Maggio 2024

Ricette: La ciambella di Jane Eyre

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui La ciambella di Jane Eyre Tutti dicevano che ero cattiva, e forse lo ero davvero Jane Eyre Nella casa di zia Reed la piccola Jane viveva nell’indifferenza più totale. Sua zia sembrava non nutrire alcun affetto materno per lei, e Jane si ripeteva che, se solo il signor Reed fosse stato vivo, l’avrebbe certamente trattata diversamente – se non altro con più riguardo di quanto non facesse lei. John Reed, un monello di quattordici anni, non perdeva occasione per maltrattarla. In seguito a un brutto litigio avuto proprio con quest’ultimo, Jane viene rinchiusa dalla zia nella stanza rossa, «un ambiente quadrato dove si dormiva molto di rado», e lì viene travolta da pensieri angoscianti che rischiano quasi di farla impazzire. Eppure, dinanzi gli strilli e i suoi disperati singhiozzi, la signora Reed rimane del tutto impassibile. «Abbot e Bessie, credo di aver dato ordine che Jane Eyre fosse lasciata nella stanza rossa finché non venissi a prenderla io stessa» fu la prima cosa che le uscì dalla bocca. In seguito a questa terrificante esperienza, le viene offerta una deliziosa ciambella, ma la piccola non osa neanche avvicinarsi a quel piatto riccamente abbellito da un’effige di un uccello. Il desiderio di assaporare quel dolce è passato, così come il suo entusiasmo: Bessie era scesa in cucina e tornò con una ciambella su di un certo piatto di porcellana dipinto a vivi colori dove un uccello del paradiso annidato in una ghirlanda di convolvoli e bocci di rosa suscitava sempre in me un’ammirazione entusiasta; spesso avevo chiesto di poter prendere in mano quel piatto per esaminarlo più da vicino, ma fin allora ero stata giudicata indegna di un tale privilegio. Quel prezioso piattino stava adesso sulle mie ginocchia ed io ero con dolcezza invitata a mangiare l’anello di delicata pasticceria che vi era sopra. Inutile regalo! Come tante altre cose sempre desiderate e sempre differite, veniva troppo tardi! Non potevo mangiare la ciambella; e le piume dell’uccello, le tinte dei fiori sembravano stranamente sbiaditi: misi da parte il piatto e il dolce. Vediamo insieme la ricetta della ciambella di Jane Eyre: Ingredienti 3 uova 150 g di zucchero 100 m di latte 100 m di olio di semi 250 g di farina 00 per dolci 1 bustina di lievito Scorza grattugiata di 1 limone (a piacere) Zucchero a velo per decorare Preparazione Preriscalda il forno a 180°C e imburra e infarina uno stampo per ciambella. In una ciotola sbatti le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto spumoso. Aggiungi l’olio e il latte al composto di uova e zucchero mescolando bene. Incorpora piano piano la farina, il lievito e la scorza di limone fino a ottenere un composto denso e omogeneo. Versa l’impasto nello stampo preparato e livella la superficie con una spatola. Inforna a 180° per circa 30-35 minuti o fin quando la ciambella risulta dorata. Spolvera la ciambella con zucchero a velo prima di servire.   LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More libri La vera Cenerentola è una fiaba intrisa di morte e sangue 10.05.24 Eventi “Our Last Land”: firmacopie al Salone del Libro del libro di Torino 10.05.24 recensioni La strada di Cormac McCarthy, la recensione di Land Magazine 08.05.24 ricette Ricette: La ciambella di Jane Eyre 08.05.24 società Non riesco più a scrivere a mano 08.05.24 libri Esplorando il tabù: il threesome nella letteratura 07.05.24 storia L’Inferno è un’invenzione del cristianesimo? 07.05.24 firstletter La vita di una formica: lezioni di perseveranza 05.05.24

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Hansel e Gretel e le Ombre della Carestia del 1300

Immaginate di essere nel Medioevo, un periodo non esattamente noto per il suo surplus alimentare. Poi arriva il 1315, anno di inizio del periodo terribile noto come la Grande Carestia. Questi anni di fame e miseria videro intere comunità sull’orlo della disperazione, con storie di cannibalismo che, pur se forse esagerate, rivelano la disperazione profonda di quei tempi. In questo contesto drammatico la vicenda di Hansel e Gretel prende forma non solo come un’avventura oscura, ma come lo specchio di una pratica tragica e dolorosamente comune: l’abbandono dei bambini. Spinti dalla fame e dalla disperazione, molti genitori dell’epoca furono costretti a lasciare i propri figli per ridurre il numero di bocche da sfamare. Abbiamo già vagamente accennato agli episodi tristemente comuni di cannibalismo che permeano le cronache di quel periodo; è qui che entra in gioco la figura della strega, proprietaria di una casa fatta di dolci. A prima vista la casa è il sogno di ogni bambino affamato, ma sotto la superficie zuccherina si nasconde il terrore di un mostro che vuole mangiarli. Ecco allora la metafora  del cibo stesso diventato un lusso tanto desiderato quanto pericoloso in tempi di carestia, ma anche del rischio che all’epoca terrorizzava in molti, ossia l’idea di poter essere vittime di episodi feroci di cannibalismo… episodi che, inutile sottolinearlo, vedevano a rischio soprattutto i bambini.   Il cannibalismo durante la Grande Carestia La carestia del 1315-1317 fu innescata da un insieme di condizioni climatiche avverse che si protrassero per più anni. Un periodo prolungato di clima freddo e umido, noto come la Piccola Era Glaciale, colpì l’Europa del tempo, rovinando i raccolti e riducendo le scorte alimentari. Il maltempo, unito a una popolazione che negli anni era cresciuta e aveva raggiunto il limite, creò una situazione catastrofica. Cronisti come Jean de Venette  documentarono gli effetti devastanti della carestia, inclusi i famigerati episodi di cannibalismo. Resoconti che descrivono situazioni in cui i corpi dei defunti venivano disotterrati per essere consumati e casi in cui i genitori erano spinti a mangiare i propri figli. Sebbene tali storie possano essere state esagerate o divenute simboliche (com’è appunto il caso di Hansel e Gretel), riflettono l’estremo livello di disperazione e collasso sociale del Trecento.  Attenzione, però: cannibalismo durante la Grande Carestia non fu certo (e per fortuna!) un fenomeno generalizzato in modo uniforme, ma piuttosto un segno estremo di crisi in specifiche aree o comunità particolarmente colpite. Questi atti erano spesso visti come un tabù enorme, infranto solo nelle circostanze più disperate.  Coming soon

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La vera Cenerentola è una fiaba intrisa di morte e sangue

La fiaba di Cenerentola, conosciuta anche come Aschenputtel nella versione tedesca dei fratelli Grimm, è un racconto che risale a tradizioni orali molto antiche. Pubblicato nella raccolta “Fiabe del focolare” (Kinder- und Hausmärchen) nel 1812, si tratta di uno dei più amati e conosciuti racconti al mondo. Il motivo? Esso incarna un tema universale, quello della speranza e del riscatto, che ha affascinato generazioni di lettori e che continua a farlo tuttora. La storia segue le vicende di una giovane orfana, maltrattata dalla matrigna e dalle sorellastre, costretta a vivere come una serva nella propria casa. Nonostante ciò, la gentilezza, il coraggio e l’integrità morale di Cenerentola brillano e verranno infine premiati. Questa giovane dalle speranze inesistenzi trova sostegno nella magia della natura e degli animali, che le fanno da alleati per sfuggire alla sua difficile condizione. Attraverso prove di sofferenza e pazienza, Cenerentola dimostra che la bontà e il valore interiore possono condurre al successo, anche quando le circostanze sono avverse. C’è un però piuttosto vistoso: anche se la versione disneyana ha ampiamente diffuso un’idea di magia e lieto fine, la versione originale dei Grimm rivela un lato oscuro e inquietante che rispecchia le condizioni e i valori della società del tempo. COMING SOON Il tema della sofferenza In Aschenputtel, la sofferenza della protagonista è enfatizzata fin dall’inizio. La giovane è lasciata nelle grinfie della matrigna crudele e delle due sorellastre dopo la morte della madre. Viene costretta a lavorare come una serva, dormendo in mezzo alla cenere e subendo continue umiliazioni. Questa rappresentazione della sofferenza serve a evidenziare la virtù di Cenerentola, che, nonostante tutto, mantiene la sua bontà e purezza, ma in un quadro che amplifica la crudeltà della matrigna e delle sorellastre, mettendo in luce il lato spietato della condizione umana.   La mutilazione delle sorellastre Un ulteriore esempio della crudeltà presente in questa versione della fiaba è il tentativo delle sorellastre di calzare la scarpetta di Cenerentola. In un disperato sforzo per diventare la sposa del principe, una di loro si taglia le dita del piede, mentre l’altra si recide il tallone per far entrare la scarpa. Le colombe però avvertono il principe dell’inganno, rendendo vano il sacrificio.   Il ruolo della natura e della magia In questa versione, la figura della fata madrina è sostituita da un albero magico che Cenerentola pianta sulla tomba della madre. Un simbolo che funge da elemento protettivo, a riprova di una connessione tra il regno dei vivi e quello dei morti. Gli animali agiscono da guardiani e messaggeri, unendosi all’albero nell’aiutare la giovane a ottenere ciò che il suo cuore merita e desidera. Un’interazione con il mondo naturale dal sapore mistico, che allo stesso tempo suggerisce un’aura di presagio e mistero. La vendetta sulle sorellastre La parte più oscura della fiaba riguarda la punizione inflitta alle sorellastre. Dopo che Cenerentola si è guadagnata il favore del principe grazie alle colombe che rivelano la sua vera identità, le sorellastre tentano di manipolare la situazione per guadagnarsi la sua benevolenza. Tuttavia le colombe, che avevano agito come custodi e protettrici di Cenerentola, accecano le sorellastre strappando loro gli occhi. Questa punizione severa e crudele riflette il concetto di giustizia e moralità tipico dei racconti popolari dell’epoca. Questi elementi oscuri sono parte integrante della fiaba di Cenerentola secondo i fratelli Grimm, e rivelano un’immagine diversa rispetto alla versione edulcorata e felice che molti conoscono. Un lato inquietante della storia che offre un contesto più profondo alla lotta tra il bene e il male, specchio delle preoccupazioni sociali e morali del tempo in cui la fiaba venne trascritta. La natura brutale della giustizia, la sofferenza prolungata e la presenza di un elemento soprannaturale sinistro fanno sì che la versione dei fratelli Grimm di Aschenputtel sia una storia complessa e dal retrogusto freudiano. Scopri Land Magazine admin Maggio 10, 2024 La vera Cenerentola è una fiaba intrisa di morte e sangue Read More admin Maggio 10, 2024 “Our Last Land”: firmacopie al Salone del Libro del libro di Torino Il mondo dell’esplorazione spaziale incontra la letteratura al Salone del Libro, con la presentazione ufficiale dell’attesissimo nuovo libro curato da Claudio Secci, “Our Last Land”, che avrà luogo l’11 maggio. Read More admin Maggio 8, 2024 La strada di Cormac McCarthy, la recensione di Land Magazine A un romanzo del genere puoi rispondere solo con una punta d’ironia, ma non subito, no; devono passare  anni dall’ultima volta che lo hai letto, per poterlo analizzare con una Read More admin Maggio 8, 2024 Non riesco più a scrivere a mano Mi viene da sorridere quando ripenso a quanto fosse naturale una volta scrivere a mano. 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“Our Last Land”: firmacopie al Salone del Libro del libro di Torino

Il mondo dell’esplorazione spaziale incontra la letteratura al Salone del Libro, con la presentazione ufficiale dell’attesissimo nuovo libro curato da Claudio Secci, “Our Last Land”, che avrà luogo l’11 maggio. L’antologia è ambientata in un futuro in cui gli esseri umani, alle prese con l’inospitalità di pianeti lontani, si affidano alla loro ingegnosità e resilienza per creare nuove civiltà. Attraverso una serie di storie intrecciate, il lettore si immerge nei viaggi di pionieri che affrontano sfide sia ambientali che personali.   Un’odissea interplanetaria: Nelle pagine di “Our Last Land”, l’umanità si trova ad affrontare la sfida di sopravvivere in un ambiente ostile. Attraverso città terraformate, biosfere resistenti e tecnologie innovative, i personaggi trovano modi ingegnosi per adattarsi e prosperare. La narrazione esplora in profondità le difficoltà e le opportunità di costruire nuove società in mondi alieni.    I dettagli della presentazione al Salone del libro: Il firmacopie sarà alle 15 presso lo Stand del Collettivo scrittori uniti [Padiglione due, stand F.102]. Vai al libro Scopri Land Magazine admin Maggio 10, 2024 La vera Cenerentola è una fiaba intrisa di morte e sangue La fiaba di Cenerentola, conosciuta anche come Aschenputtel nella versione tedesca dei fratelli Grimm, è un racconto che risale a tradizioni orali molto antiche. Pubblicato nella raccolta “Fiabe del focolare” Read More admin Maggio 10, 2024 “Our Last Land”: firmacopie al Salone del Libro del libro di Torino Il mondo dell’esplorazione spaziale incontra la letteratura al Salone del Libro, con la presentazione ufficiale dell’attesissimo nuovo libro curato da Claudio Secci, “Our Last Land”, che avrà luogo l’11 maggio. 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Ricette: La torta al cioccolato di Harry Potter

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui La torta al cioccolato di Harry Potter Restò sdraiato a guardare il suo compleanno avvicinarsi a ogni ticchettio, a chiedersi se i Dursley se ne sarebbero ricordati, a domandarsi dove fosse adesso l’autore delle lettere. Harry Potter Il giorno del suo undicesimo compleanno, Harry Potter riceve un regalo speciale: l’invito alla scuola di magia di Hogwarts e una torta di compleanno che gli consegna Hagrid personalmente: Da una tasca interna del suo pastrano nero estrasse una scatoletta leggermente schiacciata. Harry l’aprì con dita tremanti. Dentro c’era una torta al cioccolato grossa e appiccicosa con su scritto, a lettere verdi di glassa: “Buon Compleanno.” Il compleanno di Harry non ha niente a che vedere con quello di suo cugino Dudley: a lui non spettano decine di regali, né un trattamento speciale: Dudley contava i regali. Gli si lesse sul viso il disappunto. «Trentasei» disse volgendosi a guardare il padre e la madre. «Due meno dell’anno scorso.» «Caro, non hai contato il regalo di zia Marge. Vedi, è qui, sotto questo regalone grosso quanto papà e mamma». «D’accordo, trentasette» disse Dudley tutto paonazzo. Vediamo come preparare La torta al cioccolato di Harry Potter Ingredienti 200g di cioccolato fondente 200g di burro 200g di zucchero 4 uova 100g di farina 1 bustina di lievito per dolci Una presa di sale Burro e farina per lo stampo Preparazione Preriscalda il forno a 180°C e imburra e infarina uno stampo per torte. In una ciotola sciogli il cioccolato fondente e il burro a bagnomaria o nel microonde. Lascia raffreddare leggermente. Aggiungi lo zucchero al cioccolato fuso e mescola bene. Aggiungi le uova, una alla volta, mescolando bene dopo ogni aggiunta. Setaccia la farina, il lievito e il sale sopra il composto e mescola fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Versa l’impasto nello stampo preparato e livella la superficie con una spatola. Inforna per circa 25-30 minuti. Lascia raffreddare prima di servire. LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More Cinema “The idea of you” – Le recensioni di Land Magazine 26.05.24 QUIZ Scopri Che Personaggio Sei dei Bridgerton: Il Quiz Che Non Sapevi di Voler Fare! 26.05.24 scrittura creativa Drabble mania: consigli di scrittura per aspiranti scrittori (puntata 15) 26.05.24 firstletter Le formiche sono tutte femmine? 26.05.24 recensioni Il vaso di Pandoro di Selvaggia Lucarelli, la recensione 24.05.24 ricette Tartine con Formaggio di Capra e Miele 24.05.24 interviste Bere come un vero scrittore italiano – Alice Basso 21.05.24 Cinema Buffy l’ammazzavampiri: cosa resta della serie TV a vent’anni dall’uscita dell’ultimo episodio 21.05.24

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