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VIAGGIARE NEL TEMPO

Ho chiesto all’Intelligenza artificiale “è possibile viaggiare nel tempo?” Viaggiare nel tempo verso il futuro è scientificamente possibile ed è un fenomeno provato. Secondo la Teoria della Relatività di Einstein, il tempo non è assoluto ma scorre a velocità diverse a seconda della velocità a cui ti muovi e della forza di gravità. Per andare nel futuro, ti basta viaggiare nello spazio a velocità prossime a quella della luce: in questo modo il tuo tempo rallenterà rispetto a chi rimane fermo sulla Terra, facendoti “saltare” nel futuro. Questo fenomeno, noto come dilatazione temporale, è un dato di fatto: Ok, qui finisce la risposta dell’A. I. Quindi viaggiare nel tempo, nel passato, è impossibile. Peccato. La fan di “Ritorno al futuro” che è in me non se ne farà mai una ragione, ma potrà continuare a sognare con la nuova uscita First Letter, per la Collana S.E.P.T., dal titolo “Insieme ai delfini”. La storia si sviluppa al contrario: partendo dal presente, Zlato e Ivory viaggiano nel tempo, tornando indietro fino all’infanzia del loro saggio mentore. Impareranno così a conoscerlo davvero, risolvendo un enigma. Curiosi di scoprirne di più? Trovate il libro su Amazon, sia in formato cartaceo che in ebook!

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BUON COMPLEANNO BEATRIX POTTER!

Il 28 luglio 1866 nasceva a Londra l’illustratrice, scrittrice, imprenditrice (e molto altro) Beatrix Potter. Principalmente nota per il personaggio di Peter Coniglio, Beatrix Potter creò in realtà numerosissimi personaggi originali: lontani dall’essere solo animaletti antropomorfi, i suoi coniglietti, ricci, volpi ecc agivano e si comportavano e si muovevano come animali. Questo tipo di sguardo rese i protagonisti delle sue storie davvero interessanti: sebbene i coniglietti indossassero vestiti e camminassero su due zampe, vivendo in case arredate, movimenti e pensieri rimasero naturali e coerenti. Oltre a illustrare e scrivere storie per bambini, la Signora Potter fu imprenditrice sia in campo editoriale che nel settore agricolo. Si dedicò alla salvaguardia del paesaggio del Lake District e di una razza di pecore in particolare. Contribuì alle ricerche su spore e funghi grazie alla sua capacità di osservazione e alla sua precisione nel disegno. Vi ho incuriosito? Volete sapere cos’altro riuscì a fare questa donna vittoriana, che seppe sfidare e vincere moltissime convenzioni? Trovate più informazioni nel saggio: https://amzn.eu/d/f7hQta1

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CATFISH, un fenomeno preoccupante

Catfish significa letteralmente “pesce gatto”, ma online significa ben altro! Catfishing è quando una persona si finge qualcun’altro su internet per ingannare. Usa foto finte, nome falso, vita inventata. Nel 2010 uscì il documentario “Catfish”. Raccontava di un ragazzo che parlava online con una ragazza che… non esisteva. Da lì è nato il termine. Poi MTV ha messo in onda la serie TV “Catfish: False Identità”, nella quale cercavano di aiutare la gente a capire se la persona con cui stavano parlando era reale o se erano stati truffati da profili falsi. Perché Catfish? Il pesce gatto è un pesce che “stuzzica” gli altri pesci per tenerli svegli durante il trasporto. L’idea è: il catfish online ti “stuzzica” emotivamente per tenerti agganciato. Nel libro “Il ragazzo del crepuscolo” c’è una sorta di catfishing, che però non avviene online ma di persona. Non possiamo dire molto di più per non fare spoiler, ma Ludovica incontra un ragazzo che… non è chi dice di essere. Catfish equivale a Adescamento è Sostituzione di persona? La sostituzione di persona si verifica se usi foto e dati di qualcun altro, o inventi un’identità da zero. “Sono Marco, 15 anni, calciatore” ma in realtà è un adulto di 40 anni. Dopo che si finge, inizia a creare un legame di fiducia. E questo è l’adescamento: chiede confidenze, foto, soldi, incontri. L’obiettivo può essere manipolazione emotiva, sextortion, truffa, o peggio. Sostituzione di persona e adescamento di minore, ricordiamolo, sono reati penali! Perché è un pericolo serio per i preadolescenti (ma anche per adolescenti)? Di base manca esperienza; essendo molto giovani non si ha ancora il radar per capire “sta cosa non torna”. Preadolescenti e adolescenti cercano approvazione! Un preadolescente che si sente solo/invisibile è esca perfetta. Il/la catfish gli dà attenzioni 24/7, lui/lei si affeziona. Data la giovane età, confondono online/realtà..Per loro “amico di Fortnite” è uguale a amico vero, punto. Non pensano che dietro ci sia una bugia. Per fortuna in “Il ragazzo del crepuscolo” non c’è un pericolo reale, ma nella realtà? Riflettiamoci e confidiamoci sempre con qualcuno che, essendo esterno alla vicenda, può darci il suo parere in merito (meglio se un adulto!).

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DETOX DIGITALE: perché fa bene a tutti (soprattutto ai preadolescenti)

Quando Ludovica viene obbligata a partecipare al campeggio parrocchiale, sbuffa. Dovrà rinunciare al cellulare. Come farà? Questa è una delle premesse di “Il ragazzo del crepuscolo”, uscito il 30 giugno, scritto da Martina Lago. Eppure, Ludovica grazie al campeggio incontrerà… no non possiamo fare spoiler! Concentriamoci allora sul fatto che dovrà rinunciare al cellulare e sarà costretta al “detox digitale”. Che cos’è e perché fa bene? Il detox digitale (la disintossicazione dagli schermi, cellulare, tablet, PC ecc) fa bene a tutti, ma ai preadolescenti 10-13 anni fa la differenza tra “sopravvivere” e “crescere bene”. A quell’età il cervello è in piena costruzione. Attenzione, memoria, autocontrollo? TikTok/IG/YouTube Shorts sono fatti per darti un colpo di dopamina ogni 3 secondi. Risultato: il cervello si abitua al “tutto subito” e fa fatica con compiti lenti tipo studiare, leggere, annoiarsi. Il detox riallena l’attenzione a durare più di pochi secondi! La luce blu degli schermi e le notifiche fino a tardi portano a distruggere il ritmo del sonno. Un preadolescente che dorme male si sveglia nervoso, va male a scuola, litiga di più. Stare senza schermo 1-2h prima di dormire aiuta! In 3-4 giorni di detox già si dorme meglio e si è meno irritabili. E poi, se ogni momento vuoto lo passo a fare scroll sul cellulare, non imparo mai l’importanza della noia creativa! È dalla noia che nascono idee, giochi inventati, chiacchiere reali con amici/famiglia. Il detox gli ridà spazio per chiedersi “cosa mi va di fare ora?” invece di “cosa mi propone l’algoritmo?”. E infine, parliamo di ansia e confronto sociale? A 11-12 anni l’autostima è fragile. Vedere vite “perfette” 24/7 crea insicurezza. Staccare un po’ dai social porta a meno ansia da prestazione. Non serve sparire per una settimana o un mese. Anche 1 giorno a settimana senza social, o “niente telefono a tavola/dopo le 21” già resetta il cervello. Provare per credere!

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Perchè preadolescenti e adolescenti cercano il “brivido”?

Perché il cervello degli adolescenti e preadolescenti è letteralmente progettato per cercare il brivido? Il cervello preme tutto sull’acceleratore, perché non ha ancora capito come usare i freni! Tra i 12 e i 25 anni vince ancora il sistema della ricompensa e della dopamina. La corteccia prefrontale, quella che dice “ehi, è pericoloso, frena”, matura più tardi, verso i 25 anni (si spera! In alcuni non matura mai!). In questa fase è anche normale testare i limiti per diventare adulti. Da un punto di vista evolutivo ha senso. Per staccarsi dai genitori e capire “chi sono”, devono provare cose al limite: sport estremi, sfide online, storie horror. Il pericolo fittizio di un film o videogioco è una palestra sicura per allenare paura/coraggio senza rischi reali. E poi c’è (l’odiato) Status sociale. Nel gruppo dei pari, chi rischia guadagna rispetto: l’adrenalina e il “ci sono riuscito” valgono come medaglia sociale. E Sì, frequentare sconosciuti è proprio uno di quei “pericoli” che attira tantissimo. Nel libro “Il ragazzo del crepuscolo”, uscito il 30 giugno per la Collana S.E.P.T. di First Letter, Martina Lago ci racconta proprio di una frequentazione di questo tipo: un perfetto sconosciuto, che si può incontrare solo al crepuscolo e in un luogo isolato, è una buona scelta? Un volto nuovo, una storia che non conosci, zero regole già stabilite. Le persone conosciute sono “già viste”, gli sconosciuti sono un boost di dopamina gratis. Subentra poi il “Decido io chi frequentare, non mamma/papà”. O le mie amiche, come nel caso di Ludovica. Parlare con sconosciuti online o dal vivo è il modo più diretto per dire “sono grande, faccio le mie scelte”. Anche se la scelta è rischiosa, per i preadolescenti è prova di autonomia. E poi… posso crearmi una nuova identità. Con gli amici di sempre sei “il timido”, “il secchione”, “il figlio di…”. Con uno sconosciuto puoi reinventarti da zero. Nessuno sa il tuo passato, quindi puoi provare versioni diverse di te stesso senza giudizio. E anche questo succede in “Il ragazzo del crepuscolo”. Infine… è una questione di brivido. È la stessa attrazione dei film horror: non sai come andrà a finire. Quell’incertezza attiva il sistema della ricompensa. “E se fosse la persona più figa del mondo? E se fosse un’avventura epica?”. Il cervello gonfia le possibilità positive e minimizza i rischi. Il problema è che proprio quando il “freno” non è ancora maturo, il rischio reale c’è: manipolazione, truffe, situazioni pericolose. Il pericolo sembra fittizio, ma le conseguenze possono essere reali. Occhio!

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