Novembre 2024

IL CALENDARIO DELL’AVVENTO

Sta arrivando il momento! Il calendario dell’avvento, croce e delizia di bambini e genitori. Senza optare per quelli preconfezionati che contengono solo cioccolata o giochini, perchè non creare un calendario fatto di libri? Ci sono proposte molto carine per i più piccoli.  La più semplice? scegliere un libro con 24 capitoli e leggerne insieme uno al giorno. Altrettanto carina e non particolarmente costosa? Acquistare 4 libri, uno per ogni domenica di avvento e concentrare su quel libro le letture durante la settimana (vanno benissimo anche libri gioco!). Un pochino più elaborata? Acquistare 24 libricini, uno al giorno (ce ne sono anche di molto economici, a 0,99 centesimi). Infine, proposta ancora più difficile, ma di sicuro effetto, se per voi l’avvento è tempo di attesa in senso religioso o se pensate possa essere un momento di riflessione e crescita personale: scegliere libri che trattano tematiche importanti, come il rispetto, la gentilezza, l’uguaglianza e/o inserire tra i libri scelti delle storie che parlino della nascita di Gesù. Buone letture!

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La storia del Black Friday: quando il capitalismo si veste di nero

Ah, il Black Friday! Il giorno dell’anno in cui la gente si sveglia alle 4 del mattino non per meditare, non per fare yoga, ma per accaparrarsi un televisore a metà prezzo e, perché no, lottare corpo a corpo con il vicino di scaffale per un aspirapolvere. Ma come è nata questa tradizione che trasforma persone altrimenti civili in guerrieri da centro commerciale? Preparati, perché la storia del Black Friday è più intricata di uno scontrino a fine giornata. Non c’entra niente il Venerdì Santo Prima di tutto, chiariamo una cosa: il Black Friday non ha nulla di sacro. Il nome “Black” (nero) potrebbe far pensare a qualcosa di cupo o solenne, ma in realtà è nato per un motivo molto più prosaico: i commercianti. Negli anni ’60, i negozi americani iniziarono a usare l’espressione “Black Friday” per descrivere il giorno successivo al Thanksgiving, quando finalmente riuscivano a portare i conti “in nero” (cioè in attivo). Prima di allora, molti erano “in rosso” – o, detto con più poesia, sull’orlo del fallimento. Insomma, il Black Friday è stato la cura al male dei conti aziendali, una festa commerciale travestita da tradizione, e un modo per convincere le persone che svegliarsi presto il venerdì mattina fosse una buona idea. Ma perché “black”? Se pensi che il nome sia nato tra sorrisi e gratitudine, ti sbagli di grosso. La prima volta che si sentì parlare di “Black Friday” fu nel 1869, quando due astuti speculatori di Wall Street, Jay Gould e James Fisk, tentarono di monopolizzare il mercato dell’oro. L’operazione andò malissimo, causando il crollo della borsa e lasciando molte persone in rovina. Decenni dopo, negli anni ’50, il termine tornò in voga a Filadelfia, ma con un’accezione diversa. Lì, i poliziotti lo usavano per descrivere il caos totale che seguiva il Giorno del Ringraziamento: traffico impazzito, negozi affollati, e un esercito di acquirenti pronti a tutto. In altre parole, il Black Friday era una giornata infernale, e non perché c’era uno sconto del 50% sui tostapane. L’ascesa del venerdì dello shopping È stato solo negli anni ’80 che il Black Friday è passato da incubo logistico a evento commerciale di massa. I negozi, fiutando l’opportunità, iniziarono a promuovere sconti folli per attirare orde di clienti. Da quel momento, il Black Friday divenne sinonimo di “compra tutto quello che puoi prima che lo faccia qualcun altro”. Con il passare del tempo, si è trasformato in un fenomeno globale. Non importa se in molti paesi il Thanksgiving non esiste: il Black Friday è arrivato ovunque, come un regalo della globalizzazione, dimostrando che l’amore per gli sconti è una lingua universale. La battaglia per lo sconto perfetto Dai centri commerciali presi d’assalto alle scene epiche di gente che si accapiglia per l’ultimo televisore da 60 pollici, il Black Friday è diventato sinonimo di caos. Negli Stati Uniti, è famoso per le code infinite e le storie di “battaglie” tra acquirenti. Altrove, è una giornata di shopping online (grazie Amazon!) in cui si può combattere comodamente dal divano. E non dimentichiamo il “Blue Monday” che segue: quel giorno in cui controlli il saldo del conto e ti accorgi che il 70% di sconto sul robot da cucina non era poi così conveniente. Cyber Monday e Black Week: quando un giorno non basta Ovviamente, un solo venerdì non era sufficiente per placare la sete di sconti. Così è nato il Cyber Monday, il lunedì dedicato agli sconti online, per chi preferisce cliccare invece di spingere. E ora c’è persino la Black Week, perché, diciamolo, sette giorni di shopping compulsivo sono sempre meglio di uno solo. Black Friday: amore e odio C’è chi lo ama, chi lo odia e chi lo vede come un rito di passaggio verso il Natale. Ma una cosa è certa: il Black Friday è l’ennesima prova che l’essere umano farà di tutto per un affare, anche sfidare il traffico, il freddo e le proprie finanze. Quindi, la prossima volta che ti svegli alle 5 del mattino per fare la fila fuori dal centro commerciale, ricordati: sei parte di una lunga, gloriosa e un po’ folle tradizione. Scopri Land Magazine admin Novembre 23, 2024 La storia del Giorno del Ringraziamento: tacchini, Puritani e un sacco di patate Ah, il Giorno del Ringraziamento! Quella magica festa americana in cui ci riuniamo con la famiglia per mangiare troppo, discutere di politica (contro ogni buon senso) e ringraziare il tacchino Read More Cristina Ferri Novembre 23, 2024 Ricette: La torta di Biancaneve Di Cristina Ferri Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo. Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Read More admin Novembre 22, 2024 La storia della famiglia Singer, la pioniera delle moderne macchine da cucire Quando pensi a una macchina da cucire, probabilmente immagini un oggetto innocuo che sfreccia silenzioso tra tessuti colorati. Quello che probabilmente non sai è che dietro questa invenzione rivoluzionaria c’è Read More Cristina Ferri Novembre 21, 2024 Ricette – Il liquore di Emma Il liquore di Emma – Madame BovaryEmma si diceva che forse avrebbe potuto sposare un uomo diverso da suo marito. Con lui non vi era passione, la scintilla in grado Read More admin Novembre 20, 2024 Le Mont-Saint-Michel: un piccolo paradiso medievale che sfida la gravità Se state pensando che Le Mont-Saint-Michel sia solo una bella immagine da cartolina, preparatevi a ricredervi. 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La storia del Giorno del Ringraziamento: tacchini, Puritani e un sacco di patate

Ah, il Giorno del Ringraziamento! Quella magica festa americana in cui ci riuniamo con la famiglia per mangiare troppo, discutere di politica (contro ogni buon senso) e ringraziare il tacchino per il suo sacrificio. Ma ti sei mai chiesto da dove provenga questa tradizione? Preparati per una storia fatta di viaggi transatlantici, raccolti deludenti e, naturalmente, cibo a volontà. Spoiler: non c’è stata nessuna zucca speziata alla tavola originale. Dalle zucche alle stelle: il primo Thanksgiving Nel lontano 1620 un gruppo di Pellegrini salpò dall’Inghilterra alla ricerca di libertà religiosa e, probabilmente, di una dieta più esotica di pane e porridge. Arrivarono nel Nuovo Mondo su una barchetta chiamata Mayflower, che in realtà era meno comoda di un traghetto per le isole. Dopo un inverno che definire “duro” è un eufemismo (metà di loro non ce l’ha fatta), i sopravvissuti, con l’aiuto degli indigeni Wampanoag, impararono a coltivare mais, pescare e raccogliere molluschi. Quando l’autunno del 1621 portò finalmente un raccolto decente, i Pilgrim decisero di festeggiare. Il menu? Tacchino, sì, ma anche cervo, pesce, mais e forse un po’ di sidro per mandar giù tutto. Dimenticate la salsa di mirtilli e le torte di zucca: erano troppo impegnati a sopravvivere per inventare ricette di Pinterest. Chi ha ordinato questa festa? Il Giorno del Ringraziamento come lo conosciamo oggi non arrivò subito. Per secoli fu celebrato sporadicamente, ogni volta che i raccolti non andavano così male da portare alla carestia. Poi, nel 1863, Abraham Lincoln decise di ufficializzarlo per unire il paese durante la Guerra Civile. “Gente, smettiamola di litigare e sediamoci a tavola” è stata, probabilmente, la versione breve del suo discorso. Fai clic qui Il tacchino e la sua scalata alla celebrità Ti sei mai chiesto perché proprio il tacchino è il re indiscusso del Thanksgiving? Pare che fosse abbastanza abbondante, abbastanza grande per sfamare intere famiglie e, soprattutto, abbastanza brutto da non far sentire nessuno troppo in colpa per mangiarlo. Nel 1947 il presidente Truman iniziò la tradizione di “graziarne” uno, un modo ironico per salvare almeno un volatile dalla pancia degli americani. Oggi i tacchini almeno un po’ graziosi hanno Instagram, mentre quelli meno fortunati… beh, diventano ripieno. Moderno Thanksgiving: tra football e discussioni animate Oggi il Giorno del Ringraziamento è sinonimo di tradizioni che sembrano più una maratona che una festa. C’è il pranzo interminabile (il tacchino non è l’unica cosa a cadere in coma), la parata dei grandi magazzini, il Black Friday che ormai inizia a metà pasto e, ovviamente, il football. A proposito di discussioni: ogni tavola ha il suo “zio esperto” che porta le discussioni sul cibo verso la politica, mentre qualcuno propone di mettere ananas sulla torta di patate dolci. Il dramma è assicurato, ma almeno c’è il purè come conforto. E alla fine… tutti ringraziano Il Giorno del Ringraziamento è più di una scusa per mangiare. È un momento per fermarsi e, tra un boccone e l’altro, riflettere su ciò che ci rende grati. Anche se la tua famiglia non è perfetta e il tuo tacchino è secco, puoi sempre ringraziare per la salsa che coprirà tutto. Le polemiche sul Giorno del Ringraziamento: tra storia e narrazione Nonostante il Giorno del Ringraziamento venga celebrato come un momento di gratitudine e unione, non è privo di polemiche. Molte comunità indigene considerano questa festa una celebrazione di un capitolo doloroso della loro storia, legato alla colonizzazione e alle sue conseguenze devastanti. La narrazione tradizionale dei “Pilgrim e indigeni amici” viene spesso criticata per essere una versione edulcorata di eventi molto più complessi e tragici. Ogni anno in coincidenza con il Thanksgiving, si tiene il National Day of Mourning a Plymouth, Massachusetts, un momento di riflessione per ricordare le sofferenze dei popoli nativi; una festa che solleva domande su come bilanciare celebrazione e memoria storica, e invita molti a ripensare il significato di “ringraziamento”. Scopri Land Magazine admin Novembre 23, 2024 La storia del Giorno del Ringraziamento: tacchini, Puritani e un sacco di patate Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo. Read More Cristina Ferri Novembre 23, 2024 Ricette: La torta di Biancaneve Di Cristina Ferri Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo. Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Read More admin Novembre 22, 2024 La storia della famiglia Singer, la pioniera delle moderne macchine da cucire Quando pensi a una macchina da cucire, probabilmente immagini un oggetto innocuo che sfreccia silenzioso tra tessuti colorati. Quello che probabilmente non sai è che dietro questa invenzione rivoluzionaria c’è Read More Cristina Ferri Novembre 21, 2024 Ricette – Il liquore di Emma Il liquore di Emma – Madame BovaryEmma si diceva che forse avrebbe potuto sposare un uomo diverso da suo marito. Con lui non vi era passione, la scintilla in grado Read More admin Novembre 20, 2024 Le Mont-Saint-Michel: un piccolo paradiso medievale che sfida la gravità Se state pensando che Le Mont-Saint-Michel sia solo una bella immagine da cartolina, preparatevi a ricredervi. 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Oppure, per Read More Silvia Dal

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Ricette: La torta di Biancaneve

Di Cristina Ferri Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo. Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More storia Maria Antonietta, prigioniera 280: la caduta della regina di Francia 11.09.24 società Uniforme scolastica: pro e contro 11.09.24 Eventi Titanic a Milano: un viaggio emozionante tra lussi, storia e… nessun iceberg in vista! 10.09.24 libri Segnalazione d’uscita “Max Wolf & CO.”, di Silvia Dal Cin e Claudia Simona Carbonelli 10.09.24 libri Giovani autori – episodio 1 10.09.24 firstletter Come le storie illustrate possono insegnare valori importanti ai bambini 09.09.24 società La Caccia alle Streghe nell’Era Digitale: Cyberbullismo e Linciaggi Online 08.09.24 interviste Bere come un vero scrittore italiano per ragazzi – Stefano Bordiglioni 07.09.24 Ricetta: La torta di Biancaneve La storia si apre con una giovane regina che esprime il desiderio di avere una figlia con la pelle bianca come la neve e i capelli neri come l’ebano. Dopo la nascita di Biancaneve, la regina purtroppo muore e il re, per dare una figura materna a sua figlia, decide di risposarsi. La seconda moglie del re è una donna vanitosa, gelosa della bellezza di Biancaneve al punto da decidere di sbarazzarsene. Quando la fanciulla scappa, si rifugia presso una casa abitata da sette nani, che si mostrano felici della sua presenza. In un’iconica scena, Biancaneve prepara per loro un dolce. Prepariamo insieme la torta di Biancaneve: Ingredienti Per la pasta frolla: 300 g di farina 00 150 g di burro freddo a pezzetti 120 g di zucchero a velo 1 uovo intero 1 tuorlo Scorza grattugiata di 1 limone non trattato (facoltativo) Un pizzico di sale Per il ripieno: 500 g di uvaspina (matura) 100 g di zucchero 1 cucchiaio di amido di mais (maizena) Succo di mezzo limone Preparazione: Preparare la pasta frolla: In una ciotola o su una spianatoia versa la farina e fai una fontana al centro. Aggiungi il burro freddo a pezzetti e lavoralo velocemente con la punta delle dita fino a ottenere un composto sabbioso. Aggiungi lo zucchero a velo, l’uovo intero, il tuorlo, la scorza di limone e un pizzico di sale. Impasta velocemente tutti gli ingredienti fino a ottenere un panetto liscio e omogeneo. Avvolgi la pasta frolla nella pellicola trasparente e lasciala riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Preparare il ripieno: Lava bene le uvaspine e rimuovi eventuali rametti o impurità. In una ciotola, mescola le uvaspine con lo zucchero, l’amido di mais e il succo di limone. Lascia riposare per qualche minuto affinché si amalgamino i sapori. Assemblaggio della crostata: Preriscalda il forno a 180°C. Stendi la pasta frolla su una superficie leggermente infarinata fino a ottenere uno spessore di circa 3-4 mm. Fodera una tortiera imburrata e infarinata con la pasta frolla, eliminando l’eccesso. Versa il composto di uvaspine all’interno del guscio di frolla. Con la pasta avanzata, crea delle strisce per decorare la superficie della crostata a griglia. Cuoci la crostata in forno preriscaldato per circa 35-40 minuti, o fino a quando la frolla sarà dorata e croccante.  Servire: Lascia raffreddare completamente la crostata prima di tagliarla. Puoi servirla così com’è o accompagnata con una spolverata di zucchero a velo o un cucchiaio di panna montata.

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