Agosto 2025

Recensione di “Tutta la vita che resta” di Roberta Recchia

Il romanzo Tutta la vita che resta di Roberta Recchia è un pugno e una carezza. Un pugno quando ti accorgi, dopo un tuffo negli anni Sessanta e un inizio agrodolce, che di colpo sta accadendo qualcosa di terribile. Allora succede che forse chiudi il libro, lo lasci lì sul comodino. Ti decidi a riaprirlo solo dopo qualche giorno, a dargli una chance dopo aver assorbito il colpo, perché la violenza nei libri la sopporti a fatica, a volte è troppo forte, non riesci a gestirla tutta quella cosa lì, ti entra negli occhi. Senti la sabbia nella bocca e l’aria che manca, sei con Betta e Miriam sulle Dune una notte in cui non dovevano esserci e invece c’erano. È un pugno che affonda altri colpi con il dolore della morte di Betta e il dolore di un’altra morte, diversa, non fisica, ma non meno atroce. Quella di Miriam, lei che tra loro due è ancora in vita ma forse vorrebbe essere morta, forse in parte lo è davvero. E allora inizia un’altra storia. Di crudeltà, di squallore, di una vita in bilico che vuole cercare la dimenticanza e la trova nei barbiturici, che la condannano alla dipendenza e all’oblio. Tutta la vita che resta è ancora una raffica di pugni quando Miriam va a cercare uno spacciatore per proseguire il suo oblio, e lì, nel momento peggiore, nella caduta nel punto più basso, insieme avverti una carezza, dolce, quando incontra Leo, il ragazzo che dovrebbe venderle la droga e invece saprà donarle un’altra di dipendenza, certo più dolce, e sua sorella, grande protagonista della svolta del romanzo: Corallina, il personaggio che forse più di tutti ho amato. È un romanzo che parla di uomini, degli abissi di violenza, la bestialità, la crudeltà, e al contrario di uomini che sono eroi d’altri tempi, come Stelvio, capace di amare oltre ogni limite, come Leo, che trent’anni dopo dimostrerà, per la nipote di Stelvio, lo stesso amore incondizionato. Come Corallina, donna in un corpo da uomo, sincera, leale, e spinta in ogni sua azione dal bene verso il fratello. Parla di uomini incapaci di gestire le proprie emozioni e impulsi, e di altri uomini capaci di aspettare, di capire che “l’amore senza il sacrificio non è niente”. Bellissimo l’arrivo della cagna dal pelo dorato nei momenti salienti della trama, di certo alter ego di Betta che torna da ovunque lei sia e dà le indicazioni sulla strada da imboccare. Un romanzo che parla anche di chi, a volte, non riusciamo a vedere. Concentrati sul proprio dolore, su quello di un proprio caro. Sono le vittime invisibili, come Miriam, ancora vive solo in apparenza, mentre nessuno si cura di loro. Un libro che davvero, come dice il titolo, resta, ti si imprime addosso e non si fa dimenticare, corre fino alla fine lasciandoti con il fiato sospeso. L’unico appunto, forse, è una certa velocità nel trattare il ricovero di Miriam alla Casa delle Farfalle, forse troppo rapida la sua ripresa, ma si sa che l’amore può fare tutto, anche far rinascere chi ormai si sentiva morto.  

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GUARDA COSA MANGI! OGGI PREPARIAMO… il sushi di “Kill Bill”

“Kill Bill” era stato inizialmente pensato come un unico film, ma il materiale girato era talmente tanto che il produttore decise di farlo uscire in due capitoli. Il Volume Uno, uscito nel 2003, ci presenta la protagonista assoluta della storia, Beatrix Kiddo, detta La Sposa. Personaggio complesso e spettacolare, Beatrix è una killer dal nome in codice Black Mamba che si trova a cambiare vita quando rimane incinta. Scampata miracolosamente ad un’imboscata organizzata da Bill, il suo amante nonchè capo della sua spietata squadra di killer, si risveglia dopo quattro anni dal coma; scopre di aver perso la figlia che aspettava e decide di vendicarsi e di uccidere Bill. In un passaggio del film, Beatrix si reca in Giappone dal grande fabbro Hattori Hanzo, per una katana . Hanzo gestisce un locale di sushi e sake a Okinawa e mentre i due parlano, lui prepara un piatto di sushi. Ci servono 100 gr di filetto di orata, 100 gr di filetto di salmone, 100 gr di ventresca di tonno, rafano grattuggiato, soia e zenzero sottaceto. Prima però prepariamo il riso, scegliendo 600 gr di riso specifico per il sushi, da lavare e sgocciolare. Per cuocerlo, versiamo il riso in una pentola con poco più di mezzo litro di acqua e facciamolo bollire coprendo la pentola con un coperchio per 10/12 minuti a fuoco basso e altri 10/12 a fuoco medio. Nel frattempo prendiamo 150ml di aceto di riso, 50 gr di zucchero e 10 gr di sale e prepariamo una soluzione, scaldando a bagnomaria finchè zucchero e sale non si sciolgono, senza far bollire. Quando il riso è pronto, stendiamolo ancora caldo su una superfice di legno, meglio un vassoio precedentemente inumidito, allargandolo con un cucchiaio di legno, sempre umido. Ci spruzziamo poi sopra una buona parte della soluzione di aceto, zucchero e sale e mescoliamo. La soluzione evaporerà man mano che il riso si raffredda, rimanendo comunque appiccicoso e compatto. Nel frattempo tagliamo i filetti di pesce a fette sottolissime. Con le mani umide di soluzione, formiamo dei piccoli cilindri di riso, su cui appoggeremo le fettine di pesce. Serviamo mettendo i pezzi di sushi su un vassoio, con vicino ciotoline con soia, zenzero e rafano. Curiosità: l’idea per Kill Bill nacque durante una chiacchierata tra Quentin Tarantino e Uma Thurman già mentre giravano Pulp Fiction! A causa degli impegni di entrambi il progetto rimase accantonato fino al 2000, quanto Tarantino scrisse la sceneggiatura del film e la regalò alla Thurman per il compleanno.

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Segnalazione nuova uscita: “Cuori forti”

Diciannove tra i migliori autori italiani hanno scritto diciannove storie pensate per raccontare gli adolescenti di oggi: gli amici, la famiglia, la scuola, gli amori, le scelte, il coraggio e le paure in cui si trovano immersi i loro cuori. Sono cuori forti e fragili, che troveranno in queste pagine una bussola per orientarsi nella ricerca della propria identità e affrontare le sfide del mondo che li attende. Le penne che firmano le storie dei nostri personaggi: Paola Ancilotto, Teresa Capezzuto, Cinzia Capitanio, Erika Casali, Daniela Cologgi, Marco Dazzani, Fulvia Degl’Innocenti, Sofia Gallo, Eleonora Laffranchini, Chiara Lossani, Milvia, Roberto Morgese, Marino Muratore, Laura Novello, Silvia Pillin, Catia Proietti, Alessia Racci Chini, Isabella Salmoirago, Dino Ticli. Consigliato 11+.

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