Novembre 2024

Ricette – Il liquore di Emma

Il liquore di Emma – Madame Bovary Emma si diceva che forse avrebbe potuto sposare un uomo diverso da suo marito. Con lui non vi era passione, la scintilla in grado di tenerla in vita. Si sentiva intrappolata nella sua routine, un piccolo topo nella ruota che non ha altra scelta se non continuare a girare. «La conversazione di Charles era piatta come un marciapiede e le idee più comuni vi sfilavano nel loro abito di tutti i giorni, senza suscitare emozione o risate o fantasticherie.» La descrizione dell’ambiente stesso è spento: imposte chiuse, mosche sulla tavola, bicchieri sporchi, Emma con il capo chino e in mano una calza bianca di cotone da rammendare… Nel passo che segue, vediamo Emma che offre al marito di bere qualcosa: un liquore. «Come si usa in campagna, Emma gli offrì da bere qualcosa. Charles rifiutò, ella insistette e ridendo gli propose di bere con lei un bicchierino di liquore. Andò a prendere nell’armadio una bottiglia di curacao, con due bicchieri, ne riempì uno fino all’orlo, versò nell’altro una piccolissima dose e, dopo aver brindato, lo portò alla bocca. Poiché era quasi vuoto, fu costretta ad arrovesciare il capo per bere: con la testa all’indietro, le labbra protese, il collo reclinato, rideva perché non sentiva nessun sapore e, allungando la punta della lingua fra i denti minuti, dava leccatine al fondo del bicchiere.» Vediamo insieme come replicare il liquore di Emma. Liquore di curaçao fatto in casa: Ingredienti 4 arance amare 1 litro di alcol puro 500 ml di acqua 500 g di zucchero 1 stecca di vaniglia (facoltativo) 1 cucchiaio di chiodi di garofano (facoltativo) Colorante alimentare blu (facoltativo, per ottenere il classico colore blu) Procedimento: Preparazione delle scorze d’arancia: Lava bene le arance e asciugale. Sbucciale evitando la parte bianca, che è amara. Se vuoi un aroma speziato, aggiungi anche qualche chiodo di garofano alla miscela. Infusione: Metti le scorze in un barattolo di vetro con chiusura ermetica e aggiungi l’alcol. Aggiungi la stecca di vaniglia. Chiudi il barattolo e lascia in infusione per almeno 10-15 giorni in un luogo buio e fresco. Agita il barattolo ogni 2 giorni per facilitare l’estrazione degli aromi. Preparazione dello sciroppo: Dopo 10-15 giorni, prepara uno sciroppo sciogliendo lo zucchero nell’acqua. Riscalda leggermente fino a che lo zucchero è completamente sciolto, poi lascia raffreddare. Filtrazione e miscelazione: Filtra l’alcol aromatizzato per eliminare le scorze e la vaniglia. Mescola l’alcol filtrato con lo sciroppo di zucchero ormai freddo. Colorazione: Per ottenere il tipico colore blu del Curaçao, puoi aggiungere qualche goccia di colorante alimentare blu. Maturazione: Versa il liquore in bottiglie di vetro e lascia riposare per almeno 1 mese per consentire ai sapori di armonizzarsi.

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Le Mont-Saint-Michel: un piccolo paradiso medievale che sfida la gravità

Se state pensando che Le Mont-Saint-Michel sia solo una bella immagine da cartolina, preparatevi a ricredervi. Questo piccolo gioiello della Normandia non è solo un luogo: è un’esperienza mistica, storica e sì, a tratti, una palestra in salita (avete presente le scale del Monte Everest? Qui ne trovate la versione francese, con meno ossigeno e più croissant). Arrivare non è mai stato così epico Partiamo dall’arrivo. Potreste immaginare un semplice parcheggio con navetta, ma no: qui, il viaggio è parte del divertimento. Potete scegliere tra una passeggiata panoramica (preparate scarpe comode e un po’ di pazienza per l’alta marea che sembra avere orari suoi), oppure potete fare il tragitto su un’elegante navetta… a patto che amiate la compagnia di turisti accaldati e un po’ confusi. Il nostro consiglio? Il percorso a piedi. Non solo avrete tempo di scattare centinaia di foto, ma potrete raccontare a tutti che avete camminato attraverso una “terra di mezzo” per raggiungere il Monte. Frodo approverebbe. L’abbazia: dove storia e magia si incontrano Una volta dentro, preparatevi a essere catapultati nel passato. L’abbazia sembra uscita direttamente da un set di film fantasy (o una puntata di Game of Thrones, senza draghi). Gli scalini vi sfideranno – ogni passo vi farà guadagnare un panorama mozzafiato e un polpaccio scolpito. E se pensate che una chiesa del XIII secolo sia noiosa, aspettate di vedere il refettorio. È qui che i monaci si riunivano per i loro pasti, in un silenzio rotto solo dal rumore dei cucchiai. Non proprio il ristorante rumoroso che trovate dietro casa, ma un fascino tutto suo. Mangiare (e sopravvivere) a le mont-saint-michel Ora, dopo tutta questa avventura spirituale e fisica, vi meritate un bel banchetto. La specialità qui è l’omelette di La Mère Poulard: soffice, spumosa, e leggermente cara (ma d’altronde, siete in uno dei posti più iconici della Francia). Se volete risparmiare, portate uno snack. Oppure sperimentate i ristorantini meno turistici lungo le viuzze: scoprirete sapori normanni da leccarsi i baffi senza dover ipotecare casa. Le Mont-Saint-Michel è una di quelle destinazioni che bisogna visitare almeno una volta nella vita. È il mix perfetto tra avventura, cultura e… esercizio fisico. Quindi, preparate il vostro spirito da esploratore, un paio di scarpe resistenti e una batteria di riserva per il telefono (perché sì, farete tante foto, forse troppe). SCOPRI LAND MAGAZINE admin Novembre 20, 2024 Le Mont-Saint-Michel: un piccolo paradiso medievale che sfida la gravità Read More admin Novembre 20, 2024 PanCricri: Il Panettone con Farina di Grilli che Divide il Natale 2024 Il Natale 2024 segna un cambio di rotta nella pasticceria natalizia con l’arrivo del PanCricri, un panettone prodotto con l’aggiunta di farina di grilli. Promosso come un’alternativa ecologica al classico Read More

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PanCricri: Il Panettone con Farina di Grilli che Divide il Natale 2024

Il Natale 2024 segna un cambio di rotta nella pasticceria natalizia con l’arrivo del PanCricri, un panettone prodotto con l’aggiunta di farina di grilli. Promosso come un’alternativa ecologica al classico dolce natalizio, il PanCricri  nasce a Pinerolo (Torino) dal cuoco Davide Muro, e sta attirando curiosità e generando opinioni contrastanti. Da una parte c’è chi lo considera un esempio virtuoso di innovazione alimentare e rispetto per l’ambiente; dall’altra chi solleva dubbi sul gusto, sull’accettazione culturale e persino sull’effettivo beneficio ecologico. Farina di grilli: cos’è e perché è usata? La farina di grilli è un prodotto derivato da insetti allevati per il consumo umano; un ingrediente lodato per il suo elevato contenuto proteico e il basso impatto ambientale. Gli insetti richiedono meno acqua, cibo e spazio rispetto agli allevamenti tradizionali di carne, e producono anche meno gas serra. Inserirla in un prodotto iconico come il panettone può sembrare un passo audace, ma riflette un trend crescente nell’industria alimentare globale: l’integrazione degli insetti nelle diete quotidiane per combattere l’emergenza climatica. Il Panettone che divide Nonostante l’intento sostenibile, il PanCricri non convince tutti. Le principali critiche riguardano l’accettazione culturale, perché il panettone è un simbolo delle festività italiane, e per molti consumatori tradizionali l’idea di includere grilli può sembrare un affronto alla tradizione. C’è poi la questione gusto: l’idea della farina di grilli potrebbe scoraggiare i meno avventurosi. Ancora non conosciamo i costi, ma la farina di grilli non è ancora un prodotto economico. Ciò probabilmente renderà il PanCricri un’opzione di nicchia, lontana dalla portata della maggior parte delle famiglie. Un nuovo passo verso la sostenibilità o una semplice trovata commerciale? Il dibattito intorno al PanCricri non si limita al gusto o alla tradizione. Alcuni critici sottolineano che, per quanto innovativa, l’introduzione della farina di grilli in un prodotto come il panettone potrebbe essere più una strategia di marketing che una soluzione concreta ai problemi ambientali. D’altro canto, i sostenitori vedono nel PanCricri un esperimento necessario per sensibilizzare il pubblico sull’importanza di ridurre il consumo di proteine animali tradizionali. Che sia una semplice moda passeggera o il primo passo verso un futuro alimentare diverso, resta il fatto che il PanCricri fa parlare di sé. Provarlo o no? La risposta dipenderà da quanto siete disposti a mettere alla prova le vostre tradizioni natalizie.   Scopri Land Magazine admin Novembre 20, 2024 PanCricri: Il Panettone con Farina di Grilli che Divide il Natale 2024 Il Natale 2024 segna un cambio di rotta nella pasticceria natalizia con l’arrivo del PanCricri, un panettone prodotto con l’aggiunta di farina di grilli. Promosso come un’alternativa ecologica al classico Read More admin Novembre 20, 2024 Psicologia vittoriana: come nasce l’interesse per il paranormale e la mente umana L’epoca vittoriana è stata il periodo delle grandi scoperte scientifiche e delle rivoluzioni industriali, ma anche l’età d’oro del paranormale. Per quanto suoni strano, i vittoriani erano tanto affascinati dai Read More admin Novembre 19, 2024 Si dice avvocato o avvocata?  Ah, il dilemma eterno! Quando si parla di professioni declinate al femminile è come se qualcuno avesse stappato una bottiglia di polemiche frizzanti. Si dice avvocato o avvocata? 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Psicologia vittoriana: come nasce l’interesse per il paranormale e la mente umana

L’epoca vittoriana è stata il periodo delle grandi scoperte scientifiche e delle rivoluzioni industriali, ma anche l’età d’oro del paranormale. Per quanto suoni strano, i vittoriani erano tanto affascinati dai misteri della mente quanto dal mondo dello spirito: per loro, l’invisibile era solo un altro aspetto della realtà, che si doveva capire e, se possibile, controllare. Tra sedute spiritiche, esperimenti bizzarri e i primi studi di psicologia, scopriamo come il paranormale e la psiche umana abbiano trovato un posto nel cuore (e nelle case) dei vittoriani. Sedute spiritiche: comunicare con l’aldilà come passatempo serale In epoca vittoriana, i salotti non erano solo spazi per tè e conversazioni educati. Al calar della notte, diventavano teatri per sedute spiritiche! L’ossessione per la comunicazione con i defunti divenne così comune che medium professionisti e dilettanti erano richiesti quanto i pianisti. Le sedute spiritiche erano una sorta di “evento sociale”, una serata di intrattenimento in cui i partecipanti potevano sperimentare l’ebbrezza del sovrannaturale senza uscire di casa. Lo spiritismo non era visto solo come un gioco, ma come un modo per esplorare i “territori oscuri” della mente e del mondo. L’idea era che la mente umana potesse raggiungere un livello di percezione superiore, una sorta di “stato intermedio” tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Gli “incontri” con gli spiriti – tra scricchiolii di mobili, sussurri e mani misteriose – divennero così popolari che le sedute spiritiche divennero una moda. Ovviamente, non mancavano i “falsi medium” che, con trucchi teatrali, creavano spettacoli da brivido per chi era in cerca di emozioni forti. La Society for Psychical Research: quando scienza e paranormale si incontrano Non solo i curiosi erano attratti dal paranormale, ma anche scienziati, filosofi e intellettuali che volevano capire cosa si nascondesse dietro i fenomeni inspiegabili. Così, nel 1882, nacque la Society for Psychical Research (SPR), un’organizzazione che si proponeva di studiare scientificamente i fenomeni paranormali. Da apparizioni di fantasmi a telepatia e chiaroveggenza, la SPR cercava di dimostrare che dietro a questi fenomeni potessero esserci leggi scientifiche non ancora scoperte. Per quanto possa sembrare strano, la SPR fu la prima organizzazione a studiare in modo sistematico le esperienze “paranormali”. Gli scienziati dell’epoca documentavano tutto, dalle testimonianze di apparizioni alle descrizioni di visioni ipnotiche, sperando di trovare un nesso tra mente e sovrannaturale. Insomma, mentre oggi molti guardano con scetticismo al paranormale, i vittoriani pensavano di poter arrivare a comprendere l’incomprensibile. I primi passi della psicologia: da Freud alle prime teorie sulla mente L’epoca vittoriana non ha solo portato al boom delle sedute spiritiche, ma anche a un nuovo interesse per la psiche umana. Gli scienziati dell’epoca iniziarono a porsi domande sull’origine dei pensieri, dei sogni e dei traumi, aprendo la strada a teorie psicologiche che ancora oggi influenzano il nostro modo di vedere la mente. Sigmund Freud, uno dei nomi più noti della psicologia, iniziò le sue ricerche alla fine del periodo vittoriano. Le sue teorie sul subconscio, sui sogni e sull’interpretazione delle nevrosi si intrecciarono con il mistero della mente che i vittoriani avevano appena cominciato a esplorare. Freud non parlava di fantasmi, ma di ricordi e desideri sepolti, un’interpretazione che sembrava ancora più spaventosa dei fenomeni paranormali, perché riguardava il lato oscuro della mente umana. L’ossessione per i sogni e l’inconscio Il fascino per il mistero non si fermava ai fantasmi: i sogni divennero un altro terreno di esplorazione. In epoca vittoriana, molte persone iniziarono a tenere diari dei propri sogni, convinti che potessero contenere messaggi nascosti o predire il futuro. I sogni venivano analizzati, interpretati e considerati una finestra sull’inconscio. Questa ossessione per i sogni era anche legata alla nascita dell’ipnosi come strumento di esplorazione della mente. L’ipnosi divenne popolare tra scienziati e dilettanti, che cercavano di esplorare il lato oscuro della coscienza umana. Molti speravano di trovare un modo per “comunicare” con i traumi sepolti o con memorie dimenticate. Insomma, la psiche era un nuovo mondo tutto da scoprire, quasi quanto i misteri dell’aldilà. Oggi: paranormale e psicologia, un fascino che resiste Anche oggi siamo affascinati dalla mente e dai misteri dell’ignoto. Se i vittoriani avevano sedute spiritiche e medium, oggi abbiamo studi di psicologia avanzata, ipnosi terapeutica e indagini scientifiche sui fenomeni paranormali. Ma la domanda di fondo è sempre la stessa: esiste qualcosa di “oltre” la nostra percezione? E, soprattutto, cosa si nasconde davvero nella mente umana? L’epoca vittoriana ci ha lasciato in eredità questo eterno interrogativo e, forse, la risposta non è tanto importante quanto il piacere di esplorare. Alla fine, la nostra curiosità è l’unico vero “spirito” che continua a vivere e a crescere Scopri Land Magazine admin Novembre 13, 2024 La doppia vita dei vittoriani: come la società nascondeva i suoi segreti La doppia vita dei vittoriani: come la società nascondeva i suoi segretiL’epoca vittoriana ci ha regalato abiti eleganti, letteratura indimenticabile e… segreti a non finire. Dietro i corsetti stretti e Read More Silvia Dal cin Novembre 12, 2024 Rubrica “10 libri per bambini che non puoi non aver letto” Libro n. 9. “Altissima” di Sibylle Delacroix LA STORIAElisa è una bambina alta, molto alta rispetto ai suoi amici e compagni di classe. Questa sua particolarità la mette a disagio. 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Si dice avvocato o avvocata?

  Ah, il dilemma eterno! Quando si parla di professioni declinate al femminile è come se qualcuno avesse stappato una bottiglia di polemiche frizzanti. Si dice avvocato o avvocata? Oppure, per non farci mancare niente, dobbiamo rispolverare il più antico e aulico avvocatessa? Spoiler: quest’ultimo, per quanto affascinante come un vecchio grammofono, ha ormai fatto il suo tempo. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire come siamo arrivati a questa controversia linguistica. Una questione di abitudine (e di potere) Per secoli dire “avvocato” significava automaticamente immaginare un uomo con toga e codino impomatato. Le donne, semplicemente, non erano contemplate nell’equazione. Quando finalmente anche il gentil sesso ha iniziato a sedersi dietro il banco della difesa, il linguaggio si è trovato impreparato. L’italiano, si sa, è una lingua di tradizione e, come tutte le tradizioni, ama fare resistenza al cambiamento. Così per decenni si è preferito usare “avvocato” anche per le donne, come se un suffisso al femminile potesse minacciare la sacralità della professione. C’era chi giustificava questa scelta dicendo che “avvocato” è un titolo, e i titoli – secondo questa logica arbitraria – dovrebbero restare neutri. Neutri sì, ma solo quando al potere ci sono gli uomini. Interessante, vero? Forse più che di grammatica qui stiamo parlando di una questione di rappresentazione e di potere. Avvocato o avvocata? La grammatica risponde Ora facciamoci aiutare dalla grammatica. In italiano le professioni declinate al femminile non solo sono corrette, ma spesso suonano pure meglio. Avvocata, architetta, ingegnera, ministra: tutte versioni perfettamente in linea con le regole della lingua. Eppure alcune di queste parole continuano a provocare reazioni simili a quelle che si hanno di fronte a un ananas sulla pizza: “Non è naturale!” gridano i puristi. E invece è solo che non ci siamo abituati. La parola “avvocata”, per esempio, esiste da secoli. Non è un’invenzione recente né il risultato di qualche complotto femminista per sabotare il vocabolario. Era già usata nel latino medievale per indicare la Madonna come “avvocata nostra“, colei che intercede per noi. Se poteva funzionare per la Vergine Maria, perché non dovrebbe funzionare per una professionista che difende un cliente in tribunale? Le resistenze (e qualche sorriso) Come mai, allora, c’è ancora tanta resistenza? Forse perché certe parole, come per l’appunto “avvocata”, portano con sé un cambiamento simbolico che a qualcuno fa paura. Cambiare il linguaggio significa cambiare l’immaginario collettivo, e questo richiede tempo. Le parole hanno potere, e usarle nel modo giusto può essere rivoluzionario. Certo, c’è anche chi si appiglia a questioni di “estetica sonora”. “Avvocata” non suona bene, dicono alcuni. Ma attenzione: sono spesso gli stessi che non trovano niente di strano in parole come “gorgogliava” o “schiamazzo”. Forse è solo una scusa, un modo per evitare di affrontare il vero problema: accettare che le donne non solo occupano posti tradizionalmente maschili, ma li plasmano e li ridefiniscono anche con il linguaggio. COMING SOON SCOPRI LAND MAGAZINE admin Novembre 19, 2024 Si dice avvocato o avvocata? Read More Silvia Dal cin Novembre 19, 2024 Rubrica “10 libri per bambini che non puoi non aver letto” Libro n. 10. “Grande orso abbraccia tutti” di Nicholas Oldland LA STORIAOrso ama abbracciare. Abbraccia cose, animali, anche persone. Felice, pieno di amore, ama regalare forti abbracci a tutti. Ma Read More admin Novembre 18, 2024 Arancie, roccie e pantoffole: la buffa storia di come cambia la lingua Ah, la lingua italiana! Un elegante tango di vocali e consonanti che però – come tutti i ballerini – ogni tanto inciampa. 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