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L’intelligenza artificiale e le copertine di libri: quando le mani hanno sei dita e i sorrisi fanno paura

Oggi l’intelligenza artificiale è diventata una componente centrale nella creazione di copertine di libri. Le case editrici si sono accorte che, al posto di affidarsi ai capricci di artisti in carne ed ossa, potevano semplicemente chiedere a un algoritmo di mettere insieme un’immagine accattivante. Certo, un’immagine quasi accattivante. Del resto, perché accontentarsi di una rappresentazione realistica quando puoi avere un’inspiegabile sovrabbondanza di dita? Uno degli inconvenienti più divertenti (e preoccupanti) delle cover create dall’IA è il mistero delle sei dita. Non c’è niente da fare, i personaggi delle copertine IA sembrano appartenere a una misteriosa razza di esseri superiori che hanno trovato il segreto per avere un dito in più su ogni mano. E non è mai lo stesso dito: a volte è un pollice extra, altre volte è un mignolo un po’ troppo amichevole. Se dovessimo interpretare la logica delle IA, potremmo concludere che il prossimo stadio evolutivo dell’umanità sia proprio quello di… aumentare le dita! E poi ci sono i sorrisi. Ah, i sorrisi. L’intelligenza artificiale ha un concetto tutto suo di sorriso amichevole. Invece di una bocca che si solleva dolcemente agli angoli, abbiamo espressioni che sembrano ispirate ai migliori film horror: bocche sproporzionate, denti messi alla rinfusa, sguardi vacui che non ispirano proprio fiducia. Eppure c’è chi sostiene che sia una scelta estetica: vuoi mettere l’effetto suspense che un sorriso del genere suscita in un potenziale lettore?  A questo punto sorge spontanea una domanda: ma questa IA chi l’ha istruita? Forse i programmatori, dopo anni di prove, si sono convinti che sei dita siano il segreto del carisma universale, o forse le AI stanno cercando di dirci qualcosa: “Umani, non siete ancora abbastanza evoluti per capire la mia arte!” Comunque sia le copertine dei libri generate dall’IA stanno cambiando il panorama editoriale. E se i personaggi con dita extra e sorrisi spaventosi riescono a vendere più copie, chi siamo noi per giudicare? Magari nel futuro avremo una nuova categoria di letteratura, quella dei “libri surreali per mani sovrannaturali”.    Naturalmente non ci sono solo dita extra e sorrisi inquietanti; l’IA ha un talento particolare nel mettere dettagli fuori contesto. Vi è mai capitato di vedere copertine in cui un personaggio tiene in mano un libro aperto, ma su entrambe le pagine appare la stessa parola ripetuta in loop? O magari un personaggio indossa un cappello che pare un misto tra un sombrero e un ombrello. Questo è il tocco magico dell’IA: creare elementi tanto inspiegabili quanto… indimenticabili. E se credete che sia difficile sfuggire a un libro con una copertina simile, aspettate di vedere la creatività che l’IA riversa sui paesaggi di sfondo. Un romanzo fantasy? Eccovi un paesaggio generico, una montagna che sembra uscita da un quadro cubista, un fiume che sfida la gravità e scorre verso l’alto, magari con un drago in lontananza che sembra partorito da un incubo o da un talent show medievale. Serve un romanzo contemporaneo? Vedrete grattacieli che si fondono con alberi e automobili che galleggiano a mezz’aria come bolle di sapone. È come se l’IA stesse cercando di mandare messaggi subliminali: “Chi legge questo libro potrebbe essere trasportato in una realtà dove tutto è possibile… e niente ha senso!”   Perché tutto questo avviene? Semplice. Gli algoritmi sono come un cuoco inesperto che ha mille ingredienti a disposizione ma nessuna ricetta. Prendono un po’ di tutto e lo mettono insieme senza preoccuparsi troppo del risultato finale. Se un cuoco umano potrebbe capire che una torta di mele non beneficia di salsa piccante, l’IA pensa: “Perché no?”  Così, se in un romanzo storico ambientato nel Medioevo compare un personaggio con uno smartphone nella copertina, è solo un altro esperimento di stile. Del resto, magari è un messaggio di marketing rivolto ai lettori moderni: “Avete mai pensato a come sarebbe stato il Medioevo con un po’ di Wi-Fi?” A proposito di marketing, c’è anche un altro punto a favore delle copertine generate dall’IA: sono indimenticabili, nel bene e nel male. Prendiamo per esempio i libri romantici. Se prima i lettori si aspettavano copertine con paesaggi romantici e sguardi languidi, oggi possono ritrovarsi di fronte a baci che sfidano le leggi della fisica, mani che si fondono con l’aria, volti che si incontrano ma che sembrano provenire da dimensioni diverse. E tutto ciò, paradossalmente, funziona! “Guardare queste copertine è come fare un viaggio psichedelico,” dice una nostra fonte vicina. “Ti chiedi: cosa voleva dire l’autore con questo sfondo rosso acceso e quella coppia con braccia troppo lunghe?” Certo, non tutte le cover AI finiscono nel regno del surreale. Alcune ce la fanno ad avvicinarsi a qualcosa di quasi normale… quasi. Ma è proprio questo il problema: quel “quasi”. Una copertina può sembrare perfetta a prima vista, ma basta uno sguardo più attento per scoprire che il protagonista ha un dito in più o una mano misteriosamente spuntata dal nulla. Insomma, è come quando ti siedi sulla sedia e scopri che c’è una piccola gobba che non notavi subito ma che rende impossibile starci comodo.   E tu sei a favore delle cover con IA? Faccelo sapere con un commento Scopri Land Magazine admin Novembre 11, 2024 L’intelligenza artificiale e le copertine di libri: quando le mani hanno sei dita e i sorrisi fanno paura Read More admin Novembre 9, 2024 Le canzoni d’amore più belle della storia: perché l’amore, diciamocelo, ci piace un bel po’ L’amore: un sentimento che ci fa sudare le mani, battere il cuore e, a volte, ci rende un po’ patetici. E qual è il modo migliore per esprimere tutto questo Read More Cristina Ferri Novembre 9, 2024 Ricette: i biscotti di Rapunzel Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni Read More Francesca Redolfi Novembre 8, 2024 Hanno ucciso l’uomo ragno, inno di una generazione A dodici anni come quasi tutte le coetanee ero fan assidua degli 883, e innamorata di Max Pezzali.  Si

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Quando la regola scolastica è diseducativa

Scambiarsi una mela non è un crimine: riflessioni su un gesto di solidarietà vietato In un mondo che ha sempre più bisogno di solidarietà e che anela semplici gesti di vicinanza, ci ritroviamo a vivere tempi assurdi in cui anche un piccolo gesto come quello di condividere una mela diventa motivo di rimprovero. È successo a una bambina delle scuole elementari, sgridata per aver offerto un pezzo della sua mela a una compagna. La regola, ormai comune in molte scuole, vieta rigorosamente lo scambio di cibo tra bambini per motivi legati all’igiene e alla sicurezza. Ma dietro una norma che può sembrare ragionevole si nasconde un problema più profondo, che merita una riflessione. Il cibo come simbolo di condivisione e appartenenza Sin dagli albori dell’umanità il cibo ha avuto un ruolo centrale nel costruire legami. Nelle culture di tutto il mondo l’atto di condividere un pasto, un pezzo di pane o di frutta è più di un semplice scambio di nutrienti: è un segno di vicinanza, di solidarietà, di fiducia. Per i bambini poi offrire il proprio cibo a un compagno è un gesto di gentilezza spontanea, una forma innocente di amicizia che va ben oltre la mera condivisione materiale. Questi piccoli gesti – come dare una mela – aiutano i bambini a imparare il valore dell’empatia e della generosità, insegnano loro che possono prendersi cura degli altri anche con piccoli atti. Sgridare una bambina per un gesto del genere, per di più in un contesto educativo, significa trasmetterle un messaggio sbagliato: quello che la condivisione è pericolosa, che dare qualcosa agli altri può essere sanzionabile.   Ha senso rispettare regole che non hanno senso? Il valore (e i limiti) delle norme Il rispetto delle regole è una delle prime lezioni che impariamo fin da piccoli. Ma cosa succede quando una regola, invece di migliorare la convivenza o proteggere il benessere collettivo, appare priva di significato o persino controproducente? Ci troviamo di fronte a una questione non banale e che tocca principi etici, sociali e soprattutto educativi: ha senso rispettare regole che non hanno senso?   Le scuole come luoghi di educazione (non di limitazione) È comprensibile che le scuole vogliano garantire la sicurezza alimentare e prevenire allergie, intolleranze, contaminazioni, lamentele di genitori bizzosi. Ma ciò non dovrebbe trasformarsi in un divieto assoluto di scambio del cibo… un divieto che toglie ai bambini la possibilità di imparare lezioni fondamentali sulla vita e sulle relazioni sociali. Un ambiente educativo dovrebbe offrire ai bambini un modello di umanità e apertura, non di rigidità burocratica. Invece di punire i bambini le scuole potrebbero cogliere l’occasione per spiegare perché alcune precauzioni alimentari sono importanti, senza demonizzare completamente il valore del gesto stesso. Le regole, quando applicate in modo cieco e inflessibile com’è questo il caso, rischiano di creare un contesto in cui i valori umani vengono messi in secondo piano rispetto alla rigidità delle norme.   Questi tempi assurdi: la solidarietà è ora una minaccia Che ne sarà dei nostri figli se gesti semplici e naturali come lo scambio di un pezzo di mela vengono sanzionati? Non rischiamo forse di diventare  insensibili al valore della condivisione e del conforto? Se ogni gesto che può rappresentare una minima fonte di rischio diventa condannabile, vietato, sanzionato, rischiamo di perdere di vista il valore  valore simbolico di comportamenti umani come lo scambio di cibo. Il rischio è quello di crescere una generazione di bambini che vedrà nella vicinanza e nella condivisione un pericolo, anziché una risorsa e un qualcosa che caratterizza in profondità la natura umana.  La questione non è solo vietare o permettere lo scambio di cibo, ma quale tipo di società educhiamo i nostri figli a immaginare e a costruire. Se li cresciamo insegnando loro che persino una mela può essere una minaccia, come possiamo aspettarci che diventino adulti generosi e pronti a prendersi cura degli altri?   Scopri Land Magazine admin Novembre 6, 2024 Quando la regola scolastica è diseducativa Read More Dominique Pillinger Novembre 6, 2024 Tinder, Poliamore e LGBTQ+ – Gen Z e la loro libertà di amare A cura di La Generazione Z sta riscrivendo le regole dell’amore e delle relazioni, abbracciando una libertà di espressione e di scelta senza precedenti. In molti paesi, i giovani di Read More Silvia Dal cin Novembre 5, 2024 Rubrica “10 libri per bambini che non puoi non aver letto” Libro n. 8. “Guizzino” di Leo Lionni LA STORIAGuizzino è l’unico pesciolino nero tra tanti pesciolini rossi. Un giorno Guizzino rimane solo, perchè un grosso tonno ha mangiato il resto Read More admin Novembre 5, 2024 “Sagome di carta” di Eufemia Griffo: un viaggio tra magia, storia e profumi di erbe stregate Disclaimer: questo libro è stato acquistato autonomamente da Land Magazine per garantire un’opinione imparziale e non influenzata da collaborazioni promozionali o editoriali. La recensione riflette esclusivamente il giudizio del recensore Read More Cristina Ferri Novembre 2, 2024 Ricette: il Baklava di Aladino Di Cristina Ferri Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo. Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Read More Cristina Ferri Ottobre 31, 2024 Coraline e la porta magica We are small but we are manyWe are many we are smallWe were here before you roseWe will be here when you fall. Coraline si è appena trasferita con i suoi Read More Lorenzo Foschi Ottobre 30, 2024 Giovani autori – episodio 3 A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Fai clic qui https://www.landeditore.it/wp-content/uploads/2024/10/3.mp4 Read More Arianna Ciancaleoni Ottobre 30, 2024 Autunno in musica: la playlist delle Vintage Girls Ottobre. Il plaid, le candele e le tisane. Ottobre. Il primo freddo e i primi sabato sera in casa a guardare un film su Netflix.Ottobre. Poteva mai mancare una playlist delle Read More admin Ottobre 30, 2024 Cosa sono i cataplasmi? Rimedi naturali che hanno sfidato il tempo Se ti sei mai trovato di fronte a una nonna armata di foglie e impacchi misteriosi, allora hai probabilmente incontrato il famoso

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DIVENTARE GENITORI: Infertilità e aspettative sociali

Un suggerimento di lettura per affrontare il tema Spesso e volentieri parenti, amici o estranei rivolgono alle coppie la domanda: “ma quando fate un bambino?”. Ma anche “quando fate un fratellino / sorellina?” praticamente appena hai partorito il primo figlio.Ma che succede se un figlio non arriva? Oppure se già solo averne uno è costato immensa fatica, sforzi fisici e magari anche economici?Il sito dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) stima che in Italia il 15% delle coppie sia infertile. L’infertilità può dipendere in ugual misura dalla donna e dall’uomo. Il 15% significa una coppia su sei, praticamente. Bisogna ovviamente distinguere tra infertilità (impossibilità di portare a termine una gravidanza con la nascita di un bambino sano) e sterilità (incapacità di concepire). Ciò significa che una coppia su sei in Italia trova difficoltà nel portare avanti una gravidanza, con conseguenze fisiche e psicologiche importanti e purtroppo spesso molto sottovalutate. Le cause dell’infertilità possono essere molteplici e non intendo affrontarle in questo articolo. Voglio invece soffermarmi sulle aspettative sociali che circondano ogni coppia, in particolare queste coppie. Purtroppo spesso anche i sanitari, oltre che parenti e amici, dopo una gravidanza dicono “vabbè dai, potete sempre riprovare”. Oppure sottovalutano l’impatto emotivo del lutto (perchè è un lutto, a tutti gli effetti, anche quello perinatale) sul genitore e sulla coppia.Altre volte sono i figli stessi che, per desiderio personale o perchè anche loro spinti dalla comunità, a chiedere con insistenza un fratellino o una sorellina. Ma che fare se questo fratellino o sorellina non arriva? Non è facile non poter soddisfare le aspettative, che siano della società o del figlio primogenito. Anche per questo motivo ho scritto la storia di Fortunata. I Signori Giraffa aspettano a lungo il loro cucciolo, a differenza di tanti altri animali che li circondano. Poi, quando finalmente il cucciolo arriva, è speciale, diverso dagli altri (ed anche questo può succedere, nei casi di infertilità). Consiglio questo libro, tra gli altri, soprattutto ai genitori che si trovano in questa situazione, perchè possa essere una lettura di partenza per parlare di infertilità e di diversità con i loro figli e con il resto della comunità. A cura di LEGGI ANCHE firstletter 22.04.23 Il primo progetto First Letter sta per vedere la luce: presentazione di Silvia Dal Cin e Matteo Della Libera Grandi novità in casa First Letter Editrice: il progetto è ufficialmente avviato, e al Salone del libro di Torino di quest’anno verrà presentato il primo Read More firstletter Raccontare storie di inclusione ai bambini: il ruolo dei genitori e degli educatori 07.10.24 firstletter L’importanza di pubblicare più libri in alta leggibilità 30.09.24 firstletter Nuovo libro per bambini, “I Signori Giraffa aspettano un cucciolo” per First Letter Editrice 23.09.24 firstletter Libri per bambini che insegnano l’amore e l’accettazione: i must-have per ogni piccola biblioteca 23.09.24 firstletter Come le storie illustrate possono insegnare valori importanti ai bambini 09.09.24 firstletter L’importanza di abbracciare le differenze nei bambini: Un viaggio di crescita e amore 02.09.24 firstletter Libri per bambini da leggere almeno una volta nella vita: Harold e la matita viola 20.08.24 firstletter Libri per bambini da leggere almeno una volta nella vita: IL GRINCH DI Dr. Seuss 13.08.24

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Lo scandalo Diddy: facciamo chiarezza

In Italia non se ne parla, ma la società americana è sconvolta In queste ore, negli Stati Uniti uno scandalo di proporzioni enormi sta scuotendo l’industria musicale e l’intera società: il caso che coinvolge Sean “Diddy” Combs, un gigante della musica hip-hop. Sebbene in Italia questa vicenda sia passata in gran parte sotto silenzio, oltreoceano le accuse sono diventate un argomento dominante nei media e sui social. La figura di Diddy, imprenditore di successo e icona culturale, è ora al centro di una serie di accuse gravissime che hanno messo a nudo il lato oscuro dello show business americano. Le accuse Il caso è emerso pubblicamente a seguito delle pesanti dichiarazioni di Cassie Ventura, ex compagna di Diddy dal 2007 al 2018. Cassie, cantante e modella, ha denunciato anni di abusi fisici, psicologici e sessuali, che hanno caratterizzato la loro relazione. In una causa intentata contro Combs, ha descritto un ambiente di violenza e coercizione, in cui veniva costretta a partecipare a “feste” a base di droghe e alcol, degenerando in episodi di abuso sessuale. Cassie ha inoltre affermato che Diddy esercitava un controllo spietato su di lei e su altri, sfruttando il suo potere per mantenere il silenzio e impedire che le sue azioni fossero denunciate​   Le reazioni Queste accuse hanno rapidamente innescato una reazione a catena. Altri testimoni e vittime hanno iniziato a raccontare storie simili, rivelando un presunto schema di abusi che si estendeva ben oltre la relazione con Cassie. Oltre alla violenza personale, si parla anche di traffico di esseri umani, di distribuzione di droghe e dell’uso di armi da fuoco illegali, tutte accuse che hanno allarmato l’opinione pubblica americana.   La gravità delle accuse è amplificata dall’immenso potere e dall’influenza di Diddy nel mondo dello spettacolo. Come produttore e fondatore di Bad Boy Records, ha lanciato la carriera di artisti come The Notorious B.I.G. e ha intrattenuto rapporti stretti con numerose celebrità di alto profilo, inclusi Beyoncé, Jay-Z e persino Justin Bieber. Il nome di Bieber è emerso di recente in questo scandalo quando è stato diffuso un vecchio video in cui Diddy, scherzosamente, prometteva di portarlo a feste private durante la sua adolescenza. Lo scandalo Diddy ha portato alla luce un aspetto inquietante dell’industria musicale: la cultura del potere, dell’abuso e del silenzio. Negli ultimi anni, vari scandali hanno messo in discussione la condotta di potenti figure dello show business, ma il caso Diddy rappresenta uno dei più scioccanti. Gli Stati Uniti stanno osservando con crescente sdegno l’evoluzione di queste accuse, chiedendosi quanto possa essere radicata questa cultura del silenzio nell’intrattenimento.   Cosa possiamo aspettarci? Con il processo ancora in corso e nuove testimonianze che potrebbero emergere lo scandalo Diddy non mostra segni di esaurimento. Gli avvocati del rapper negano categoricamente le accuse, e Diddy stesso non ha ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche approfondite. Ma il danno alla sua immagine è già significativo e potrebbe trasformarsi in un punto di non ritorno per la sua carriera: negli Stati Uniti l’onda d’urto di questo scandalo si fa sentire in tutto lo spettro mediatico, e solleva interrogativi sul futuro dell’industria musicale e sulla necessità di un cambiamento culturale profondo per prevenire e affrontare abusi di potere così gravi.    Le accuse di traffico sessuale e abuso Oltre alle accuse di violenza domestica e coercizione psicologica, su Diddy pesa un’inchiesta federale per traffico sessuale. Si sospetta che il rapper abbia organizzato incontri sessuali non consensuali durante eventi e “feste” private, coinvolgendo varie donne che venivano drogate per essere sfruttate. Queste accuse comprendono anche la sollecitazione e distribuzione di droghe e armi da fuoco illegali, elementi che stanno complicando ulteriormente la sua posizione legale.  Le “freak offs” e l’abuso di potere Un aspetto particolarmente inquietante del caso riguarda quello che Diddy chiamava “freak offs”, feste private in cui coinvolgeva donne sotto l’effetto di droghe per compiere atti sessuali con altre persone, spesso prostitute. Queste feste erano caratterizzate da un uso massiccio di droghe e alcol e da un clima di abuso e sopraffazione, secondo quanto riportato da Cassie e altre persone coinvolte.  Prossimi sviluppi La situazione legale di Diddy potrebbe evolversi ulteriormente nei prossimi mesi, soprattutto se nuove vittime decideranno di testimoniare o se emergeranno prove schiaccianti. Per ora, la sua immagine pubblica è gravemente compromessa e l’impatto di questo scandalo si farà sentire a lungo nel mondo dell’intrattenimento americano. Scopri Land Magazine admin Ottobre 16, 2024 Lo scandalo Diddy: facciamo chiarezza Read More Lorenzo Foschi Ottobre 16, 2024 Narrativa videoludica: percezione del videogioco A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Fai clic qui Nel terzo episodio ho lanciato una sfida che ti consiglio di recuperare! Oggi, invece, ci togliamo un dente: parliamo Read More admin Ottobre 16, 2024 Il carcere di Salpêtrière: il lato oscuro della rivoluzione francese e la sorte delle donne imprigionate Se pensate che la Rivoluzione Francese sia stata solo ghigliottine e slogan rivoluzionari, beh, c’è un capitolo piuttosto oscuro che non è così chiacchierato nei libri di storia: il carcere Read More admin Ottobre 16, 2024 Lacrime, sangue e fango: un racconto horror di Isabella Vinci A cura di La sua ultima lacrima era stata la sua prima condanna.Aveva cinque anni. Era seduto in giardino sull’altalena fatta di corda lisa e un’asse di legno marcita.Acqua salata Read More Dominique Pillinger Ottobre 16, 2024 Come organizzare e ospitare un tea party all’inglese A cura di Organizzare e ospitare un tea party all’inglese è un’esperienza affascinante che combina eleganza e convivialità. Che tu voglia celebrare un’occasione speciale o semplicemente trascorrere un pomeriggio diverso Read More Oriana Turus Ottobre 16, 2024 Halloweird – quando horror e ironia si incontrano A CURA DI Un uomo solo. Un inseguimento. Una corsa contro il tempo. LA DIETASto tremando. Ho freddo nonostante io stia correndo da più di mezz’ora per sfuggire a quella terribile Read More Silvia Dal cin Ottobre 15, 2024 DIVENTARE GENITORI: quando nasce un figlio con disabilità Consiglio di lettura per parlarne con i bambini La nascita di un figlio è sempre motivo di gioia. Almeno, così

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DIVENTARE GENITORI: quando nasce un figlio con disabilità

Consiglio di lettura per parlarne con i bambini La nascita di un figlio è sempre motivo di gioia. Almeno, così dicono. Ma affrontare la nascita di un figlio con disabilità è davvero una gioia?Leggendo qua e là nel web, parlando con genitori e famiglie con uno o più figli disabili, i sentimenti che emergono sono contrastanti: i figli sono un tesoro, un amore grande e prezioso, ma anche una fatica grande, immensa. Sui social troviamo tantissimi esempi di famiglie che mostrano sia la loro forza, la loro gioia nel crescere i figli, ma anche problemi e difficoltà legati alla loro disabilità. Emerge sempre una grande, grandissima resilienza di questi genitori, ai quali spesso viene detto: “non so dove trovi la forza”.La risposta è sempre la stessa: “DEVO trovare la forza, non ho alternative”. Sono famiglie che vanno sostenute, non vanno lasciate sole. Non vanno ammirate da lontano, santificando i genitori e idolatrandoli come eroi; questi genitori, e ce lo dicono loro apertamente, non vogliono essere visti come martiri, eroi moderni. Vanno sostenuti, per quello che possiamo fare noi: aiutandoli nelle incombenze quotidiane, scambiando con loro qualche chiacchiera, lasciandoli liberi di sfogarsi senza giudicare, ad esempio. Oppure possiamo aiutarli sostenendo varie associazioni (ce ne sono moltissime, più o meno famose, che offrono aiuto, sostegno, conforto a queste famiglie). Insomma, dobbiamo fare squadra attorno a loro.L’aiuto, ma soprattutto la sospensione del giudizio da parte della comunità, è importante. Le parole di chi circonda queste famiglie hanno un grosso peso.Scrivendo la storia di Fortunata ho pensato anche a loro, a queste mamme e papà. I Signori Giraffa affrontano la nascita di una figlia “speciale” e non vengono inizialmente sostenuti dagli altri animali… ecco, non facciamo lo stesso errore.

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