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Tutto ciò che dovete sapere sulle Christmas cards

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Paese che vai, tradizione che trovi. E quella delle Christmas cards è un fenomeno ancora attivo su tutto il territorio britannico.  Iniziata in Inghilterra all’epoca della regina Vittoria, più di settant’anni fa, ma che è ancora in vigore nonostante l’avvento di e-mail, messaggi sui social network o digitali. Si conta che nel 2017 sono state spedite e ricevute circa novecento milioni di cards, con non poco stress e mal di testa per il servizio postale britannico, costretto ad assumere personale extra durante il periodo natalizio per sopperire alle richieste. No cards, no Christmas In Inghilterra si dice che “una casa senza Christmas card, è come un pub senza la birra”. Inesistente. Le cartoline natalizie fanno ormai parte delle celebrazioni e vengono utilizzate assieme a festoni, vischio e agrifoglio per abbellire le proprie case.  Non è raro trovare alberi di Natale con le Christmas card appese al posto delle classiche palline.  In alcuni luoghi, il numero di cartoline che le persone ricevono è visto come una misura del loro status tra amici e vicini. È possibile acquistare le Christmas card in qualunque supermercato o negozio; tuttavia, negli ultimi anni esse sono diventate fonte di sostentamento per moltissimi enti di beneficenza, le persone adorano sapere di star facendo del bene a chi non ha le stesse possibilità e sono più propense a comprarle nei charity shops.  Dove tutto è cominciato   La tradizione delle Christmas cards inizia in Gran Bretagna nel 1843, tre anni dopo l’introduzione del “penny post”, primo servizio postale nazionale iniziato nel 1840 e oggi, quasi 200 anni dopo, le cartoline di Natale sono una tradizione in tutto il mondo.     E mentre sempre più persone inviano cartoline elettroniche e selfie di Natale ai propri amici e familiari… e anche a tutti i loro “amici” su Facebook, le cartoline virtuali non sono la stessa cosa delle tradizionali cartoline di Natale vecchio stile.  Avete mai provato ad appendere una cartolina elettronica al muro o a decorarci una stanza? Esatto, non si può fare. Inviare e ricevere Christmas cards tramite “posta ordinaria”, utilizzando una vera cartolina e una vera busta, è bello, divertente ed è una di quelle tradizioni assolutamente da mantenere e da non far morire mai. LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More società Tutto ciò che dovete sapere sulle Christmas cards 29.12.23 firstletter Mamma, aspetto un figlio! Come affrontare una gravidanza precoce 29.12.23 storia Come ci si vestiva a Capodanno ai tempi dei Bridgerton? 29.12.23 società Buk romance 2023: l’amore contro la violenza 26.12.23 società Il pandoro di Chiara Ferragni è l’ennesima occasione sprecata 23.12.23 libri Il romance che spopola: Felicia Kingsley è l’autrice più letta del 2023 23.12.23 recensioni Out of Land: Recensione di “Ian”, il nuovo romance di Francesca Palamara 23.12.23 società Elena Cecchettin persona dell’anno secondo l’Espresso 22.12.23

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Mamma, aspetto un figlio! Come affrontare una gravidanza precoce

A cura di Mamma, aspetto un bambino! Quando nasce un bambino, le abitudini di una famiglia cambiano e la vita ruota attorno a quel minuscolo esserino che sembra comandare tutti a bacchetta. Tra poppate, cambi di pannolini, colichette e ciclo del sonno ancora non regolare, molto spesso anche la vita dei genitori perde regolarità e la stanchezza si fa sentire. Cosa accade, invece, in una famiglia, quando a rimanere incinta non è la mamma ma la figlia adolescente? Immaginate il momento in cui una madre, che vede la propria figlia ancora come una bambina, i cui unici problemi sono cosa indossare alla festa dei diplomandi e come fare per superare al meglio gli esami di maturità, un giorno si sente dire: “Mamma, sono incinta!” All’improvviso la figlia non è più una bambina, ma una donna, una giovane donna che ha tradito la fiducia dei genitori. E lui? Chi è lo screanzato irresponsabile che ha messo incinta una ragazzina? Qualche volta il fidanzato storico, altre volte una fiamma di passaggio, talvolta un coetaneo oppure un ragazzo più maturo. È inutile chiedersi di chi sia la colpa del fattaccio. Entrambe le parti, innamorati o meno, sanno bene a cosa si va incontro nei rapporti non protetti e, sebbene alcuni dichiarino di affidarsi alle fasi lunari, a conteggi che puntano sulla naturalità e sulla regolarità del ciclo della donna, qui stiamo parlando di ragazzini che il più delle volte si sono lasciati andare in preda agli ormoni impazziti. Ai giorni d’oggi, non ci sono scusanti. Un errore del genere non è accettabile perché i ragazzi sanno che esiste la prevenzione.  Anche se per una madre è quasi logico dare la colpa a lui, che non si sa per quale motivo dovrebbe essere più responsabile di lei, il problema resta uno solo: fra nove mesi saranno in tre, lei, lui e il bebè. Partiamo dal presupposto che la scelta sia quella si tenere il bambino, che non ha colpa di nulla in tutto ciò, a quel punto bisogna crescere, prendersi le proprie responsabilità e svestire i panni dei ragazzini che amano divertirsi, ballare, uscire con gli amici e fregarsene degli orari. Tralasciando il caso di quei padri che non intendono riconoscere il bambino, partiamo dalla premessa che i futuri genitori abbiano un feeling. Cosa farne del proprio futuro? Vorranno essere una coppia per sempre? Non importa se una coppia di fatto o unita nel vincolo del matrimonio. La domanda è: vorranno essere una famiglia vera, con tutte le responsabilità annesse? In ogni caso, con una gravidanza precoce e inaspettata, tutto va rivisto, per prima cosa i progetti futuri.  Dopo il diploma, non ci sarà l’università o l’Erasmus in un’affascinante meta. Si potrà continuare a studiare, se lo si vuole, perché volere è potere, ma si dovrà scegliere una sede universitaria più vicina a casa e i sacrifici saranno doppi. Se poi i futuri genitori non hanno un lavoro stabile, è chiaro che il peso economico di un bimbo in arrivo ricadrà tutto sui futuri nonni. “Tutto può succedere”, una fiction televisiva molto seguita, andata in onda su Rai 1 dal 2015 al 2018, ha affrontato il tema della gravidanza precoce. La bravissima attrice Matilda De Angelis, interpreta la giovane Ambra Scaldino, neodiplomata, con un vero talento nel canto, che frequenta la prestigiosa scuola di musica della professoressa Tadini. Sembrava che l’aspettasse un futuro roseo come corista di una prestigiosa band, finché non conosce Andrea, stella promettente del nuoto. Tra i due scocca il colpo di fulmine, una storia intensa che si esaurisce nel giro di poco. I due non si conoscono bene e le incomprensioni sono tante, ma da una notte di passione Ambra resta incinta. È molto emozionante il momento in cui Ambra è costretta a rivelarlo alla madre, Sara Ferraro, interpretata da Maya Sansa. In quel momento, si percepisce lo sgomento della madre e la paura di Ambra per ciò che l’aspetta. La storia con Andrea non ha futuro, ma lei decide di tenere il bambino ed è costretta ad abbandonare la scuola di musica. Non rinuncerà però alla sua passione per il canto e continuerà a esercitarsi e a esibirsi in un locale di Roma, dove vive.  Concludendo, sarebbe il caso di dire ai più giovani che fare l’amore è meglio di fare la guerra, ma usate le giuste precauzioni…e anche un po’ la testa! LEGGI ANCHE firstletter 22.04.23 Il primo progetto First Letter sta per vedere la luce: presentazione di Silvia Dal Cin e Matteo Della Libera Grandi novità in casa First Letter Editrice: il progetto è ufficialmente avviato, e al Salone del libro di Torino di quest’anno verrà presentato il primo Read More firstletter Mamma, aspetto un figlio! 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Come ci si vestiva a Capodanno ai tempi dei Bridgerton?

Di Cristina Ferri Come ci si vestiva ai tempi di Bridgerton per le occasioni speciali?  “I libertini ravveduti sono i mariti migliori…” e ancora “Sarebbe assai mortificante che Daphne rimanesse senza prospettive matrimoniali per un’altra Stagione. Lady B. ha ancora tre figlie da maritare. Che orrore!”  Queste celebri frasi tratte da Bridgerton ci fanno subito pensare a balli e a etichetta, e adesso che le feste sono alle porte, tutti sembrano essere alla ricerca del vestito perfetto da sfoggiare l’ultimo dell’anno. Ma vi siete mai chiesti come ci si vestiva nel periodo regency per le occasioni speciali? L’età della Reggenza è il periodo della Storia dell’Inghilterra che va dal 1811 al 1820. Le caratteristiche primarie della moda regency erano:  il taglio impero dei vestiti con un forte richiamo al classicismo una maggiore comodità nel vestire grazie all’utilizzo di stoffe più leggere l’introduzione di elementi esotici sugli scialli I vestiti, con gonne soffici e libere, erano realizzati in mussola semi-trasparente, facile da lavare e da drappeggiare. La sera, soprattutto le dame aristocratiche, erano solite indossare abiti di satin, un tessuto fine, uniforme, liscio, dalla mano morbida. Gli abiti da mattina erano utilizzati perlopiù in casa, e prevedevano collo alto e maniche lunghe, mentre gli abiti da sera erano tagliati in modo stravagante e potevano essere ricamati con pizzi o decorati con nastri e ricami. Le braccia, che rimanevano scoperte, venivano nascoste con guanti da sera. Sulle spalle era invece previsto l’uso di uno scialle o di una sciarpa larga e drappeggiata, talvolta decorata. Come abbiamo visto vi era una forte distinzione fra l’abito del mattino e l’abbigliamento da sera, ma vi erano altri anche tipi di abito: da passeggio, da caccia, da viaggio, ecc. Il vestito da sera era ritenuto appropriato per le occasioni non formali che svolgevano di sera e veniva cambiato per dare un tono particolare al momento della cena, un’occasione conviviale per la famiglia che si sottolineava anche attraverso la moda. In Mirror of Graces; or the English Lady’s Costume, pubblicato a Londra nel 1811, l’autrice consigliava: «La mattina le braccia ed il seno devono essere completamente coperti sino alla gola. Per l’ora del pranzo, le braccia possono essere scoperte e le spalle scoperte con delicatezza.» Sempre in Mirror of Graces vengono elargiti alcuni esempi di colori da utilizzare adatti alle ragazze più giovani come ad esempio il rosa, il blu pervinca o il lilla. Le matrone, invece, potevano indossare colori più decisi come il viola, il nero, il cremisi, il blu scuro o il giallo. La moda in stile Regency coincide con la moda stile impero in Francia. Josephine de Beauharnais, moglie di Napoleone, fu una delle figure più influenti per la moda femminile di questo periodo. I tessuti sfoggiati alla corte di Napoleone erano principalmente seta e velluto. L’influenza neoclassica si esplicò attraverso l’uso sempre più frequente di scollature rettangolari su abiti-tunica che riprendevano le forme dei pepli antichi, con una cinta in vita, che si proponevano come l’abito ideale in particolare per le aree con climi temperati.  Gli abiti-tunica da sera avevano le maniche corte, ma per evitare il contatto con il cavaliere durante la danza venivano prolungate con lunghi guanti. L’attenzione al dettaglio in questo periodo è accurata, quasi maniacale: “Oh, e dovresti pulirmi anche le scarpe abbinate. Si sono sporcate, l’ultima volta che le ho calzate, e tu sai com’è pignola la mamma riguardo alle scarpe. Anche se sono nascoste sotto la gonna, noterebbe subito persino la più piccola macchiolina, magari mentre salgo uno scalino.” Julia Quinn – La proposta di un gentiluomo LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More storia Come ci si vestiva a Capodanno ai tempi dei Bridgerton? 29.12.23 società Buk romance 2023: l’amore contro la violenza 26.12.23 società Il pandoro di Chiara Ferragni è l’ennesima occasione sprecata 23.12.23 libri Il romance che spopola: Felicia Kingsley è l’autrice più letta del 2023 23.12.23 recensioni Out of Land: Recensione di “Ian”, il nuovo romance di Francesca Palamara 23.12.23 società Elena Cecchettin persona dell’anno secondo l’Espresso 22.12.23 storia Quali erano i giochi da fare in casa a Natale ai tempi di Jane Austen? 22.12.23 interviste Libere di scrivere dark romance: intervista a Priska Nicoly 22.12.23

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Buk romance 2023: l’amore contro la violenza

A cura di Cosa c’entrano un festival dedicato al romance e la giornata internazionale contro la violenza sulle donne? A prima vista nulla, ma in realtà non è affatto un caso che il BukRomance festival si sia svolto proprio il 25 novembre, data in cui si celebra infatti la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. «No, non è un caso per noi aver scelto questa data – spiegano Emilio Brancadoro e Roberta Luprano, organizzatori del BukRomance – È una cosa che tocca noi come organizzazione da vicino e, quando abbiamo pensato a una data nel mese di novembre in cui realizzare il BukRomance, ci è venuto spontaneo farlo cadere in concomitanza di un giorno così importante». In memoria di Elisabetta «Finita la seconda edizione – racconta Emilio Brancadoro – eravamo pronti nell’organizzazione della nuova, quando durante una riunione di lavoro un killer fa irruzione nell’edificio e uccide quattro donne. Una di loro era Elisabetta, mia amica di infanzia, poi collega e fonte preziosa di aiuto, soprattutto nella ultima fase della mia vita. È per lei, donna coraggiosa, forte e vivace che ha sacrificato la vita per salvare quella di oltre 30 persone, è per le donne che quel giorno hanno perso la vita sul lavoro per la mano violenta di un uomo senza scrupoli, è per loro che ho scelto il 25 novembre ed è per loro che anche le prossime edizioni saranno inserite in una programmazione di date tutte dedicate esclusivamente alla lotta contro la violenza sulle donne». Dopo la tragedia vissuta, il desiderio di dare il proprio contributo è diventato esigenza, dedicando questa e tutte le edizioni future del BukRomance alla lotta contro la violenza sulle donne. «Abbiamo deciso – spiegano ancora gli organizzatori – anche grazie alla collaborazione con Cinecittà World che ci ospita, di fare la nostra parte, quest’anno e anche nelle prossime edizioni. Quale miglior modo di farlo se non parlando di amore, in un evento che vede protagoniste le donne, sia come autrici che come lettrici?» Durante la giornata dedicata alla letteratura rosa, sono stati tanti i momenti di riflessione: performance con ballerine e ballerini, un flash mob durante il quale molte delle autrici presenti hanno poggiato sul palco un paio di scarpe rosse, e poi ancora dibattiti, testimonianze e interventi.   Autrici internazionali e guest star Una terza edizione ricca di emozioni con oltre mille presenze all’interno dello stand dedicato al festival. Tante le autrici presenti, da Mercedes Ron, che ha pubblicato la serie È colpa mia? da cui è tratto anche il film in onda su Prime Video, a Erin Doom, scrittrice bestseller alla sua terza pubblicazione con la Salani, passando per Rokia, Carrie Leighton, Ginevra Mantovani, Ribes Halley, Ellie B. Luin e tante altre ancora. I lettori presenti, provenienti da tutta Italia, hanno potuto prendere parte ai tanti incontri organizzati e conoscere non solo le autrici che hanno venduto milioni di copie in Italia e nel mondo, ma anche le tante new entry del panorama letterario. Oltre cento gli espositori, comprese case editrici e professionisti del settore, che hanno raccontato una parte del loro mondo ai lettori che hanno girato freneticamente tra stand e presentazioni. In tante hanno atteso per ore in fila l’arrivo di Mercedes Ron che non ha lesinato autografi e foto. Durante la presentazione sul palco, ha raccontato aneddoti e retroscena delle sue storie e ha risposto alle tante domande poste dalle sue lettrici. C’è chi ha anche chiesto se fosse rimasta contenta della trasposizione cinematografica del suo romanzo. «Sono felice di come sia stato raccontato – ha detto – anche se, devo ammettere, hanno tagliato tanto. Se avessero voluto raccontare tutto non sarebbero bastate cinque ore di film!» Grande affluenza anche per Erin Doom che è arrivata solo a metà pomeriggio. Anche per lei una sala affollata e tantissime domande sui suoi romanzi e su come siano nati. «Ho iniziato a scrivere di notte, perché di giorno studiavo – ha raccontato – e poi nessuno sapeva che io scrivessi, quindi lo facevo di nascosto». E sui progetti futuri non ha anticipato nulla ma ha annunciato l’uscita del suo quarto romanzo: «Sono ancora in fase di scrittura, ma lo sto ultimando – ha detto – posso dirvi che uscirà nel 2024». Romance e fashion show Spazio anche alla moda, grazie alla collaborazione con il Florence Book Party Christmas Edition. BukRomance e Romance Fashion Show hanno raccontato, con parole e immagini, la centralità della donna, rendendole omaggio. «La donna porta l’armonia – dicono gli organizzatori – è lei che porta quell’armonia che ci insegna ad accarezzare, ad amare con tenerezza e che fa del mondo una cosa bella!» Durante la sfilata, sono stati letti e interpretati alcuni testi incentrati sul mondo al femminile che hanno accompagnato le modelle sul palco, e rivestito l’evento di nuovi significati.   Il futuro del BukRomance Non si erano ancora chiusi i battenti della terza edizione che già era stata annunciata la data per il BukRomance 2024, ovvero il 16 novembre. Tante le conferme, ma anche molte novità. «Per prima cosa, posso confermare la location, Cinecittà World, che ci ha già ospitato quest’anno – racconta Emilio Brancadoro. Posso confermare anche la presenza del Florence Book Party Christmas Edition che ha dato un importante contributo già a questa edizione». Nonostante la data non sia più quella del 25 novembre, l’impegno contro la violenza sulle donne non si esaurisce qui. «Vogliamo continuare a lanciare un messaggio e vogliamo farlo proprio parlando d’amore – continua – perché è solo con l’amore che si può combattere la violenza. Infine, vista la risposta dei presenti e l’attenzione rivolta agli spettacoli organizzati in questa edizione stiamo valutando un arricchimento anche di questi contenuti». Si prospetta dunque un’edizione ancora più ricca, con tanti ospiti, spettacoli, eventi e dibattiti, ma soprattutto tanti, tantissimi romance tutti da leggere.  

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Il pandoro di Chiara Ferragni è l’ennesima occasione sprecata

In tutto questo gran parlare di Chiara Ferragni e del pandoro gate, in molti hanno speso parole per riflettere sul potere degli influencer di condizionare la vita delle persone, creando delle immagini di sé che raramente corrispondono alla realtà.   Per quanto sia vero che il mondo degli influencer rappresenti un modello vacuo e unicamente teso ad apparire, questo tipo di riflessione fa tanto boomer e noi di Land Magazine non ci soffermeremo ad analizzarla più di tanto, preferendo concentrarci su un’altra questione, di importanza meno filosofica ma decisamente più pratica.   Soffermiamoci quindi sull’enorme squilibrio che si crea tra i guadagni di quanti lavorano con e grazie al settore beneficenza e i fondi che finiscono nelle tasche dei più bisognosi, che riassumeremo con quest’equazione: Guadagno di Chiara Ferragni = Un milione di euro > Guadagno dell’Ospedale Regina Margherita = Cinquanta mila euro  A tal proposito, nessuno osa spendere qualche parola di troppo,  perché la verità è che il problema non è Chiara Ferragni e la pratica commerciale scorretta di cui si è resa colpevole, ma il fatto che strapagare attori, influencer e piccole e grandi celebrities è ormai una prassi consolidata da decenni, all’interno di quello che è diventato un vero e proprio business per alcuni e un’operazione di rebranding per molte aziende. Il risultato è che per ingaggiare uno sponsor celebre affinché sostenga iniziative benefiche, viene di norma destinato un budget molto più ampio rispetto a ciò che effettivamente entra nelle tasche dei destinatari di tale beneficenza. E quindi una domanda la facciamo a voi, amici lettori:   avevate davvero bisogno che Chiara Ferragni ci mettesse la faccia – guadagnandoci un milione di euro – per convincervi a sostenere l’Ospedale Regina Margherita? Davvero per fare beneficenza è così necessaria la spinta di personaggi più o meno famosi, il convincimento di influencer e attori,  e per quale ragione non viene spontaneo donare per il semplice fatto che è giusto farlo?   Ci serve davvero avere dei modelli di bontà così effimeri – come si è dimostrata Ferragni – per spingerci ad agire bene, quasi non fossimo capaci di farlo di nostra iniziativa, agendo con la nostra testa, in un gesto consapevole di rinuncia?     Parlano di noi Partner Negozio di Natale Scopri Scopri Scopri Scopri Novità assoluta Anteprima ecommerce e Amazon Scopri NOVITÀ Novità gadget Vai al negozio Le nostre box All Senza categoria agende autori land borse box corsi eventi gadget libri Narrativa offerte premade cover ebook preorder Salebox Box in halloween ☆☆☆☆☆€30.00 €20.00Add to Cart box Box in child ☆☆☆☆☆€30.00Add to Cart box Box in pink ☆☆☆☆☆€30.00Add to Cart box Box in noir ☆☆☆☆☆€30.00Add to Cart All Senza categoria agende autori land borse box corsi eventi gadget libri Narrativa offerte premade cover ebook preorder Salebox Box in halloween ☆☆☆☆☆€30.00 €20.00Add to Cart box Box in child ☆☆☆☆☆€30.00Add to Cart box Box in history ☆☆☆☆☆€30.00Add to Cart box Box in noir ☆☆☆☆☆€30.00Add to Cart 1000 copie vendute Nuova edizione presto disponibile Acquista SPICY YA ROMANCE NARRATIVA STORICI CLASSICI IN ARRIVO Guarda Guarda Guarda Nasce First Letter Editrice Scopri Guarda Guarda Guarda FANTASYDISTOPIEHORROR THRILLER Menzione Speciale premio La Girandola delle Parole Premio Letterario La campana di Burgio Finalista premio Nadia Toffa Facebook Youtube Instagram Goodreads-g Sai che siamo un sacco social? Dicono di noi Alice Titone parla di Land Editore nel programma televisivo Ali di libri – Narrativa senza spoiler

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