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I segreti beauty delle regine: i capelli di Sissi

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Abbiamo visto come la regina Elisabetta usasse strati e strati di carbonato di piombo per levigare, schiarire la pelle e nascondere le cicatrici del vaiolo. Quest’oggi scopriremo un altro segreto di bellezza, questa volta legato all’imperatrice Sissi. L’eterna giovane L’imperatrice aveva una vera e propria ossessione per l’aspetto fisico. Questa mania la portò a soffrire di anoressia nervosa. Sappiamo che pesava a malapena 50 kg per un metro e settanta di altezza. Ma erano i capelli il suo cruccio. Lunghissimi, folti e fluenti, l’imperatrice se ne prendeva cura maniacalmente. Scopriamo come Lo shampoo era un miscuglio a base di uova impregnate nel cognac. Il lavaggio avveniva ogni tre settimane e le portava via gran parte della giornata. Dopo il lavaggio, i capelli venivano pettinati e intrecciati finemente, e questo passaggio durava altre tre ore. I capelli venivano intrecciati dalla sua parrucchiera personale e, per sostenerne il peso, (le causavano frequenti mal di testa) Sissi li raccoglieva nei nastri. Pare che passasse ore e ore seduta nella medesima posizione, specie al mattino. Non solo la cura dei capelli, anche i vestiti le portavano via gran parte del tempo. In totale, parliamo di quasi tre ore per pettinare i capelli dopo il lavaggio e altre tre ore per indossare gli abiti. Adesso che sappiamo cosa si nasconde dietro l’iconica immagine che tutti noi conosciamo, proviamo a rifare lo shampoo di Sissi insieme: Ingredienti Due uova 2 cucchiai di cognac 1 cucchiao d’olio d’oliva o cocco Preparazione Sbatti le uova in una ciotola fino a ottenere un composto liscio; Aggiungi il cognac e l’olio d’oliva o di cocco e mescola bene. Se desideri altri articoli come questo seguici su Land Magazine, mentre se vuoi scoprire di più sulle regine più amate del mondo non perderti le uscite di First Letter Editrice

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Il make-up di Elisabetta I

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Curiosità in pillole: Il make-up di Elisabetta I d’Inghilterra In un mondo di like in cui l’apparenza sembra prendere il sopravvento, non possiamo non chiederci: quando è iniziato tutto? Sappiamo che nel Cinquecento la regina Elisabetta I tendeva a truccarsi molto, fino a rendere i tratti del volto irriconoscibili. Ma come faceva? Ovviamente niente filtri Instagram o correttori costosi, ma parliamo di una vera e propria pratica tossica per la pelle e i capelli. Elisabetta copriva il suo volto con strati e strati di piombo, creava eccessivi mascheroni per nascondere le cicatrici lasciate dal vaiolo, e tutto per apparire perfetta. Ebbene sì, la regina era molto vanitosa, e il suo aspetto doveva essere impeccabile. Come non menzionare il continuo paragone con sua cugina Maria Stuarda. Lei era più alta, più bassa, danzava meglio? Ma in cosa consisteva questo mascherone? Alla base del make-up della sovrana troviamo il carbonato di piombo. Ma vediamo insieme cos’era e come si utilizzava Il carbonato di piombo era un ingrediente velenoso in grado di schiarire la pelle. Altamente tossico, si pensa che abbia solo peggiorato il viso deturpato dal vaiolo della sovrana. Questo mascherone veniva visto come sinonimo di bellezza. Ma a quanto pare il piombo non solo era ritenuto tossico, ma causava anche la perdita dei capelli. Il trucco della regina era molto spesso e, dato che non si usavano detergenti struccanti come adesso, restava su per giorni e giorni. Ancora più tossico era il rossetto a base di mercurio, tratto distintivo del rosso scarlatto delle labbra della sovrana. Tra gli effetti indesiderati di tale rossetto troviamo l’irritabilità e la depressione. E tu, lo sapevi? Se vuoi scoprire di più scopri First Letter Editrice

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Pietre positive da tenere in casa o in ufficio

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More howto Pietre positive da tenere in casa o in ufficio 14.03.25 howto Come allontanare i vampiri: tra leggenda e verità 13.03.25 howto Il malocchio: antica stregoneria, rito religioso o semplice credenza popolare? 12.03.25 recensioni Recensione de Il Cavaliere d’Inverno di Paullina Simons: una storia d’amore indimenticabile 12.03.25 storia La caccia alle streghe non è un’invenzione del medioevo, ma dell’età moderna 12.03.25 Music Rubrica Opere Liriche in Poche Parole – Puntata 8: Don Giovanni 12.03.25 lavoro Vuoi fare l’illustratore? I 4 consigli di Matteo Della Libera per evitare il baratro (e vivere felice) 12.03.25 libri Premio Nazionale Donna Scrittrice: Cos’è? 09.03.25 Pietre positive da tenere in casa o in ufficio Vedi tutto nero, ti senti senza forze e sembra che tutto ti vada storto? Hai mai pensato di avere un portafortuna a portata di mano? Non solo cornetti e scongiuri, parlo di vere e proprie pietre in grado di portare energia positiva a te e a chi ti circonda. Posizionale all’interno della tua casa, nel tuo ufficio o portane una sempre con te, ti aiuteranno con le loro energie positive. Ecco qualche esempio: Pirite Questa pietra, nota per la sua caratteristica di saper attrarre il denaro, ha anche proprietà terapeute: purifica e dona energia. Tormalina nera La tormalina nera viene considerata una potente pietra in grado di distruggere le energie negative. Allontana inoltre tristezza e paure. Il diaspro oceano Generalmente di colore rosso mattone, fin dall’antichità questa pietra veniva utilizzata come protezione.  Nella Grecia classica, si credeva potesse allontanare i fantasmi. Viene usata come pietra ornamentale per vasi o sculture. La giada La giada viene considerata un simbolo di prosperità e abbondanza. In Cina è ritenuta una pietra portafortuna. I colori variano dal verde al bianco, dal giallo al nero. La corniola Nota per le sue proprietà protettive, la sua colorazione pregiata è rosso-arancio e, secondo la tradizione, porta coraggio a chiunque la indossi. Per gli antichi egizi rappresentava il simbolo della vita. Il quarzo rosa Questa pietra di colore rosa porta fortuna in amore e pare sia in grado di aumentare l’autostima verso se stessi. Indossare questa pietra aiuta inoltre a ridurre lo stress. Se ti piacciono articoli come questo condividi e continua a seguirci su Land Magazine

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Come allontanare i vampiri: tra leggenda e verità

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More howto Come allontanare i vampiri: tra leggenda e verità 13.03.25 howto Il malocchio: antica stregoneria, rito religioso o semplice credenza popolare? 12.03.25 recensioni Recensione de Il Cavaliere d’Inverno di Paullina Simons: una storia d’amore indimenticabile 12.03.25 storia La caccia alle streghe non è un’invenzione del medioevo, ma dell’età moderna 12.03.25 Music Rubrica Opere Liriche in Poche Parole – Puntata 8: Don Giovanni 12.03.25 lavoro Vuoi fare l’illustratore? I 4 consigli di Matteo Della Libera per evitare il baratro (e vivere felice) 12.03.25 libri Premio Nazionale Donna Scrittrice: Cos’è? 09.03.25 Nuove uscite Un libro per svelare Il trono di sangue: la vita e i misteri di Mary Stuart 09.03.25 Il vampiro, essere mitologico noto per la fama di nutrirsi di altre creature, ha una cultura millenaria. Da Bram Stoker a Stephenie Meyer il vampiro è una figura che per secoli è stata in grado di affascinare. Quest’oggi parleremo delle loro debolezze, prima fra tutte il sole. Come non ricordare Edward Cullen che brilla sotto la luce del sole o Damon Salvatore che riesce a non bruciarsi grazie a un anello speciale? Ma è vero che i vampiri detestano la luce del sole? Sì, stando alle leggende, il vampiro detesta la luce del sole perché rischia di bruciarsi. Quindi niente diamantini e brillantini, ma vere e proprie ustioni. Ma vediamo insieme quali altri elementi sono utili per allontanare i vampiri. Elementi che aiutano ad allontanare i vampiri Non solo acqua santa, rosario e paletto, ci sono alcuni elementi che possono aiutare ad allontanare questa presenza. Primo fra tutti l’aglio, ma anche la verbena, il biancospino e la rosa selvatica possono essere utilizzati come rimedio per allontanare queste creature. L’aglio Antibatterico, antimicotico, alleato per l’uomo e tossico per i vampiri. È una credenza antica quella che l’aglio sia in grado di allontanare i vampiri. Pare infatti che gli spicchi di aglio venissero messi nella bocca del defunto prima della sepoltura per evitare una sua presunta trasformazione. Raccapricciante, no? La verbena La verbena, una pianta che per l’uomo può contribuire al benessere mentale, costituisce una protezione potentissima contro i vampiri. Nell’antichità era considerata sacra e costituiva un rimedio efficace per uccidere i vampiri. In generale, si ritiene che questa pianta porti fortuna. Biancospino Secondo la tradizione, le spine di cui è ricoperta questa pianta fungono da protezione contro vampiri, ma la sua efficacia si estende anche a demoni e streghe. Il biancospino, così pericoloso per le creature d’oltretomba, viene invece utilizzato come calmante per gli uomini. Indicato per chi è particolarmente soggetto a stress e nervosismo. Rosa selvatica La rosa selvatica ha mille usi: dalla carenza di vitamina C al raffreddore allergico, ma è anche un potente rimedio contro i vampiri. Le sue proprietà sono infatti tossiche contro il morso dei vampiri.  Se ti interessano articoli come questo condividi e continua a seguirci su Land Magazine

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Curiosità: Alnwick Garden, il giardino velenoso

Se siete amanti di Harry Potter, se la magia e la stregoneria vi attraggono in maniera inspiegabile allora questo articolo fa per voi. Sapevate che in Inghilterra esiste un giardino velenoso? Certo se siete asmatici come la protagonista di La segretaria del Quarterback o se come Proust il solo pensiero di annusare fiori vi spaventa sicuramente questo posto non fa per voi, ma per tutti gli altri sappiate che esiste un giardino meraviglioso in Inghilterra, che ospita erbe e piante tra le più particolari. Ma c’è un ma… ebbene sì, perché le piante che ospita sono tra le più tossiche del pianeta. Vediamo insieme come si chiama e da chi è stato ideato. Il giardino si chiama Alnwick Garden e custodisce meravigliosi esemplari tra piante esotiche e bulbi che venivano usati un tempo per creare pozioni velenose. Questo “tesoro di veleni” pare sia stato fortemente voluto dalla duchessa di Northumberland, Jane Percy. “Queste piante possono uccidere”, questo dice il cartello all’ingresso. Quindi se un giorno capitate da quelle parti ricordatevi di non toccare e di non avvicinarvi troppo ai meravigliosi esemplari che vedrete. E voi, lo conoscevate?

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