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Perché Sanremo è Sanremo! I pronostici delle vintage girls

La settimana che precede Sanremo è un po’ come la settimana prima di Natale, o anche quella prima del compleanno. Cosa succederà? Arriverà il regalo che desidero? Chissà. L’attesa rende tutto più bello, tutto più entusiasmante e – spesso – per i malinconici e nostalgici come me, ciò che viene prima è spesso meglio di ciò che sarà dopo davvero. Quest’attesa è talmente bella che noi Reporter da divano non possiamo esimerci dal condividere con voi i nostri pronostici su chi potrebbe essere il vincitore o la vincitrice di questa edizione del Festival che sta per iniziare. Il pronostico di Nelli Se dovessi pensare razionalmente a chi potrebbe portare a casa il premio quest’anno, mi trovo a ipotizzare che le favorite per la vittoria potrebbero essere quelle che ho impropriamente denominato “Il circolo delle tre A”: Alessandra Amoroso, Angelina Mango, Annalisa. Tutte e tre ex allieve di Amici, tutte e tre lanciatissime nel panorama musicale italiano, hanno un seguito social e televisivo che potrebbe davvero vederle come favorite nella corsa alla vittoria. Detto tra noi, poi, la scelta di Angelina di portare il 9 febbraio, durante la Serata Cover, la canzone La Rondine, dell’amato padre Pino Mango, la colloca per me sicuramente uno scalino più in alto. Se poi dovessi invece ragionare di pancia, come la Vintage Girl che sono, vi dico che il duo Renga e Nek ha tutto il mio cuore. D’altronde, sono nata negli anni novanta.   Ne approfitto per lasciarvi qui di seguito la composizione della mia squadra (Una lacrima sul viso) del Fantasanremo. Qualora vi facesse piacere unirvi a noi in queste serate di divertimento, abbiamo creato anche una nostra lega: le Vintage Girls vi aspettano a questo link! Il pronostico di Arianna Ogni anno, in occasione di Sanremo, mi rendo conto di essere sempre più boomer (nonostante la mia eterna giovinezza) e di non conoscere almeno la metà del cast dei BIG. Quindi, dopo aver accuratamente valutato la situazione e letto i testi delle canzoni in gara, il mio podio ideale sarebbe questo: Loredana Berté, che mi ha conquistato con l’incipit (Sono sempre la ragazza, che per poco già s’incazza); Fiorella Mannoia, di cui mi piace il testo e il suo significato; BNKR44 per il testo più originale (almeno non è solo lacrime, nuvole, piangere, amore.)   In verità, però, concordo con Nelli sulla vittoria del “Circolo delle tre A” e mi  preparo alla sconfitta dei miei preferiti!   La mia squadra del Fantasanremo, dall’indicativo nome Io non posso stare ferma, in onore di Cocciante, è così composta. Le ragioni per cui abbia scelto questi artisti non sono note neanche a me medesima, ma potrei riassumerle così: mi sembrava fossero gente che sta al gioco!     Come vedete, abbiamo le idee molto chiare! Appuntamento sulla pagina Instagram di Land Editore per la diretta! E se l’esperimento dovesse piacervi, perché non ripeterlo anche per la finale? vai all’evento LAND MAGAZINE admin Febbraio 4, 2024 Perché Sanremo è Sanremo! I pronostici delle vintage girls Read More admin Febbraio 2, 2024 PERCHE’ SPAIATO è BELLO? Giornata mondiale dei calzini spaiati A cura di Oggi si festeggiano i calzini spaiati, o meglio il concetto che gli stessi rappresentano. La giornata dei calzini spaiati, in Italia, sembra essere  nata dall’idea della maestra Read More

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PERCHE’ SPAIATO è BELLO? Giornata mondiale dei calzini spaiati

A cura di Oggi si festeggiano i calzini spaiati, o meglio il concetto che gli stessi rappresentano. La giornata dei calzini spaiati, in Italia, sembra essere  nata dall’idea della maestra Sabrina Flapp, alla scuola primaria di Terzo di Aquileia (Udine). Per partecipare non serve altro che indossare due calzini diversi. Obbiettivo? Sensibilizzare, in modo semplice e giocoso, sulla diversità e sull’inclusività. Ogni anno quindi, il primo venerdì del mese di febbraio, attraverso questo piccolo gesto possiamo parlare ai bambini e alla comunità intera della bellezza dell’essere diversi. E’ un invito a sottolineare e celebrare la diversità, così che fin da piccolissimi, nessuno possa sentirsi escluso o possa sentirsi “autorizzato” ad escludere gli altri. Fai clic qui Anche nei paesi anglosassoni esiste il “odd socks day”, dove odd può essere tradotto sia con spaiato/dispari che con strano. Viene celebrata la terza settimana di novembre ed è legata alla lotta al bullismo.   Tutti diversi, ma tutti speciali e importanti. Ognuno di noi può sentirsi “spaiato” a volte, perchè non celebrare le nostre diversità anzichè nasconderle? Riconoscere le nostre diversità ha come fine ultimo accettare e includere ogni tipo di diversità.   Il messaggio di questa giornata è lo stesso del libro “Pio Piumotti vuole andare in vacanza“: diverso non vuol dire “meno” – nè meno bello, nè meno bravo, nè meno importante. Le nostre diversità non devono essere discriminanti, né per noi né per gli altri. Diverso non vuol dire “non normale”, ricordiamolo sempre. Pio Piumotti è un uccellino con una sola ala; è certamente diverso dagli altri, ma ha un sogno che nessuno gli può togliere. Vuole volare in Brasile, al caldo. La sua disabilità non è un limite: con la sua determinazione e l’aiuto di amici veri, riuscirà a realizzare il suo sogno. Allora celebriamo la diversità e l’unicità puntando all’inclusione! Un altro consiglio di lettura per questa giornata, oltre al libro già sopra citato, è “Il Pianeta dei calzini spaiati” scritto da La Pina (di Radio Deejay). Partendo dalla metafora dei calzini spaiati, si racconta di un pianeta nascosto dietro l’oblò della lavatrice, dove si rifugiano tutti i calzini “diversi”, che non vogliono nascondere la loro unicità e dove possono essere liberi di amare e creare famiglie poco convenzionali. Fai clic qui LEGGI ANCHE firstletter 22.04.23 Il primo progetto First Letter sta per vedere la luce: presentazione di Silvia Dal Cin e Matteo Della Libera Grandi novità in casa First Letter Editrice: il progetto è ufficialmente avviato, e al Salone del libro di Torino di quest’anno verrà presentato il primo Read More firstletter Octopus’s Garden di Beatles e Ben Cart: la recensione di Land Magazine 28.01.24 firstletter L’istinto materno esiste? 21.01.24 firstletter Scegliere il liceo giusto per i propri figli: consigli utili 18.01.24 firstletter Cosa fare se tuo figlio non crede più a Babbo Natale? 06.01.24 firstletter Intervista a Burabacio: la gentilezza è uno stile di vita 31.12.23 firstletter Tutti pazzi per i libri per bambini: Alcuni dati su vendite e preferenze dei lettoriTutti pazzi per i libri per bambini: 30.12.23 firstletter Peter Pan: storia e origini di una figura globale 30.12.23 firstletter Mamma, aspetto un figlio! Come affrontare una gravidanza precoce 29.12.23 Oggi si festeggiano i calzini spaiati, o meglio il concetto che gli stessi rappresentano. La giornata dei calzini spaiati, in Italia, sembra essere  nata dall’idea della maestra Sabrina Flapp, alla scuola primaria di Terzo di Aquileia (Udine). Per partecipare non serve altro che indossare due calzini diversi. Obbiettivo? Sensibilizzare, in modo semplice e giocoso, sulla diversità e sull’inclusività. Ogni anno quindi, il primo venerdì del mese di febbraio, attraverso questo piccolo gesto possiamo parlare ai bambini e alla comunità intera della bellezza dell’essere diversi. E’ un invito a sottolineare e celebrare la diversità, così che fin da piccolissimi, nessuno possa sentirsi escluso o possa sentirsi “autorizzato” ad escludere gli altri.

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3 libri per smettere di essere razzisti

Il razzismo è una piaga sociale che continua a influenzare le nostre comunità, danneggiando le relazioni interpersonali e limitando il pieno potenziale dell’umanità. Combatte l’ignoranza e l’odio con la conoscenza e l’empatia è fondamentale per creare un mondo più equo e inclusivo. I libri possono essere strumenti potenti per promuovere la comprensione e la tolleranza, offrendo nuove prospettive e sfidando le concezioni preconcette. In questo articolo, esploreremo 3 libri che offrono una visione illuminante sul razzismo e promuovono la consapevolezza e l’empatia.   “Non dirmi che hai paura” di Giuseppe Catozzella – Basato su una storia vera, questo romanzo racconta la vita di Samia Yusuf Omar, una giovane atleta somala che lotta contro le discriminazioni e le violenze nel suo paese natale e durante il suo viaggio verso l’Europa. VAI AL LIBRO 2. “Nel mare ci sono i coccodrilli” di Fabio Geda – La storia vera di Enaiatollah Akbari, un ragazzo afghano che fugge dalla guerra e dalla povertà per cercare una vita migliore in Europa, affrontando numerosi ostacoli e discriminazioni lungo il cammino. Vai al libro 3. “Il razzismo spiegato a mia figlia” di Tahar Ben Jelloun, offre una prospettiva accessibile e toccante sul complesso tema del razzismo. Rivolto ai giovani lettori, ma prezioso per lettori di tutte le età, questo libro trasmette messaggi di tolleranza, rispetto e comprensione attraverso una narrazione semplice e potente. Vai al libro  Scegliere di leggere e imparare da queste opere è un passo significativo verso la comprensione e la trasformazione delle nostre comunità, promuovendo così un mondo più giusto, equo e inclusivo per tutti.

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L’istinto materno esiste?

L’istinto materno è un concetto che ha suscitato interesse, dibattito e riflessione attraverso le epoche. Mentre alcune persone credono fermamente nella sua esistenza come forza biologica innata, altri suggeriscono che il comportamento materno è modellato da una combinazione di fattori, tra cui l’apprendimento, l’educazione e il contesto sociale. In questo articolo, esploreremo le diverse prospettive sull’istinto materno, analizzando sia gli elementi biologici che quelli influenzati dall’ambiente circostante. VAI AL LIBRO Il contesto biologico: Da un punto di vista biologico, alcune specie animali dimostrano un forte istinto materno, guidato da meccanismi ormonali e istinti di sopravvivenza. Negli esseri umani, diversi studi hanno suggerito che alcune risposte istintive delle madri, come il risveglio immediato alle esigenze del bambino, potrebbero essere correlate a cambiamenti ormonali durante la gravidanza e il parto. Tuttavia, è essenziale sottolineare che l’esperienza materna è molto più complessa e sfaccettata di un semplice riflesso biologico. Fattori ambientali e sociali: Contrariamente alla concezione di un istinto materno unicamente biologico, molte voci espresse nell’ambito della psicologia e della sociologia suggeriscono che l’esperienza e l’apprendimento giocano un ruolo cruciale nel plasmare il comportamento materno. Le madri apprendono dai propri genitori, dalla società circostante e dalle loro stesse esperienze. Il contesto culturale influisce notevolmente sulle aspettative legate alla maternità e sulle pratiche educative. VAI AL LIBRO Insomma, l’istinto materno è un concetto complesso che abbraccia una gamma diversificata di influenze. La sua esistenza può essere attribuita a fattori biologici, esperienze personali e influenze culturali. Invece di ridurre la maternità a un singolo istinto universale, dovremmo abbracciare la diversità delle esperienze materna e riconoscere la complessità di questo ruolo cruciale nella società. L’approccio multifattoriale alla comprensione dell’istinto materno ci invita a esplorare e apprezzare la ricchezza delle sfaccettature che caratterizzano la relazione madre-figlio.  

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