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🐢 L’arte della lentezza: cosa possono insegnare le tartarughe ai nostri figli

In un mondo che corre, le tartarughe camminano.E nel farlo, ci regalano una lezione preziosa: la lentezza non è una mancanza di velocità, ma un modo speciale di vivere il tempo. Come genitori, spesso ci troviamo a rincorrere orari, impegni e notifiche, mentre i nostri bambini ci chiedono solo una cosa: presenza vera. E se fosse proprio una tartaruga a insegnarci come si fa? 🌱 La lentezza è un superpotere Nel dolcissimo libro Il Signor Riparagusci, incontriamo tartarughe che si rompono e vengono riparate con amore, pazienza e… un pizzico di magia. Camminano piano, sì, ma vanno lontano.Insegnano ai piccoli (e ai grandi!) che non serve correre per arrivare. Serve tempo, cura e ascolto. Prova a osservare tuo figlio mentre gioca senza fretta, mentre guarda una formica o costruisce una torre con i mattoncini. È lì che avviene il miracolo: nella lentezza si crea spazio per la meraviglia. 💬 “Mamma, oggi camminiamo piano?” Ti è mai capitato di sentirti dire questa frase? I bambini, quando non vengono risucchiati dalla velocità degli adulti, sanno perfettamente cosa li fa stare bene.Una passeggiata lenta, un libro letto insieme, il silenzio di un abbraccio. Rallentare non significa perdere tempo. Significa scegliere di viverlo pienamente, proprio come fa il Signor Riparagusci mentre ripara i gusci rotti, un gesto alla volta, senza fretta.   🌈 Come portare la lentezza nella vita quotidiana Ecco 5 idee semplici per allenare l’arte della lentezza insieme ai bambini: Letture lente – Leggete storie in alta leggibilità, come quella del Signor Riparagusci, gustando ogni parola. Camminate silenziose – Fate una passeggiata senza meta, cercando i piccoli dettagli: un fiore, una nuvola, una piuma. Laboratori di riparazione – Aggiustate qualcosa insieme: un gioco, un oggetto, una piccola crepa. È un modo potente per dire “nulla è da buttare”. Giornate slow – Dite “oggi niente fretta” e lasciate che siano loro a guidare i ritmi. Il tempo del nulla – Lasciate uno spazio senza programmi, per annoiarsi creativamente. 💖 Un piccolo grande insegnamento Le tartarughe non si chiedono quanto ci metteranno. Sanno che arriveranno.E forse è questo che possiamo donare ai nostri figli: la fiducia nel tempo che serve, senza ansia, senza paragoni, solo con amore. Ricorda: la lentezza non è un difetto. È una scelta di valore. Una forma di attenzione, un gesto di cura. Come il guscio riparato con pazienza e oro nel libro, anche noi possiamo insegnare ai bambini che ogni passo lento può avere un significato immenso. Scopri First Letter admin Marzo 25, 2025 🐢 L’arte della lentezza: cosa possono insegnare le tartarughe ai nostri figli In un mondo che corre, le tartarughe camminano.E nel farlo, ci regalano una lezione preziosa: la lentezza non è una mancanza di velocità, ma un modo speciale di vivere il Read More Silvia Dal cin Marzo 25, 2025 25 marzo – Dantedì A cura di Oggi è il Il Dantedì!Che cos’è?La giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, che si celebra in Italia ogni 25 marzo. La data è stata approvata il 17 gennaio Read More Cristina Ferri Marzo 25, 2025 Intervista a Anna Russo Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Ciao, Anna, e grazie per essere qui con noi di Land Magazine. 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Tanto tempo fa – che in realtà era ieri l’altro – il nostro mondo viveva Read More Lorenzo Foschi Marzo 20, 2025 Premio Nazionale Donna Scrittrice: Le favole del comunismo A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Fai clic qui https://www.landeditore.it/wp-content/uploads/2025/01/6.mp4 Read More Cristina Ferri Marzo 20, 2025 Vita e misteri di Mary Stuart – Capitolo sei Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni Read More Cristina Ferri Marzo 20, 2025 Cinque piante magiche che alleviano lo stress Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni Read More Cristina Ferri Marzo 19, 2025 Un libro per la primavera Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni Read More Cristina Ferri Marzo 19, 2025 Donne nella storia: Frida Kahlo Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni Read More admin Marzo 19, 2025 La notte in cui nel Reich bruciarono i libri: il rogo della cultura sotto il nazismo L’orrore del nazismo non si limitò ai campi

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Vita e misteri di Mary Stuart – Capitolo sei

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Consigli librosi per la tua festa 18.03.25 News Un francobollo dedicato a Ernestina Paper 18.03.25 “Heart of wax”[1] Fine del secondo matrimonio Mary Stuart rimane incinta e, in aggiunta alla rottura che questo matrimonio ha portato con il fratellastro e la cugina Elisabetta, ben presto scopre di essere ancora più sola. L’uomo che ha sposato si rivela infatti malvagio, rozzo, e ben lontano da quei versi poetici tanto amati dalla sovrana. «Parla rozzamente e ad alta voce, si ubriaca coi suoi compagni e, una volta che la regina cerca di allontanarlo da tale indegna compagnia, la tratta in maniera così mortificante che essa scoppia a piangere per questa pubblica umiliazione.»[2] Adirata per essersi concessa a un uomo simile, Mary finisce per togliergli tutto e si avvicina sempre più a Davide Rizzio, un musicista che ben presto finisce per divenire importante nella sua corte, fino a raggiungere la posizione di suo segretario. Questa vicinanza non fa che aumentare il malcontento dei lord protestanti, timorosi della sconfitta della Riforma, e del marito stesso, che non si sente più messo al centro dell’attenzione. L’uccisione di Rizzio I pettegolezzi a corte corrono veloci, e quando alle orecchie del re ormai messo da parte arriva la voce che sua moglie potrebbe intrattenersi anche di notte con questo suo nuovo amico, impazzisce. Proprio come Otello, che cade nella trappola della gelosia e arriva a perdere il senno a seguito di un semplice dubbio esternatogli da Iago, un singolo fazzoletto diventato la prova tangente dell’infedeltà di Desdemona, così Mary Stuart passa dall’essere considerata una moglie devota a traditrice. «I sospetti sono per loro stessa natura come veleni» scriveva Shakespeare nel III atto. Ma la sete di vendetta di questo marito rozzo e geloso non si limita alla sola uccisione di Davide Rizzio; l’uomo ha infatti in mente un piano: sua moglie deve assistere alla morte dell’amante. La notte dell’assassinio di Rizzio, Mary Stuart rimane impotente dinanzi all’ira di Darnley. Non può fare nulla per salvare il suo amico dalla morte, ma nel suo cuore si instilla una certezza: non perdonerà mai suo marito per la sua assurda crudeltà. Per lei, quel 9 marzo, suo marito è morto assieme a Rizzio. Gli anni di rivalità con sua cugina Elisabetta l’hanno resa un’abile giocatrice; il modo in cui colpirà suo marito sarà mediante l’inganno. In seguito all’uccisione di Rizzio, segregata da Darnley, con l’astuzia riesce a vincere questa prima battaglia contro di lui. Finge di avere le doglie, e il marito, preoccupato, l’assiste. In quest’occasione Mary Stuart riserva al marito dolci parole ma nel suo intimo cova un odio e una rabbia mai provati prima. «Solo il pensiero della vendetta occupa ora la sua mente» scrive Zweig. Davide Rizzio sarà vendicato, e il re di Scozia, dopo aver perso ogni influenza sulla corte, verrà ucciso. La discesa di Darnley Dopo essersi fatta liberare con l’astuzia, Mary punisce il marito pubblicamente, e nel modo più meschino: mettendogli tutta la corte e i lord contro. Gli fa dichiarare apertamente di non aver messo in atto la morte di Rizzio, e una simile menzogna, dopo aver tanto complottato, si ripercuote contro di lui. Da quel momento Darnley sarà solo, e pagherà a caro prezzo l’uccisione di Rizzio. La nascita di Giacomo Mary lascia Holyrood e si reca a Edimburgo per partorire. Il 9 luglio nasce Giacomo, futuro unificatore del regno di Scozia e Inghilterra. Per paura che possano dichiarare suo figlio illegittimo, a causa degli stessi pettegolezzi che hanno portato all’assassinio di Rizzio, Mary Stuart afferma solennemente che Darnley è il padre del bambino. Dopo il parto, il re comincia a divenire sempre più insignificante a palazzo. Non ha voce in capitolo, non viene chiamato durante le riunioni e viene rifiutato dalla moglie in camera da letto. La sovrana vorrebbe tanto liberarsi di lui, ma deve resistere: presto Giacomo sarà battezzato, e lei non vuole che la legittimità di suo figlio venga compromessa. Si limita dunque a ignorare il marito, a trattarlo come una nullità. Sarà inevitabile, visti gli eventi, che il cuore di Mary Stuart inizi a pulsare per un altro uomo, un uomo che la dominerà completamente… Un uomo che ha già tutto, e che non si farebbe mai prendere in giro come Darnley [1] Dal testo di Stefan Zweig, Vita di Maria Stuarda: la rivale di Elisabetta I d’Inghilterra, Bompiani, 2013, si legge che questo è l’appellativo che Mary Stuart darà a suo marito Darnley [2] Stefan Zweig, Vita di Maria Stuarda: la rivale di Elisabetta I d’Inghilterra, Bompiani, 2013

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Vita e misteri di Mary Stuart – Terzo capitolo

La fine del sogno di Francia La fine del sogno Nemmeno il tempo di abituarsi alla posizione di regina di Francia, che Mary Stuart rimane vedova. Il giovane delfino, già cagionevole al matrimonio, continua a indebolirsi sempre di più e la sua situazione man mano si aggrava. Francesco II muore a causa di un’infezione all’orecchio il 6 dicembre 1560. Alla morte del delfino, il sogno francese cessa di colpo e Mary torna a essere solo regina di Scozia. La regina vedova Una vedova diciottenne, lontana dal proprio paese d’origine, con una suocera sempre più distante, una madre morta e una corona perduta: ecco chi è Mary Stuart diciottenne. «In mezzo a questa stirpe maledetta, Maria Stuarda fu la favorita della sventura.»[1] E questa dura situazione la porta a chiedersi: che fare? Qual è la strada giusta da seguire? Reclamare il trono d’Inghilterra o tornare finalmente in Scozia? La scelta le appare subito chiara: deve tornare e tentare di non perdere anche la corona scozzese. Ma cosa troverà in patria? Come la riceverà il popolo? E cosa diranno i lord del suo ritorno? Davanti a queste domande, Mary rimanda di volta in volta il suo viaggio. L’ambiguità di Mary Nemmeno il periodo peggiore della sua vita, vedova prima e orfana di madre dopo, la convince a porre fine alla diatriba con Elisabetta. Mary non cede alle pretese sul trono di Inghilterra, ma tuttavia non fa niente per prendere il posto che le spetta di diritto. Elisabetta Elisabetta è una regina protestante salita al potere alla morte della sorellastra, ma fin dall’inizio il suo regno è stato considerato dai più illegittimo. La minaccia costante della sovrana scozzese e l’indecisione di quest’ultima nel non voler prendere una posizione accendono in lei dubbi e perplessità; questo leggiamo nella biografia di Zweig. Elisabetta è una regina che non sarà mai realmente considerata tale fin quando sua cugina non rinuncerà a ogni pretesa al trono. L’offerta di pace con Elisabetta Per il suo viaggio in Scozia, Mary Stuart chiede a sua cugina una sorta di visto per passare via mare, ma Elisabetta si rifiuta categoricamente e si dichiara decisa a non concederle nulla fin quando non respingerà l’accordo di Edimburgo.[2] I rapporti tra le due si incrinano ancora di più e Mary, pur non rivendicando apertamente il trono di Inghilterra, si mostra sempre più decisa nelle sue idee. Non ha bisogno del permesso di sua cugina per rientrare in patria ed è decisa a viaggiare anche senza il suo salvacondotto. Meglio morire che piegarsi al suo volere.   [1] Alexandre Dumas, Maria Stuarda, Sellerio Editore, 2012. [2] Il Trattato di Edimburgo è un documento redatto dal Parlamento scozzese che tuttavia non fu mai ratificato da Mary Stuart.  

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Giornata mondiale dei calzini spaiati: perché è importante

Evviva la Giornata Mondiale dei Calzini Spaiati! Un giorno in cui possiamo finalmente smettere di disperarci quando la lavatrice si trasforma in un portale spazio-temporale che inghiotte i nostri calzini preferiti. Ma dietro questa simpatica celebrazione, che cade ogni primo venerdì di febbraio, c’è un messaggio molto più profondo e importante: inclusione, diversità e accettazione. Perché la Giornata dei calzini spaiati è legata alla disabilità? L’idea nasce da un’insegnante friulana, Sabrina Flapp, con l’obiettivo di trasmettere ai più piccoli un concetto fondamentale: siamo tutti diversi, ma ugualmente importanti. I calzini spaiati rappresentano le diversità che ci rendono unici, proprio come le persone, comprese quelle con disabilità. Indossare calzini diversi diventa così un piccolo gesto simbolico per ricordare che le differenze non sono un difetto, ma una ricchezza. Che il mondo è più bello e colorato proprio perché è vario. Inclusione e accettazione: non solo un giorno all’anno Se la Giornata dei Calzini Spaiati è un’occasione per sensibilizzare su temi come l’inclusione e la solidarietà, è importante ricordare che l’accettazione della diversità dovrebbe essere un impegno quotidiano.Le persone con disabilità spesso affrontano barriere non solo fisiche, ma anche sociali, culturali e lavorative. Abbattere questi ostacoli significa costruire una società più accogliente per tutti, indipendentemente dalle capacità di ognuno. Come partecipare? Partecipare alla giornata è semplicissimo:👣 Indossa due calzini diversi (più sono stravaganti, meglio è!).📸 Scatta una foto e condividila sui social con gli hashtag #calzinispaiati #inclusione #diversità.👩‍🏫 Coinvolgi amici, scuole e colleghi per diffondere il messaggio.🤝 Sostieni associazioni e progetti dedicati all’inclusione delle persone con disabilità. Un piccolo gesto, un grande significato Quindi, il 2 febbraio (o il primo venerdì del mese) dimentichiamo per un giorno la paura di essere “fuori posto” e celebriamo la bellezza dell’essere diversi. Perché, in fondo, nessuno è davvero spaiato: basta trovare il giusto abbinamento!   Un libro per sensibilizzare i tuoi figli sul tema della disabilità Click here Scopri Land Magazine admin Gennaio 29, 2025 Giornata mondiale dei calzini spaiati: perché è importante Ebbene sì, esiste davvero: la Giornata Mondiale dei Calzini Spaiati si celebra il primo venerdì di febbraio ed è molto più di un semplice promemoria del caos che regna nei Read More admin Gennaio 28, 2025 Bambini e memoria: come insegnare la Shoah alle nuove generazioni Parlare dell’Olocausto con i bambini è una sfida complessa e delicata, ma anche un compito imprescindibile. La memoria è un ponte tra passato e futuro, e trasmettere la consapevolezza di Read More

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Vita e misteri di Mary Stuart – Secondo capitolo

Il matrimonio con il delfino e la corona francese Il marito a lei destinato è un ragazzo malaticcio e fragile di quattordici anni; lo stato di salute del giovane non promette bene e il futuro della Francia è dunque incerto. «Malato e predestinato a una morte precoce» ci dice il biografo e storico Zweig. Anticipare le nozze con Mary Stuart sembra l’unica soluzione plausibile. Il delfino ottiene la corona matrimoniale, ma i Guisa, i parenti della sovrana, le estorcono un documento in cui essa si impegna a cedere alla corona francese il proprio paese in caso di morte prematura o senza eredi. Le nozze sono celebrate sotto lo sguardo del popolo e la sera viene allestito un banchetto pubblico. Lo sgambetto a Elisabetta Nel 1558, anno in cui Mary Stuart diviene regina di Francia, muore la regina d’Inghilterra Maria Tudor e sale al trono la sorellastra Elisabetta. Il popolo è incerto, dopotutto Enrico VII ha dichiarato il suo matrimonio con Anna Bolena illegittimo; quindi se Elisabetta viene considerata illegittima dal mondo cattolico, nessuno all’infuori di Mary Stuart ha il diritto di succedere al trono. È il momento di agire: il cattolicesimo è dalla sua parte, lei è già regina di Francia e Scozia, e in quanto pronipote di Enrico la corona le spetta di diritto. Anziché prendersi il regno con la forza, però, Mary commette un errore imperdonabile: fa aggiungere la corona inglese al proprio stemma e si fa chiamare pubblicamente “Angliae, Scotiae, Franciae et Hiberniae Regina”. Questo viene visto da Elisabetta come uno sgambetto, e d’ora in poi vedrà sempre sua cugina come una rivale. La morte di Enrico II Nell’estate del 1559, re Enrico II viene accidentalmente colpito durante un torneo e muore qualche giorno dopo, lasciando Caterina de Medici nell’ombra della nuova regina di Francia, Mary Stuart.  

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