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Novità nel catalogo First Letter: arrivano i classici illustrati per bambini

Sapete che gli albi illustrati possono offrire una versione moderna e accessibile dei classici della letteratura? Ideali per i bambini e non solo, gli albi illustrati sono libri che combinano testo e immagini per raccontare storie, rendendo la lettura più coinvolgente e divertente e, perché no, più semplice. Gli albi illustrati stimolano l’immaginazione, perché le illustrazioni aiutano i bambini a visualizzare la storia e facilitano la comprensione del testo (spesso semplificato). Gli albi illustrati sono inoltre un ottimo modo per iniziare a leggere, specialmente per i bambini. Illustrare i classici vuol dire offrire una modalità nuova di approccio sia a bambini che adulti, che possono condividere i loro libri preferiti con i più piccoli. Anche in Piccole Donne, la nuova proposta edita da First Letter, con illustrazioni di Matteo Della Libera, l’intento è quello: avvicinare bambini e adulti nella lettura, proponendo un libro ricco di disegni e colore, con un testo semplificato, da leggere insieme ai più grandi, prima di passare alla versione completa della storia.

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Beatrix Potter e i disegni di spore e funghi

Beatrix Potter non fu solo illustratrice e scrittrice. Era anche appassionata di botanica e lo zio Sir Henry Roscoe, noto chimico britannico, la aiutò negli studi. Le presentò il direttore del Kew Gardens perchè le fosse concesso di frequentare il centro. Beatrix studiò le spore al microscopio e ne produsse diverse illustrazioni, come riportate anche nel “The Australian National Botanic Gardens, Case Studies Beatrix Potter”. L’Accademia delle scienze britannica, la Royal Society, rifiutò però di pubblicare le sue illustrazioni scientifiche in quanto donna e in seguito, per lo stesso motivo, la Linnean Society di Londra non le permise di presentare al proprio consiglio di scienziati la sua teoria sulla germinazione delle spore fungine. Le sue osservazioni confluirono in uno studio che venne letto davanti alla Linnean Society nel 1897, ma lei non potè essere presente alla riunione; le donne non erano infatti ammesse alle riunioni (fu così fino al 1905 e solo nel 1997 la Society si scusò pubblicamente di non aver dedicato negli anni la giusta attenzione ai contributi scientifici femminili). Ulteriori prove della sua grande capacità come naturalista si ritrova anche nel volume “A Victorian Naturalist: Beatrix Potter’s Drawings from the Armitt Collection” (1992). Nel capitolo sul lavoro micologico di Beatrix ci sono molti disegni di ciò che ha osservato al microscopio. Piccola divagazione: cos’è il Kew Gardens? È un meraviglioso giardino botanico, il luogo con la maggiore biodiversità sulla Terra. Si trova nel borgo londinese di Richmond upon Thames, a sud ovest di Londra. Fondato nel 1759, è una delle principali attrazioni turistiche di Londra ed è un sito patrimonio dell’umanità.

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Ma le sorelle March sono davvero esistite?

Le Sorelle March! Le ragazze create dalla penna di Louisa May Alcott sono un esempio di donne (più o meno forti e indipendenti) nella letteratura americana del XIX secolo. Il romanzo “Piccole donne” segue le vicende di quattro sorelle: Meg, Jo, Beth e Amy. Margareth detta Meg è la sorella maggiore, responsabile e matura. Josephine detta Jo è la protagonista, indipendente e ribelle, che vuole diventare una scrittrice. Elizabeth detta Beth è la sorella dolce e gentile, timida e amante del pianoforte. Amy è la sorella più giovane, artistica e vanitosa. Ma sono davvero esistite? Beh sì, in un certo senso. La Alcott trovò l’ispirazione per le sorelle March tra le mura domestiche: Louisa si ispirò infatti a sé stessa e alle sue sorelle, Anna, Elizabeth e May. A quanto pare c’è molto di Louisa e del suo modo di pensare e vedere il mondo nel personaggio di Jo. E tu? Qual è la tua sorella March preferita? Se ami Piccole Donne non perderti l’albo illustrato da Matteo Della Libera, edito da First Letter editrice. Arriva presto!

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5 curiosità su Jane Austen

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Jane studiò in una scuola femminile Sappiamo che Jane venne mandata in una scuola femminile di Oxford all’età di sette anni, ma poco dopo dovette tornare a casa per via del tifo. Amante di romanzi (sentimentali) Jane Austen era una grande amante della lettura e, in particolare, dei testi di Samuel Richardson. «La sua conoscenza delle opere di Richardson era tale che probabilmente nessuno potrebbe eguagliarla oggi» afferma suo nipote James Edward Austen-Leigh. Ma come biasimarla? Se anche tu hai amato la storia di Pamela, sai di cosa sto parlando. Il matrimonio mancato Nonostante i romanzi di Jane Austen siano costellati da matrimoni, la scrittrice non si sposò mai, anche se si innamorò (o magari stava scherzando) di Tom Lefroy, un giovane studente di legge. Aveva un viso dolce, simpatico, con occhi e sopracciglia scuri, ci dice Worsley. I due si conobbero, ballarono insieme ma lui non arrivò mai a farle la proposta di matrimonio. Il nascere di un legame più importante venne bloccato dall’improvvisa partenza di lui, organizzata di proposito da Mrs Lefroy per allontanarli. Che guaio questi parenti! Proprio come in Persuasione, una giovane Jane si trova costretta a sottostare a scelte non sue. Ma se Tom fosse rimasto, quale sarebbe stato il finale? Magari Jane avrebbe accettato o magari no, avrebbe riso e raccontato quest’episodio a Cassandra con una punta di ironia. George, il fratello allontanato Non tutti sanno che Jane aveva un fratello con gravi problemi. George, il secondogenito degli Austen, venne infatti allontanato dalla famiglia. Il ragazzo aveva gravi disabilità, e si dice che Jane fosse solita parlargli “con le dita”. Di lui non vi sono menzioni, neanche nelle lettere. Orgoglio e pregiudizio non era il titolo iniziale dell’opera Pare infatti che fosse stato già pubblicato in precedenza un libro dal titolo First Impression.  

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BEATRIX POTTER: non solo conigli.

Beatrix Potter, creatrice di Peter Rabbit e di molti altri personaggi divenuti iconici, non si occupò solo di libri… e di conigli. Fu un’appassionata allevatrice di pecore razza Herdwick, che rischiava l’estinzione. Si spese anche enormemente per la salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente naturale (ambiti all’epoca prevalentemente maschili). A partire dal 1905, iniziando con la piccola proprietà di Hill Top, acquistò poi i terreni adiacenti, proteggendo la regione del Lake District dalla costruzione di una ferrovia che l’avrebbe attraversata, e dalla lottizzazione indiscriminata. Alla morte lasciò al National Trust oltre 4000 acri di terra, 15 fattorie e numerosi cottage, in un gesto di grande generosità e a dimostrazione della logica imprenditoriale dell’artista: conservare la natura, patrimonio comune. Nel 1909 acquistò Castle Farm, dove andò a vivere insieme al marito. Nel villaggio di Near Sawrey è conosciuta come Mrs. Heelis, il cognome del marito. Partecipa pienamente alla vita della comunità, presta servizio nei comitati per migliorare la vita rurale. Nel 1923 acquisòa Troubeck Park, con un allevamento di pecore malate che si impegnò a riportare in salute. Ben presto le sue pecore, grazie alla sperimentazione dei più recenti rimedi per le malattie e l’impiego dei migliori pastori (su tutti, Tom Storey), iniziano a ottenere riconoscimenti. Nel 1943 Beatrix Potter viene eletta Presidente della Herdwick Sheep Breeds Association (HSBA).  Che cos’è la HSBA? Questa associazione di allevatori si autodefinisce “custode del paesaggio più bello d’Inghilterra” e il Patrono dell’associazione è nientemento che Sua Maestà Re Carlo III. Si occupano di allevare pecore di razza Herdwick e Beatrix fu la prima donna a ricoprire la carica di Presidente! Scopri altre curiosità su Beatrix Potter nel saggio edito da First Letter editrice!

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