Luglio 2026

Recensisci te stesso come se fossi un prodotto Amazon

Nel corso delle lezioni Elisa, la nostra docente, ci ha chiesto di provare a fare una descrizione di noi stessi utilizzando la tecnica della recensione Amazon. Noi siamo un prodotto, e un fantomatico acquirente ci descrive (con i nostri pro e contro) senza dire esplicitamente come siamo ma, appunto, parlando di noi come di un oggetto acquistato online. ·      ⭐️⭐️⭐️⭐️ ·      Cinzia AI: nella botte piccola c’è il vino buono? ·      Pro. Acquistata nel 2007 da uomo estremamente boomer. Piccola e compatta, facile da trasportare, pur non volendolo ammettere a parole, da subito si è dimostrata capace di smanettare con computer e telefoni, adeguandosi senza difficoltà alle varie innovazioni sopraggiunte nel corso degli anni, fino al passaggio a tablet e smartphone. Veloce nella scrittura sia su email sia su Whatsapp per contattare amici, parenti e medici, e nelle varie operazioni di home-banking e fascicolo sanitario elettronico per conto del proprietario boomer. Il cervello è in continuo aggiornamento, arrivando a volte ad emettere fumo per l’eccessivo surriscaldamento. In questo caso mettetela in stand-by per evitate che esploda. ·      Contro. Nonostante sia smart e rapida, dev’essere sempre pregata per compiere le varie operazioni e vuole sentirsi portata in palmo di mano dall’acquirente. Compie le varie operazioni richieste rinfacciando a colui che l’ha acquistata anni fa di essere un anziano incapace, e chiedendo continuamente come farebbe senza di lei. Bisogna assecondare il suo ego per farla lavorare al meglio. È necessario inoltre rassicurarla continuamente sulle sue capacità e competenze, altrimenti la batteria si scarica velocemente, compromettendone l’efficienza. ·      Esperienza d’uso. Tanto per fare un esempio, l’acquirente, ormai presbite e sempre stato lento con la video scrittura, le chiede periodicamente di contattare su WhatsApp il medico di base per la prescrizione di farmaci vari. L’AI Cinzia non avrebbe alcuna difficoltà a compiere l’operazione in pochi secondi, ma è necessario lusingarla e farla sentire insostituibile affinché faccia quanto le è stato richiesto. Alla fine, comunque, esegue quanto necessario in maniera rapida e adeguata. ·      La consiglierei ad altri eventuali acquirenti? Pur essendo un po’ complicata nell’utilizzo, ne confermo l’efficienza. Se volete acquistarla, armatevi comunque di tanta pazienza e siate sempre pronti a rassicurarla sul suo valore e sulle sue capacità.

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Un venditore cerca di convincere un cliente diffidente ad acquistare un oggetto assurdo.

Un venditore cerca di convincere un cliente diffidente ad acquistare un oggetto assurdo Il venditore, nel suo impeccabile abito nero, stirò le labbra in una piega insolita, lunga e sottile, che arrivava quasi da un orecchio all’altro, porgendo a Mauro la sua valigetta aperta. All’interno si intravedevano, esposte in spazi rettangolari, delle immagini che sembravano figurine. «Caro signore, certamente non può fare a meno di un’anima di ricambio!» La voce metallica fece quasi fischiare le orecchie di Mauro, che aggrottò le sopracciglia. «Anima di ricambio? Mi sta prendendo in giro?» Il sorriso del venditore, se possibile, si allargò ancora di più. «Sono un venditore serio e certificato! Ho vinto vari premi, e se vuole posso mostrarle le mie credenziali!» Gli allungò un elegante biglietto da visita che riportava il suo nome in raffinati caratteri dorati: Paimon King. Mauro sospirò: cosa aveva fatto di male? La giornata lavorativa era stata faticosa, ci mancava solo questo sconosciuto importuno che parlava a vanvera. Sentiva le tempie che gli pulsavano a causa di quella vocetta insopportabile. «Non mi interessano le sue credenziali. Sono stanco e voglio andare a casa!» «Oh, ma lo so perfettamente! Ed ecco che una delle mie anime di ricambio può essere la soluzione giusta per lei! Può servirsene in periodi particolarmente stressanti e farla lavorare al posto suo! Nessuno se ne accorgerà! Mi creda, se Napoleone avesse utilizzato la sua anima di ricambio all’epoca di Waterloo, le cose sarebbero finite diversamente! Ma no! Lui pensava di essere invincibile!» Mauro si accorse improvvisamente che lo strano venditore si era fatto più vicino, e notò gli occhi a mandorla e le iridi piccole e scure, che si confondevano con le pupille. «Va bene, mi spieghi di cosa si tratta. Ma si dia una mossa. Ho avuto fin troppa pazienza!» sbottò. Il bizzarro personaggio aprì maggiormente la valigetta e cominciò ad indicare le carte con un dito sottile e appuntito. «Guardi bene!» Il tono di voce era estremamente gentile, quasi ipnotico. «Qui abbiamo l’anima del ragioniere: ottima per chi necessita di fare tanti calcoli. Qui, invece, l’anima dell’architetto, per chi ha bisogno di progettare continuamente. E qui, l’anima del poeta, che aiuta a trovare le parole giuste se si desidera conquistare la persona amata. Mi dica cosa le serve, e io le suggerirò l’anima giusta!» Mauro sentiva la testa sempre più pesante. A quel punto avrebbe fatto qualsiasi cosa per liberarsi di quel seccatore. Si chiedeva perché non lo avesse ancora mandato…al diavolo! «Va bene, guardi…io sono un conducente di tram. Mi dia la carta adatta…uhm…sempre che adesso non mi spari un prezzo esagerato!» esclamò con sospetto. Il sorriso del venditore, a quel punto, non raggiunse solo le orecchie, ma illuminò anche gli occhietti ferini. «Ottimo, ottimo! Prenda l’anima del vecchio ferroviere, un professionista di grande esperienza: vedrà che non se ne pentirà!» rispose frugando nella valigetta. Ed ecco comparire nelle sue mani, simili ad artigli, l’immagine di un uomo anziano, con lunghi baffi alla Vittorio Emanuele II, abbigliato come un capotreno d’altri tempi. «E il prezzo?» ripetè Mauro. «Non pensi di potermi prendere in giro!» «Oh, il prezzo è puramente simbolico, una cosetta da nulla!» Tirò fuori dalla tasca un piccolo rotolo di pergamena e una penna, continuando a sorridere. «Mi mette una firmettina qui, impegnandosi a regalarmi la sua anima, e siamo a posto. Post mortem, naturalmente!» Mauro sentì un brivido di avvertimento lungo la schiena. Lui non era credente, e aveva sempre pensato che la religione fosse una stupidaggine, ma in quel momento, davanti a quell’uomo assurdo, si sentì a disagio. L’individuo sembrò accorgersi dei suoi dubbi, e gli parlò in tono incoraggiante. «Andiamo, non avrà mica paura?» Battè le ciglia soavemente. «Post mortem non si accorgerà di nulla! Si fidi!» Mauro deglutì, mentre ricordi di vecchie storie lette in passato riaffioravano nella sua mente, quasi senza ragione; prese un respiro profondo e gli parve che finalmente la nebbia intorno alla testa si diradasse. Con uno scatto si allontanò dal venditore. «Scusi, eh! Ma io ho letto su Wikipedia che una volta, in cambio dell’anima, ti offrivano ricchezza, fama e gloria. E io dovrei vendermi in cambio di un vecchio ferroviere? Ma mi faccia il piacere! Vada a prendere in giro qualcun altro!» Ciò detto, girò sui tacchi e abbandonò il truffatore a se stesso, dirigendosi finalmente verso casa. Non vedeva l’ora di buttarsi sul divano e guardarsi una serie su Netflix! Il povero Paimon, affranto, sospirò. Certo che prima di internet la compravendita delle anime andava molto meglio! Adesso la gente era diventata così sospettosa e complottista! Sbuffò, richiudendo la valigetta. Avrebbe dovuto ascoltare i consigli di suo cugino Beleth e adottare una tecnica più contemporanea. Magari un sito di e-commerce? Sorrise. Lui era uno dei re infernali, non si sarebbe di certo arreso!

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Un milione di visite su Facebook: grazie per aver scritto questa pagina insieme a noi

Cari lettori, care lettrici, Ci sono numeri che rappresentano semplicemente una statistica. E poi ce ne sono altri che raccontano una storia. Questo mese Land Editore ha raggiunto un milione di visite su Facebook, un traguardo che per una casa editrice indipendente significa molto più di una cifra: significa lettori curiosi, autori che ci hanno scelto, libri condivisi, commenti, consigli, emozioni e migliaia di persone che ogni giorno decidono di dedicare qualche minuto al nostro mondo.   Dietro questo risultato non ci sono formule magiche, ma anni di lavoro quotidiano. Ci sono romanzi letti fino a notte fonda, bozze corrette con pazienza, copertine progettate con cura, traduzioni, articoli, dirette, presentazioni, fiere e tantissime conversazioni con chi ama leggere quanto noi. Ogni visita rappresenta qualcuno che ha scoperto un nuovo autore, si è lasciato incuriosire da una copertina o ha semplicemente deciso di fermarsi per sfogliare le nostre novità. Essere una realtà indipendente significa crescere passo dopo passo. Per questo motivo il milione di visite non è un punto di arrivo, ma uno stimolo a continuare a investire nella qualità delle nostre pubblicazioni, nella scoperta di nuovi talenti e nella costruzione di una comunità di lettori sempre più appassionata. A tutti voi che ci seguite da anni, a chi è arrivato da poco e a chi ci scoprirà domani, vogliamo dire semplicemente una cosa: Grazie per il vostro sostegno. Continueremo a fare ciò che amiamo di più: pubblicare storie capaci di emozionare, sorprendere e restare nel cuore. Il viaggio continua. E siamo felici di percorrerlo insieme a voi. Land Editore. Cuore rosa Parlano di noi

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Quando un concerto vale davvero la pena

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui C’è qualcosa di magico nell’andare ai concerti, ma c’è qualcosa di ancora più meraviglioso nell’andare ai concerti di gruppi musicali che sono nati e cresciuti nel posto in cui si esibiscono. Si crea un’atmosfera intima anche se ci si trova in un’arena piena di gente.  È quello che è da poco accaduto a Sheffield dove martedì 30 giugno i Def Leppard sono “tornati” a casa per riproporre tutte le loro canzoni. Tra assoli di chitarra indimenticabili anche per chi non è abituato ad ascoltarli a lungo, giacche glitterate e piccoli problemi tecnici con l’audio, Joe Elliot and company, hanno spaccato. Un concerto durato un paio di ore il che, considerando la non più giovanissima età dei membri della band e i vari problemi di salute che hanno subito durante gli anni, è tantissimo.  Meritano il massimo rispetto.  Voce mai calante, energia emanata al top, uno spettacolo tutto da guardare e ascoltare e, davvero, la ritengo una fortuna essere stata lì. I Def Leppard sono una delle band storiche di Sheffield, tutti li conoscono e li amano, continuano a farlo anche ora che cominciano a fare più fatica. Chi conosce la loro storia, sa che nel corso degli anni, alcuni membri del gruppo si sono ritrovati in situazioni tragiche, tra cui il batterista, Rick Allen, che a seguito di un incidente stradale ha subito l’amputazione del braccio sinistro, ma questo non lo ha comunque fermato. Nonostante la tentazione di mollare fosse al massimo, alla fine non ha ceduto, ha progettato un nuovo tipo di batteria elettronica che gli permette tuttora di suonare assieme agli altri, gli stessi non hanno esitato a prendersi una pausa dalle esibizioni dal vivo per il tempo in cui lui è rimasto assente per le cure e il recupero post operatorio. Una dimostrazione di amicizia indissolubile e di unione che mette tutti sotto una nuova luce.  Superata la morte del primo chitarrista Steve Clarke, la band affronta la malattia di Vivian Campbell, sostituto dello stesso Clarke, un destino – o forse sfortuna – che sembra remare contro ai chitarristi e al bassista che, nel 1994, ha contratto una paralisi facciale che lo ha costretto a fermarsi.  Sembra quasi che una maledizione si sia abbattuta su tutti loro.  E, nonostante tutto, ci sono ancora.  Per fortuna nostra, direi. In tutto questo, i Def Leppard si sono fatti supportare da un’altra band storica che, in quanto a qualità e potenza, dimostra di essere tuttora sul pezzo e fa capire come certe canzoni durino ancora nel tempo.Ebbene sì, gli Extreme erano la band di supporto dei Def Leppard, coloro che hanno scaldato l’atmosfera e riportato indietro all’infanzia. Con “More than words” hanno toccato picchi di entusiasmo e lacrime che non si possono spiegare.  Viverlo è stato pazzesco.  Ecco perché, per farvi ripercorrere quegli anni, suggerisco due canzoni che trovate nel link.  Non sono state scelte a caso. Da amanti delle storie d’amore non potevano che essere due brani che per musica e testo starebbero benissimo nella playlist di un libro romance, perché rappresentano colonne sonore perfette. https://youtu.be/NE_i5W1_7oA?si=NDtcRGx8WkZbxsVD – “When love and hate collide”, Def Leppard https://youtu.be/UrIiLvg58SY?si=CqY1HDaRMUG2MMPh – “More than words”, Extreme   Scopri Land Magazine Silvia Dal Cin Luglio 4, 2026 Alice in Wonderland e Beatrix Potter, un legame inaspettato. Se leggendo questo titolo vi state chiedendo che cosa abbiano in comune “Alice nel paese delle meraviglie” e Beatrix Potter, eccovi accontentati. No, il legame non sono i conigli. O Read More admin Luglio 3, 2026 Sony dice addio ai giochi fisici: cosa cambia davvero per chi acquista in digitale? Per oltre trent’anni inserire un disco nella console ha rappresentato uno dei gesti più iconici del mondo dei videogiochi. Ora quella tradizione si avvia verso la conclusione. 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E se potessi scegliere tu come va a finire?”L’anno del mio primo bacio” è il primo romance a bivi in cui sei tu a decidere!Ad Read More admin Giugno 23, 2026 10 modi in cui tua suocera può rovinare il giorno del tuo matrimonio (se la lasci fare) C’è una figura che nei film romantici compare sempre più spesso del prete, del fotografo e persino dello sposo: la suocera. Quella che “lo fa per aiutare”, “ha più esperienza” Read More admin Giugno 15, 2026 Beatrix Potter, la donna che comprava fattorie per salvare il paesaggio: una pioniera della conservazione ambientale Quando si pronuncia il nome di Beatrix Potter, il pensiero corre immediatamente ai

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