ricorrenze

Rubber Duck Race: la gara che non sapevate di voler guardare

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui RUBBER DUCK RACE La Rubber Duck Race altro non è che una gara di paperelle di gomma. No, non sto scherzando. Esiste ed è una tradizione anche piuttosto popolare sia in Europa che negli Stati Uniti d’America. L’origine di questa stramba competizione non è ancora molto chiara: c’è chi sostiene sia nata in Canada ne 1987, chi invece è convinto sia una proposta benefica gallese del 1980.  In ogni caso il fine è comune e in tutti i casi  le gare finanziano associazioni benefiche a cui vanno  i soldi derivati dalle gare sopracitate. Come funzionano?  In maniera molto semplice e colorata – soprattutto per chi assiste. Si acquistano delle paperelle, queste vengono messe in un grande contenitore e vengono rilasciate dentro a un fiume che le stesse percorrono trasportate dalla corrente naturale, fino a un punto preciso che indica quello finale. Ovviamente, chi arriva prima, vince. I premi sono vari e dipendono dal luogo in cui ci si trova. Molto spesso anche questi ultimi sono a scopo benefico che è poi il motore dell’intera sfida. Quando avvengono queste gare? Dipende.  Ogni città e paese ha le proprie regole, orari e giorni. Parole d’ordine: divertimento e solidarietà. In ogni caso è davvero un bel modo per passare una giornata alternativa all’aria aperta.  Qui di seguito alcuni video che mostrano in che modo si svolge la gara e la partecipazione più o meno numerosa del pubblico gareggiante e/o simpatizzante. https://www.youtube.com/shorts/oDlQuJyTMDI https://www.youtube.com/shorts/hulhKY-M-JQ https://www.youtube.com/shorts/vhqcH8mPeFw     Scopri Land Magazine admin Gennaio 5, 2026 10 (anzi 14) cose che facevamo dai 16 anni in su senza avere la minima idea di quanto fossimo incoscienti Se l’adolescenza fosse un reality, oggi verrebbe chiuso dopo la prima puntata per violazione di tutte le norme di sicurezza conosciute dall’umanità.E invece no: noi l’abbiamo vissuta tutta, fino in Read More admin Gennaio 5, 2026 Il Grande Internamento secondo Foucault: che cos’è e perché segna una svolta nella storia della follia Con l’espressione Grande Internamento, lo storico e filosofo Michel Foucault indica uno dei passaggi più drammatici e meno visibili della storia europea: la reclusione sistematica di poveri, folli, devianti e Read More admin Gennaio 5, 2026 Virtù perduta e desiderio nascosto: la prostituzione nell’Inghilterra di Jane Austen Quando pensiamo all’Inghilterra dell’epoca Regency, l’immaginazione corre subito a sale da ballo illuminate, passeggiate eleganti e giovani donne educate alla virtù. È il mondo raffinato che emerge dai romanzi di Read More admin Gennaio 5, 2026 La natura secondo Beatrix Potter (spoiler: non è un prato Instagram, ma nemmeno un incubo darwiniano) Quando pensiamo alla natura raccontata da Beatrix Potter immaginiamo subito campagne inglesi perfette, animaletti ben vestiti e una quiete Read More admin Gennaio 5, 2026 Libri meno famosi (ma bellissimi) di Beatrix Potter (ovvero: non esiste solo Peter Coniglio, per fortuna) Nel grande immaginario collettivo, Beatrix Potter coincide con un solo, onnipresente roditore: Peter Rabbit. Simpatico, iconico, riprodotto su tazze, lenzuolini e merchandising Read More admin Gennaio 5, 2026 Il “filone narrativo” degli imprenditori che non trovano impiegati (come lo chiama Charlotte Matteini, e perché ormai è un genere letterario)C’è un genere narrativo che in Italia gode di ottima salute, più solido del romanzo storico e più prolifico Read More admin Gennaio 5, 2026 Corteggiatori da evitare: quando Jane Austen ti insegna a dire “NEXT” (con grazia ottocentesca) Se pensi che i red flag siano nati con i messaggi visualizzati e senza risposta, Jane Austen è pronta a smentirti dal suo salotto inglese. Nei suoi romanzi pullulano corteggiatori Read More admin Gennaio 4, 2026 Campi Bisenzio, chiede una pizza “impossibile” per la compagna incinta: la Pizzeria San Marco va oltre ogni aspettativa Quando il cibo incontra l’umanità nascono storie che meritano di essere raccontate. È quello che è successo a Campi Bisenzio, dove una semplice richiesta – una pizza al radicchio – Read More Silvia Dal Cin Gennaio 4, 2026 2026, SIAMO IN METROPOLIS? Il 2026 è l’anno in cui si svolge il film “Metropolis” di Fritz Lang, un classico della fantascienza. Il film è un capolavoro della cinematografia mondiale ed è considerato uno Read More Silvia Dal Cin Gennaio 2, 2026 IL MAIALINO ROBINSON È LIBERO… DAL COPYRIGHT Download Ogni inizio anno divento curiosa e spulcio la pagina Wikipedia : https://en.wikipedia.org/wiki/2026_in_public_domain Eccola lì! Tra i titoli diventati di pubblico dominio a partire dal 2026 spunta una delle storie Read More

Rubber Duck Race: la gara che non sapevate di voler guardare Leggi tutto »

2026, SIAMO IN METROPOLIS?

Il 2026 è l’anno in cui si svolge il film “Metropolis” di Fritz Lang, un classico della fantascienza. Il film è un capolavoro della cinematografia mondiale ed è considerato uno dei più grandi film di tutti i tempi. La storia è ambientata in una città futurista dove la classe operaia vive sottoterra e lavora per la classe dirigente, che invece vive in superficie. “Metropolis” è stato uno dei primi film di fantascienza a utilizzare effetti speciali innovativi, come la tecnica del Schüfftan, che ha permesso di creare ambienti futuristici e città immense. La sua struttura narrativa e la sua rappresentazione della città futuristica hanno influenzato le generazioni successive di registi, tra cui Stanley Kubrick e Ridley Scott. Il film è una critica alla società industriale e alla disuguaglianza sociale, rappresentando una città divisa tra ricchi e poveri. La figura del robot Maria è un simbolo della paura della tecnologia e della perdita dell’umanità. “Metropolis” ha influenzato la cultura popolare, dalla musica (Queen, Radio Ga Ga) al design (Star Wars, Blade Runner). È stato inserito nella lista dei film più importanti della storia del cinema dall’UNESCO e dal New York Times. Il film è stato considerato una profezia sulla società moderna, con la sua rappresentazione di una città divisa tra ricchi e poveri. Grande importanza viene data anche alla dipendenza dalla tecnologia e alcuni aspetti del film sono sorprendentemente attuali oggi, come la rappresentazione dell’intelligenza artificiale e la sua influenza sulla società. Consideriamo che è un film di quasi 100 anni fa (1927). Il film è anche un commento sulla lotta di classe e sull’importanza dell’empatia e della comprensione tra le persone. La famosa frase “Il mediatore tra la testa e le mani deve essere il cuore” è un appello a trovare un equilibrio tra la tecnologia e l’umanità. Voi cosa ne pensate? Siamo in Metropolis o no?

2026, SIAMO IN METROPOLIS? Leggi tutto »

IL MAIALINO ROBINSON È LIBERO… DAL COPYRIGHT

Ogni inizio anno divento curiosa e spulcio la pagina Wikipedia : https://en.wikipedia.org/wiki/2026_in_public_domain Eccola lì! Tra i titoli diventati di pubblico dominio a partire dal 2026 spunta una delle storie di Beatrix Potter, The tale of Little Pig Robinson. Cosa significa “pubblico dominio”? Significa che a partire dal 1° gennaio 2026, alcune opere potranno essere utilizzate liberamente da chiunque senza dover richiedere autorizzazione o pagare royalties. I diritti d’autore di un’opera sono scaduti e quindi l’opera può essere utilizzata, riprodotta e modificata senza restrizioni. Quali opere entreranno nel pubblico dominio nel 2026? Se siete curiosi le trovate al link sopra indicato. Ma cosa posso fare con un’opera di pubblico dominio? Posso riprodurre e distribuire l’opera, creare nuove versioni o adattamenti e utilizzare l’opera per scopi commerciali o educativi. Ma anche un’opera è di pubblico dominio, è importante rispettare i diritti morali dell’autore e non ledere mai la sua reputazione! Dicevamo, diventa di pubblico dominio una delle ultime opere pubblicate da Beatrix Potter, anche se fu una delle prime da lei scritte. LA STORIA DEL PORCELLINO ROBINSON (1930)The Tale of Little Pig Robinson La storia del porcellino Robinson venne pubblicata contemporaneamente in Inghilterra e in America (la versione americana contiene dodici illustrazioni in bianco e nero in più). Anche questa storia trae ispirazione da una lettera, indirizzata a Eric Moore nel 1894, nella quale Beatrix dichiara il legame alla filastrocca del Gufo e della Gattina (The owl and the Pussy-cat) di E. Lear. È proprio a questa filastrocca che Beatrix rende omaggio nel secondo capitolo della Storia del porcellino Robinson, quando scrive “Vi ricordate la storia del Gufo e della Gattina, con la loro bella barca color verde pisello?” e nel finale “(…) così posso solo riferire i racconti del Gufo e della Gattina, che ci passarono (ndr. sull’isola dell’albero Bongorno) diciotto mesi dopo, in una tappa della loro deliziosa luna di miele. Mi parlarono con entusiasmo del clima, anche se per il Gufo faceva un po’ troppo caldo”. La storia racconta del porcellino Robinson, inviato in città per delle compere dalle due zie; il poverino viene rapito da una nave mercantile e prima di diventare la cena speciale dell’equipaggio riesce a salvarsi, aiutato da Sam il gatto di bordo e finendo su un’isola, quella dell’albero Bongorno. Beatrix si ispira chiaramente anche alla storia di Robinson Crusoe (romanzo di Defoe del 1719), sull’onda della moda della robinsonade, un genere letterario composto da storie che narrano le avventure di un protagonista che a causa di un evento inaspettato si ritrova isolato dalla società, spesso su un’isola deserta. Le illustrazioni sono in bianco e nero e a colori. È l’unica storia lunga, divisa in otto capitoli. “<Lasciate perdere il gatto! Riportatemi il porcello! O tutta quella buona salsa di mele andrà buttata!> gridava il cuoco, fuori di sè, brandendo coltello e forchetta.” Se vuoi scoprire le altre opere di Beatrix Potter trovi il saggio qui: https://amzn.eu/d/f7hQta1

IL MAIALINO ROBINSON È LIBERO… DAL COPYRIGHT Leggi tutto »

Buon compleanno Winnie Pooh!

Winnie the Pooh compie 100 anni! Il 24 dicembre 1925, il tenero orso apparve per la prima volta nella storia “The Wrong Sort of Bees” pubblicata sul London Evening News. Creato da A.A. Milne e ispirato al giocattolo di suo figlio Christopher Robin, Winnie the Pooh è diventato un’icona globale. Anche Christopher e gli altri pupazzi della sua infanzia sono diventati famosissimi, ma Winnie occupa un posto speciale nel cuore di molti giovani (e non solo) lettori. Ma come è nato questo personaggio? Il nome “Winnie” deriva da un orso nero al London Zoo, mentre “Pooh” era il nome di un cigno. Combinati insieme diventarono il nome dell’orsetto di peluche oggi più conosciuto al mondo (se parliamo di orsi veri, invece, il primato rimane a Paddington). Winnie the Pooh è stato tradotto in oltre 50 lingue e ha venduto milioni di copie in tutto il mondo.Nel 1961 è stato l’anno in cui Disney ha acquisito i diritti sulle storie di Winnie the Pooh, portando l’orso a un pubblico ancora più vasto. E voi avete mai sognato un’avventura nel Bosco dei Cento Acri, accompagnati dal tenero e ingenuo Winnie Pooh, dal timido Pimpi, dallo scatenato Tigro? Avete mai pensato di fare una carezza al povero I-ho, giocare con Ro, raccogliere carote con Tappo? Io sì e anche i miei bambini. Winnie the Pooh è un personaggio amatissimo da grandi e piccini e non sembra invecchiare mai, con la complicità della tenerezza e semplicità delle sue avventure, che dopo 100 anni sono ancora le preferite di tantissimi. Allora tanti auguri “sciocchino di un orso”! Buoni primi 100 anni!

Buon compleanno Winnie Pooh! Leggi tutto »

650 anni dalla morte di Boccaccio

Il 2025 è un anno speciale per la letteratura italiana: si celebrano i 650 anni dalla morte di Giovanni Boccaccio, uno degli autori più importanti del XIV secolo. Boccaccio è noto soprattutto per il suo capolavoro, il “Decameron”, una raccolta di novelle che hanno influenzato la letteratura europea. Le celebrazioni sono in corso in tutta Italia, con eventi e iniziative a Certaldo, Firenze e altre città. Il Decameron è un capolavoro della letteratura italiana del Trecento, scritto tra il 1348 e il 1353. La sua importanza risiede in diversi aspetti. In primis per l’innovazione narrativa: il Decameron presenta una struttura narrativa nuova e originale, con cento novelle raccontate da dieci giovani in dieci giorni, che influenzò la letteratura successiva. L’opera offre poi un ritratto dettagliato della società medievale, con le sue ipocrisie, le ingiustizie e le passioni. Contiene temi universali. Nel Decameron si parla di amore, fortuna e ingegno, temi che continuano a ispirare scrittori e artisti. Il Decameron poi è scritto in un linguaggio vivace e accessibile, che ha contribuito a definire la lingua italiana e ha influenzato la letteratura europea, ispirando autori come Chaucer, Shakespeare e molti altri. Il Decameron è considerato un caposaldo della letteratura italiana e un punto di svolta per la prosa in volgare. Grazie allora a Boccaccio, per questa e per le altre sue opere!

650 anni dalla morte di Boccaccio Leggi tutto »

Consenso ai cookie con Real Cookie Banner