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Dalle Barbie ai libri: ecco come le autrici Land sono diventate “quello che scrivono”

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui Le storie che vengono create nel magico e romantico mondo di Land Editore partono da lontano…ovvero come le autrici romance facevano nascere (o meno) storie d’amore fin da bambine, assieme ai piccoli grandi traumi che hanno segnato la loro esistenza ma che hanno contribuito a rafforzare le loro idee e la loro creatività. Da bambine era normale quasi per tutte giocare con le bambole: la Barbie in particolare era la più gettonata e collezionata. Rappresentava per noi, all’epoca, il prototipo della donna perfetta che poteva essere e diventare chi voleva. Viene abbastanza da sé che i personaggi femminili creati nei nostri libri seguano fedelmente le “sue” indicazioni. Barbie è, da sempre, una donna forte e indipendente, che guida un’auto sportiva (da dove pensate che derivi la passione per Ferrari di un’autrice Land in particolare?) e si può permettere di vivere in una villa stratosferica generando invidie a chiunque ci abbia a che fare. Il problema vero creato dalla sua intraprendenza, è stata la non presenza di un uomo per parecchio tempo, che ha portato molte di noi, bambine ai tempi, a considerare Ken, alla pari di un accessorio interscambiabile. Quindi i party esclusivi in terrazzo andavano bene, ma poi ognuno a casa propria. Sai che rottura di scatole aver quel biondino intorno? Negli anni ci siamo improvvisate parrucchiere, investigatrici, wedding planner. Abbiamo sperimentato per la prima volta la frustrazione nel vedere un uomo forte e muscoloso abbinato a una donna altrettanto bella ma decisamente più alta. E all’epoca queste cose erano importanti, ci si prestava attenzione. Non per niente il Big Jim – sempre di casa Mattel- è stato presto sostituito da un suo corrispettivo biondo, che era sì più alto, ma c’erano sempre dei dubbi sul perché fosse truccato. In pratica, chi più chi meno, siamo cresciute con tutti i traumi del caso ed è forse per questo che non ci siamo mai arrese e abbiamo continuato su quella strada a creare storie che ci facessero sentire meglio e sì, con gli anni ci abbiamo messo un po’ di pepe e di disagi (e anche un po’ di sangue – Jennifer P. Docet) ma siamo riuscite a costruire un mondo dentro cui rifugiarci proprio come facevamo da bambine giocando con le bambole o altro. E noi autrici Land siamo molto orgogliose dei risultati che quelle storie del passato hanno portato nel tempo presente. La fantasia non va mai trattenuta ma va lasciata andare. Perché anche dalle situazioni che possono sembrare insolite, possono nascere piccoli capolavori. E se tornassimo indietro, probabilmente, rifaremmo le stesse scelte e creeremmo le stesse storie. Scopri Land Magazine Oriana Turus Aprile 18, 2026 Dalle Barbie ai libri: ecco come le autrici Land sono diventate “quello che scrivono” A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Aprile 16, 2026 La vera causa dei processi di Salem: isteria, politica o vendetta? I Processi alle streghe di Salem continuano a essere uno dei misteri più discussi della storia. Perché una comunità arrivò ad accusare, processare e giustiziare i propri membri sulla base Read More Elisabetta Aprile 15, 2026 Correggere la bozza di FIVE Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO VAI AL LIBRO Tra le Righe di FIVE: la mia esperienza come correttrice di bozze Ho avuto il privilegio di immergermi nelle pagine Read More admin Aprile 14, 2026 ✨ La scrittura in giallo delle donne: l’esperienza di Arianna Ciancaleoni a Roma Read More Cristina Ferri Aprile 14, 2026 10 COSE CHE NON SAI SU SISSI Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui 10 COSE CHE NON SAI SU SISSI La figura della principessa Sissi è amata in tutto il mondo, ma quanti Read More Silvia Dal Cin Aprile 12, 2026 PRE ADOLESCENZA E NECESSITÀ DI “FUGGIRE DALLA REALTÀ” Se hai a che fare con un preadolescente o sei un preadolescente, capirai benissimo questa frase: HO BISOGNO DI STARE UN PÒ DA SOL*. È una fase naturale del loro Read More admin Aprile 9, 2026 Perché la maggior parte delle “streghe” erano donne? Quando si osservano i Processi alle streghe di Salem, emerge un dato evidente: la stragrande maggioranza degli accusati erano donne. Una coincidenza? Tutt’altro. Dietro questa realtà si nasconde un intreccio Read More admin Aprile 8, 2026 Recensione di The Dirty Truth di Winter Renshaw: un romance raffinato che alza l’asticella Ammettiamolo: nel vasto mondo dei romance contemporanei, trovare uno stile davvero curato è un po’ come trovare parcheggio sotto casa il sabato sera. Possibile… ma raro. Ecco perché The Dirty Read More admin Aprile 8, 2026 Romance Book Party 2026 a Napoli: il grande evento internazionale dedicato alle storie d’amore torna alla Mostra d’Oltremare Napoli si conferma capitale della cultura e della narrativa romantica con la seconda edizione del Romance Book Party 2026, in programma il 6 giugno presso il Palazzo dei Congressi della Read More Silvia Dal Cin Aprile 8, 2026 SEGNALAZIONE NUOVA USCITA Nuova uscita 8+, collana UAO Letture Intermedie, Gallucci. Lello e Giulia sono inseparabili. Lui, però, è un amico immaginario e questo non piace affatto alla mamma della bambina. Un giorno, Read More

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Drabble mania: consigli di scrittura per aspiranti scrittori (puntata 29)

Scrivere un romanzo: La parola FINE è solo l’inizio della fine Scrivere un romanzo: La parola FINE è solo l’inizio della fine Elisabetta Venturi Scrittrice e insegnante Drabble mania Scrivere drabble insegna a colpire, emozionare, stupire, sconvolgere il lettore con poche parole. Inoltre puoi giocare con le parole: scrivere una storia intorno a una parola che non conosci, così diventerà parte del tuo vocabolario; puoi darti regole folli sulle lettere da non usare oppure tirare i dadi (esistono molti giochi con questo scopo) e usare le immagini che escono. Leggi fino alla fine per avere un consiglio di scrittura completamente gratuito Una nuova scopa Immobile in mezzo alla stanza, Beffa fissava la scopa appesa al soffitto della baita.Il salto supersonico era una figata: un piccolo saltello su due piedi e via, verso l’alto. Già… Due piedi.Beffa guardò sconsolata le calze piene di dolciumi e immaginò la tristezza sul faccino dei suoi bimbi.Okay, ce la posso fare.Si piegò sulle ginocchia, ma una fitta lancinante alla caviglia le fece spostare all’istante tutto il peso sulla stampella. Beffa spostò lo sguardo dalla stampella al sacco straripante di carbone e sorrise. Beffa volò fuori dalla finestra sulla sua nuova e fiammante stampella a carbone. Consiglio di scrittura Trovare le idee Molti studenti spesso mi dicono “vorrei scrivere, ma non trovo le idee”. Ci sono una quantità incredibile di modi per trovare le idee; inoltre, è una capacità che si può allenare: all’inizio ti guarderai intorno, ti dovrai fermare a pensare, dovrai cercarle tra le righe di una rivista, facendoti domande, usando delle immagini… Poi comincerai ad avere il problema opposto: idee che esplodono ovunque e continuamente.  Da dove partire? Dal proprio vissuto, dalle cose che ti succedono: sdrammatizzare, esorcizzare, enfatizzare sono solo alcune delle possibilità che ti dà la scrittura.  Secondo te, da cosa è scaturita la mia idea di Beffa? 😉 Ne vuoi di più? Ti è piaciuto questo drabble? Ne trovi tanti altri nella raccolta “100 parole per 100 emozioni”. VAI AL LIBRO Al prossimo drabble!

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Giappone360: tra sicurezza, rigore e contraddizioni culturali

A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Lathar Lathar – Zero Piacere, sono Lorenzo!Italianissimo, genovese, e da sempre appassionato del Giappone. Ho incontrato questa cultura per la prima volta attraverso il karate, grazie a una tradizione di famiglia di cui vi parlerò in futuro. Da bambino ho iniziato con anime e manga, e col tempo mi sono innamorato di un mondo che, però, ho capito presto di non dover idealizzare. Alla fine ho avuto la fortuna di andarci di persona e di stringere amicizie con diversi giapponesi con cui mantengo ancora oggi rapporti regolari. Nel frattempo studio con calma la lingua e sento sempre più il desiderio di raccontarvi, attraverso vari episodi, un Paese affascinante e complesso, pieno di sfaccettature e contraddizioni. È davvero il Paese perfetto?O piuttosto un luogo dove è facile vivere, ma difficile respirare?Forse la verità sta nel mezzo… ma in quale forma? Scopritelo insieme a me in questo viaggio, in particolare in questo primo episodio!E, piccola curiosità: il protagonista del mio primo libro fantasy (Lathar) si chiama Hito (una parola giapponese…), mentre la protagonista del secondo (Lathar Zero) porta il nome Nagisa. Chissà cosa significherà? Giappone360: tra sicurezza, rigore e contraddizioni culturali Il Giappone è un paese affascinante e complesso, fatto di sfumature che cambiano a seconda delle città, delle regioni e persino dei contesti sociali. Vivere Tokyo o Osaka non è la stessa cosa che scoprire Kyoto o piccoli centri rurali, così come sarebbe lo stesso parlare con un abitante di Milano Calvairate piuttosto che di Bard in Valle d’Aosta. Proprio questa ricchezza di contrasti lo rende un luogo unico, che sorprende e a volte spiazza. Un senso di sicurezza raro Uno degli aspetti che più colpiscono chi visita il Giappone è la percezione di sicurezza. A Tokyo, come in altre città, capita di vedere persone addormentarsi in metro con la borsa in grembo o con il telefono in mano, senza timore di furti. Persino dimenticare un oggetto in un vagone non significa perderlo: spesso viene semplicemente consegnato all’ufficio oggetti smarriti. Per strada, di giorno e di notte, è comune incontrare persone in bicicletta o donne sole nei parchi senza alcun timore. Un contrasto netto con molte città europee. Tuttavia, questo non significa che non esistano problematiche. La condizione femminile, ad esempio, è segnata da un certo maschilismo diffuso, che si riflette in piccoli e grandi dettagli della vita quotidiana. Non a caso, in Giappone il flash della fotocamera degli smartphone è obbligatorio per contrastare i cosiddetti “chikan”, i molestatori che cercano di scattare foto indiscrete in metropolitana. Le donne spesso si vestono con maggiore cautela per evitare sguardi indesiderati, salvo poi incontrare nei club e nelle discoteche un’atmosfera diametralmente opposta, segno di una società che vive forti contraddizioni. La regola non scritta del “fare ciò che va fatto” A rendere il Giappone unico è soprattutto la rigidità con cui vengono rispettate regole non scritte. Mangiare in silenzio al ristorante, non consumare cibo per strada per non sporcare, fumare solo in aree dedicate: sono tutte norme di comportamento che non derivano da leggi formali, ma da consuetudini profondamente interiorizzate. La pulizia delle strade, l’ordine nei treni e nei bagni pubblici, la precisione nel rispetto degli spazi comuni riflettono questa mentalità collettiva del “fare ciò che va fatto nel luogo in cui va fatto”. È un modello che garantisce efficienza e rispetto reciproco, ma che al tempo stesso crea un forte bisogno di sfogo: lo si nota nei salarymen ubriachi che di notte si accasciano per strada dopo aver tirato fino allo stremo le convenzioni sociali del giorno. Una cultura che accoglie, ma non assimila Chi resta in Giappone a lungo finisce inevitabilmente per assorbire parte di queste regole implicite. Eppure, anche dopo vent’anni, uno straniero non sarà mai percepito come “giapponese”. Non per ostilità, ma perché non ha vissuto sin dall’infanzia quel processo di interiorizzazione di norme e abitudini che modellano la società. Questo, però, non impedisce agli italiani in particolare di essere accolti con simpatia: l’Italia esercita un fascino speciale, fatto di cultura, cucina e immaginario positivo.

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