Dicembre 2024

5 rischi di lavorare troppo: perché il tuo computer ti odia (e forse anche la tua schiena)

Ah, il lavoro! Quella meravigliosa invenzione umana che ci permette di pagare bollette, comprare caffè costosi e a volte rovinarci la salute. Se ti trovi a digitare furiosamente email anche durante le pause pranzo, è ora di fermarti un attimo. Qui esploriamo 5 rischi (seri, anzi serissimi) che derivano dal lavorare troppo. Spoiler: il tuo corpo e la tua mente non ti ringrazieranno.   1. Stress cronico: il nemico silenzioso (ma neanche troppo) Se hai il cuore che batte come un tamburo durante una call, benvenuto nel club dello stress cronico. Lavorare troppo può trasformare anche la persona più calma in una pentola a pressione. Sorpresa: lo stress cronico non si limita al lavoro. Si infiltra nella tua vita personale e pensa un po’, rende impossibili anche cose semplici come scegliere cosa guardare su Netflix. 2. Addio schiena, ci vediamo nella prossima vita Ti sei mai chiesto perché la tua sedia sembra più comoda del tuo letto? Non è perché è davvero comoda: è perché ci passi sopra 10 ore al giorno. La tua postura sta urlando aiuto, presto anche la tua schiena si unirà al coro. Morale della favola: la tua sedia ergonomica non è un supereroe. 3. Creatività in sciopero permanente Il tuo cervello ha un limite. E quando lo spingi troppo può decidere che è ora di andare in ferie. Il risultato? Dimenticati le idee brillanti, le soluzioni innovative e qualsiasi tipo di ispirazione. Ti rimane solo un loop infinito di “Perché sto facendo tutto questo?”. 4. Vita sociale, ei fu Hai amici? Famiglia? Un cane? Se lavori troppo probabilmente li incontri meno di quanto vedi il tasto “invia” delle email. La vita sociale si riduce a interazioni rapide su WhatsApp o meme condivisi su Instagram. Un consiglio: i tuoi clienti non ti porteranno mai una torta di compleanno. I tuoi amici sì. 5. Esaurimento: burnout is the new black Eccoci al gran finale: il burnout. Non è semplice stanchezza, ma quella sensazione di vuoto cosmico che ti fa dubitare di tutto. E no, dormire una notte intera non basta per rimettersi. Prevenire è meglio che curare, quindi datti una pausa prima che il tuo corpo lo faccia per te. Malattia dello stacanovismo: perché la dipendenza dal lavoro è un problema serio Lavorare sodo è un valore che tutti apprezziamo. Ma quando il lavoro passa da un dovere a una vera e propria ossessione, siamo di fronte a un problema serio: la malattia dello stacanovismo, meglio nota come workaholism o dipendenza dal lavoro. È una condizione che non solo rovina la qualità della vita, ma può portare a gravi conseguenze fisiche e mentali.  Come uscire dalla spirale del lavoro compulsivo Se ti riconosci nei sintomi è il momento di agire. Ecco qualche passo per iniziare a riprendere il controllo: Impara a dire no: non puoi essere ovunque e fare tutto. E va bene così. Imposta limiti chiari: niente email dopo cena o nel weekend. Dedica tempo a hobby e amici: la vita è più ricca quando c’è equilibrio. Chiedi aiuto: non c’è nulla di male nel parlare con un terapeuta o un coach. Rallenta gradualmente: non devi cambiare tutto in un giorno. Piccoli passi fanno la differenza. Land Magazine admin Dicembre 18, 2024 5 rischi di lavorare troppo: perché il tuo computer ti odia (e forse anche la tua schiena) Read More admin Dicembre 18, 2024 Da oggi disponibile: Tè alla viola e segreti in soffitta di Alice Buzzella Oggi arriva disponibile Tè alla viola e segreti in soffitta, il nuovo romanzo di Alice Buzzella, un’opera che scalda il cuore e invita a riflettere sulla bellezza delle piccole cose e Read More admin Dicembre 18, 2024 Natale vittoriano: tra tradizioni, curiosità e l’inizio del Natale moderno Natale vittoriano: tra tradizioni, curiosità e l’inizio del Natale modernoQuando pensiamo al Natale, con i suoi alberi decorati, le cartoline di auguri e le canzoni natalizie, dobbiamo ringraziare… l’epoca vittoriana! 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Da oggi disponibile: Tè alla viola e segreti in soffitta di Alice Buzzella

Oggi arriva disponibile Tè alla viola e segreti in soffitta, il nuovo romanzo di Alice Buzzella, un’opera che scalda il cuore e invita a riflettere sulla bellezza delle piccole cose e sulla forza dei legami umani. La storia si svolge nella magica sala da tè letteraria di Violet, un luogo dove ogni libro trova il suo tè e ogni anima il suo conforto. In questo scenario le vite di Violet, Margherita e Gavin si intrecciano, unendo generazioni diverse in una narrazione delicata e profonda. Margherita e Gavin, con le loro fragilità e speranze, scoprono un amore capace di guarire vecchie ferite, mentre Violet affronta i ricordi di un passato che torna a galla con tutta la sua forza. Alice Buzzella regala ai lettori un romanzo intenso e umano dove segreti, sogni e passioni si mescolano all’aroma avvolgente del tè. Un libro per chi crede nell’amore, nelle seconde possibilità e nel potere delle storie di cambiare le nostre vite.   Cosa troverai nel libro: Una sala da tè magica: un luogo unico dove ogni libro ha il suo tè e ogni anima trova conforto. Personaggi indimenticabili: Violet, custode di segreti del passato; Margherita, in cerca di se stessa; Gavin, un uomo alla ricerca di pace. Un amore profondo: la storia di Margherita e Gavin, due cuori feriti che imparano a battere all’unisono. Segreti nascosti: pagine di diari e soffitte polverose che riportano alla luce emozioni dimenticate. La forza dei legami: intrecci generazionali che uniscono passato e presente in un viaggio di scoperta. Atmosfere evocative: tra l’aroma di tè, il fruscio delle pagine e la magia della sala da tè di Violet. SCOPRI LAND MAGAZINE admin Dicembre 18, 2024 Da oggi disponibile: Tè alla viola e segreti in soffitta di Alice Buzzella Oggi arriva disponibile Tè alla viola e segreti in soffitta, il nuovo romanzo di Alice Buzzella, un’opera che scalda il cuore e invita a riflettere sulla bellezza delle piccole cose e Read More admin Dicembre 18, 2024 Natale vittoriano: tra tradizioni, curiosità e l’inizio del Natale moderno Natale vittoriano: tra tradizioni, curiosità e l’inizio del Natale modernoQuando pensiamo al Natale, con i suoi alberi decorati, le cartoline di auguri e le canzoni natalizie, dobbiamo ringraziare… l’epoca vittoriana! 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Martin, il mastermind dietro l’universo di Game of Thrones, sembra avere un messaggio chiaro per Hollywood: “Restate fedeli

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Natale vittoriano: tra tradizioni, curiosità e l’inizio del Natale moderno

Natale vittoriano: tra tradizioni, curiosità e l’inizio del Natale moderno Quando pensiamo al Natale, con i suoi alberi decorati, le cartoline di auguri e le canzoni natalizie, dobbiamo ringraziare… l’epoca vittoriana! Sì, perché molte delle tradizioni che oggi diamo per scontate sono nate proprio durante il regno della regina Vittoria. Allora, com’era davvero il Natale in epoca vittoriana? Prepara una tazza di tè e scopriamo insieme come i vittoriani hanno dato il via alla festa più amata dell’anno. L’albero di Natale: dalla Germania al cuore di Londra Prima dell’epoca vittoriana, l’albero di Natale era una curiosità esotica, diffusa in Germania e praticamente sconosciuta in Inghilterra. Fu il principe Alberto, marito della regina Vittoria e di origine tedesca, a portare la tradizione dell’albero decorato a corte nel 1841. L’idea di decorare un pino con candele, dolcetti e piccoli doni conquistò subito il cuore della nobiltà e, in men che non si dica, anche quello delle famiglie comuni inglesi. In breve tempo, gli alberi di Natale iniziarono a comparire nei salotti inglesi e nelle illustrazioni delle riviste dell’epoca. Certo, non c’erano ancora le lucine elettriche, quindi si usavano candele vere… un po’ rischioso, ma tutto per l’atmosfera natalizia! Grazie a questa usanza, i vittoriani riuscirono a trasformare l’albero di Natale in un vero e proprio simbolo della festa. Cartoline di Natale: auguri con stile (e marketing) Oggi mandiamo cartoline digitali o messaggi sui social, ma in epoca vittoriana era tutta un’altra storia. La prima cartolina di Natale fu creata nel 1843 da Henry Cole, un imprenditore con un gran senso per gli affari. Cole voleva promuovere l’uso del nuovo sistema postale e pensò bene di lanciare le cartoline di auguri. Da quel momento, l’usanza di spedire biglietti di Natale divenne un fenomeno popolare, che coinvolgeva persone di ogni classe sociale. Le cartoline vittoriane avevano uno stile unico: illustrazioni elaborate, auguri in rima e immagini di bambini, angeli e, a volte, scenari strani, come rane in abiti umani e pinguini col cilindro. Nulla era troppo strano per augurare “Buon Natale” in modo originale! Le cartoline divennero un vero e proprio must natalizio, e persino le famiglie più modeste cercavano di risparmiare qualche penny per acquistare e inviare questi preziosi auguri. Il cenone natalizio: quando la tavola si riempie di prelibatezze A Natale, i vittoriani non si accontentavano certo di un pasto ordinario. I banchetti natalizi erano l’occasione perfetta per mostrare la propria ricchezza e generosità. E il menù? Un tripudio di pietanze che oggi ci sembrano uscite direttamente da un libro di Charles Dickens. Tacchini ripieni, budino di prugne, mince pies e, naturalmente, il celebre Christmas pudding, un dolce speziato che richiedeva settimane di preparazione. Il Christmas pudding veniva preparato in anticipo e poi “nutrito” con dosi generose di brandy o rum, che lo rendevano non solo più saporito, ma anche molto più infiammabile (letteralmente: veniva servito fiammeggiante!). Ogni membro della famiglia mescolava l’impasto e esprimeva un desiderio, nella speranza che il nuovo anno portasse fortuna e prosperità. Carols e spettacoli: il Natale come intrattenimento Durante l’epoca vittoriana, il Natale diventò anche un momento di spettacolo e intrattenimento. I Christmas carols, le classiche canzoni natalizie, tornarono in auge dopo essere stati quasi dimenticati nel secolo precedente. Cori di cantori si esibivano per le strade e nelle chiese, intonando canti come Silent Night e Hark! The Herald Angels Sing, che sono ancora oggi tra i più amati. Oltre ai canti, i vittoriani amavano organizzare piccoli spettacoli teatrali e recite in famiglia. Le case si trasformavano in teatri domestici, e i bambini si divertivano a interpretare storie natalizie, spesso ispirate ai racconti di Charles Dickens, come A Christmas Carol, che divenne un classico immancabile nelle serate di festa. Era un Natale fatto di musica, storie e condivisione, un mix di sacro e profano che piaceva davvero a tutti. Regali: tra carità e lusso Se oggi i regali sono spesso il fulcro del Natale, in epoca vittoriana avevano un significato leggermente diverso. I doni venivano scambiati con sobrietà e spesso erano fatti a mano o di valore affettivo. Non mancavano le bambole di stoffa, i giocattoli di legno e piccoli dolcetti. Per i più ricchi, i regali potevano includere gioielli o opere d’arte, ma era comunque la carità a fare da protagonista. I vittoriani ritenevano infatti che il Natale fosse un’occasione per mostrare generosità e compassione. Famiglie benestanti donavano cibo e vestiti ai meno fortunati, e molte chiese organizzavano raccolte per aiutare i poveri durante le feste. Insomma, era un Natale in cui il senso della comunità era forte, e l’importanza dei doni era accompagnata dalla consapevolezza di dover aiutare il prossimo. Oggi: il Natale vittoriano ci ispira ancora Il Natale vittoriano ci ha lasciato molte delle tradizioni che seguiamo ancora oggi. Dagli alberi di Natale ai biglietti di auguri, fino al cibo e ai canti, lo spirito vittoriano continua a influenzare le nostre festività. Certo, oggi abbiamo le luci a LED, i biglietti digitali e i regali di ogni tipo, ma il senso di calore e di condivisione, di famiglia e di solidarietà, è lo stesso che i vittoriani cercavano di celebrare con tanto entusiasmo. Che ci piaccia o no, un po’ di quell’antico spirito continua a vivere nelle nostre case ogni Natale. Forse, alla fine, è proprio questo che rende il Natale così speciale: la sua capacità di adattarsi, rinnovarsi e, allo stesso tempo, di mantenere vivo quel calore che da secoli fa sentire tutti un po’ più vicini. Scopri Land Magazine admin Novembre 13, 2024 La doppia vita dei vittoriani: come la società nascondeva i suoi segreti La doppia vita dei vittoriani: come la società nascondeva i suoi segretiL’epoca vittoriana ci ha regalato abiti eleganti, letteratura indimenticabile e… segreti a non finire. Dietro i corsetti stretti e Read More Silvia Dal cin Novembre 12, 2024 Rubrica “10 libri per bambini che non puoi non aver letto” Libro n. 9. “Altissima” di Sibylle Delacroix LA STORIAElisa è una bambina alta, molto alta rispetto ai suoi amici e compagni di classe. Questa sua particolarità

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Le ricette delle feste di Land Editore: la Gubana del Friuli

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui La gubana è considerata il dolce tipico del Friuli Venezia Giulia, in particolare della zona delle Valli del Natisone, terra di confine tra Italia e Slovenia. Si presenta come un ciambellone arrotolato, a cui viene data la classica forma a chioccola, di color nocciola e spolverato di zucchero granulato, ma il segreto sta tutto nel ripieno. In origine veniva preparato in casa e solo in occasione delle feste, solo successivamente si è arrivati a una produzione artigianale e industriale che oggi viene distribuita anche all’estero. Ha una preparazione lunga e divisa in più fasi, affinché tutto risulti amalgamato alla perfezione, lievitato e cotto al punto giusto. Ha un sapore molto deciso e intenso, dato soprattutto dall’utilizzo della grappa nella farcitura. Un dolce da provare non solo a Natale.   INGREDIENTI: 746 PER IL LIEVITINO:   Lievito di birra secco: 3g Farina 00: 150g Latte intero: 85g (temperatura ambiente)   PER L’IMPASTO: (PER UNO STAMPO DI 22 CM DI DIAMETRO)   Zucchero: 90g Farina 00: 350g Scorza di limone: 1 Sale fino: 1 pizzico Burro: 75g (temperatura ambiente) Uova: 170g Latte intero: 40g (temperatura ambiente) Grappa bianca: 15g   PER IL RIPIENO:   Gherigli di noci: 250 Pinoli: 120g Uvetta: 140 Mandorle pelate: 60 Pangrattato: 60g Burro: 50g Grappa bianca: 10g Uova (circa 2 medie): 120g Scorza di limone: 1 Scorza d’arancia:1 Marsala: 110g   PER SPENNELLARE E COSPARGERE: Uova: 1 Zucchero: 40g   AGGIUNGI ALLA LISTA DELLA SPESA PREPARAZIONE:   Iniziare dal lievitino: setacciare la farina, unire il lievito, aggiungere il latte a filo, impastare fino a formare una palla liscia e senza grumi, coprire con pellicola e lasciar riposare ca temperatura ambiente per un’ora.   Quando l’impasto ottenuto sarà raddoppiato di volume, versare nella ciotola della planetaria la farina setacciata e lo zucchero e poi aggiungere il lievitino ottenuto prima.   Versare le uova sbattute, la scorza grattugiata del limone e la grappa.   Azionare la planetaria a velocità media (attacco a foglia) e iniziare ad aggiungere il latte a temperatura ambiente. Quando gli ingredienti sono amalgamati, cambiare gancio (accessorio a uncino o similare), versare un pizzico di sale e impastare nuovamente sempre a velocità media. Unire a poco a poco il burro ammorbidito e a temperatura ambiente. L’impasto dovrà risultare elastico e si dovrà attaccare al gancio. Togliere l’impasto ottenuto dalla planetaria, lavorarlo fino a dargli una forma sferica, metterlo in una ciotola ricoperta con pellicola, lasciarlo lievitare per tre ore o comunque finché il volume non sarà raddoppiato. Mentre l’impasto lievita, dedicarsi al ripieno.   Sciacquare e mettere in ammollo l’uvetta con 100g di marsala per almeno venti minuti, frullare separatamente le noci, i pinoli e le mandorle, ottenendo tre diversi triti.   In una padella antiaderente fare sciogliere il burro a fuoco basso, una volta sciolto, aggiungere il pangrattato e lasciate tostare per cinque minuti, mescolando quanto basta perché non si bruci. Una volta pronto, conservare in una ciotola fino all’utilizzo.   Scolare l’uvetta e frullarla.   In una ciotola capiente versare il pangrattato tostato, l’uvetta, le noci e i pinoli, le mandorle, la scorza del limone, la grappa e il marsala rimasto.   Separare i tuorli dagli albumi. Aggiungere i tuorli al resto degli ingredienti, mescolare e poi unire anche gli albumi montati a neve. Amalgamare con una spatola.   Riprendere l’impasto e stenderlo con un mattarello fino ad ottenere un rettangolo di 50×60 con spessore di circa 0,5 cm. Mettete il ripieno al suo interno, lasciando un bordo di circa 2 cm, da spennellare con uovo sbattuto.   Arrotolare l’impasto su se stesso e sigillare bene i bordi per evitare che il ripieno esca. Prendete una teglia di 22 cm di diametro imburrata e infarinata Imburrare e infarinare una teglia di 22 cm e inserirvi il rotolo creando una spirale. Lasciare lievitare per trenta minuti. Spennellare la superficie con uovo sbattuto e spolverare con zucchero. Infornare a 170 gradi per 60 minuti – se il forno è statico – o a 145 gradi per 40/45 minuti – se ventilato. Dopo la cottura, togliere dal forno e lasciare riposare per dieci minuti prima di servire.     Scopri Land Magazine admin Dicembre 4, 2024 Natale a Hogwarts: il regalo magico per riscaldare il cuore del Grinch che è in te Hai mai desiderato un Natale diverso? Non quello classico con il panettone e i parenti che si litigano l’ultimo pezzo di torrone, ma un Natale in cui la neve cade Read More Lorenzo Foschi Dicembre 4, 2024 Giovani autori – episodio 4 A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Fai clic qui https://www.landeditore.it/wp-content/uploads/2024/11/4.mp4 Read More admin Dicembre 4, 2024 Come le donne hanno addomesticato i lupi: una storia di istinto, empatia e… sopravvivenza Se oggi portiamo a spasso Fido al parco possiamo forse ringraziare una coraggiosa antenata del Paleolitico che, invece di scappare urlando, ha deciso di accarezzare un lupo affamato. E no, Read More admin Dicembre 4, 2024 Curiosità sull’epoca vittoriana: stranezze, abitudini e storie incredibili L’epoca vittoriana è stata un periodo affascinante, per non dire… bizzarro. Se da un lato abbiamo assistito a grandi cambiamenti e rivoluzioni, dall’altro le abitudini e le convinzioni di questa Read More admin Dicembre 2, 2024 Ufficio e amore: 3 office romance in italiano da leggere assolutamente Se pensi che l’ufficio sia solo il regno di Excel, caffè annacquati e stampanti che non collaborano, è perché non hai mai letto un office romance fatto come si deve. Read More Cristina Ferri Dicembre 2, 2024 Ricette: i cupcake di Edith – La segretaria del quarterback Il rapporto fra Edith Miller e suo padre è un legame da sempre complicato. Lui sembra volerla controllare, le sta perennemente col fiato sul collo e soprattutto non accetta la Read More Francesca Redolfi Dicembre 2, 2024 I nostri

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Flash mob: cos’è, com’è nato e perché è diventato famoso

A cura di Car* lettor*, ti chiederai perché sono qui oggi a parlarti del flash mob. All’improvviso Nelli ha deciso di spostare la sua attenzione dalle playlist vintage all’attualità? Ebbene no, o forse sì. Scoprirai con il tempo che i miei interessi sono piuttosto variegati, ma – per non uscire dai binari di questo articolo – l’argomento odierno ben si adegua in realtà a ciò che io e la mia partner in crime Arianna Ciancaleoni – ma ehi, è ovvio che ci sia anche lei, lei c’è sempre! – stiamo progettando da mesi e mesi. Un passo alla volta, però. Per prima cosa, vediamo insieme cosa è un flash mob. Flash mob: cos’è Un flash mob (parola che deriva dall’inglese: più precisamente dalla combinazione di flash, lampo e mob, folla) vede il raggruppamento di un gruppo di persone in uno spazio pubblico che avviene improvvisamente con l’intento di mettere in atto un’azione atipica, per poi dissolversi altrettanto in fretta. I canali attraverso i quali viene organizzato un flash mob sono generalmente quelli che utilizzano una rete internet, quindi i social sono al primo posto in questo. In Europa, il primo evento del genere si svolse in Italia, a Roma, nel luglio 2003. Flash mob: quando nacque Quando nacque, il flash mob non aveva uno scopo preciso, se non quello di creare degli avvenimenti fuori dalla routine quotidiana. Con il tempo, poi, è diventato simbolo di battaglie politiche e sociali. Sempre più spesso, però, negli ultimi anni, il flash mob è stato utilizzato dal marketing come mezzo pubblicitario. Si ricorda il flash mob della Coca-Cola il giorno di San Valentino nel 2011 a Times Square, a New York, dove centinaia di persone vestite di rosso hanno formato un gigantesco cuore mostrando cartelli con la scritta La felicità nei numeri. Il flash mob si inseriva nella campagna pubblicitaria Open Happiness e gli utenti dei social erano i destinatari del messaggio di amore dell’azienda.   Quel maledetto concerto: un piccolo spoiler e l’anteprima della Fiera Virtuale del Romance Ora, car* lettor*, ti chiederai: ma allora perché mi stai parlando del flash mob? Adesso puoi dirmelo? Certo ora sì! Questa lunga premessa era finalizzata a farti sapere che nel primo romanzo a quattro mani scritto con Arianna Ciancaleoni – Quel maledetto concerto – ci sarà proprio un flash mob a fare da protagonista a una scena a dir poco… particolare! Volete saperne di più? Beh, il romanzo sarà in anteprima con una tiratura limitata di copie per il Fiera Virtuale del Romance il 14 e il 15 Dicembre, organizzata dal CSU!

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