Oriana Turus

MEMORIAL BENCH – COS’È E PERCHÉ PER QUALCUNO È COSÌ IMPORTANTE

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? MEMORIAL BENCH – COS’È E PERCHÉ PER QUALCUNO È COSÌ IMPORTANTE Una delle prima cose che ho notato appena approdata a Sheffield, è stata la quantità di spazi verdi a disposizione. Pur essendo una città parecchio grande, la quantità di parchi e aree pubbliche è davvero elevata. Ed è proprio passeggiando in uno di questi che mi sono imbattuta nelle cosiddette “Memorial benches”, ovvero delle panchine commemorative, installate in onore dei propri cari defunti. Si trovano un po’ ovunque, espongono la targhetta con il nome e le date di nascita e morte seguite da una frase rappresentativa, spesso vengono posizionate in quelli che erano i luoghi preferiti di chi non c’è più. Un modo per sentirli ancora vicino. Storicamente, le prime panchine risalgono a dopo la Prima Guerra Mondiale, quando le famiglie le installavano in luoghi pubblici per ricordare chi non faceva ritorno a casa. Questa pratica si è diffusa negli anni con l’obiettivo di creare sia uno spazio di riflessione, sia per aiutare a superare il trauma della perdita. Avere un luogo in cui rifugiarsi per immergersi nei ricordi ha, nel lungo periodo, un effetto curativo e aiuta ad affrontare meglio il viaggio nel dolore. Per alcuni è anche un modo per onorare qualcuno ogni giorno, per altri rappresentano un ricordo duraturo e un modo per celebrare la loro vita. E voi, sapevate dell’esistenza di queste panchine speciali? Libri di Oriana Turus Fai clic qui

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Sheffield’s Park Hill bridge e la sua triste storia nascosta

C’è un quartiere a Sheffield chiamato Park Hill, famoso per ospitare uno dei palazzoni più grandi e contestati della città. La struttura, formata da due blocchi di appartamenti, è collegata da due ponti che, passando dall’esterno, permettono di raggiungere l’altra parte. Ed è da qui che parte la storia che voglio raccontare. Una storia che inizia nel 2001, proprio da quella passerella al tredicesimo piano. Il protagonista si chiama Jason, è un uomo innamorato che ha deciso di dichiararsi alla sua amata Clare in maniera romantica quanto plateale. Lì, sulla facciata di quel ponte, ha scritto il suo nome seguito da “I love you. Will U merry me”. No, certe cose accadono davvero, non solo nei film. E poi colpevole di un gesto inconsulto e illegale, Jason scappa alla vista del custode, prima di riuscire a mostrarla alla sua Clare. Dei due non si è saputo più nulla se non dopo parecchi anni. La scritta non è mai stata eliminata, solo il nome è sparito per far comparire il gesto come disperato e attirare l’attenzione su un’area in decadenza. Nessuno ha mai saputo com’è finita davvero quella storia, né chi fossero Jason e Clare e se lei abbia mai accettato quella proposta. Molte sono le ipotesi che vi girano attorno, voci di corridoio in realtà mai confermate anzi, completamente smentite dal custode del palazzo. Tra queste c’era l’ipotesi del suicidio: Clare rifiuta la proposta e lui si lancia dal ponte per la disperazione. Questo non è successo, ma purtroppo quello stesso ponte è testimone di ben ventisei suicidi di altra natura. Un tragico dato che fa pensare. Ma non c’è solo questo dietro. Anni più tardi la verità sulla storia tra Jason e Clare è venuta a galla e non si può dire ci sia il lieto fine. Clare era una ribelle, un’adolescente indomabile, una donna non adatta a prendersi delle responsabilità neanche dopo essere diventata madre. L’incontro con Jason era stato inaspettato, ma le aveva ridato speranza. Aveva accettato la sua insolita proposta, l’unica che lei avrebbe potuto prendere seriamente, ma le circostanze non permettevano loro di poter essere felici insieme. Lei con gli assistenti sociali alle costole, lui seguito dagli stessi da quando era bambino. Un destino beffardo e ingannatore. Una sofferenza che non guarda in faccia nessuno. Clare aveva scelto i figli perdendo l’amore a cui si era aggrappata. Oggi Clare non c’è più e di Jason si hanno notizie certe fino al 2016 e non sono per nulla buone. È triste sapere che dietro a un graffito ci sia tanta sofferenza e che in realtà qualcuno lo abbia utilizzato per arricchirsi economicamente, svelando la realtà di una società capitalista e spesso troppo poco empatica. E non ci sono vincitori in questa storia. C’è solo tanta, troppa amarezza per quello che è accaduto. A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui

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“The idea of you” – Le recensioni di Land Magazine

A CURA DI Sulla scia del successo che sta avendo praticamente ovunque,  ho ceduto anche io al richiamo di “The idea of you”, film lanciato da Amazon Prime e basato sull’omonimo romanzo di Robinne Lee. Non avendo il libro non nutrivo grosse aspettative né ero preparata a un confronto tra di essi, quindi me lo sono semplicemente goduta. La visione è stata piacevole, il cast super azzeccato. Una Anne Hathaway davvero in splendida forma e adattissima al ruolo di madre single che ha interpretato. La trama, che a molti può sembrare banale, mette in luce tanti degli stereotipi che la società odierna impone e rappresenta comunque uno spaccato di realtà che si tende a nascondere per evitare i giudizi e le decisioni da prendere non sono sempre quelle dettate dal solo cuore. Le responsabilità della vita adulta inchiodano un destino che impedisce di raggiungere la felicità. Ho pianto nel vedere questa storia d’amore sgretolarsi sotto il peso del moralismo più estremo. Amare non deve portare alla vergogna né alla gogna pubblica e mediatica.  L’age gap tra i protagonisti, lo scontro generazionale, la spensieratezza di lui contro l’essere adulta di lei rendono questo film interessante per i temi trattati e, pur non essendo un capolavoro a livello cinematografico, dovrebbe far riflettere su come il giudizio di chi ci sta intorno influenza le nostre vite.    In poche parole: bello, bello, bello. Guardatelo se amate il genere romantico e un po’ scacciapensieri, che fa sognare ma anche riflettere.  Libri di Oriana Turus Fai clic qui

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CHICKEN TIKKA MASALA – un nome indiano per un piatto British

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui Nonostante il nome del piatto si abbini perfettamente in un contesto come quello indiano, è giusto che si sappia che questo piatto con l’India non c’entra nulla o quasi. Ci sono diverse teorie sull’origine del piatto, ma la più accreditata sembrerebbe essere quella che il Tikka Masala sia stato  inventato proprio nel Regno Unito negli anni 70, a Glasgow, e fu lanciato da un cuoco pachistano, trasferito in Scozia molti anni prima, dopo che un cliente del suo ristorante aveva valutato il suo pollo troppo asciutto e aveva fatto richiesta di una salsa aggiuntiva. A quel punto lo chef imbastì una salsa veloce e la mescolò direttamente con il pollo dando così vita a un nuovo piatto che è quello che oggi è famoso come Chicken Tikka Masala e che si trova in qualunque ristorante indiano del Regno Unito o al supermercato. Nel 2001 è stato definito un vero piatto nazionale britannico ed è la testimonianza del multiculturalismo e dell’integrazione. La particolarità di questo piatto, però, è che non esiste una ricetta standard e, a parte il pollo, gli altri ingredienti quali spezie, yogurt o altro, possono variare. Resta comunque una delle pietanze straniere più consumate e cucinate nel Regno Unito. Land magazine admin Maggio 10, 2024 La vera Cenerentola è una fiaba intrisa di morte e sangue La fiaba di Cenerentola, conosciuta anche come Aschenputtel nella versione tedesca dei fratelli Grimm, è un racconto che risale a tradizioni orali molto antiche. Pubblicato nella raccolta “Fiabe del focolare” Read More admin Maggio 10, 2024 “Our Last Land”: firmacopie al Salone del Libro del libro di Torino Il mondo dell’esplorazione spaziale incontra la letteratura al Salone del Libro, con la presentazione ufficiale dell’attesissimo nuovo libro curato da Claudio Secci, “Our Last Land”, che avrà luogo l’11 maggio. Read More admin Maggio 8, 2024 La strada di Cormac McCarthy, la recensione di Land Magazine A un romanzo del genere puoi rispondere solo con una punta d’ironia, ma non subito, no; devono passare  anni dall’ultima volta che lo hai letto, per poterlo analizzare con una Read More admin Maggio 8, 2024 Non riesco più a scrivere a mano Mi viene da sorridere quando ripenso a quanto fosse naturale una volta scrivere a mano. Che fossero appunti per la scuola, liste della spesa o lettere d’amore, la penna scorreva Read More admin Maggio 7, 2024 Esplorando il tabù: il threesome nella letteratura Il threesome, o ménage à trois, è un argomento che da secoli solletica l’immaginazione collettiva e fa arrossire le pagine della letteratura mondiale con una miscela di scandalo e fascino. Read More admin Maggio 7, 2024 L’Inferno è un’invenzione del cristianesimo? Nell’immaginario cristiano, l’inferno è sempre stato il club più esclusivo dove nessuno vuole entrare. Ma il fascino sinistro di questa destinazione finale ha ispirato generazioni di teologi, artisti e poeti Read More admin Maggio 5, 2024 La vita di una formica: lezioni di perseveranza Cari giovani lettori, oggi vi porterò nel mondo straordinariamente ordinato ma anche un po’ buffo delle formiche. E chi meglio di Enrica, la nostra eroica formica, per guidarci in questa Read More admin Maggio 5, 2024 Intervista a Ylenia, libraia di Libreria Difficile A cura di Ho conosciuto Ylenia sui social, all’interno di un gruppo facebook per la precisione. Mi ha consigliato molti libri, azzeccandoci sempre. Allora l’ho voluta intervistare, per capire da Read More admin Maggio 4, 2024 Vamp(yre) style: seduzione e potere oltre i secoli di Maurizio Fierro “Je poserai sur lui [l’homme] ma frêle et forte main; Et mes ongles, pareils aux ongles des harpies, Sauront jusqu’à son coeur se frayer un chemin. Comme Read More Cristina Ferri Maggio 4, 2024 Storia: dall’abito bianco alla ricetta della torta nuziale più antica della storia Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui Appassionati di storie romantiche e divoratori di commedie sentimentali, ricorderete di certo Il matrimonio del mio migliore amico, dove una Read More Arianna Ciancaleoni Maggio 4, 2024 Scrivere a quattro mani: la nostra esperienza Cosa spinge due autrici a scrivere a quattro mani? Ci siamo poste spesso questa domanda: il processo di scrittura è frutto di tanta concentrazione, talvolta di isolamento. Prima di arrivare Read More Elisabetta Maggio 3, 2024 Serie TV – Nostalgia anni ’80 e ’90 Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO Gli anni ‘80 e ‘90 sono stati la culla di veri e propri tormentoni indimenticabili. Ah, che bei tempi… E che privilegio averli vissuti!Cosa Read More admin Maggio 3, 2024 “Scrivere la trama di un videogame: l’esempio di To the moon” A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Fai clic qui Episodio 01: To the Moon  In questo primo episodio ho deciso di parlare di “To the Moon” in modo Read More Elisabetta Maggio 3, 2024 Drabble mania: consigli di scrittura per aspiranti scrittori (puntata 12) Leggi fino alla fine per avere un consiglio di scrittura completamente gratuito Elisabetta Venturi Scrittrice e insegnante Drabble mania Scrivere drabble insegna a colpire, emozionare, stupire, sconvolgere il lettore con Read More admin Maggio 1, 2024 Ius Primae Noctis: la fake news del Medioevo che continua a far parlare Ah, il Medioevo, quel periodo buio e misterioso dove la verità storica sembra confondersi con la leggenda. Tra le innumerevoli credenze popolari sul Medioevo, una delle più piccanti e decisamente Read More Oriana Turus Maggio 1, 2024 MON CICCI: la bambola pelosa che ha fatto impazzire il mondo A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Maggio 1, 2024 Chicago, 1° maggio 1886: il giorno che cambiò tutto Ogni anno, il primo maggio, strade e piazze si riempiono di manifestazioni, bandiere e

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L’EUROVISION SONG CONTEST È DAVVERO APOLITICO?

A CURA DI EUROVISION 2024 Gli amanti della musica certamente conoscono e seguono con molto interesse la manifestazione che, al motto di “United by music”, permette a cantanti e gruppi di esibirsi nella propria lingua madre. È così è dal 1956, anno in cui si è svolto per la prima volta l’Eurovision song contest. L’edizione di quest’anno non fa eccezione, ieri sera, sabato 11 maggio, infatti, si è tenuta la finale dell’edizione 2024, in diretta da Malmö Svezia.  L’Italia era in gara, codice 15, con Angelina Mango e la sua “La noia”, vincitrice del precedente Festival di Sanremo. Si sono esibiti 25 cantanti sui 26 precedentemente in gara. L’Olanda è stata squalificata prima della finale per motivi ancora non dichiarati.  Silvia e Oriana hanno seguito per voi il contest e sono pronte a darvi i loro pareri sulla serata appena conclusa. Siete pronti? Ecco cosa ne pensano le nostre due inviate speciali: Parere generale: Silvia – Edizione un pò sottotono, non tanto nelle esibizioni, quasi tutte pazzesche, ma nella conduzione, un po’ piatta. La mia classifica, post esibizioni, era la seguente: al primo posto la Croazia, al secondo l’Italia e al terzo la Svizzera. Oriana – Un’edizione non memorabile. Canzoni ed esibizioni molto simili tra loro, molta scenografia, ma poca sostanza, dal mio punto di vista. A livello canoro, alcuni artisti hanno davvero spaccato (tra cui la nostra Angelina che ha talento da vendere) e seppur il genere non fosse di mio gradimento, la bravura non si può discutere. La mia classifica personale non si avvicinava nemmeno un po’ a quella finale. De gustibus – o no. L’esibizione più terrificante?  Silvia – Sicuramente quella della cantante irlandese… che paura! Ha creato un cerchio di candele sul palco, lei sembrava un mix tra Malefica e un demone, io ho temuto la macumba! Oriana – Per me quella della cantante greca. Tanto fumo e niente arrosto. Canzone discutibile ed esibizione troppo esagerata per la qualità portata sul palco. L’esibizione più divertente?  Silvia – Direi l’Armenia, molto folkloristici, leggeri, gioiosi Oriana – Finlandia su tutti! I Windows 95Man rientrano ora tra i miei miti musicali. Uno vestito di piume, l’altro che si fa coprire perché sembra nudo e alla fine gira su stesso con due corde fumenti in mano. Due geni! L’esibizione più esaltante?  Silvia –  Baby Lasagna sicuramente! Il croato che, nonostante il nome da rapper di provincia, ha tantissimo dei Rammstein. Anche l’esibizione della Svizzera è stata da cardiopalma, non ho idea di come abbia fatto a cantare – e bene – rimanendo in equilibrio su quella piattaforma! Oriana – Baby Lasagna senza dubbio. Già il nome merita tutta la stima del mondo, ma la canzone è super orecchiabile, fa ballare, lui ha creato il clima ideale e il pubblico ha apprezzato tantissimo. Peccato che abbia mancato la vittoria per un soffio. L’esibizione più inaspettata?  Silvia – Direi la Finlandia. Ho passato metà esibizione a chiedermi se il cantante avesse le mutande! Ma anche l’Ucraina, con una canzone particolare (su Maria e Madre Teresa) con degli effetti visivi molto intensi Oriana – La Svizzera. Nemo – il cantante – un po’ Mika un po’ Jamiroquai, con vocalizzi che ricordano Biancaneve quando canta agli uccellini. Voce pazzesca soprattutto se si considera il su e giù sulla pedana saltellante, con indosso una pelliccia all’apparenza sintetica. Canzone orecchiabile, ma non tra le migliori, a mio gusto personale. Apprezzabile l’abbigliamento che andava contro tutti i canoni della mascolinità di cui tutti vanno orgogliosi. La canzone più memorabile? Silvia –  a livello di testo, penso sia abbastanza difficile dimenticare la canzone della Spagna (ehm ehm) Oriana – No rules (Finlandia), Zorra (Spagna), Always on the run (Germania). Il testo della canzone eliminata a mio parere aveva un testo molto profondo e meritava di essere ascoltato di più. E l’esibizione a sorpresa degli Abba, anzi della versione virtuale degli stessi?  Silvia – Le magie della tecnologia! Ho cantato con loro Waterloo da casa, è stato sorprendente vederli come negli anni ’70 Oriana – per me è un no. Mi sarei aspettata un’improvvisata degli ormai invecchiati Abba, quelli veri, non quelli rimasterizzati con l’IA che li ha resi inguardabili. Adoro Waterloo, ma a tutto c’è un limite. E la nostra Angelina?  Silvia – Potente, sicura, efficace. La parte a cappella è stata accolta con una ovazione dal pubblico, precisa e intonata, davvero bella da ascoltare. Esibizione pulita, ma forse non abbastanza memorabile Oriana – Bravissima, vocalmente perfetta, nessuna sbavatura, ma a livello europeo la canzone non spacca abbastanza Considerazioni finali e generali: Il momento più snervante è sempre la conta dei voti, prima i collegamenti dai vari Stati e l’assegnazione dei vari punti “della critica” e poi l’annuncio dei voti “della giuria popolare”, quelli inviati da casa.  Anche durante il collegamento con Israele per assegnare i voti, così come nel momento dei voti da casa e così come alla fine dell’esibizione della cantante, ci sono stati dei fischi. Sono infatti molti i contestatori che non volevano e non vogliono Israele nella competizione. Così come è stata esclusa la Russia, allo stesso modo sarebbe dovuta essere esclusa anche Israele, vista la situazione politica e di guerra. Ma non è stata presa nessuna posizione dall’organizzazione, perciò la ribellione è venuta direttamente dal pubblico, che si è fatto sentire più volte.  Dopo aver ricevuto i voti dalle 37 giurie professionali (dei vari paesi partecipanti al concorso) la classifica era: Svizzera 365 Francia 218 Croazia 210 Italia 164 Ucraina 146 Irlanda 142 Portogallo 139 Svezia 125 Armenia 101 Germania 99 L’ Italia non ha ricevuto il massimo dei punti da nessuno, stranamente, ma è riuscita comunque a piazzarsi quarta.  La Svizzera ha ricevuto moltissimi “12 punti”, quasi un record credo, segno che praticamente tutte giurie di professionisti hanno molto apprezzato Nemo e la sua canzone sull’identità di genere e sul rompere il codice (anche la giuria italiana ha dato i 12 punti alla Svizzera).  E poi sono arrivati i punteggi delle giurie popolari (quelli delle telefonate e dei messaggini), che solitamente

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