società

Giappone360: divertimento notturno

A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Lathar Lathar – Zero Una delle contraddizioni che più mi ha colpito del Giappone riguarda il rapporto tra giorno e notte. Di giorno tutto sembra regolato da una disciplina ferrea, da un autocontrollo costante, da una serie di regole non scritte che scandiscono ogni gesto. I treni silenziosi, i ristoranti ordinati, i salaryman impeccabili nel loro completo, l’idea diffusa che esista sempre un comportamento “giusto” per ogni contesto. Poi però arriva la notte, e quel sistema così rigido sembra improvvisamente allentare la presa, come se la società stessa concedesse una valvola di sfogo collettiva. L’ho percepito chiaramente durante due serate in discoteca che ho vissuto in prima persona, una a Kyoto e una a Osaka. Due città molto diverse, ma accomunate da questo doppio volto. A Kyoto siamo stati al Kitsune, che una volta calata la notte si riempie di giovani che ballano, bevono, si lasciano andare in modo sorprendentemente spontaneo. Colpisce vedere persone che poche ore prima rispettavano ogni regola sociale trasformarsi in ragazzi e ragazze che ridono, urlano, si muovono senza più quella compostezza quasi rituale del giorno. A Osaka il contrasto è stato ancora più forte. Al The Pink l’atmosfera è più cruda, più diretta, meno patinata rispetto a Kyoto. È una discoteca che vive di eccessi, di musica alta, di luci aggressive, di corpi che occupano lo spazio senza troppi filtri. Qui la sensazione di “liberazione notturna” è quasi estrema, come se la notte diventasse il momento legittimo per fare tutto ciò che di giorno è represso. Non è un caso che Osaka venga spesso descritta come la città più istintiva e meno formale del Giappone: anche nel divertimento notturno questa identità emerge con forza. C’è però anche un lato oscuro in tutto questo, ed è impossibile ignorarlo. In entrambi i locali, soprattutto a Osaka, ho percepito una forte oggettificazione della donna. Molti comportamenti, certi sguardi e alcune dinamiche fanno capire che la libertà notturna, a volte, si traduce in una visione del corpo femminile come oggetto di consumo. È una contraddizione che riflette problemi più profondi della società giapponese, già visibili di giorno ma che di notte emergono senza filtri. Non si tratta di episodi isolati, ma di un clima generale che lascia una sensazione ambivalente: da un lato l’energia e il divertimento, dall’altro un disagio difficile da ignorare. Accanto a questo aspetto negativo, ce n’è però uno che mi ha colpito in modo molto positivo e che racconta un’altra faccia del Giappone. All’uscita dei locali, nel cuore della notte, si trovano file ordinate di taxi pronti a riportare tutti a casa. Nessuna ressa, nessuna incertezza, nessuna sensazione di pericolo. I giovani escono ubriachi, stanchi, a volte distrutti dalla serata, ma sanno che potranno tornare a casa in sicurezza. È un dettaglio che dice molto su come il sistema, pur concedendo lo sfogo notturno, continui a prendersi cura dell’ordine e della sicurezza collettiva. La serata al The Pink è diventata poi quasi surreale per via del contesto. Ci siamo andati in after, dopo una notte già lunga, quella stessa notte in cui avremmo preso l’aereo da Osaka, dall’aeroporto del Kansai, per tornare a Milano. Tra balli, musica e luci al neon, avevamo già la testa proiettata al viaggio di ritorno. Alla fine, il conto è stato assurdo: cinquantadue ore senza mai vedere un letto. Un limbo temporale fatto di discoteca, aeroporto, volo intercontinentale e fuso orario che ti ribalta completamente. Ripensandoci, quella notte rappresenta perfettamente il Giappone che ho visto. Un Paese capace di comprimere tutto di giorno e di esplodere di notte, di essere rigidissimo e al tempo stesso indulgente, di proteggere e allo stesso tempo spingere all’eccesso. Il divertimento notturno giapponese non è solo festa: è uno specchio delle tensioni, delle contraddizioni e dei bisogni di sfogo di una società che chiede moltissimo ai suoi individui. ——————— Piacere, sono Lorenzo!Italianissimo, genovese, e da sempre appassionato del Giappone. Ho incontrato questa cultura per la prima volta attraverso il karate, grazie a una tradizione di famiglia di cui vi parlerò in futuro. Da bambino ho iniziato con anime e manga, e col tempo mi sono innamorato di un mondo che, però, ho capito presto di non dover idealizzare. Alla fine ho avuto la fortuna di andarci di persona e di stringere amicizie con diversi giapponesi con cui mantengo ancora oggi rapporti regolari. Nel frattempo studio con calma la lingua e sento sempre più il desiderio di raccontarvi, attraverso vari episodi, un Paese affascinante e complesso, pieno di sfaccettature e contraddizioni. È davvero il Paese perfetto?O piuttosto un luogo dove è facile vivere, ma difficile respirare?Forse la verità sta nel mezzo… ma in quale forma? Scopritelo insieme a me in questo viaggio!E, piccola curiosità: il protagonista del mio primo libro fantasy (Lathar) si chiama Hito (una parola giapponese…), mentre la protagonista del secondo (Lathar Zero) porta il nome Nagisa. Chissà cosa significherà?  

Giappone360: divertimento notturno Leggi tutto »

SUPER QUARK LAND e i pappagalli insolenti

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui Billy, Eric, Tyson, Jade e Elsie: questi sono i nomi dei cinque pappagalli ormai più famosi di tutta l’Inghilterra. Si trovano al Lincolnshire Wildlife Park e da un po’ di tempo sono la vera attrazione dell’intero parco zoologico, non tanto per la loro bellezza o per la coda rossa che spicca tra il piumaggio grigio, tipica di questo tipo di pappagallo africano, quanto per il loro linguaggio diretto e fin troppo inappropriato. Se pensavate che il popolo inglese, sia esso umano o animale, fosse, come credenza popolare rivela, gentile ed educato, non avete mai avuto a che fare con i “terribili cinque”.  Donati al parco durante la pandemia, questi esemplari hanno dimostrato fin da subito una particolare attitudine agli sproloqui pur provenendo tutti da contesti e luoghi diversi.  Ed è così che il cambio dell’acqua nella vaschetta, l’arrivo del cibo o la semplice visita dei frequentatori del parco, diventano motivo di insulti da parte dei pennuti. Peccato che non si limitino solo alle parolacce che, in fin dei conti, rendono le visite a loro modo bizzarre e comiche. I cinque “amici per le piume”, hanno imparato a imitare molto bene anche diversi suoni e rumori, dai più comuni ai più rozzi come quelli del peto.  Non c’è molto di cui stupirsi, qualcuno deve averglielo insegnato e a quanto pare loro sono parecchio ricettivi. Quindi rumoreggiano, insultano e mandano a quel paese con una naturalezza incredibile e i vicini di gabbia, stessa specie ma diversi colori, trovano il loro atteggiamento molto divertente tanto da scoppiare a ridere a crepapelle diventando essi stessi soggetti degni di attenzione. Un’escalation dunque, nata forse per caso ma ora difficile da eliminare perché per quanto possano risultare offensive certe frasi da loro pronunciate, è anche vero che chi assiste dal vivo quasi non ci fa caso, anzi, si fa una risata prima di tornare alla propria routine. Una visita a questo parco, dunque, potrebbe essere interessante sotto diversi punti di vista e forse vale la pena andare a verificare di persona quello che accade.         Scopri Land Magazine admin Gennaio 5, 2026 10 (anzi 14) cose che facevamo dai 16 anni in su senza avere la minima idea di quanto fossimo incoscienti Se l’adolescenza fosse un reality, oggi verrebbe chiuso dopo la prima puntata per violazione di tutte le norme di sicurezza conosciute dall’umanità.E invece no: noi l’abbiamo vissuta tutta, fino in Read More admin Gennaio 5, 2026 Il Grande Internamento secondo Foucault: che cos’è e perché segna una svolta nella storia della follia Con l’espressione Grande Internamento, lo storico e filosofo Michel Foucault indica uno dei passaggi più drammatici e meno visibili della storia europea: la reclusione sistematica di poveri, folli, devianti e Read More admin Gennaio 5, 2026 Virtù perduta e desiderio nascosto: la prostituzione nell’Inghilterra di Jane Austen Quando pensiamo all’Inghilterra dell’epoca Regency, l’immaginazione corre subito a sale da ballo illuminate, passeggiate eleganti e giovani donne educate alla virtù. È il mondo raffinato che emerge dai romanzi di Read More admin Gennaio 5, 2026 La natura secondo Beatrix Potter (spoiler: non è un prato Instagram, ma nemmeno un incubo darwiniano) Quando pensiamo alla natura raccontata da Beatrix Potter immaginiamo subito campagne inglesi perfette, animaletti ben vestiti e una quiete Read More admin Gennaio 5, 2026 Libri meno famosi (ma bellissimi) di Beatrix Potter (ovvero: non esiste solo Peter Coniglio, per fortuna) Nel grande immaginario collettivo, Beatrix Potter coincide con un solo, onnipresente roditore: Peter Rabbit. Simpatico, iconico, riprodotto su tazze, lenzuolini e merchandising Read More admin Gennaio 5, 2026 Il “filone narrativo” degli imprenditori che non trovano impiegati (come lo chiama Charlotte Matteini, e perché ormai è un genere letterario)C’è un genere narrativo che in Italia gode di ottima salute, più solido del romanzo storico e più prolifico Read More admin Gennaio 5, 2026 Corteggiatori da evitare: quando Jane Austen ti insegna a dire “NEXT” (con grazia ottocentesca) Se pensi che i red flag siano nati con i messaggi visualizzati e senza risposta, Jane Austen è pronta a smentirti dal suo salotto inglese. Nei suoi romanzi pullulano corteggiatori Read More admin Gennaio 4, 2026 Campi Bisenzio, chiede una pizza “impossibile” per la compagna incinta: la Pizzeria San Marco va oltre ogni aspettativa Quando il cibo incontra l’umanità nascono storie che meritano di essere raccontate. È quello che è successo a Campi Bisenzio, dove una semplice richiesta – una pizza al radicchio – Read More Silvia Dal Cin Gennaio 4, 2026 2026, SIAMO IN METROPOLIS? Il 2026 è l’anno in cui si svolge il film “Metropolis” di Fritz Lang, un classico della fantascienza. Il film è un capolavoro della cinematografia mondiale ed è considerato uno Read More Silvia Dal Cin Gennaio 2, 2026 IL MAIALINO ROBINSON È LIBERO… DAL COPYRIGHT Download Ogni inizio anno divento curiosa e spulcio la pagina Wikipedia : https://en.wikipedia.org/wiki/2026_in_public_domain Eccola lì! Tra i titoli diventati di pubblico dominio a partire dal 2026 spunta una delle storie Read More

SUPER QUARK LAND e i pappagalli insolenti Leggi tutto »

Come si influenza il mercato: il fenomeno Labubu

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Come si influenza il mercato: Il fenomeno Labubu Ormai si sa, a volte bastano le persone giuste e il momento adeguato a creare bisogni di massa e mode di cui sembra non si possa fare a meno. Uno degli ultimi casi in ordine cronologico è il fenomeno che si è venuto a creare attorno agli ormai famosi LABUBU, pupazzetti-mostro per cui si è disposti a sborsare fino a mille euro per una versione gigante. Ma andiamo con ordine. Chi o cosa sono i Labubu? Originariamente Labubu è il protagonista di una serie intitolata “The monster”, nato dalla penna di Kasin Lung, artista di Honk Kong cresciuto tra Olanda e Belgio e fortemente influenzato dalle storie di folklore e mitologia nordiche. La notorietà arriva grazie alla Pop Mart, azienda di giocattoli cinese famosa per i pupazzetti (I Teletubbies vi dicono niente?), nel 2024 diventa estremamnete popolare nel sud est asiatico, grazie soprattutto all’influenza data da cantanti k-pop avvistate con un portachiavi a tema che hanno contribuito a creare un desiderio di massa che si è poi diffuso, immancbilmente, in tutto il mondo. Nel 2025 è noto quanto il fenomeno abbia colpito anche gli altri paesi, con negozi appena aperti e file chilometriche per l’acquisto. Quindi cosa rende questi pupazzetti così appetibili, nonostante il prezzo non proprio alla portata di tutti? La voglia – o necessità – di far parte di un qualcosa di semi imposto, il non sentirsi esclusi.  Non vale per tutti, ovviamente, ma basta un personaggio più o meno famoso o l’influencer giusto per far sembrare un oggetto indispensabile alla sopravvivenza.  Ed è così che anche la versione moderna – ma  imbruttita del monciccì – , diventa un accessorio imperdibile. Libri di Oriana Turus Fai clic qui INSERISCI TESTO QUI Scopri Land Magazine Silvia Dal Cin Novembre 23, 2025 30 ANNI DI “VERSO L’INFINITO E OLTRE!” Uscito nelle sale americane il 22 novembre 1995, Toy Story è un classico senza tempo. Ha sfornato citazioni importanti, che ancora oggi si usano come “Verso l’infinito e oltre!” e Read More Cristina Ferri Novembre 21, 2025 La cuffietta: da Jane Austen a Elizabeth Gaskell Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui Passeggiare senza l’ombrellino, uscire senza la cuffietta o senza chaperon, o entrambe le cose, essere cacciate da una casa senza Read More Oriana Turus Novembre 21, 2025 Tutto ciò che forse non sapevi sui corvi A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Novembre 20, 2025 Storia di Viola: il nuovo romanzo di Antonella B. sulla maternità negata e le fragilità relazionali Il 20 novembre arriva in libreria Storia di Viola, il nuovo romanzo di Antonella B., scrittrice dorgalese alla sua terza fatica letteraria. Un’opera intensa, che affronta una delle questioni più Read More Cristina Ferri Novembre 20, 2025 Errori da non commettere nelle relazioni (seguendo Jane Austen) Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Vi frequentate da poco, lui non ci pensa minimamente a mettere la fede al dito, e tu non Read More Silvia Dal Cin Novembre 20, 2025 AI GRANDI BISOGNA SEMPRE SPIEGARE TUTTO! Un classico senza tempo, in versione fumetto! Quando ho aperto il pacchetto ricevuto da Tunué mi si sono illuminati gli occhi: eccoli lì, l’aviatore e il piccolo principe! È stato Read More Lorenzo Foschi Novembre 20, 2025 Giappone360: approcciare il cibo A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Lathar Lathar – Zero Viaggiare in Giappone significa entrare in un universo gastronomico dove il cibo non è soltanto nutrimento, ma un’estensione Read More admin Novembre 19, 2025 Come nascono i personaggi di Agatha Christie: da Miss Marple a Hercule Poirot Se pensi che Miss Marple e Hercule Poirot siano usciti da un laboratorio segreto per detective perfetti, ti sbagli di poco. In realtà, sono nati da un’altra formula chimica: quella Read More Silvia Dal Cin Novembre 17, 2025 Scrivere per diverse età Non è un caso che molto spesso chi scrive per ragazzi non scriva per adulti, oppure che chi scrive per bambini a volte scriva anche per ragazzi. Perché? Essenzialmente perché Read More Silvia Dal Cin Novembre 16, 2025 Un baule pieno di vit(e) “Il baule del capitano” è una storia d’amore.  Il capitano Spellhorst non va più per mare. Passa le sue giornate in due modi: se sono buone, passeggia; in caso contrario Read More

Come si influenza il mercato: il fenomeno Labubu Leggi tutto »

10 (anzi 14) cose che facevamo dai 16 anni in su senza avere la minima idea di quanto fossimo incoscienti

Se l’adolescenza fosse un reality, oggi verrebbe chiuso dopo la prima puntata per violazione di tutte le norme di sicurezza conosciute dall’umanità.E invece no: noi l’abbiamo vissuta tutta, fino in fondo, spesso senza casco, senza cintura e senza un piano B. Ecco allora l’elenco aggiornato – e dolorosamente realistico – delle cose che facevamo convinti che “tanto va tutto bene”. 1. Fare autostop come fosse Uber   Uscita dalla discoteca, domenica pomeriggio, faccia distrutta e zero mezzi.Alzi il pollice e sali con chiunque si fermi, senza domande, senza paura, senza istinto di sopravvivenza. 2. Accettare passaggi da sconosciuti (post-serata) Amici di amici di amici, gente conosciuta 30 secondi prima.“Tranquilli, ci porta lui.”Spoiler: non era mai tranquillo. 3. Trovarsi in auto con uno che schiacciava come se stesse scappando dalla polizia Acceleratore a tavoletta, musica a palla, risate nervose.Tu dietro pensavi: “Se muoio, almeno muoio giovane.” 4. Schivare il tipo in discoteca che ti sussurra: “pasticche?” Una skill sviluppata sul campo.Slalom umano tra luci stroboscopiche e scelte sbagliate. 5. Bere cocktail su cocktail senza sapere cosa fosse il limite Il limite non esisteva.Esisteva solo il “sto ancora in piedi” seguito dal “perché gira tutto?”. 6. Andare sempre in due sul motorino, rigorosamente senza casco Casco? Rovina i capelli.Ginocchia al vento, curva presa male e fiducia totale nel destino. 7. Il Road House che incendiava il bancone ogni sabato sera Alcol, fuoco, caos.E noi ammassati dentro come se fosse una cosa assolutamente normale. 8. Entrare in sette in macchina Sette.Uno nel bagagliaio che, fermo al semaforo, apriva per prendere aria.Tu al posto del morto con un’altra persona in braccio.Oggi chiamiamo i carabinieri se qualcuno non mette la cintura. 9. Pensare che “tanto è solo un tragitto breve” La frase che precede sempre una pessima decisione.Breve per chi? Per il karma. 10. Ballare in locali seminterrati di cui non sapevamo nemmeno il nome Scantinati, soffitti bassi, aria inesistente.Ci eravamo finiti per caso, con amici, e ci sembrava tutto normale. 11. Ammassarsi come sardine senza chiedersi “se succede qualcosa?” La risposta è: sarebbe stato un problema enorme.Ma noi volevamo solo ballare. 12. Fidarsi dell’organizzazione del locale (inesistente) Uscite di sicurezza?Cartelli?Controlli?Mai sentiti nominare. 13. Tornare a casa all’alba senza ricordare bene come Ma ricordando benissimo di esserci divertiti.Dettagli secondari tipo “come” e “con chi” non contavano. 14. Raccontare tutto oggi ridendo, ma con un leggero brivido Perché a pensarci bene…poteva andare molto peggio. Scopri Land Magazine admin Gennaio 5, 2026 10 (anzi 14) cose che facevamo dai 16 anni in su senza avere la minima idea di quanto fossimo incoscienti Read More admin Gennaio 5, 2026 Il Grande Internamento secondo Foucault: che cos’è e perché segna una svolta nella storia della follia Con l’espressione Grande Internamento, lo storico e filosofo Michel Foucault indica uno dei passaggi più drammatici e meno visibili della storia europea: la reclusione sistematica di poveri, folli, devianti e Read More admin Gennaio 5, 2026 Virtù perduta e desiderio nascosto: la prostituzione nell’Inghilterra di Jane Austen Quando pensiamo all’Inghilterra dell’epoca Regency, l’immaginazione corre subito a sale da ballo illuminate, passeggiate eleganti e giovani donne educate alla virtù. È il mondo raffinato che emerge dai romanzi di Read More admin Gennaio 5, 2026 La natura secondo Beatrix Potter (spoiler: non è un prato Instagram, ma nemmeno un incubo darwiniano) Quando pensiamo alla natura raccontata da Beatrix Potter immaginiamo subito campagne inglesi perfette, animaletti ben vestiti e una quiete Read More admin Gennaio 5, 2026 Libri meno famosi (ma bellissimi) di Beatrix Potter (ovvero: non esiste solo Peter Coniglio, per fortuna) Nel grande immaginario collettivo, Beatrix Potter coincide con un solo, onnipresente roditore: Peter Rabbit. Simpatico, iconico, riprodotto su tazze, lenzuolini e merchandising Read More admin Gennaio 5, 2026 Il “filone narrativo” degli imprenditori che non trovano impiegati (come lo chiama Charlotte Matteini, e perché ormai è un genere letterario)C’è un genere narrativo che in Italia gode di ottima salute, più solido del romanzo storico e più prolifico Read More admin Gennaio 5, 2026 Corteggiatori da evitare: quando Jane Austen ti insegna a dire “NEXT” (con grazia ottocentesca) Se pensi che i red flag siano nati con i messaggi visualizzati e senza risposta, Jane Austen è pronta a smentirti dal suo salotto inglese. Nei suoi romanzi pullulano corteggiatori Read More admin Gennaio 4, 2026 Campi Bisenzio, chiede una pizza “impossibile” per la compagna incinta: la Pizzeria San Marco va oltre ogni aspettativa Quando il cibo incontra l’umanità nascono storie che meritano di essere raccontate. È quello che è successo a Campi Bisenzio, dove una semplice richiesta – una pizza al radicchio – Read More Silvia Dal Cin Gennaio 4, 2026 2026, SIAMO IN METROPOLIS? Il 2026 è l’anno in cui si svolge il film “Metropolis” di Fritz Lang, un classico della fantascienza. Il film è un capolavoro della cinematografia mondiale ed è considerato uno Read More Silvia Dal Cin Gennaio 2, 2026 IL MAIALINO ROBINSON È LIBERO… DAL COPYRIGHT Download Ogni inizio anno divento curiosa e spulcio la pagina Wikipedia : https://en.wikipedia.org/wiki/2026_in_public_domain Eccola lì! Tra i titoli diventati di pubblico dominio a partire dal 2026 spunta una delle storie Read More

10 (anzi 14) cose che facevamo dai 16 anni in su senza avere la minima idea di quanto fossimo incoscienti Leggi tutto »

Il “filone narrativo” degli imprenditori che non trovano impiegati

(come lo chiama Charlotte Matteini, e perché ormai è un genere letterario) C’è un genere narrativo che in Italia gode di ottima salute, più solido del romanzo storico e più prolifico del giallo nordico. Charlotte Matteini lo ha definito perfettamente: il “filone narrativo degli imprenditori che non trovano impiegati”.Ed è proprio così: non è cronaca, è storytelling.   La trama è sempre la stessa, con lievi variazioni regionali. L’imprenditore appare sui giornali con aria sconsolata e pronuncia la frase rituale:«I giovani non hanno più voglia di lavorare». L’eroe tragico (l’imprenditore) Lavora “da quando aveva quattordici anni”, racconta di sacrifici indicibili e di notti passate in azienda. Non specifica però un dettaglio secondario: quanto paga.Quando lo fa, scopriamo che l’offerta include: contratti a tempo “creativo” orari flessibili (a senso unico) stipendi emotivamente ricchi, economicamente poveri Ma attenzione: l’ambiente è familiare. Talmente familiare che lo stipendio è quello dei cugini. L’antagonista: il giovane moderno Nel filone Matteini, il giovane è una creatura mitologica.Pretende: uno stipendio vero ferie orari umani diritti Un villain a tutti gli effetti, incapace di comprendere il valore supremo della gavetta eterna. Il colpo di scena che non arriva mai Nessuno, in questo filone narrativo, si chiede se il problema sia l’offerta e non la domanda.Perché quando: il contratto è dignitoso il salario è adeguato il lavoro non è punitivo gli impiegati si materializzano. Fine della magia, fine del racconto. Perché funziona così bene Come ogni narrazione di successo, questo filone assolve, semplifica e consola.Non serve cambiare modello: basta raccontarlo. E finché lo storytelling regge, la realtà può aspettare. Come direbbe Matteini: non è un’emergenza occupazionale, è un genere letterario ormai codificato. Scopri Land Magazine admin Gennaio 5, 2026 Il “filone narrativo” degli imprenditori che non trovano impiegati Read More admin Gennaio 5, 2026 Corteggiatori da evitare: quando Jane Austen ti insegna a dire “NEXT” (con grazia ottocentesca) Se pensi che i red flag siano nati con i messaggi visualizzati e senza risposta, Jane Austen è pronta a smentirti dal suo salotto inglese. Nei suoi romanzi pullulano corteggiatori Read More admin Gennaio 4, 2026 Campi Bisenzio, chiede una pizza “impossibile” per la compagna incinta: la Pizzeria San Marco va oltre ogni aspettativa Quando il cibo incontra l’umanità nascono storie che meritano di essere raccontate. È quello che è successo a Campi Bisenzio, dove una semplice richiesta – una pizza al radicchio – Read More Silvia Dal Cin Gennaio 4, 2026 2026, SIAMO IN METROPOLIS? Il 2026 è l’anno in cui si svolge il film “Metropolis” di Fritz Lang, un classico della fantascienza. Il film è un capolavoro della cinematografia mondiale ed è considerato uno Read More Silvia Dal Cin Gennaio 2, 2026 IL MAIALINO ROBINSON È LIBERO… DAL COPYRIGHT Download Ogni inizio anno divento curiosa e spulcio la pagina Wikipedia : https://en.wikipedia.org/wiki/2026_in_public_domain Eccola lì! Tra i titoli diventati di pubblico dominio a partire dal 2026 spunta una delle storie Read More Oriana Turus Dicembre 30, 2025 In viaggio con Land Magazine: Lourdes & Co. Pellegrinaggi che sanno di miracolo. A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Dicembre 28, 2025 Brigitte Bardot è morta: addio all’icona che ha cambiato il cinema e la coscienza animalista Brigitte Bardot è morta all’età di 91 anni, nella sua casa di Saint-Tropez. Con lei scompare non solo una delle più grandi icone del cinema europeo del Novecento, ma anche Read More admin Dicembre 28, 2025 500 euro per adottare un cane a Roma: il voucher che unisce diritti degli animali e sostegno sociale Adottare un cane non è solo un gesto d’amore: a Roma diventa anche un atto di responsabilità civile sostenuto dalle istituzioni. Con una misura che sta facendo discutere e riflettere, Read More admin Dicembre 26, 2025 Lucia Joyce: tutti i personaggi storici che sfiorarono la sua vita geniale e tragica Figura enigmatica e dolorosa del Novecento europeo, Lucia Joyce non fu soltanto “la figlia di”. La sua vita attraversò uno dei periodi più fertili della cultura occidentale, incrociando artisti, scrittori, Read More admin Dicembre 26, 2025 Spreco alimentare a Natale: 500mila tonnellate di cibo buttate, l’Italia davanti a una contraddizione Il Natale è la festa dell’abbondanza, delle tavole imbandite e delle tradizioni familiari. Ma dietro l’immagine calorosa delle feste si nasconde una realtà scomoda: in Italia, durante il periodo natalizio, Read More

Il “filone narrativo” degli imprenditori che non trovano impiegati Leggi tutto »

Consenso ai cookie con Real Cookie Banner