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Masterclass Vita d’Altri: episodio sette

In collaborazione con Katja, moya mat’-mia madre Racconto di Ingrid Sciuto Questo racconto è stato ideato e scritto da uno degli allievi della scuola di Scrittura e Storytelling Viagrande Studios, in occasione della masterclass Vita d’altri. Editing a cura di: Manuela A.De Quarto Ho deciso di scrivere per mia madre. Ho lasciato intatti gli sfondi e messo in evidenza i primi piani. Ho eliminato i collant, le bevande gassate, i segni d’aria.          Ha detto di voler tornare a casa seduta sulla sua poltrona verde, con la radio accesa e lo sguardo smarrito.  Prima le sono stati rubati i volti poi i nomi. L’Alzheimer è una macchina del tempo, mescola e rimonta le scene, ti blocca in un eterno presente, poi nel giro di un secondo ti scaraventa indietro a quando eri bambino.        Le ho scritto di suo padre, misconosciuto scrittore controrivoluzionario dedito all’alcol, tormentato da continui bruciori di stomaco, deportato in Siberia in una fumosa Russia comunista. Aveva scelto di schierarsi col male, con i giornali da strapazzo, i volantini ciclostilati, i comizi frequentati da quattro gatti, con i movimenti che non avrebbero avuto nessuna possibilità di farcela. Proprio nessuna. Nei suoi pochi anni di attività aveva collaborato con alcune riviste, scritto poesie, fatto il giornalista. In base ai rapporti stilati dalla polizia politica viene arrestato per aver diffuso materiale di propaganda antisovietica. Il processo gli darà dieci anni di lavori forzati.                Tvoy otets-tuo padre Il treno si ferma da qualche parte tra Mosca e Novosibirsk, la banchina è deserta ma ben illuminata. Il freddo è terribile, nessuna città, solo una fila di baracche. Il primo essere umano che il prigioniero incontra è Josif, un ufficiale slavo che gli urla in faccia con un alito di vodka; ha ventidue anni, è tra i migliori del suo corso e si trova molto lontano da casa. Invece di finire al fronte come la maggior parte della sua classe di leva, viene destinato di guardia a un Gulag nell’estremo nord del paese. Ma del resto, nella Russia del Terrore le possibilità di nascere e morire nello stesso luogo sono davvero molto basse.                  Portano il prigioniero in una catapecchia riscaldata da una stufa fumosa, lo spogliano nudo, lo tramortiscono e lo lasciano a tremare su un pavimento di assi di legno sconnesse. Ogni tanto la porta di quella topaia si apre e vengono a prenderlo a calci. Il campo di prigionia è un luogo sinistro, melmoso, quasi disabitato. Ci si addormenta in una cella dalle tavole marce e si sguazza nelle pozzanghere tra palizzate e filo spinato. I vestiti dei detenuti sono sporchi, strappati, troppo stretti e certamente troppo leggeri per la stagione.      Dopo qualche settimana il prigioniero viene internato in un ospedale psichiatrico a pochi chilometri dalla capitale. Grovigli di fili elettrici percorrono le pareti scrostate. I termosifoni sono spenti, collegati a lunghe tubature arrugginite. Corsia numero tre, nove letti. Il suo è il primo addossato alla parete, l’ultimo dal quale si hanno notizie.    Una volta mi capitò di vedere in un filmato di trenta secondi, il rientro in patria di alcuni sopravvissuti ai Gulag. Le persone che li circondano sono in maniche di camicia, loro invece hanno in testa cappelli di lana grossa e tremano avvolti nelle coperte. Intorno a loro si accalcano donne di tutte le età, ognuna di loro crede di riconoscere uno zio, un fratello, un marito. Nel 1937 furono circa un milione e 700 mila gli arrestati. Erano contadini, preti, portinai, insegnanti, macchinisti, sospettati di legami con i nemici del popolo russo.  Una penna con il tappo rosso ed una bottiglia di acqua di colonia 4711 dall’etichetta blu e oro. Tanto rimane di lui.  Josif Lealtà, prontezza e senso di responsabilità avevano garantito a Josif il grado di commissario per la sicurezza di stato della NKVD, la polizia segreta della grande armata russa. L’ingranaggio corrotto di un sistema paranoico. Non aveva più stivali lucidi e modi da provinciale, ma restava comunque un gendarme. Il suo lavoro consisteva nel sorvegliare, controllare e riferire al governo. Le persone che finivano nelle liste del NKVD venivano arrestate, torturate, distrutte fisicamente e psicologicamente. I processi che ne seguivano erano sommari con livelli probatori bassissimi; la testimonianza di un informatore anonimo era sufficiente per l’arresto. Josif abbassa l’aletta del parasole della Volga nera, si dà un’occhiata nello specchietto e lo rialza, mentre accosta silenziosamente davanti alla chiesa cristiana. Il livido intorno all’occhio sinistro inizia a venire fuori, la pelle è gonfia, il colore vira dal rosso scuro al blu. “Dovrei smetterla di partecipare a incontri di boxe clandestini” sorride beffardo. “Pagano bene, però”.  In fondo alla piazza, oltre il piccolo chiosco per i giornali, scorge la donna che sta aspettando. Katja Il vestito è quello verde delle grandi occasioni. Un po’ di crema sulle labbra screpolate per il freddo, due forcine nei capelli, i passi attenti a non scivolare sul ghiaccio. Continua a ripetersi di non pensare, mentre cammina in fretta, metà del viso scaldato da una sciarpa rossa. Attraversa quei luoghi che conosce a memoria, staccionate, case, garage, giardini, vetrine, dirigendosi verso la chiesa dove è stata battezzata da bambina. Minuscoli fiocchi di neve tra i capelli. Quello che non so-Chego ya ne znayu “Buongiorno mamma, come ti senti oggi” “Buongiorno a lei” “Sei riuscita a mangiare qualcosa? Hai visto che giornata meravigliosa?” “Questa non è casa mia” “Per il brodo devi usare il cucchiaio, aspetta ti aiuto io” “Il regime mi ha ucciso” “…” “…” “…” “Non lo riconobbi subito. Poi tutto è cambiato, io cambiai. Sapevo chi fosse e cosa faceva. Sapevo delle condanne a morte, gli abusi, le torture.        Ci vedevamo di nascosto perché lui era sposato. Inscenare il rapimento fu un’idea sua. Mi aveva preso una stanza nel quartiere di Arbat sulla riva del fiume Moskova. Profumo di aghi di pino. Adesso dormi.    Aveva un’intelligenza irrequieta e subdola, capace di sfruttare ogni situazione a suo vantaggio. Non so

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Perché Land Editore non ha una collana LGBTQIA+?

Chi ci conosce, sa che Land editore ama suddividere i propri libri in generi  letterari, questo non perché ci piacciono le semplificazioni ma in quanto ci permettono di aiutare i lettori e le lettrici nella scelta del prossimo libro da leggere.  Al punto che ne abbiamo fatto anche una mappa! In arrivo il gruppo di lettura della grande mappa del romance Inoltre, suddividere i romanzi in generi serve a lettori, operatori culturali e librai per orientarsi nel nostro catalogo,. Tuttavia… Una domanda che ci è stata posta spesso riguarda l’assenza di libri a tema amore gay nella nostra offerta, e di una collana interamente dedicata a storie omosessuali o LGBTQIA+.  In realtà Land Editore sta per pubblicare un romance MM, Il ballerino (Sonja G.Rosenkov) che inaugurerà la nostra entrata nel mondo delle storie d’amore gay.  Siamo felici di questa new entry e sempre ben disposti nei confronti di questo genere, come dimostreremo nel prossimo futuro.  Un’altra cosa da considerare è che, nonostante a volte non sembri, la nostra casa editrice è tremendamente giovane. Siamo nati da tre anni e pubblichiamo libri da due, quindi non c’è stato molto tempo per spaziare tra i generi. Confidiamo, nel futuro, di offrire una scelta sempre più vasta e che accontenti i gusti di tutti.  Ma… c’è un MA. Abbiamo scelto di non creare una collana appositamente dedicata ai romanzi MM perché farlo, secondo noi, significherebbe voler in qualche modo ghettizzare questi libri,  destinandoli a un unico target, mentre secondo noi l’amore è amore sempre e l’amore gay non ha bisogno di essere ingabbiato in una collana a sé, separando i romanzi da tutte le altre storie d’amore.  Per quei lettori che amano o che, al contrario, preferiscono non leggere gay romance, basterà dare una lettura veloce alla sinossi (cosa che consigliamo sempre di fare, perché in fondo  il detto che non si giudica un libro dalla copertina è ancora vero), ma siamo convinti che la nostra scelta di non creare una collana apposita vada nella giusta direzione, ossia quella della normalizzazione dell’amore libero, qualsiasi esso sia. Solo il tempo ci potrà dire se abbiamo torto o ragione.   E tu che ne pensi? Lascia un commento sotto al post per dirci se sei d’accordo con noi o se, al contrario, vorresti una collana interamente dedicata al MM romance. Leggi anche Iscriviti * indicates required Email Address * Inserisci qui il tuo indirizzo email Il tuo nome e cognome * Inserisci il tuo nome e cognome qui

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Il tradimento è diventato moralmente inaccettabile solo nel ‘900

Abbiamo spesso sentito parlare di relativismo culturale, là dove con questo termine si intende l’insieme di differenze che intercorrono tra culture e continenti: moralità, tradizioni, usi e costumi… Tuttavia,  esiste un altro tipo di relativismo, quello storico, che coinvolge il mutamento di costumi, credenze e comportamenti che ogni società ha subìto nel corso del tempo. A questo proposito, vogliamo parlare di quanto nei secoli sia cambiato il modo di interpretare l’idea stessa del matrimonio: se al giorno d’oggi avere un amante è considerato da tutta la società civile qualcosa di moralmente riprovevole, secoli fa, fino al 1.800 inoltrato, l’idea non scandalizzava quasi nessuno. Era normale, soprattutto se si apparteneva alle classi più nobili, cercare l’amore e il piacere al di fuori del matrimonio, tanto che le amanti potevano essere tranquillamente esibite da mariti fedifraghi, i quali non si facevano nessuno scrupolo a condurre due vite sentimentali separate: l’una con la moglie e con i figli legittimi, e l’altra con l’amante e la prole nata al di fuori del matrimonio. Un privilegio tutto maschile Naturalmente, erano quasi esclusivamente gli uomini a poter esibire le proprie amanti a spettacoli e concerti, corse di cavalli e altri eventi mondani. Anche le donne avevano amanti, ma per loro permaneva l’obbligo di un’assoluta segretezza, in quanto la moglie devota e fedele è un cliché che nei secoli non è mai cambiato. Il punto di rottura Quando è avvenuto il cambiamento che ha portato il mondo occidentale a considerare la fedeltà come l’unico valore importante in un matrimonio? L’idea più accreditata è che tra fine ‘700 e inizio ‘800, con il progressivo indebolimento del potere della classe nobile in favore dell’avvento della borghesia cittadina, anche i valori della società abbiano pian piano cominciato a mutare, influenzati dallo stile di vita della piccola e media borghesia, più attenta ad apparire in veste di classe virtuosa e operosa. Il nuovo uomo borghese Soprattutto in Inghilterra, i borghesi di fede protestante avevano come capisaldi due principi irrinunciabili: il duro lavoro e un certo conservatorismo dei costumi, derivato da un’educazione puritana e fortemente religiosa. I borghesi credevano infatti che la prosperità economica e la felicità familiare derivassero dalla grazia divina, la quale veniva accordata a pochi eletti e solo se dimostravano di possedere  un’incrollabile fede in Dio. Ecco che pian piano il tradimento, così come altri vizi tipici della classe nobiliare (l’ozio, il troppo bere, l’indolenza) passarono dall’essere considerati atteggiamenti tutto sommato normali a qualcosa di moralmente abietto, causa del declino inevitabile di una classe, la nobiltà, che pur di indulgere nei propri vizi aveva rinunciato a guidare la società e l’economia europea. L’amore diventa parte del matrimonio Il nuovo modello di uomo borghese faceva del lavoro il centro della propria vita, ma non solo: si sposava per amore e non più per interesse.  Con una mano pregava molto, con l’altra guadagnava denaro. Se fino alla fine del ‘700 i matrimoni senza amore erano la normalità, dopo l’avvento della borghesia si diffuse l’idea che il matrimonio per amore fosse necessario alla felicità dell’uomo moderno. Era fondamentale sposare qualcuno che condividesse gli stessi valori religiosi e morali, qualcuno da amare e a cui restare fedeli. In conclusione, l’idea del tradimento come fatto moralmente inaccettabile permane ancora adesso in quasi tutta la società occidentale, ma si tratta esclusivamente di un costrutto sociale, e in quanto tale potrà cambiare nel tempo, anche se non possiamo prevedere come o quando.     Ovviamente nei nostri romance il tradimento viene inteso più alla maniera novecentesca che a quella dei secoli passati: ogni tanto, infatti, sacrificare la verità storica per rendere un romanzo più romantico è qualcosa che, per parafrasare un grande scrittore, S’ha da fare! I nostri romance storici GUARDA IN ARRIVO Iscriviti * indicates required Email Address * Inserisci qui il tuo indirizzo email Il tuo nome e cognome * Inserisci il tuo nome e cognome qui

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10 motivi per iscriversi al nostro corsi di marketing del libro (e ai corsi Land Academy)

Sommario 1) Perché sappiamo quello che facciamo 2) Perché negli anni abbiamo sbagliato 3)  Perché il materiale didattico è sempre incluso nel prezzo 4) Perché accettiamo pochissimi studenti per volta  5)   Perché sono corsi in diretta streaming 6)  Perché i nostri corsi sono unici  7) Perché siamo l’unica Academy in Italia a scommettere davvero sui propri studenti 8) Per il prezzo  9) Per il portfolio 10) Perché siamo gli editori più fighi del web Se vi siete persi la diretta dedicata all’OPEN DAY di Land Academy, questo è il post giusto per voi.  Land Academy è nata dall’idea innovativa di condividere ciò che apprendiamo lavorando sul campo con tutti gli amanti del mondo dell’editoria. Perché iscriversi ai nostri corsi?  Come promesso, ecco i  Dieci motivi per iscriversi al corso di marketing editoriale (e per seguire la nostra Academy) 1) Perché sappiamo quello che facciamo. I corsi Land editore sono tenuti, progettati e ideati da persone che quotidianamente lavorano nel campo del marketing, della comunicazione, della grafica.  Le nostre conoscenze derivano dalla pratica quotidiana e da studi specialistici.  2) Perché negli anni abbiamo sbagliato.  Quando parliamo di lavorare nel campo del marketing editoriale, non ci riferiamo solo ai progetti portati avanti con successo, ma anche e soprattutto agli errori comunicativi che abbiamo commesso e dai quali, però, con umiltà e consapevolezza abbiamo tratto enormi insegnamenti. La maggior parte degli insegnanti tende a nascondere questo aspetto del proprio lavoro, ma noi siamo fieri sia dei successi ottenuti che degli sbagli commessi, dai quali abbiamo sempre imparato qualcosa.  Anche i nostri errori fanno parte di ciò che abbiamo da insegnare ai nostri studenti. Corso di marketing per l’editoria In diretta streaming, pochi allievi per volta 299 € 99, 00 In partenza a Settembre 30 ore in diretta streaming 10 allievi per classe Orario pre-serale Materiale didattico incluso Crea con noi il tuo portfolio da inviare alle aziende Lavora al lancio di libri Land Editore Scopri Sale 3) Perché il materiale didattico è sempre incluso nel prezzo. I nostri corsi sono supportati da diversi libri di testo, scritti dal nostro staff e derivanti dall’esperienza del team Land editore.  Questi libri verranno forniti agli studenti gratuitamente in formato ebook. 4) Perché accettiamo pochissimi studenti per volta. Seguire ogni singolo studente nel proprio percorso di studio e di crescita per noi è fondamentale: da qui la decisione di creare classi molto piccole, dove ogni studente abbia l’opportunità di esprimersi e di mettersi in gioco. 5) Perché sono corsi in diretta streaming.  I corsi pre-registrati  hanno l’ambizione di essere validi per tutti gli studenti, ma non è quasi mai così. Secondo noi è impossibile che un singolo caso studio vada bene per tutti. Inoltre, con i corsi pre-registrati gli studenti non hanno quasi mai la possibilità di confrontarsi face to face con i docenti, né di misurare i traguardi raggiunti. 6) Perché i nostri corsi sono unici. In Italia sembra quasi che accostare la parola libro al termine marketing sia un terribile reato veniale, soprattutto se si parla di piccola e media editoria. I libri, però, sono prodotti che non si vendono quasi mai da sè. Per questo motivo servono professionisti appositamente formati in tutti i campi del marketing del libro: da quello visuale a quello comunicativo, per approdare allo storytelling e alla conoscenza tecnica degli strumenti di promozione online.  7) Perché siamo l’unica Academy in Italia a scommettere davvero sui propri studenti. Gli studenti dell’Academy lavoreranno in prima persona ai progetti Land editore, scrivendo i comunicati stampa dei libri in uscita, creando per un certo periodo i post social dell’azienda e molto, molto altro. Riporre tanta fiducia nei propri studenti significa dover per forza fare un buon lavoro, insegnando loro tutte le tecniche e le strategie utili a promuovere i libri in maniera efficace… sarebbe folle pensare che metteremmo la nostra immagine nelle mani di non studenti adeguatamente formati. 8) Per il prezzo. Avete presente quanto può arrivare a costare un corso organizzato da una casa editrice? Anche svariate migliaia di euro. Ma noi, da sempre fedeli all’idea di un’editoria più aperta, meno elitaria e sicuramente più popolare, abbiamo deciso di mantenere prezzi alla portata di tutti. 9) Per il portfolio.  I lavori effettuati dagli studenti per conto e sotto la supervisione di Land editore potranno essere inclusi nel proprio personale portfolio, pubblicati su Linkedin, mostrati agli altri editori…  nulla come un portfolio pieno di esperienze reali può aiutare nel mondo del lavoro. 10) Perché siamo gli editori più fighi del web 😀  Al bando la modestia, siamo fieri di ciò che abbiamo costruito in questi anni e a provarlo ci sono i piccoli grandi traguardi che hanno visto Land Editore protagonista del mondo della piccola e media editoria.  Insomma, come non desiderare unirsi alla nostra nuova avventura?  Parlano di noi Corso di marketing per l’editoria In diretta streaming, pochi allievi per volta 299 € 99, 00 In partenza a Settembre 30 ore in diretta streaming 10 allievi per classe Orario pre-serale Materiale didattico incluso Crea con noi il tuo portfolio da inviare alle aziende Lavora al lancio di libri Land Editore Scopri Sale

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Tre cose che forse non sai sul Salone del libro di Torino

Il Salone del Libro di Torino è ormai un appuntamento imperdibile, segnato con inchiostro indelebile nell’agenda di molti lettori, scrittori e operatori culturali, ma anche scolaresche, insegnanti, librai… in realtà, la lista sarebbe davvero lunga per un solo articolo! La sua storia è lunga più di quarant’anni ed è per questo che risulta difficile a oggi ricordare molti cambiamenti che la Fiera ha vissuto in prima persona, attraversando sì momenti di gloria, ma anche di grosse difficoltà, derivate da un apparato organizzativo che necessita di attenzione maniacale. Nata nel 1987, la più importante fiera del libro in Italia ha molti aneddoti da raccontare: per fortuna che ci siamo noi di Land Magazine a riportarvene alla mente alcuni. Eccovi allora Tre cose che forse non sapete sul Salone del Libro di Torino 1. Il nome non è sempre stato lo stesso. Quello che oggi conosciamo come Salone internazionale del libro ha cambiato denominazione per ben quattro volte, e di conseguenza anche logo. Ecco i cambiamenti avvenuti negli anni: Salone del libro (1988 al 1998, dieci anni) Fiera del Libro (Dal 1999 al 2001, tre anni) Fiera internazionale del Libro (Dal 2002 al 2009, otto anni) Salone Internazionale del Libro di Torino (Dal 2010 ad oggi, per un totale di ventitré anni). 2. La rivalità con Milano è sempre esistita, al punto che sin dalla prima edizione, quella del 1988, il sindaco di Milano, il giornalista e critico Paolo Pillitteri, fece di tutto per strappare a Torino il Salone trasferendolo nella capitale della moda. Per fortuna la maggior parte degli editori si disse d’accordo nel far svolgere l’iniziativa a Torino che, tuttavia, nel corso degli anni si è vista più volte minacciata dalla rivalità con Milano. 3. La sede Le prime edizioni del Salone non si tenevano al Lingotto fiere, sede ormai alla quale tutti i visitatori si sono affezionati. Originariamente, il Salto si teneva presso Torino esposizioni, un complesso fieristico situato di fronte al parco Valentino e a pochi metri dal castello medievale di Torino. Una location sicuramente affascinante, anche grazie alla vicinanza al verde che circonda la collina torinese. Tuttavia, essendo il Salone diventato una delle più grandi fiere libraie al mondo, lo spazio del Lingotto Fiere si è rivelato essere la soluzione migliore per ospitare i tanti editori e lettori che ogni anno affollano i padiglioni. Clicca per ingrandire Al SalTo ci saremo anche noi! Ricorda di seguirci per conoscere la posizione del nostro stand, le autrici partecipanti e i libri in prevendita Iscriviti * indicates required Email Address * Inserisci qui il tuo indirizzo email Il tuo nome e cognome * Inserisci il tuo nome e cognome qui Parlano di noi Corso di marketing per l’editoria In diretta streaming, pochi allievi per volta 299 € 99, 00 In partenza ad Aprile 30 ore in diretta streaming 10 allievi per classe Orario pre-serale Materiale didattico incluso Crea con noi il tuo portfolio da inviare alle aziende Lavora al lancio di libri Land Editore Scopri Sale

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