Marzo 2026

Ingrid Sciuto presenta L’Ombra di Lucia Joyce a Trecastagni: appuntamento il 21 marzo alla Biblioteca “Abate Ferrara”

Trecastagni (Catania) – Un incontro tra letteratura, arte e performance per celebrare un romanzo intenso e affascinante. Venerdì 21 marzo alle ore 18:00, presso la Biblioteca comunale “Abate Ferrara di Trecastagni”, si terrà la presentazione del libro L’Ombra di Lucia Joyce della scrittrice Ingrid Sciuto, pubblicato da Land Editore. L’evento rappresenta un’importante occasione culturale per il territorio etneo e per gli appassionati di narrativa storica e letteraria. Il romanzo, ispirato alla figura enigmatica di Lucia Joyce, figlia del celebre scrittore James Joyce, esplora il confine sottile tra genio, arte e fragilità umana, portando alla luce una storia intensa e spesso dimenticata. A moderare l’incontro sarà Annamaria Zizza, candidata al Premio Strega 2025, che guiderà il pubblico in un dialogo con l’autrice per approfondire i temi, le suggestioni e il lavoro di ricerca che hanno dato vita al romanzo. La presentazione sarà arricchita da momenti artistici e performativi: letture sceniche a cura di Silvia Scipilliti, che daranno voce alle atmosfere e ai personaggi del libro; coreografie realizzate dalla Dancelife School, pensate per tradurre in movimento le emozioni e le tensioni narrative dell’opera. L’Ombra di Lucia Joyce si distingue per la sua scrittura evocativa e per la capacità di restituire al lettore la complessità di una figura storica spesso rimasta nell’ombra, offrendo uno sguardo sensibile e profondo su una vicenda umana segnata da talento e inquietudine. L’iniziativa è aperta al pubblico e rappresenta un momento di incontro tra autori, lettori e realtà culturali del territorio, confermando il ruolo della biblioteca come luogo di condivisione, scoperta e dialogo. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito dell’editore: www.landeditore.it. Scopri Land Magazine admin Marzo 11, 2026 Ingrid Sciuto presenta L’Ombra di Lucia Joyce a Trecastagni: appuntamento il 21 marzo alla Biblioteca “Abate Ferrara” Read More Silvia Dal Cin Marzo 9, 2026 AUGURI BARBIE! Barbie esordì nei negozi il 9 marzo 1959: da simbolo di stile a messaggio di parità e/o di inclusione Barbie non è per forza sinonimo di bambola o di bellezza, Read More admin Marzo 9, 2026 Macy’s: Storia, Evoluzione e Curiosità del Grande Magazzino Iconico Americano Quando si parla di grandi magazzini storici negli Stati Uniti, Macy’s è molto più di un semplice negozio: è un simbolo della cultura americana. Fondato nel 1858 a New York, Read More admin Marzo 6, 2026 Islanda 1975: quando le donne si fermarono e il paese si bloccò davvero Il 24 ottobre 1975 in Islanda accadde qualcosa di straordinario: il 90% delle donne del paese smise di lavorare per un giorno intero.Non parliamo solo di uffici, fabbriche o scuole. Read More admin Marzo 6, 2026 Se le donne si fermassero per 24 ore, il mondo si bloccherebbe? Immaginiamo una scena semplice.Una mattina qualunque. La sveglia suona. Ma le donne non si alzano. Non preparano colazioni, non accompagnano bambini a scuola, non rispondono a email di lavoro, non Read More admin Marzo 6, 2026 La giornata perfetta di una donna invisibile (che tiene in piedi il mondo senza che nessuno se ne accorga) C’è una figura misteriosa che vive nelle case di tutto il pianeta.Non compare nei bilanci aziendali, non riceve stipendi né premi produttività, ma senza di lei la società smetterebbe di Read More admin Marzo 4, 2026 10 cose belle e vere da dire alle nostre figlie per l’8 marzo (senza frasi da cioccolatino) L’8 marzo, mentre qualcuno pensa ancora che la Giornata internazionale della donna sia solo mimose, frasi copiate e foto su Instagram, c’è un gesto molto più potente: parlare con le Read More admin Marzo 3, 2026 5 scrittori morti poveri (geni immortali, portafogli molto meno) La letteratura regala immortalità, ma raramente paga l’affitto.Se oggi parliamo di bestseller, royalties e diritti Netflix, per secoli scrivere significava spesso una cosa sola: talento immenso, conto corrente tragicamente vuoto.Ecco Read More Silvia Dal Cin Marzo 2, 2026 PHILIP K. DICK – VIVA LA FANTASCIENZA Oggi, 2 marzo, è l’anniversario della morte di Philip K. Dick, lo scrittore statunitense di fantascienza che ci ha lasciato nel 1982, all’età di 54 anni. È noto per opere Read More admin Marzo 2, 2026 L’essere umano ha 3 cervelli (e nessuno trova mai le chiavi) Hai presente quando una parte di te vuole la dieta, un’altra vuole la pizza e una terza vuole scrivere all’ex alle 23:47?Benvenuto nel meraviglioso condominio biologico chiamato cervello umano.Secondo la Read More

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AUGURI BARBIE!

Barbie esordì nei negozi il 9 marzo 1959: da simbolo di stile a messaggio di parità e/o di inclusione Barbie non è per forza sinonimo di bambola o di bellezza, anzi, forse oggi più che mai è sinonimo di rivoluzione: sin dal suo debutto, il 9 marzo del 1959, la bambola ha cambiato il mondo dei giocattoli, segnando l’inizio di una nuova era. La prima bambola non bambina, affidata ai bambini. È diventata presto un simbolo di evoluzione culturale. Con look sempre diversi e moderni, ogni collezione ha introdotto nuovi accessori e abiti, che hanno reso Barbie una vera e propria influencer. Una carrellata di look iconici l’abbiamo vista anche nel film a lei dedicato. Ma come è iniziato tutto? Era la Fiera del Giocattolo di New York quando Barbie fece la sua prima apparizione. Creata da Ruth Handler e prodotta dalla storica casa Mattel, la bambola sfoggiava un costume da bagno a righe bianco e nero, con un look ispirato alle dive di Hollywood. Un gioco per bambini che però aveva le sembianze di un’adulta. Non era più la bambola di cui prendersi cura, con le fattezze di un bebè, ma la bambola con cui sognare il presente e il futuro. Inclusività e diversità, oggi tematiche principali. Se fino a qualche anno fa avevamo diversi tipi di Barbie basate essenzialmente sul luogo dove vivevano (Barbie Malibù docet) o al lavoro che svolgevano (Barbie medico, avvocato, veterinaria, maestra, ecc) oggi Barbie è molto più di una bambola: è un messaggio di inclusione. Mattel ha infatti ampliato la gamma per rappresentare CHI è Barbie, non COSA fa o DOVE vive. Spazio quindi alla diversità, introducendo bambole sempre diverse, a livello fisico e di abilità. Inoltre, Barbie ha da sempre mostrato, soprattutto alle bambine, che potevano “sognare in grande”: ha intrapreso oltre 200 carriere, non solo quelle di mamma, cuoca, babysitter. Dalla scienziata all’astronauta, dalla chef all’ingegnera, il messaggio è sempre chiaro: puoi essere tutto ciò che desideri. Perché rimane un classico senza tempo? A 67 anni dal suo esordio, Barbie continua a essere amata da grandi e piccini. Grazie alla sua capacità di reinventarsi, rimane un simbolo di creatività e ispirazione per tutti: il successo del film “Barbie” del 2023, diretto da Greta Gerwig e interpretato da Margot Robbie e Ryan Gosling, ha riportato la bambola al centro dell’attenzione mondiale, dimostrando ancora una volta il suo impatto culturale e il suo valore intramontabile.

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Macy’s: Storia, Evoluzione e Curiosità del Grande Magazzino Iconico Americano

Quando si parla di grandi magazzini storici negli Stati Uniti, Macy’s è molto più di un semplice negozio: è un simbolo della cultura americana. Fondato nel 1858 a New York, Macy’s ha attraversato guerre, crisi economiche, rivoluzioni industriali e trasformazioni digitali, riuscendo ogni volta a reinventarsi senza perdere la propria identità. In questo articolo ripercorriamo la storia di Macy’s, la sua evoluzione nel tempo e le curiosità che hanno reso questo grande magazzino un’icona dello shopping americano. Le origini di Macy’s: 1858, New York La storia di Macy’s inizia nel 1858, quando Rowland Hussey Macy aprì il suo primo negozio a Manhattan. Fin dall’inizio, il fondatore introdusse innovazioni che cambiarono il modo di fare commercio negli Stati Uniti. Tra queste, la scelta dei prezzi fissi — eliminando la contrattazione — fu una piccola rivoluzione che rese l’esperienza d’acquisto più trasparente e moderna. Il celebre logo con la stella rossa, ancora oggi simbolo del brand, deriva dal tatuaggio che Macy aveva sul braccio, ricordo della sua esperienza giovanile in mare. Un dettaglio che racconta il carattere visionario e determinato dell’imprenditore. Nel corso dei decenni, Macy’s si espanse rapidamente, diventando uno dei più importanti grandi magazzini americani. Macy’s Herald Square: il cuore dello shopping a New York Il punto vendita più famoso è il Macy’s Herald Square di New York, considerato uno dei più grandi department store al mondo. Situato nel cuore di Manhattan, rappresenta ancora oggi una tappa obbligata per turisti e appassionati di shopping. Non è solo un negozio, ma un vero e proprio monumento commerciale. Passeggiare tra i suoi reparti significa attraversare oltre un secolo di storia del retail americano. L’evoluzione nel Novecento: da negozio a colosso nazionale   Macy’s nasce nel 1858 grazie a Rowland Hussey Macy, imprenditore visionario che aprì il primo negozio a Manhattan. Fin dall’inizio, l’azienda si distinse per alcune innovazioni rivoluzionarie per l’epoca: Prezzi fissi (senza contrattazione) Ampia varietà di prodotti Strategie pubblicitarie moderne Attenzione all’esperienza del cliente Il celebre logo con la stella rossa deriva dal tatuaggio che Macy aveva sul braccio, simbolo della sua esperienza giovanile in mare. Macy’s Herald Square: Il Cuore Storico   Nel XX secolo, Macy’s consolidò la propria presenza in tutti gli Stati Uniti, ampliando l’offerta e acquisendo altre catene. L’azienda seppe adattarsi ai cambiamenti del mercato, passando dalla vendita tradizionale al concetto moderno di department store. Con l’avvento della televisione e della pubblicità di massa, Macy’s divenne un marchio riconosciuto a livello nazionale. Il grande magazzino non era più soltanto un luogo dove acquistare prodotti, ma un’esperienza. Il Macy’s Thanksgiving Day Parade: tradizione e spettacolo Uno degli elementi che hanno reso Macy’s famoso in tutto il mondo è il Macy’s Thanksgiving Day Parade, nato nel 1924. Ogni anno, nel giorno del Ringraziamento, la parata attraversa le strade di New York con giganteschi palloni gonfiabili, artisti e spettacoli. Questo evento ha contribuito a rafforzare il legame tra il brand e la cultura americana, trasformando Macy’s in un simbolo delle festività natalizie. Macy’s oggi: tra tradizione e innovazione digitale Nel XXI secolo, il settore retail ha affrontato grandi sfide, soprattutto con la crescita dell’e-commerce. Macy’s ha risposto investendo nella digitalizzazione, nell’integrazione tra negozi fisici e online e nella personalizzazione dell’esperienza cliente. La capacità di adattarsi ai nuovi modelli di consumo ha permesso al marchio di rimanere competitivo in un mercato in continua evoluzione. Perché Macy’s è ancora un’icona americana La storia di Macy’s dimostra come un grande magazzino possa diventare parte dell’identità di un Paese. Dalla fondazione nel 1858 a New York fino alle moderne strategie omnicanale, Macy’s rappresenta l’evoluzione del commercio americano. Non è soltanto un luogo dove fare acquisti, ma un pezzo di storia degli Stati Uniti, un simbolo di tradizione, innovazione e resilienza imprenditoriale. Scopri Land Magazine admin Marzo 6, 2026 Islanda 1975: quando le donne si fermarono e il paese si bloccò davvero Il 24 ottobre 1975 in Islanda accadde qualcosa di straordinario: il 90% delle donne del paese smise di lavorare per un giorno intero.Non parliamo solo di uffici, fabbriche o scuole. Read More admin Marzo 6, 2026 Se le donne si fermassero per 24 ore, il mondo si bloccherebbe? Immaginiamo una scena semplice.Una mattina qualunque. La sveglia suona. Ma le donne non si alzano. Non preparano colazioni, non accompagnano bambini a scuola, non rispondono a email di lavoro, non Read More admin Marzo 6, 2026 La giornata perfetta di una donna invisibile (che tiene in piedi il mondo senza che nessuno se ne accorga) C’è una figura misteriosa che vive nelle case di tutto il pianeta.Non compare nei bilanci aziendali, non riceve stipendi né premi produttività, ma senza di lei la società smetterebbe di Read More admin Marzo 4, 2026 10 cose belle e vere da dire alle nostre figlie per l’8 marzo (senza frasi da cioccolatino) L’8 marzo, mentre qualcuno pensa ancora che la Giornata internazionale della donna sia solo mimose, frasi copiate e foto su Instagram, c’è un gesto molto più potente: parlare con le Read More admin Marzo 3, 2026 5 scrittori morti poveri (geni immortali, portafogli molto meno) La letteratura regala immortalità, ma raramente paga l’affitto.Se oggi parliamo di bestseller, royalties e diritti Netflix, per secoli scrivere significava spesso una cosa sola: talento immenso, conto corrente tragicamente vuoto.Ecco Read More Silvia Dal Cin Marzo 2, 2026 PHILIP K. DICK – VIVA LA FANTASCIENZA Oggi, 2 marzo, è l’anniversario della morte di Philip K. Dick, lo scrittore statunitense di fantascienza che ci ha lasciato nel 1982, all’età di 54 anni. È noto per opere Read More admin Marzo 2, 2026 L’essere umano ha 3 cervelli (e nessuno trova mai le chiavi) Hai presente quando una parte di te vuole la dieta, un’altra vuole la pizza e una terza vuole scrivere all’ex alle 23:47?Benvenuto nel meraviglioso condominio biologico chiamato cervello umano.Secondo la Read More admin Marzo 2, 2026 Eventi letterari marzo 2026: presentazioni libri Land Editore a Bologna, Bari, Alessandria, Ferrara e Cuneo Marzo 2026 si preannuncia un mese ricco di appuntamenti imperdibili per gli amanti della lettura. Land Editore

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Islanda 1975: quando le donne si fermarono e il paese si bloccò davvero

Il 24 ottobre 1975 in Islanda accadde qualcosa di straordinario: il 90% delle donne del paese smise di lavorare per un giorno intero. Non parliamo solo di uffici, fabbriche o scuole. Le donne scioperarono anche dal lavoro domestico: niente cucina, niente figli da accompagnare, niente organizzazione familiare. Risultato?Il paese andò letteralmente in tilt. E no, non è una metafora. Lo sciopero che fermò un’intera nazione   L’evento fu chiamato “Women’s Day Off”, una giornata simbolica per dimostrare quanto fosse fondamentale il lavoro femminile — quello pagato e quello invisibile. Quella mattina accadde di tutto: uffici pubblici paralizzati scuole chiuse o senza insegnanti banche con personale ridotto padri costretti a portare i figli al lavoro negozi che non riuscivano ad aprire Le aziende scoprirono improvvisamente che senza donne il sistema non funzionava proprio. Piccolo spoiler: non funzionava nemmeno la casa. I padri nel caos (e le salsicce salvavita) Molti uomini islandesi si ritrovarono improvvisamente a fare i conti con attività considerate “semplici”: preparare il pranzo gestire bambini organizzare la giornata familiare La soluzione più diffusa? Comprare salsicce già pronte. Talmente tante che nei supermercati le salsicce finirono ovunque. Ancora oggi in Islanda quella giornata è ricordata con ironia come “il giorno delle salsicce”. Una protesta gigantesca Nel pomeriggio circa 25.000 donne si riunirono nella capitale Reykjavík per una manifestazione storica. Per un paese con poco più di 200.000 abitanti all’epoca, era una partecipazione enorme. Il messaggio era chiarissimo: il lavoro delle donne tiene in piedi la società. Anche quando non è pagato. Le conseguenze: cambiamenti veri Quella giornata aprì la strada a importanti cambiamenti sociali e politici. Solo cinque anni dopo, nel 1980, l’Islanda elesse la prima presidente donna democraticamente scelta al mondo: Vigdís Finnbogadóttir. Un evento storico che rese il paese uno dei più avanzati al mondo per uguaglianza di genere. Ancora oggi l’Islanda è spesso in cima alle classifiche globali sulla parità. Perché quella giornata è ancora citata oggi Lo sciopero del 1975 dimostrò una cosa semplice ma potentissima: se le donne si fermano, il mondo si accorge subito di quanto lavoro fanno. Non solo in ufficio ma anche nelle case, nelle relazioni, nell’organizzazione invisibile della vita quotidiana. In pratica: l’economia reale non è solo quella che appare nei contratti di lavoro. Un esperimento sociale riuscito Lo sciopero islandese è diventato uno degli esempi più citati nei movimenti per i diritti delle donne. Perché ha fatto una cosa geniale:non ha spiegato il problema. Lo ha fatto vedere. E quando un intero paese si blocca per un giorno, il messaggio arriva forte. Anche senza urlare. Scopri Land Magazine admin Marzo 6, 2026 Islanda 1975: quando le donne si fermarono e il paese si bloccò davvero Read More admin Marzo 6, 2026 Se le donne si fermassero per 24 ore, il mondo si bloccherebbe? Immaginiamo una scena semplice.Una mattina qualunque. La sveglia suona. Ma le donne non si alzano. 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DICK – VIVA LA FANTASCIENZA Oggi, 2 marzo, è l’anniversario della morte di Philip K. Dick, lo scrittore statunitense di fantascienza che ci ha lasciato nel 1982, all’età di 54 anni. È noto per opere Read More admin Marzo 2, 2026 L’essere umano ha 3 cervelli (e nessuno trova mai le chiavi) Hai presente quando una parte di te vuole la dieta, un’altra vuole la pizza e una terza vuole scrivere all’ex alle 23:47?Benvenuto nel meraviglioso condominio biologico chiamato cervello umano.Secondo la Read More admin Marzo 2, 2026 Eventi letterari marzo 2026: presentazioni libri Land Editore a Bologna, Bari, Alessandria, Ferrara e Cuneo Marzo 2026 si preannuncia un mese ricco di appuntamenti imperdibili per gli amanti della lettura. 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Se le donne si fermassero per 24 ore, il mondo si bloccherebbe?

Immaginiamo una scena semplice.Una mattina qualunque. La sveglia suona. Ma le donne non si alzano. Non preparano colazioni, non accompagnano bambini a scuola, non rispondono a email di lavoro, non assistono anziani, non organizzano riunioni, non tengono insieme quella rete invisibile che tiene in piedi famiglie, aziende e comunità. E allora la domanda diventa inevitabile: se le donne si fermassero davvero per 24 ore, cosa succederebbe al mondo? Spoiler: probabilmente si bloccherebbe. E non poco. Il lavoro invisibile che muove il mondo   Gran parte del lavoro femminile non compare nelle statistiche economiche. È quello che si chiama lavoro di cura: prendersi cura di figli, genitori, casa, relazioni, organizzazione quotidiana. Secondo molti studi internazionali, le donne svolgono circa il 75% del lavoro domestico e di cura non pagato nel mondo. Tradotto in termini pratici: qualcuno deve ricordarsi le visite mediche qualcuno deve organizzare la spesa qualcuno deve gestire gli imprevisti familiari qualcuno deve mantenere l’equilibrio emotivo della famiglia Quel “qualcuno”, molto spesso, è una donna. Se per un giorno questo lavoro sparisse, il sistema comincerebbe a scricchiolare. Non solo casa: i settori dove le donne tengono tutto in piedi La realtà è che il contributo femminile è fondamentale anche nei lavori retribuiti. Pensiamo a settori cruciali: Sanità In molti paesi la maggioranza di infermiere e operatori sanitari sono donne.Se si fermassero, ospedali e assistenza sanitaria entrerebbero immediatamente in crisi. Scuola Le scuole primarie e dell’infanzia sono sostenute in gran parte da insegnanti donne.Un giorno senza di loro significherebbe classi vuote e genitori nel panico logistico. Servizi e commercio Supermercati, assistenza clienti, turismo, ristorazione: la presenza femminile è enorme.Un’interruzione di massa sarebbe visibile in poche ore. Lavoro emotivo e organizzativo C’è poi qualcosa di più difficile da misurare:le donne svolgono spesso il ruolo di mediatrici, organizzatrici, problem solver quotidiane. Senza questa rete, molte strutture sociali si inceppano. Gli scioperi delle donne lo hanno già dimostrato Non è solo teoria. In diversi paesi ci sono stati scioperi simbolici delle donne. Il più famoso è quello in Islanda nel 1975, quando circa il 90% delle donne smise di lavorare (sia in casa che fuori) per un giorno. Il risultato? scuole chiuse uffici paralizzati negozi in difficoltà uomini costretti a portare i figli al lavoro Quel giorno venne soprannominato “Il giorno libero delle donne”.E fece capire quanto il sistema dipendesse dal loro contributo. L’idea che il mondo si fermerebbe senza le donne serve a ricordare una cosa semplice: molto lavoro fondamentale è invisibile. Riconoscere questo significa distribuire meglio il lavoro domestico, valorizzare il lavoro di cura, garantire pari opportunità nel lavoro e soprattutto costruire una società più equilibrata Perché il mondo non dovrebbe funzionare solo grazie allo sforzo silenzioso di qualcuno. Dovrebbe funzionare grazie al contributo di tutti. Scopri Land Magazine admin Marzo 6, 2026 Se le donne si fermassero per 24 ore, il mondo si bloccherebbe? Read More admin Marzo 6, 2026 La giornata perfetta di una donna invisibile (che tiene in piedi il mondo senza che nessuno se ne accorga) C’è una figura misteriosa che vive nelle case di tutto il pianeta.Non compare nei bilanci aziendali, non riceve stipendi né premi produttività, ma senza di lei la società smetterebbe di Read More admin Marzo 4, 2026 10 cose belle e vere da dire alle nostre figlie per l’8 marzo (senza frasi da cioccolatino) L’8 marzo, mentre qualcuno pensa ancora che la Giornata internazionale della donna sia solo mimose, frasi copiate e foto su Instagram, c’è un gesto molto più potente: parlare con le Read More admin Marzo 3, 2026 5 scrittori morti poveri (geni immortali, portafogli molto meno) La letteratura regala immortalità, ma raramente paga l’affitto.Se oggi parliamo di bestseller, royalties e diritti Netflix, per secoli scrivere significava spesso una cosa sola: talento immenso, conto corrente tragicamente vuoto.Ecco Read More Silvia Dal Cin Marzo 2, 2026 PHILIP K. DICK – VIVA LA FANTASCIENZA Oggi, 2 marzo, è l’anniversario della morte di Philip K. Dick, lo scrittore statunitense di fantascienza che ci ha lasciato nel 1982, all’età di 54 anni. È noto per opere Read More admin Marzo 2, 2026 L’essere umano ha 3 cervelli (e nessuno trova mai le chiavi) Hai presente quando una parte di te vuole la dieta, un’altra vuole la pizza e una terza vuole scrivere all’ex alle 23:47?Benvenuto nel meraviglioso condominio biologico chiamato cervello umano.Secondo la Read More admin Marzo 2, 2026 Eventi letterari marzo 2026: presentazioni libri Land Editore a Bologna, Bari, Alessandria, Ferrara e Cuneo Marzo 2026 si preannuncia un mese ricco di appuntamenti imperdibili per gli amanti della lettura. 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