Cinema

Ricette – Il brodo de La Bella e la Bestia

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More libri Ricette spaventose: I muffin di Emily – The Twilight Saga 13.10.24 storia Donne potenti nell’antico Egitto 12.10.24 recensioni Dracula di Bram Stoker, l’archetipo del male che seduce: la recensione di Land Magazine 11.10.24 scrittura creativa Drabble mania: consigli di scrittura per aspiranti scrittori (puntata 24) 11.10.24 racconti gratis Il lungo giorno della forchetta – Racconto gratis 10.10.24 recensioni Recensione: “L’esorcista” di William Peter Blatty – Il Male che non ti aspetti 09.10.24 storia Back in time: Una serva poteva davvero sposare un gentiluomo? 09.10.24 storia Il mistero della collana di Maria Antonietta: scandalo, inganni e la caduta della monarchia 09.10.24 Ricette – Il brodo de La Bella e la Bestia Stia con noiQui con noiSi rilassi d’ora in poiLeghi al collo il tovagliolo, poi faremo tutto noiSoupe du jour, antipastiNoi viviamo per servirProvi il pollo, è stupendoNon mi crede?Chieda al piattoVive l’amourVive la danceDopotutto missC’est la FranceE una cena qui da noi, c’est fantastiqueLei prenda il menùGli dia uno sguardo suPoi stia con noiSì con noiQui con noi Che ragùChe souffléTorte e caramel flambéPreparati e serviti come un grande cabaretLei è sola, impauritaMa la tavola è imbanditaVia la noia e la tristezzaViva la spensieratezzaLe magie e i misteriDegli amici candelieriChe raffinatezza, grazia e perfezionIn alto i caliciFacciamo un brindisiE stia con noiPoi vedràSoddisfatta se ne andràStia con noiSì con noiQui con noi Quando Belle si ritrova prigioniera presso il castello della Bestia, viene bene accolta dagli altri abitanti della casa, vittime di un terribile incantesimo. Tutti sembrano felici di vederla. Tutti tranne… la Bestia. La solitudine e gli anni passati nascosto lo hanno reso un vero animale. Nella fatidica scena del cartone, Belle gli insegna amorevolmente a mangiare il brodo senza sporcarsi. Ma vediamo insieme come preparare il brodo de La bella e la Bestia: Ingredienti: 2 carote 2 coste di sedano 1 cipolla 1 zucchina (facoltativa) 1 patata (facoltativa) 1 pomodoro (facoltativo) 1 spicchio d’aglio (facoltativo) 1 mazzetto di prezzemolo 1 foglia di alloro 1 rametto di timo o rosmarino (facoltativo) 1.5 litri di acqua Sale q.b. Procedimento: Lava bene tutte le verdure. Taglia grossolanamente le carote, il sedano, la cipolla, la zucchina, la patata e il pomodoro. In una pentola grande aggiungi le verdure, il prezzemolo, la foglia di alloro, e se vuoi, anche timo o rosmarino. Versa circa 1.5 litri di acqua fredda nella pentola, assicurandoti che le verdure siano coperte. Porta a ebollizione a fuoco medio. Quando l’acqua inizia a bollire, abbassa il fuoco e lascia cuocere a fuoco lento per 45 minuti – 1 ora. Più tempo lasci cuocere, più il brodo sarà saporito. Dopo circa 30 minuti, aggiusta di sale secondo il tuo gusto. Quando il brodo è pronto, filtra le verdure usando un colino o un setaccio fine. Puoi usare il brodo immediatamente o conservarlo. Conservazione: Il brodo vegetale può essere conservato in frigorifero per 2-3 giorni o congelato in porzioni per usarlo quando necessario. Puoi usare questo brodo come base per zuppe, risotti o altre preparazioni che richiedono un liquido saporito.

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Ricette: Gli spaghetti di Lilli e il vagabondo

Di Cristina Ferri Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo. Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More storia Maria Antonietta, prigioniera 280: la caduta della regina di Francia 11.09.24 società Uniforme scolastica: pro e contro 11.09.24 Eventi Titanic a Milano: un viaggio emozionante tra lussi, storia e… nessun iceberg in vista! 10.09.24 libri Segnalazione d’uscita “Max Wolf & CO.”, di Silvia Dal Cin e Claudia Simona Carbonelli 10.09.24 libri Giovani autori – episodio 1 10.09.24 firstletter Come le storie illustrate possono insegnare valori importanti ai bambini 09.09.24 società La Caccia alle Streghe nell’Era Digitale: Cyberbullismo e Linciaggi Online 08.09.24 interviste Bere come un vero scrittore italiano per ragazzi – Stefano Bordiglioni 07.09.24 Ricette: Gli spaghetti di Lilli e il vagabondo   La notte di Natale, Gianni regala alla moglie Lisa un cucciolo di cocker che i due chiamano Lilli. Nel frattempo, un cane randagio di nome Biagio vive mendicando gli scarti dal ristorante italiano della città. Dopo la nascita del bambino, la coppia deve assentarsi da casa per qualche tempo e affida il bambino e Lilli alla zia di Gianni, Sara. La donna, però, non sopporta i cani e proibisce a Lilli di avvicinarsi al bambino. I gatti di Sara mettono a soqquadro la casa e fanno ricadere la colpa su Lilli. La donna decide di portare Lilli in un negozio di animali per comprare una museruola ma, una volta lì, il cocker riesce a fuggire e si ritrova a vagare per la città, dove viene attaccata da alcuni cani randagi. Per fortuna, Biagio è nei paraggi e scaccia i cani mettendo in salvo la vita di Lilli. La porta allo zoo dove un castoro riesce a liberarla dalla museruola e, alla sera, le mostra come vive libero, senza padroni, consumando con lei una cena a lume di candela che si conclude con il famoso bacio. Vediamo come preparare il sugo di polpette per gli Spaghetti di Lilli e il vagabondo Ingredienti: Per le polpette: 400 g di carne macinata (manzo o un misto di manzo e maiale) 1 uovo 50 g di pane raffermo (o mollica di pane) Latte q.b. per ammorbidire il pane 2 cucchiai di parmigiano grattugiato 1 spicchio d’aglio tritato finemente Prezzemolo fresco tritato (una manciata) Sale e pepe q.b. Pangrattato (se necessario) Per il sugo: 700 ml di passata di pomodoro 1 spicchio d’aglio Olio extravergine d’oliva q.b. Sale q.b. Foglie di basilico fresco (facoltative) Per la pasta: 400 g di spaghetti Parmigiano grattugiato (per servire) Preparazione: Preparare le polpette: Metti il pane raffermo in una ciotola con un po’ di latte e lascialo in ammollo per qualche minuto, finché sarà ben morbido. In una ciotola capiente, unisci la carne macinata, l’uovo, il pane ammorbidito e strizzato, il parmigiano grattugiato, l’aglio tritato, il prezzemolo, sale e pepe. Impasta bene il tutto con le mani e forma delle piccole polpette, grandi come una noce. Se l’impasto risulta troppo morbido, puoi aggiungere un po’ di pangrattato. In una padella con olio caldo, puoi friggere le polpette per sigillarle e dare loro una crosticina, ma è anche possibile cuocerle direttamente nel sugo, se si preferisce una versione più leggera. Preparare il sugo: In una pentola capiente, versa un filo d’olio extravergine d’oliva e aggiungi uno spicchio d’aglio intero (che potrai rimuovere in seguito). Fai rosolare leggermente l’aglio per insaporire l’olio. Versa la passata di pomodoro nella pentola e aggiusta di sale. Lascia cuocere a fuoco medio-basso per circa 10 minuti e unisci le polpette.    

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Ricetta: La torta a strati della bella addormentata nel bosco

La torta a strati della bella addormentata nel bosco So chi sei, vicino al mio cuor ogni or sei tu So chi sei, di tutti i miei sogni il dolce oggetto sei tu Coro: Anche se nei sogni è tutta illusione, nulla più Il mio cuore sa che nella realtà A me tu verrai e che mi amerai ancor di più   Re Stefano e la sua consorte festeggiano la nascita della loro figlia Aurora. Tra i numerosi ospiti ci sono tre fate buone che benedicono la sua nascita con i loro doni. Malefica, per vendicarsi di non essere stata invitata, maledice la bambina: prima del suo sedicesimo compleanno si pungerà il dito con un arcolaio e morirà. Le fate, consapevoli che l’incantesimo di Malefica non può essere annullato, propongono di allevarla come una normale contadina fino al giorno del suo sedicesimo compleanno. Giunto il fatidico giorno, le tre fatine decidono di preparare per lei una deliziosa torta a strati. Vediamo insieme come preparare la torta della Bella addormentata nel bosco Ingredienti Per il pan di Spagna: 6 uova grandi a temperatura ambiente 180 g di zucchero 180 g di farina 00 setacciata 1 cucchiaino di estratto di vaniglia Un pizzico di sale Per la farcitura e la decorazione: 600 ml di panna fresca da montare 80 g di zucchero a velo (facoltativo) Colorante alimentare azzurro in gel o in polvere Decorazioni a piacere (zuccherini, confetti) Procedimento Preparazione del pan di Spagna: Preriscalda il forno a 180°C. Imburra e infarina 3 stampi da 20 cm di diametro o utilizza carta da forno per evitare che il pan di Spagna si attacchi. In una ciotola grande, monta le uova con lo zucchero e un pizzico di sale per circa 10-15 minuti, finché non ottieni un composto chiaro e spumoso. Setaccia la farina direttamente nel composto, aggiungendola gradualmente e mescolando delicatamente con una spatola per non smontare il composto. Aggiungi anche la vaniglia. Versa il composto nei tre stampi e cuoci in forno per 20-25 minuti. Sforna e lascia raffreddare completamente prima di rimuovere dagli stampi. Preparazione della panna colorata: In una ciotola monta la panna con lo zucchero a velo fino a ottenere una consistenza soda. Aggiungi poche gocce di colorante azzurro alla panna e mescola delicatamente fino a ottenere il colore desiderato.  Assemblaggio della torta: Metti il pan di Spagna su un piatto da portata e spalma uno strato di panna azzurra. Aggiungi il secondo strato di pan di Spagna e ripeti l’operazione. Rivesti l’intera torta con la panna colorata, usando una spatola per livellare la superficie. Lascia riposare la torta in frigo per almeno un’ora prima di servirla.

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Ricette: i biscotti di Rapunzel

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More storia Maria Antonietta, prigioniera 280: la caduta della regina di Francia 11.09.24 società Uniforme scolastica: pro e contro 11.09.24 Eventi Titanic a Milano: un viaggio emozionante tra lussi, storia e… nessun iceberg in vista! 10.09.24 libri Segnalazione d’uscita “Max Wolf & CO.”, di Silvia Dal Cin e Claudia Simona Carbonelli 10.09.24 libri Giovani autori – episodio 1 10.09.24 firstletter Come le storie illustrate possono insegnare valori importanti ai bambini 09.09.24 società La Caccia alle Streghe nell’Era Digitale: Cyberbullismo e Linciaggi Online 08.09.24 interviste Bere come un vero scrittore italiano per ragazzi – Stefano Bordiglioni 07.09.24 Ricette: i biscotti di Rapunzel La storia si apre con la perfida Gothel che s’intrufola nel castello per rapire la principessa, una bambina con meravigliosi capelli magici, che ha il potere di farla restare giovane. Per tenerla nascosta dal mondo, Goethe rinchiude Rapunzel in una torre isolata in mezzo alla foresta. Man mano che cresce, però, Rapunzel sviluppa la voglia di uscire dalla torre.  Lì rinchiusa, la ragazza impara comunque a intrattenersi da sola: disegna, dipinge e cucina biscotti. Vediamo come preparare insieme i biscotti di Rapunzel: Prepariamo insieme i biscotti di Rapunzel: Ingredienti: 220 g di farina 00 120 g di burro morbido (a temperatura ambiente) 100 g di zucchero semolato 100 g di zucchero di canna 1 uovo 1 cucchiaino di estratto di vaniglia 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio 1 pizzico di sale 200 g di gocce di cioccolato (fondente, al latte o misto) (Facoltativo) 50 g di noci o nocciole tritate grossolanamente Preparazione: Preparare l’impasto: In una ciotola, setaccia la farina con il bicarbonato di sodio e aggiungi il pizzico di sale. Metti da parte. In un’altra ciotola, lavora il burro morbido con lo zucchero semolato e lo zucchero di canna utilizzando una frusta (o un mixer elettrico) fino a ottenere un composto cremoso e spumoso. Unisci l’uovo e l’estratto di vaniglia al composto di burro e zucchero, continuando a mescolare finché non sarà ben amalgamato. Aggiungi gradualmente la miscela di farina e bicarbonato al composto umido, mescolando delicatamente con una spatola o un cucchiaio di legno. Unisci le gocce di cioccolato e, se vuoi, anche le noci o le nocciole tritate. Mescola fino a distribuirli uniformemente nell’impasto.

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Hanno ucciso l’uomo ragno, inno di una generazione

A dodici anni come quasi tutte le coetanee ero fan assidua degli 883, e innamorata di Max Pezzali.  Si facevano cose stupide. Entrare con degli amici in un albergo abbandonato passando per una finestra rotta, trovare gli elenchi telefonici di tutte le città, cercare Pavia, trovare il fiorista Pezzali e da una cabina telefonica chiamare: «C’è Max?». E di là, sua madre, con infinita pazienza: «No, Max non c’è…». E dunque impossibile essere imparziali, nonostante siano passati trent’anni, verso una serie tv che parla di loro, gli 883. Se è vero che i fan sono i più assidui difensori dei loro beniamini, certo sono anche i più critici verso chi tenta di riprodurne la vita e la carriera. E infatti ero indecisa se vederla, questa serie che porta il nome della loro hit (Hanno ucciso l’uomo ragno), temendo una delusione. «Sarà zuccherosa», paventava qualcuno. Invece è bastato il trailer, un paio di battute, e ogni mia resistenza è sparita, e sono stata rapita e portata di colpo al 1990.   Prima cosa da dire: questa non è una serie, è un inno a una generazione.   Molte delle cose che hanno fatto Max e Mauro le abbiamo fatte tutti. Alcune anche per loro. L’episodio surreale dei due che una sera vanno a cercare un rospo sulla riva del fiume come alternativa a una sostanza stupefacente da dare a un disc jokey per rabbonirlo, chissà perché mi ha fatto ripensare a quell’estate, all’hotel abbandonato, al cercare il suo numero di telefono tra elenchi polverosi. A tutte le cose stupide che facevamo, proprio per quelli che erano i nostri idoli. Loro hanno creato un sogno. Quello che a un certo punto, in un momento malinconico, dopo il loro litigio Mauro sembra aver perso. Così per un po’, una manciata di anni, per noi quel sogno sono stati loro. La serie tv ha svariati pregi, di quelli che appartengono solo alla miglior commedia agrodolce italiana. Bella la fotografia degli anni Novanta, le strade di città con le vecchie auto targate Pv, la riva del Ticino. Lo zaino Invicta, le canzoni a nastro di quegli anni come colonna sonora. Splendida la prima inquadratura di Max e Mauro insieme, a scuola, con la telecamera che da Max allarga verso il compagno: «Un disegno complicatissimo che voleva che tu arrivassi su quel banco, su quella sedia». Emozionante il flashforward quando i due accendono per la prima volta l’impianto e di colpo la scena slitta alla vittoria del Festivalbar, e nella sigla finale la voce di Max attore che canta Nord sud ovest est si fonde con quella del vero Max. E poi il ritorno con il furgone da Milano dopo l’incontro con Claudio Cecchetto. «Quando diceva che “Non me la menare” la butta fuori. Fuori intendeva… in radio?». «Io non ci ho capito un cazzo». Gli 883 siamo noi. Noi che ci sentiamo fuori posto, noi che siamo sempre un passo indietro, noi che a quel sogno realizzato forse non ci arriveremo mai. Perché è l’aspettativa del sogno quella che ci tiene in vita. Anche a costo di passare il segno: «Ora, Max, il nostro motto deve essere: dignità zero!». Questa serie ci ha mostrato che loro, il nostro personale “sei un mito”, non erano poi diversi da noi. Ci ha detto: gli 883 erano voi, ecco perché vi piacevano così tanto. Ma Hanno ucciso l’uomo ragno piace anche ai più giovani, a chi gli anni Novanta non li ha vissuti. Perché certe cose sono per sempre, come l’idea di un’amicizia che duri per la vita. Alcuni episodi sono più leggeri, in altri affiora l’inevitabile nostalgia. Nel vedere le puntate un po’ abbiamo riso e un po’ ci siamo commossi, un po’ abbiamo cantato e un po’ abbiamo pensato: “Anche noi”. Perché lì davanti, come una cassetta che si riavvolge, sono scorsi gli anni. Quelli di provincia, tutti amici e motorino, che si sa non tornano più. E poi il riscatto di Mauro Repetto, che per noi era solo “quello che balla”, personaggio di spalla e marginale di difficile interpretazione, e si è rivelato invece, scoperta inaudita, l’anima di quel duo. «Se io sono qua – dice Max – è perché tu mi hai fatto credere che potevo starci». Una parentesi sugli attori, giovanissimi e poco più che esordienti, che hanno fatto un’ottima interpretazione;  semplicemente, non ci si accorge che stanno recitando. Per tutto il tempo, vige la sospensione dell’incredulità. Come se quella storia la stessero vivendo loro stessi e gli anni Novanta fossero il presente. Il regista Sydney Sibilia, classe 1981, ha realizzato un’opera semplice eppure grandiosa. Si perdona qualche sbavatura, un Fiorello poco “Fiorello”, alcune performance secondarie migliorabili, a volte accenti un po’ forzati. Perché in fondo ha fatto emergere tutto l’amore che abbiamo provato in quegli anni verso una band che tanto parlava di noi. E tutto l’amore che ancora proviamo verso quegli anni lì, incredibili, semplici, tanto nostri.

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