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La doppia vita dei vittoriani: come la società nascondeva i suoi segreti

La doppia vita dei vittoriani: come la società nascondeva i suoi segreti L’epoca vittoriana ci ha regalato abiti eleganti, letteratura indimenticabile e… segreti a non finire. Dietro i corsetti stretti e i salotti impeccabili, l’Inghilterra vittoriana nascondeva infatti una doppia vita, fatta di vizi, segreti e piccoli grandi scandali che oggi ci farebbero sorridere, ma che allora avrebbero mandato in crisi un’intera famiglia. Scopriamo insieme come i vittoriani si destreggiavano tra le rigide regole della moralità e le tentazioni della loro vera natura. La facciata della perfezione: una maschera sociale I vittoriani amavano mantenere le apparenze, e non solo perché i selfie non esistevano. La reputazione era tutto, una questione di vita o di morte sociale, e chiunque volesse mantenere il proprio status doveva mostrare un’immagine irreprensibile. Esisteva un intero codice di comportamento da seguire: dalla rigidità del galateo all’abbigliamento decoroso, fino alla cura dei minimi dettagli nell’arredamento delle case. Ma, proprio perché l’immagine era così importante, molti svilupparono una sorta di “vita parallela” per poter liberare almeno un po’ la propria autenticità, che spesso rimaneva chiusa in soffitta come un vecchio vestito fuori moda. Paradossalmente, questa ossessione per la perfezione e l’apparenza era proprio ciò che rendeva la società vittoriana così incline a nascondere, piuttosto che risolvere, i suoi problemi. Club esclusivi e società segrete: l’altra Londra I club vittoriani non erano solo un rifugio per fumare e bere in pace, ma veri e propri mondi segreti. Dietro le porte di questi club esclusivi si parlava liberamente, si discutevano argomenti che la società considerava tabù e ci si scambiavano idee audaci. Alcuni club erano letterari, altri scientifici, altri ancora dedicati al soprannaturale, ma tutti avevano un comune denominatore: offrivano un luogo sicuro lontano dal rigido controllo sociale. Alcuni di questi club erano talmente esclusivi che se ne conosceva a malapena l’esistenza! Ecco che tra questi troviamo il Club dei Pugni (“The Pugilist Club”), dove gli uomini praticavano la nobile arte della boxe (rigorosamente lontano da occhi indiscreti), e la Society for Psychical Research, dove medium e scienziati si riunivano per cercare di comunicare con l’aldilà, tutto in nome della scienza (o almeno così dicevano). Amori segreti e matrimoni di facciata Non è una novità che i matrimoni vittoriani fossero spesso combinati per interesse o convenienza, ma c’è di più. Il sistema aveva praticamente costretto molti a trovare sfogo al di fuori delle mura domestiche, dando vita a un sottobosco di amori segreti. I parchi di Londra, ad esempio, erano perfetti per incontri fugaci e passeggiate romantiche lontano da occhi indiscreti. Gli “scandali” di allora potevano essere disastrosi: una lettera d’amore trovata per caso, una breve carezza in pubblico, o uno sguardo di troppo erano sufficienti a mandare in frantumi la reputazione di una persona. Non è un caso che nascesse proprio in quegli anni la pratica della “distruzione delle lettere” per evitare che una traccia cartacea dei propri sentimenti compromettesse l’onore. Il lato oscuro della filantropia: tra carità e apparenza Un altro aspetto interessante era la filantropia vittoriana. Molte famiglie nobili e facoltose si dedicavano alla “carità”, sostenendo opere di beneficenza e istituendo scuole e ospedali per i poveri. Ma attenzione: l’intento era spesso meno nobile di quanto possa sembrare. La filantropia era un modo per rafforzare la propria reputazione, una sorta di “lavaggio della coscienza” che serviva più per l’immagine che per reale compassione. In alcune occasioni, i filantropi si facevano persino fotografare mentre donavano cibo o denaro ai poveri, rafforzando così il loro ruolo di benefattori agli occhi della società. Il tutto era fatto con grande teatralità, con tanto di abiti perfettamente in ordine e sguardi di superiorità. Un piccolo “teatro sociale” che spesso nascondeva un ego smisurato più che un sincero amore per il prossimo. Oggi come allora: la doppia vita digitale E se pensiamo che queste abitudini siano scomparse, dovremmo fare un ripasso veloce delle nostre vite social. Postiamo foto della colazione perfetta, raccontiamo storie edificanti, e persino la nostra spontaneità è curata e pianificata. Come i vittoriani, anche noi viviamo una doppia vita: quella pubblica e perfetta e quella privata e più vera, che a volte preferiamo non mostrare. Alla fine, forse i vittoriani non erano così diversi da noi. Anche loro avevano un’immagine sociale da difendere e, dietro le apparenze impeccabili, un mondo di contraddizioni. In fondo, ogni epoca ha i suoi piccoli grandi segreti, e il bello è proprio scoprire che, anche nei periodi storici più “rigidi”, gli esseri umani sono sempre stati esseri umani. Scopri Land Magazine admin Novembre 13, 2024 La doppia vita dei vittoriani: come la società nascondeva i suoi segreti Read More Silvia Dal cin Novembre 12, 2024 Rubrica “10 libri per bambini che non puoi non aver letto” Libro n. 9. “Altissima” di Sibylle Delacroix LA STORIAElisa è una bambina alta, molto alta rispetto ai suoi amici e compagni di classe. Questa sua particolarità la mette a disagio. 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L’influenza della Rivoluzione francese sull’Inghilterra di Jane Austen: un contrasto tra due epoche

A cura di L’epoca della Rivoluzione francese (1789-1799) e quella austeniana dei primi anni dell’Ottocento rappresentano due momenti storici apparentemente distanti, ma connessi da trasformazioni che cambiarono per sempre il volto della società europea, influenzando anche l’Inghilterra rurale e domestica descritta nei romanzi di Jane Austen. Questo articolo esplora le connessioni e i contrasti tra la turbolenta Rivoluzione francese e la tranquilla Inghilterra di Jane Austen, in un approfondimento su come la società inglese reagì e si adattò in quegli anni. La Rivoluzione francese e l’Inghilterra conservatrice di William Pitt Durante la Rivoluzione francese, l’Inghilterra osservava con inquietudine gli eventi che travolgevano la vicina Francia. In risposta a essi il governo inglese, guidato da William Pitt il Giovane, assunse una posizione conservatrice, preoccupato com’era di difendere il paese da una possibile “contaminazione” rivoluzionaria. Pitt e la sua classe dirigente vedevano nelle idee di libertà, uguaglianza e fraternità una minaccia ai valori e alla stabilità britannica, tanto che l’Inghilterra si impegnò attivamente nelle coalizioni anti-francesi, prima contro la Francia rivoluzionaria e, successivamente, contro Napoleone. Questa risposta bellicosa consolidò la posizione dell’Inghilterra come principale antagonista della Francia rivoluzionaria e napoleonica. Una guerra ideologica e militare che portò a una chiusura sociale e politica: la nobiltà inglese e la monarchia si trinceravano nella difesa dei loro privilegi, mentre la vita culturale e politica rimaneva ancorata a modelli tradizionali. L’Inghilterra di Jane Austen: un mondo lontano dalla rivoluzione Nella narrativa di Jane Austen, ambientata dai venti ai trent’anni dopo la Rivoluzione francese, troviamo invece un quadro apparentemente più sereno, concentrato sulle dinamiche sociali e sentimentali della gentry rurale e della nascente borghesia inglese. Austen non menziona apertamente i grandi eventi politici e sociali dell’epoca, ma le sue storie riflettono indirettamente le conseguenze di quel periodo tumultuoso. Questo “silenzio” sulla politica non è casuale, ma una scelta stilistica che permette ad Austen di esplorare il mondo domestico come specchio delle trasformazioni sociali in corso. Pensiamo, ad esempio, a “Orgoglio e Pregiudizio” dove i militari presenti nella storia sono un chiaro riflesso della mobilitazione dell’esercito inglese durante le guerre napoleoniche, o a “Mansfield Park”, in cui si evidenziano le difficoltà economiche di alcune famiglie aristocratiche, un fenomeno accentuato dalle crisi economiche del periodo post-bellico. Contrasto di valori e mobilità sociale La differenza tra i due periodi emerge anche nella percezione della mobilità sociale e nei valori morali della società. Durante la Rivoluzione francese l’Inghilterra rimase ancorata alla difesa dei propri privilegi; ogni cambiamento sociale era visto con sospetto e il rigido sistema di classi veniva difeso a tutti i costi. Nell’epoca austeniana, però, assistiamo a un cambiamento di mentalità: la classe borghese acquista sempre più potere, mentre il denaro e la capacità di “fare fortuna” assumono una centralità crescente. Questo è evidente nei personaggi di Austen, dove protagonisti di origini modeste riescono a migliorare la propria condizione sociale non per discendenza o titoli nobiliari, ma attraverso virtù personali e alleanze matrimoniali. Un cambiamento che riflette il declino della nobiltà terriera e l’ascesa della classe mercantile, la quale stava ridefinendo i valori e le aspirazioni della società inglese. L’eredità della rivoluzione e il mondo di Jane Austen Sebbene Austen non ci parli direttamente della Rivoluzione francese o delle guerre napoleoniche, il mondo che descrive è inevitabilmente influenzato dagli eventi rivoluzionari. I suoi romanzi, letti in questa prospettiva, rivelano le sottili conseguenze di quei mutamenti storici: il tramonto della nobiltà, l’ascesa della borghesia, la centralità del denaro e una società che, pur rimanendo distante dal caos rivoluzionario, sente l’eco dei grandi cambiamenti in atto. In questo senso sì, la Rivoluzione francese e l’epoca di Jane Austen rappresentano due facce della stessa medaglia: una fase turbolenta seguita da un periodo di adattamento e cambiamento silenzioso. Austen cattura il momento in cui l’Inghilterra, superati gli anni della paura e del conflitto, comincia a ridefinire se stessa, fino a trovare nei suoi valori domestici e nella vita rurale una nuova stabilità in un mondo che, senza far rumore, stava cambiando per sempre. Scopri Land Magazine admin Novembre 11, 2024 L’influenza della Rivoluzione francese sull’Inghilterra di Jane Austen: un contrasto tra due epoche Di Eufemia Griffo A cura di Read More admin Novembre 11, 2024 L’intelligenza artificiale e le copertine di libri: quando le mani hanno sei dita e i sorrisi fanno paura Oggi l’intelligenza artificiale è diventata una componente centrale nella creazione di copertine di libri. Le case editrici si sono accorte che, al posto di affidarsi ai capricci di artisti in Read More admin Novembre 9, 2024 Le canzoni d’amore più belle della storia: perché l’amore, diciamocelo, ci piace un bel po’ L’amore: un sentimento che ci fa sudare le mani, battere il cuore e, a volte, ci rende un po’ patetici. 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L’intelligenza artificiale e le copertine di libri: quando le mani hanno sei dita e i sorrisi fanno paura

Oggi l’intelligenza artificiale è diventata una componente centrale nella creazione di copertine di libri. Le case editrici si sono accorte che, al posto di affidarsi ai capricci di artisti in carne ed ossa, potevano semplicemente chiedere a un algoritmo di mettere insieme un’immagine accattivante. Certo, un’immagine quasi accattivante. Del resto, perché accontentarsi di una rappresentazione realistica quando puoi avere un’inspiegabile sovrabbondanza di dita? Uno degli inconvenienti più divertenti (e preoccupanti) delle cover create dall’IA è il mistero delle sei dita. Non c’è niente da fare, i personaggi delle copertine IA sembrano appartenere a una misteriosa razza di esseri superiori che hanno trovato il segreto per avere un dito in più su ogni mano. E non è mai lo stesso dito: a volte è un pollice extra, altre volte è un mignolo un po’ troppo amichevole. Se dovessimo interpretare la logica delle IA, potremmo concludere che il prossimo stadio evolutivo dell’umanità sia proprio quello di… aumentare le dita! E poi ci sono i sorrisi. Ah, i sorrisi. L’intelligenza artificiale ha un concetto tutto suo di sorriso amichevole. Invece di una bocca che si solleva dolcemente agli angoli, abbiamo espressioni che sembrano ispirate ai migliori film horror: bocche sproporzionate, denti messi alla rinfusa, sguardi vacui che non ispirano proprio fiducia. Eppure c’è chi sostiene che sia una scelta estetica: vuoi mettere l’effetto suspense che un sorriso del genere suscita in un potenziale lettore?  A questo punto sorge spontanea una domanda: ma questa IA chi l’ha istruita? Forse i programmatori, dopo anni di prove, si sono convinti che sei dita siano il segreto del carisma universale, o forse le AI stanno cercando di dirci qualcosa: “Umani, non siete ancora abbastanza evoluti per capire la mia arte!” Comunque sia le copertine dei libri generate dall’IA stanno cambiando il panorama editoriale. E se i personaggi con dita extra e sorrisi spaventosi riescono a vendere più copie, chi siamo noi per giudicare? Magari nel futuro avremo una nuova categoria di letteratura, quella dei “libri surreali per mani sovrannaturali”.    Naturalmente non ci sono solo dita extra e sorrisi inquietanti; l’IA ha un talento particolare nel mettere dettagli fuori contesto. Vi è mai capitato di vedere copertine in cui un personaggio tiene in mano un libro aperto, ma su entrambe le pagine appare la stessa parola ripetuta in loop? O magari un personaggio indossa un cappello che pare un misto tra un sombrero e un ombrello. Questo è il tocco magico dell’IA: creare elementi tanto inspiegabili quanto… indimenticabili. E se credete che sia difficile sfuggire a un libro con una copertina simile, aspettate di vedere la creatività che l’IA riversa sui paesaggi di sfondo. Un romanzo fantasy? Eccovi un paesaggio generico, una montagna che sembra uscita da un quadro cubista, un fiume che sfida la gravità e scorre verso l’alto, magari con un drago in lontananza che sembra partorito da un incubo o da un talent show medievale. Serve un romanzo contemporaneo? Vedrete grattacieli che si fondono con alberi e automobili che galleggiano a mezz’aria come bolle di sapone. È come se l’IA stesse cercando di mandare messaggi subliminali: “Chi legge questo libro potrebbe essere trasportato in una realtà dove tutto è possibile… e niente ha senso!”   Perché tutto questo avviene? Semplice. Gli algoritmi sono come un cuoco inesperto che ha mille ingredienti a disposizione ma nessuna ricetta. Prendono un po’ di tutto e lo mettono insieme senza preoccuparsi troppo del risultato finale. Se un cuoco umano potrebbe capire che una torta di mele non beneficia di salsa piccante, l’IA pensa: “Perché no?”  Così, se in un romanzo storico ambientato nel Medioevo compare un personaggio con uno smartphone nella copertina, è solo un altro esperimento di stile. Del resto, magari è un messaggio di marketing rivolto ai lettori moderni: “Avete mai pensato a come sarebbe stato il Medioevo con un po’ di Wi-Fi?” A proposito di marketing, c’è anche un altro punto a favore delle copertine generate dall’IA: sono indimenticabili, nel bene e nel male. Prendiamo per esempio i libri romantici. Se prima i lettori si aspettavano copertine con paesaggi romantici e sguardi languidi, oggi possono ritrovarsi di fronte a baci che sfidano le leggi della fisica, mani che si fondono con l’aria, volti che si incontrano ma che sembrano provenire da dimensioni diverse. E tutto ciò, paradossalmente, funziona! “Guardare queste copertine è come fare un viaggio psichedelico,” dice una nostra fonte vicina. “Ti chiedi: cosa voleva dire l’autore con questo sfondo rosso acceso e quella coppia con braccia troppo lunghe?” Certo, non tutte le cover AI finiscono nel regno del surreale. Alcune ce la fanno ad avvicinarsi a qualcosa di quasi normale… quasi. Ma è proprio questo il problema: quel “quasi”. Una copertina può sembrare perfetta a prima vista, ma basta uno sguardo più attento per scoprire che il protagonista ha un dito in più o una mano misteriosamente spuntata dal nulla. Insomma, è come quando ti siedi sulla sedia e scopri che c’è una piccola gobba che non notavi subito ma che rende impossibile starci comodo.   E tu sei a favore delle cover con IA? Faccelo sapere con un commento Scopri Land Magazine admin Novembre 11, 2024 L’intelligenza artificiale e le copertine di libri: quando le mani hanno sei dita e i sorrisi fanno paura Read More admin Novembre 9, 2024 Le canzoni d’amore più belle della storia: perché l’amore, diciamocelo, ci piace un bel po’ L’amore: un sentimento che ci fa sudare le mani, battere il cuore e, a volte, ci rende un po’ patetici. E qual è il modo migliore per esprimere tutto questo Read More Cristina Ferri Novembre 9, 2024 Ricette: i biscotti di Rapunzel Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni Read More Francesca Redolfi Novembre 8, 2024 Hanno ucciso l’uomo ragno, inno di una generazione A dodici anni come quasi tutte le coetanee ero fan assidua degli 883, e innamorata di Max Pezzali.  Si

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Le canzoni d’amore più belle della storia: perché l’amore, diciamocelo, ci piace un bel po’

L’amore: un sentimento che ci fa sudare le mani, battere il cuore e, a volte, ci rende un po’ patetici. E qual è il modo migliore per esprimere tutto questo turbinio emotivo? Esatto, una bella canzone d’amore! Ecco allora un articolo tutto dedicato a loro: le 5 canzoni d’amore più belle della storia, quelle che ci hanno fatto sospirare, cantare a squarciagola e, perché no, anche un po’ piangere sul divano con un bicchiere di vino (ma anche due). Pronti? Andiamo!   1. “Je y’aime… moi non plus” – Serge Gainsbourg e Jane Birkin Cominciamo con il capitolo “Passione Francese”. Je T’aime… Moi Non Plus è quella canzone che non ha mai avuto paura di osare, con una sensualità così palpabile che persino Spotify arrossisce. Sound delicato e un testo che dice più di quanto sembri, è il perfetto esempio di amore “complicato”. 2. “All of Me” – John Legend Pè perfetta per chi vuole dichiarare amore eterno, e, non lo neghiamo, potrebbe convincere anche il più duro di cuore. Provate a resistere, se ci riuscite.   3. “Something” – The Beatles Quando si parla di canzoni d’amore, non possiamo non citare i Beatles. “Something” è una dichiarazione d’amore elegante e intensa che, se usata nel momento giusto, potrebbe far innamorare chiunque. 4. “Quando” – Pino Daniele Un capolavoro della musica italiana che unisce la poesia con il ritmo inconfondibile di Pino Daniele. È una dedica profonda e intima, perfetta per chi ama in modo semplice e vero.   5. “Every Breath You Take” – The Police Un brano che racconta l’amore in modo ossessivo, perfetto per chi ama i classici rock con un po’ di ambiguità.    

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Perché nell’era del #MeToo e di Black Lives Matter vincono le destre?

Viviamo in un periodo storico vibrante, segnato da movimenti sociali importanti come #MeToo e Black Lives Matter, nati con l’obiettivo di creare una società più giusta, equa e rispettosa. Sono stati e restano movimenti potenti, hanno rotto silenzi lunghi e dolorosi, portato in superficie le storie di chi ha subito discriminazioni, violenze e abusi. Ma in un contesto in cui tante persone chiedono giustizia e uguaglianza, ci si aspetterebbe una risposta di sostegno collettivo. Eppure in molti paesi, come dimostra la recente vittoria di Trump alle elezioni, le destre continuano a guadagnare consenso. La domanda dunque sorge spontanea: perché?   La risposta non è semplice, ma è anche troppo importante per essere evitata La “normalità” sbandierata dalle destre rassicura e conquista I cambiamenti sociali rapidi possono essere vissuti come minacce da chi si sente attaccato nei propri valori e abitudini. Movimenti come #MeToo e BLM hanno il merito di mettere in discussione pratiche tossiche e discriminazioni radicate, ma ciò può generare anche una reazione opposta: le destre cavalcano questa insicurezza, promettono un ritorno a una “normalità” familiare e rassicurante, in cui tutto sembra più semplice e meno esigente. È una strategia che fa presa, perché offre un rifugio e un senso di stabilità in un mondo che appare sempre più complesso. La politica trae vantaggio dalla polarizzazione delle opinioni La nostra è una realtà sempre più polarizzata, in cui ogni dibattito sembra trasformarsi in un conflitto aperto. Io stessa alzo gli occhi al cielo quando sento di classici riscritti e statue abbattute, minacce di morte a scrittrici famose ed eliminazione della parola “donna” dai documenti ufficiali. Già vi vedo che mi puntate il dito contro e mi date della reazionaria senza se e senza ma, ma il problema è proprio qui: nell’era dei social, forse si accusa troppo e si spinge troppo poco per stimolare la riflessione nel nostro avversario.  Le questioni sociali non sono più viste come cause comuni, ma come battaglie ideologiche da combattere. Le destre hanno imparato a sfruttare questa polarizzazione a proprio favore, e trasformato le istanze progressiste in temi divisivi. Chi si sente disorientato, invece di cercare il dialogo, tende a cercare rifugio in posizioni conservatrici, considerate più sicure e meno intransigenti. Identità e nostalgia: armi vincenti delle destre In un mondo che cambia rapidamente le persone cercano riferimenti solidi. Le destre offrono un senso di appartenenza legato a un passato idealizzato in cui ci si sente più protetti. In letteratura lo chiameremmo “idillio”. Promuovono un’identità forte che guarda con nostalgia alle “radici” e ai “valori tradizionali”. Questo messaggio risuona soprattutto tra chi percepisce il cambiamento come una minaccia alla propria identità culturale e personale, e spinge molti a scegliere chi promette di difenderla a tutti i costi. La vittoria di Trump alle elezioni è stata un brutto colpo per questi movimenti, ma non fermerà la loro crescita e il loro impatto. Ma  interrogarsi su cosa si è sbagliato nel comunicare al mondo l’idea di una società più giusta ed equa è un imperativo urgente ed essenziale di queste correnti: forse sta proprio a noi sollecitare quest’esame di coscienza, in attesa di sapere come cambierà il mondo dopo la vittoria di una destra che ci spaventa più che mai.    Scopri Land Magazine admin Novembre 6, 2024 Perché nell’era del #MeToo e di Black Lives Matter vincono le destre? Viviamo in un periodo storico vibrante, segnato da movimenti sociali importanti come #MeToo e Black Lives Matter, nati con l’obiettivo di creare una società più giusta, equa e rispettosa. Sono Read More admin Novembre 6, 2024 Ballo debuttanti Lago Maggiore, l’evento annuale promosso da associazione A P E V C O Domenica 3 novembre 2024, presso il Regina Palace Hotel di Stresa, si è conclusa con successo la tredicesima edizione  del Ballo Debuttanti Lago Maggiore. Una piacevole ed emozionante serata ricca di Read More admin Novembre 6, 2024 Recensione del Cofanetto “Strange Books – Tutti i racconti del libro dell’ignoto”: un viaggio nel mondo del bizzarro Se sei un appassionato di racconti strani, surreali e misteriosi, “Strange Books – Tutti i racconti del libro dell’ignoto” è una raccolta che non può mancare nella tua libreria. Un Read More admin Novembre 6, 2024 Quando la regola scolastica è diseducativa Scambiarsi una mela non è un crimine: riflessioni su un gesto di solidarietà vietatoIn un mondo che ha sempre più bisogno di solidarietà e che anela semplici gesti di vicinanza, Read More Dominique Pillinger Novembre 6, 2024 Tinder, Poliamore e LGBTQ+ – Gen Z e la loro libertà di amare A cura di La Generazione Z sta riscrivendo le regole dell’amore e delle relazioni, abbracciando una libertà di espressione e di scelta senza precedenti. In molti paesi, i giovani di Read More Silvia Dal cin Novembre 5, 2024 Rubrica “10 libri per bambini che non puoi non aver letto” Libro n. 8. “Guizzino” di Leo Lionni LA STORIAGuizzino è l’unico pesciolino nero tra tanti pesciolini rossi. Un giorno Guizzino rimane solo, perchè un grosso tonno ha mangiato il resto Read More admin Novembre 5, 2024 “Sagome di carta” di Eufemia Griffo: un viaggio tra magia, storia e profumi di erbe stregate Disclaimer: questo libro è stato acquistato autonomamente da Land Magazine per garantire un’opinione imparziale e non influenzata da collaborazioni promozionali o editoriali. La recensione riflette esclusivamente il giudizio del recensore Read More Cristina Ferri Novembre 2, 2024 Ricette: il Baklava di Aladino Di Cristina Ferri Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo. 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