Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui “Per molto tempo sono andato a dormire presto. A volte, appena spenta la candela, i miei occhi si chiudevano così subitamente che non avevo nemmeno il tempo di dirmi: «Mi addormento» e, mezz’ora dopo, il pensiero che era tempo di cercare il sonno mi svegliava…” Si apre così Dalla parte di Swann di Marcel Proust, che ha la funzione di preludio alla Ricerca del tempo perduto. L’autore Il 10 luglio 1871 nasce a Parigi Marcel Proust figlio di Adrien Proust, proveniente da una famiglia di piccoli borghesi di Illiers. La sua salute si rivela fin da subito delicata. Nel 1880, di ritorno da una passeggiata ad Auteuil Marcel è colto dal primo violento attacco d’asma, col quale combatterà tutta la vita fino ad obbligarlo a rinunciare ad avere contatti con la natura. Curiosità sull’opera Nel 1910 Il Figaro rifiuta di pubblicare a puntate la parte della Recherche relativa a Combray. Siamo nel 1912 e Proust non riesce ancora a trovare un editore disposto a pubblicare À la recherche du temps perdu. Nel 1914 la N. R. F riconosce di aver sbagliato e si offre di pubblicare il seguito dell’opera. Durante lo scoppio della Prima guerra mondiale, Proust rimane tutto il tempo a Parigi e, durante questo periodo, l’opera viene ampliata. I tre volumi diventano alla fine sette, divisi in tredici tomi. 1920. Proust continua (e lo farà fino al giorno della sua morte) a correggere e ad ampliare i manoscritti e le bozze di stampa dell’opera. Nel 1922 confida a Céleste Albaret di aver messo la parola fine alla Recherche (anche se vi saranno correzioni e ritocchi da fare). Lo scrittore muore a 51 a seguito di una polmonite. Se avete letto quest’opera, sapete che sono celebri le madeleine menzionate dall’autore. Questo dolcetto a forma di conchiglia è infatti in grado di rievocare in lui ricordi nostalgici della sua infanzia: “E all’improvviso il ricordo mi è apparso. Quel gusto era quello del pezzetto di madeleine che zia Léonie la domenica mattina a Combray (perché quel giorno non uscivo prima dell’ora della messa) mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio quando andavo a darle il buongiorno in camera sua.” Se volete provare a replicare questo tipico dolce francese, ecco a voi la ricetta: Ingredienti: 2 uova 100g di zucchero 100g di burro fuso 100g di farina 1 cucchiaino di lievito in polvere Scorza grattugiata di 1 limone (facoltativo) Burro e farina per gli stampi aroma di mandorla Istruzioni: Preriscalda il forno a 180°C e imburra e infarina gli stampi per le madeleine. In una ciotola, sbatti le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto spumoso. Aggiungi il burro fuso (assicurati che sia leggermente raffreddato) al composto di uova e zucchero. Mescola bene. Incorpora la farina setacciata e il lievito al composto umido. Mescola delicatamente fino ad ottenere una consistenza liscia e omogenea. Se desideri, puoi aggiungere anche la scorza grattugiata di limone e l’aroma di mandorla. Riempi gli stampi per le madeleine con il composto, riempiendoli solo per 3/4, poiché le madeleine tenderanno ad espandersi durante la cottura. Inforna le madeleine nel forno preriscaldato e cuoci per circa 10-12 minuti, o finché non sono dorati sui bordi e leggermente gonfi al centro. Una volta cotte, sforna le madeleine dagli stampi e lasciale raffreddare su una griglia prima di servirle. Queste madeleine sono deliziose servite ancora tiepide, magari accompagnate da una tazza di tè o caffè. Buon appetito! Consiglio: «Il segreto per ottenere delle madeleine gonfie e morbidi sta nel riuscire a ricreare la caratteristica gobbetta, che si ottiene mediante lo shock termico. L’impasto deve riposare in frigo qualche ora e poi subito in forno.» Biografia da: Marcel Proust Dalla parte di Swann, BUR SCOPRI LAND MAGAZINE Cristina Ferri Marzo 2, 2024 Marcel Proust – le madeleine di Combray Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui “Per molto tempo sono andato a dormire presto. A volte, appena spenta la candela, i miei occhi si chiudevano così Read More admin Marzo 2, 2024 Gli errori grammaticali più comuni degli scrittori esordienti. Seconda puntata: né tantomeno Cari scrittori in erba, oggi ci addentriamo in un terreno scivoloso della grammatica: le doppie negazioni. 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