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Retelling e curiosità

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui NARCOLEPSY è il titolo scelto per il retelling de “La bella addormentata”, del resto come altro avrei potuto giustificare la questione sonno in cui Aurora cade a causa di un incantesimo? Nessuna strega cattiva in questa storia, piuttosto c’è una zia rancorosa e impicciona che propone intrugli davvero discutibili alla povera nipote, ignara a volte del suo essere cavia e vittima sacrificale di beghe familiari mai risolte. Tornando alla storia, i protagonisti, a cui ho lasciato i nomi originali, sono Aurora e Filippo, rispettivamente paziente e medico. Lei soffre fin da bambina di narcolessia, che, come molti già sapranno, è una malattia neurologica che può diventare invalidante, che porta chi ne soffre ad avere improvvisi colpi di sonno e ad addormentarsi in maniera frequente in qualunque circostanza, e durante una qualsiasi attività. Lui è il medico, specialista del sonno, che l’ha in cura. Un principe non a cavallo ma in camice bianco. L’unico che può aiutarla a uscire, almeno in parte, dal tunnel. Però, ecco, la narcolessia mi è sembrata l’unica soluzione possibile per questo retelling. Non essendo un fantasy la figura delle tre fate è venuta meno. Qui ci sono tre splendide amiche che accompagnano Aurora a tutte le visite mediche, ma anche al karaoke, perché in fondo un po’ di divertimento non guasta. Il loro è un #instantlove e come tutte le favole che si rispettano, c’è il lieto fine. Ecco, dunque, come tutto torna: le scelte fatte scrivendo questa storia non sono casuali, ma studiate nei minimi dettagli.  Ora non mi resta che augurarvi una buona lettura assieme ad Aurora, la sua narcolessia, Filippo e le finte Spice Girl (ma senza Geri). Scopri Land Magazine admin Aprile 16, 2026 La vera causa dei processi di Salem: isteria, politica o vendetta? I Processi alle streghe di Salem continuano a essere uno dei misteri più discussi della storia. Perché una comunità arrivò ad accusare, processare e giustiziare i propri membri sulla base Read More Elisabetta Aprile 15, 2026 Correggere la bozza di FIVE Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO VAI AL LIBRO Tra le Righe di FIVE: la mia esperienza come correttrice di bozze Ho avuto il privilegio di immergermi nelle pagine Read More admin Aprile 14, 2026 ✨ La scrittura in giallo delle donne: l’esperienza di Arianna Ciancaleoni a Roma Read More Cristina Ferri Aprile 14, 2026 10 COSE CHE NON SAI SU SISSI Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui 10 COSE CHE NON SAI SU SISSI La figura della principessa Sissi è amata in tutto il mondo, ma quanti Read More Silvia Dal Cin Aprile 12, 2026 PRE ADOLESCENZA E NECESSITÀ DI “FUGGIRE DALLA REALTÀ” Se hai a che fare con un preadolescente o sei un preadolescente, capirai benissimo questa frase: HO BISOGNO DI STARE UN PÒ DA SOL*. È una fase naturale del loro Read More admin Aprile 9, 2026 Perché la maggior parte delle “streghe” erano donne? Quando si osservano i Processi alle streghe di Salem, emerge un dato evidente: la stragrande maggioranza degli accusati erano donne. Una coincidenza? Tutt’altro. Dietro questa realtà si nasconde un intreccio Read More admin Aprile 8, 2026 Recensione di The Dirty Truth di Winter Renshaw: un romance raffinato che alza l’asticella Ammettiamolo: nel vasto mondo dei romance contemporanei, trovare uno stile davvero curato è un po’ come trovare parcheggio sotto casa il sabato sera. Possibile… ma raro. Ecco perché The Dirty Read More admin Aprile 8, 2026 Romance Book Party 2026 a Napoli: il grande evento internazionale dedicato alle storie d’amore torna alla Mostra d’Oltremare Napoli si conferma capitale della cultura e della narrativa romantica con la seconda edizione del Romance Book Party 2026, in programma il 6 giugno presso il Palazzo dei Congressi della Read More Silvia Dal Cin Aprile 8, 2026 SEGNALAZIONE NUOVA USCITA Nuova uscita 8+, collana UAO Letture Intermedie, Gallucci. Lello e Giulia sono inseparabili. Lui, però, è un amico immaginario e questo non piace affatto alla mamma della bambina. Un giorno, Read More Silvia Dal Cin Aprile 8, 2026 Segnalazione nuova uscita Giunti ­Il regno verde – Cornelia FunkeGiunti EditoreCollana Le strennePagine 192Prezzo € 19.90In libreria 25 marzo 2026Età di riferimento dai 9 anniLa pluripremiata autrice torna con una storia sulla natura, l’ambiente, i fiori, i frutti e Read More

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L’infanzia di Diana

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui Quarta di cinque figli del visconte e della viscontessa Althorp, Diana nacque il 1° luglio 1961 a Sandringham, nel Norfolk. I suoi genitori speravano nella nascita di un figlio maschio che potesse portare avanti il nome degli Spencer, all’epoca considerata una delle famiglie più antiche e importanti. Per questo, inizialmente la bambina non ricevette neanche un nome. Il non sentirsi accettata, il peso di un cognome importante e il divorzio dei suoi genitori caratterizzarono fortemente la sua infanzia. Una bambina diversa Il divorzio dei suoi genitori la poneva infatti in una situazione di profondo disagio, e non solo perché la portava a fare da spola da una casa all’altra; la piccola Diana si sentiva diversa dalle altre coetanee in quanto sapeva di aver perduto la sua spensieratezza. I continui battibecchi tra i suoi genitori la devastavano. Nonostante la sofferenza, però, Diana era una ragazza con molteplici interessi, che andavano dalla lettura agli animali. Ballava il tip tap, giocava a tennis e amava il piano. E ancora, praticava hockey ed era capitano della squadra di netball. Il rapporto con la matrigna Il rapporto con la matrigna era difficile. Diana odiava la matrigna Raine per svariati motivi: per essere stata sgarbata con sua madre; per aver sposato con astuzia suo padre, distruggendo la sua famiglia; la odiava perché spendeva i soldi del padre, e infine, la odiava perché pensava di potersi sostituire a sua madre. Quest’odio si intensificò quando, in seguito a una grave emorragia cerebrale del padre di Diana, Raine le impedì di vederlo. Ciò nonostante, dopo il divorzio, Raine diventò sua alleata. I primi lavori Una ragazza semplice, alla mano. Dai corsi di cucina alle pulizie, dal lavoro come bambinaia all’asilo, Diana si dava da fare facendo doppi lavori, e si diceva felice di questo. Scopri di più:

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LE ATTIVITÀ ESTIVE

L’estate sta finendo. Si tirano le somme delle attività che sono andate per la maggiore e ci chiediamo: esiste ancora l’usanza del campeggio parrocchiale in montagna o della colonia al mare?Le due esperienze hanno vissuto parabole molto diverse: il campeggio parrocchiale (o campo scuola) gode ancora ma salute, mentre la colonia al mare intesa in senso tradizionale è quasi del tutto scomparsa, trasformata in moderni “summer camp”.I campeggi e i campi scuola organizzati da parrocchie, oratori e gruppi scout sono estremamente diffusi e frequentati in tutta Italia. Anzi, molte diocesi registrano ogni anno un vero e proprio boom di richieste.Si svolgono prevalentemente in estate, durano da una a due settimane e la meta prediletta è la montagna (sebbene non manchino soluzioni al mare o in collina). Hanno costi accessibili per le famiglie, si basano sul lavoro di educatori e cuochi volontari e offrono un forte valore formativo incentrato sull’autonomia, sulla spiritualità e sulla vita di comunit. Ma oggi per le parrocchie è molto più complesso organizzarli rispetto al passato. Questo a causa di normative di sicurezza e igieniche molto rigide, della riduzione del numero di sacerdoti e della complessità nel trovare volontari disponibili a gestire la logistica tutto l’anno.La colonia al mare tradizionale invece si è evoluta. La classica “colonia estiva” del dopoguerra — quella con enormi camerate, i bambini che si spostavano rigorosamente in fila e le rigide routine orarie gestite da enti pubblici o grandi aziende — non esiste quasi più. Moltissimi degli storici edifici e complessi edilizi sulle coste romagnole, toscane o liguri sono oggi abbandonati o riconvertiti. La richiesta di mandare i figli al mare da soli esiste ancora, ma la formula è cambiata radicalmente. Oggi si parla di campi estivi tematici privati o associativi (es. Campi Avventura, campus sportivi, Campi Estivi WWF Travel o centri per l’apprendimento delle lingue).Abbiamo chiesto a Emma Battistella ti raccontarci brevemente la sua esperienza al campo e ci ha stupito, rivelandoci di aver utilizzato non solo riferimenti pop (un cartone animato) ma anche libri per ragazzi al camposcuola. Il campo scuola della sua parrocchia, dedicato ai ragazzi delle medie, aveva come tema Inside Out 2 e tutte quelle nuove emozioni che i ragazzini si trovano ad affrontare. Ogni animatore aveva un’emozione assegnata, nel caso di Emma era “l’invidia”. Oltre ad aver cercato riferimenti nella vita quotidiana, per aiutare i ragazzi a riflettere ha usato i volumi della Collana S.e.p.t. di First Letter, che sono proprio dedicati ai preadolescenti.

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COS’È UN FANTASY BREVE?

Per Fantasy breve si intende un racconto, una storia breve, che però contiene in sé tutti gli elementi chiave del genere fantastico. Quali sono questi elementi? Il genere fantasy/fantastico si distingue perché trasporta i lettori in mondi immaginari, dominati dal soprannaturale. I suoi pilastri sono la magia, la presenza di creature leggendarie e l’eterna lotta tra il Bene e il Male. Spesso si articola attorno al classico “viaggio dell’eroe” per salvare il regno. Le caratteristiche distintive del genere includono: Magia: È l’elemento cardine, spesso suddivisa in scuole di pensiero, con regole ben precise oppure legata a oggetti e reliquie. Ambientazione: I mondi sono spesso inventati da zero, spesso caratterizzati da un’estetica medievale (castelli, foreste incantate), sebbene esistano sottogeneri moderni (come l’urban fantasy). Personaggi: oltre agli umani, si incontrano razze fantastiche come elfi, nani, orchi e draghi. La struttura narrativa prevede un protagonista (l’eroe), un mentore, aiutanti e un antagonista (il villain). Linguaggio: Le descrizioni sono minuziose e immersive. Spesso gli autori arricchiscono il testo con neologismi, termini arcaici o inventati per rendere i mondi più realistici. Volete un suggerimento per un fantasy breve, appena uscito, adatto a tutti? Eccolo qui!

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COME CONOSCERE GLI ALTRI UTILIZZANDO I LORO RICORDI?

I ricordi sono personali; non sono semplici archivi di fatti, ma lenti attraverso cui le persone interpretano il mondo, svelando i loro valori, le ferite passate e ciò che dà loro un senso di sicurezza. Ascoltando i ricordi di altre persone, come ad esempio nonni e bisnonni o in generale persone più grandi di noi, scopriamo altri modi di vivere, altri usi e costumi, altre consuetudini, pregiudizi e preconcetti – a volte – e persino fatti incredibili! Ma quali sono i trucchi per imparare davvero a conoscere qualcuno, partendo dai suoi ricordi? E se l’altra persona non POTESSE condividere direttamente con noi questi ricordi? Possiamo utilizzare oggetti, fotografie, profumi… A volte basta una semplice parola per scatenare la ricerca del passato, come avviene nella nuova uscita First Letter, Collana S.e.p.t., dal titolo “Insieme ai delfini”, un fantasy di formazione con qualche accenno romance. Proprio partendo da questa parola sussurrata, “oceano”, Zlato e Ivory intraprenderanno un viaggio che si snoderà nel passato, per portarli a conoscere davvero il loro Maestro.

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