Astrid: la casa infestata”, Edita Terre di Mezzo Editore Post di @landeditore Visualizza su Threads LEGGI ANCHE firstletter 22.04.23 Il primo progetto First Letter Read More admin Febbraio 9, 2024 Lady Diana e La Duchessa Spencer: non solo parenti, ma con un destino simile La storia della famiglia Spencer è ricca di fascino e intrighi, e due delle sue figure più luminose, la Duchessa Georgiana Spencer e la Principessa Diana Spencer, condividono un legame Read More admin Febbraio 9, 2024 Film storici da non perdere se ami il romanticismo (parte uno) Di Cristina Ferri Il genere storico ha il potere di trasportare gli spettatori in epoche passate, immergendoli in atmosfere ricche di fascino e dramma. 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