Beatrix Potter

BUON COMPLEANNO BEATRIX POTTER!

Il 28 luglio 1866 nasceva a Londra l’illustratrice, scrittrice, imprenditrice (e molto altro) Beatrix Potter. Principalmente nota per il personaggio di Peter Coniglio, Beatrix Potter creò in realtà numerosissimi personaggi originali: lontani dall’essere solo animaletti antropomorfi, i suoi coniglietti, ricci, volpi ecc agivano e si comportavano e si muovevano come animali. Questo tipo di sguardo rese i protagonisti delle sue storie davvero interessanti: sebbene i coniglietti indossassero vestiti e camminassero su due zampe, vivendo in case arredate, movimenti e pensieri rimasero naturali e coerenti. Oltre a illustrare e scrivere storie per bambini, la Signora Potter fu imprenditrice sia in campo editoriale che nel settore agricolo. Si dedicò alla salvaguardia del paesaggio del Lake District e di una razza di pecore in particolare. Contribuì alle ricerche su spore e funghi grazie alla sua capacità di osservazione e alla sua precisione nel disegno. Vi ho incuriosito? Volete sapere cos’altro riuscì a fare questa donna vittoriana, che seppe sfidare e vincere moltissime convenzioni? Trovate più informazioni nel saggio: https://amzn.eu/d/f7hQta1

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Alice in Wonderland e Beatrix Potter, un legame inaspettato.

Se leggendo questo titolo vi state chiedendo che cosa abbiano in comune “Alice nel paese delle meraviglie” e Beatrix Potter, eccovi accontentati. No, il legame non sono i conigli. O per lo meno, non solo! Il 4 luglio 1862 Lewis Carroll parlò per la prima volta di Alice. Era in barca sul Tamigi con le sorelle Liddell (tra le quali Alice, la bambina che ispirò la storia). A luglio del 1865 venne stampata la prima edizione di “Alice in Wonderland” (Alice nel paese delle meraviglie), subito ritirata perché l’illustratore non era soddisfatto della qualità di stampa. La prima edizione effettiva è del 1866. Bene, e l’altra parte di questo legame? Helen Beatrix Potter è stata un’illustratrice, una scrittrice, una naturalista, un’imprenditrice e molto altro. Il suo amore per la vita e per la natura era e rimane palpabile tra le pagine dei suoi lavori. Nata il 28 luglio 1866 a South Kensington, Londra, sotto il segno del Leone, morì il 22 dicembre 1943 a Near Sawrey, sempre nel Regno Unito. Ma allora qual è il legame tra l’opera di Carroll e Beatrix Potter, oltre all’anno “di nascita”? Dal saggio “Searching for Beatrix Potter” edito da First Letter editrice: “l’amore di Beatrix per il disegno e la pittura, specialmente ad acquerello, sembra sia nato già nell’infanzia. A circa sei o sette anni la bambina ricevette in regalo dal professor Wilson, un amico del padre, una copia di “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” con le illustrazioni di Tenniel, che la affascinarono. *** Piccola divagazione: Sir John Tenniel (1820 – 1914) era un pittore e illustratore britannico, ricordato soprattutto per le sue illustrazioni dei romanzi di Lewis Carroll. Il suo stile era umoristico e la qualità artistica delle sue opere molto elevata. L’eleganza della composizione, l’accuratezza e la precisione nel disegno e nel tratto hanno sicuramente ispirato la Beatrix bambina. Quindi ecco spiegato il legame! Se volete scoprire altro su Beatrix Potter, trovate molte informazioni e curiosità su di lei nel saggio sopra menzionato.

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IL MAIALINO ROBINSON È LIBERO… DAL COPYRIGHT

Ogni inizio anno divento curiosa e spulcio la pagina Wikipedia : https://en.wikipedia.org/wiki/2026_in_public_domain Eccola lì! Tra i titoli diventati di pubblico dominio a partire dal 2026 spunta una delle storie di Beatrix Potter, The tale of Little Pig Robinson. Cosa significa “pubblico dominio”? Significa che a partire dal 1° gennaio 2026, alcune opere potranno essere utilizzate liberamente da chiunque senza dover richiedere autorizzazione o pagare royalties. I diritti d’autore di un’opera sono scaduti e quindi l’opera può essere utilizzata, riprodotta e modificata senza restrizioni. Quali opere entreranno nel pubblico dominio nel 2026? Se siete curiosi le trovate al link sopra indicato. Ma cosa posso fare con un’opera di pubblico dominio? Posso riprodurre e distribuire l’opera, creare nuove versioni o adattamenti e utilizzare l’opera per scopi commerciali o educativi. Ma anche un’opera è di pubblico dominio, è importante rispettare i diritti morali dell’autore e non ledere mai la sua reputazione! Dicevamo, diventa di pubblico dominio una delle ultime opere pubblicate da Beatrix Potter, anche se fu una delle prime da lei scritte. LA STORIA DEL PORCELLINO ROBINSON (1930)The Tale of Little Pig Robinson La storia del porcellino Robinson venne pubblicata contemporaneamente in Inghilterra e in America (la versione americana contiene dodici illustrazioni in bianco e nero in più). Anche questa storia trae ispirazione da una lettera, indirizzata a Eric Moore nel 1894, nella quale Beatrix dichiara il legame alla filastrocca del Gufo e della Gattina (The owl and the Pussy-cat) di E. Lear. È proprio a questa filastrocca che Beatrix rende omaggio nel secondo capitolo della Storia del porcellino Robinson, quando scrive “Vi ricordate la storia del Gufo e della Gattina, con la loro bella barca color verde pisello?” e nel finale “(…) così posso solo riferire i racconti del Gufo e della Gattina, che ci passarono (ndr. sull’isola dell’albero Bongorno) diciotto mesi dopo, in una tappa della loro deliziosa luna di miele. Mi parlarono con entusiasmo del clima, anche se per il Gufo faceva un po’ troppo caldo”. La storia racconta del porcellino Robinson, inviato in città per delle compere dalle due zie; il poverino viene rapito da una nave mercantile e prima di diventare la cena speciale dell’equipaggio riesce a salvarsi, aiutato da Sam il gatto di bordo e finendo su un’isola, quella dell’albero Bongorno. Beatrix si ispira chiaramente anche alla storia di Robinson Crusoe (romanzo di Defoe del 1719), sull’onda della moda della robinsonade, un genere letterario composto da storie che narrano le avventure di un protagonista che a causa di un evento inaspettato si ritrova isolato dalla società, spesso su un’isola deserta. Le illustrazioni sono in bianco e nero e a colori. È l’unica storia lunga, divisa in otto capitoli. “<Lasciate perdere il gatto! Riportatemi il porcello! O tutta quella buona salsa di mele andrà buttata!> gridava il cuoco, fuori di sè, brandendo coltello e forchetta.” Se vuoi scoprire le altre opere di Beatrix Potter trovi il saggio qui: https://amzn.eu/d/f7hQta1

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BEATRIX POTTER e i biglietti di Natale

Nel Natale del 1889, Beatrix Potter ha 23 anni. Come regalo per i familiari realizza dei biglietti di auguri con protagonisti animaletti di campagna e li sistema sotto i piatti della colazione. Tutti ne sono entusiasti. A partire dall’anno successivo, lei e il fratello, incoraggiati dallo zio Sir Henry Roscoe, crearono biglietti di auguri di Natale e per le occasioni speciali. I soggetti principali erano topi e conigli, nel personalissimo stile di Beatrix. La casa editrice londinese Hildesheimer and Faulkner acquistò i disegni, entusiasta soprattutto quelli che rappresentavano Benjamin Bunny (cugino di Peter Rabbit, ilpersonaggio più noto di Beatrix). L’impresa decise di usare quelle illustrazioni per accompagnare un componimento di Frederic Weatherly dal titolo “A Happy Pair”. Pochi anni dopo, nel 1893, la stessa azienda acquistò molte altre illustrazioni di Beatrix per una raccolta di versi intitolata Our Dear Relations.  Una curiosità: la Hildesheimer & Faulkner le inviò un assegno di sei sterline per l’acquisto della serie e l’invito “all’autore” di produrne altri. Non sapevano infatti che l’autrice fosse una “signorina”. Quando Beatrix si recò, accompagnata dallo zio, negli uffici londinesi, immaginiamo la sorpresa dell’editore! La visita viene raccontata in una delle lettere di Beatrix, nella quale ammette candidamente di aver ringraziato il suo “modello”, il coniglio Benjamin Bouncer, una tazza piena di semi di canapa. La fortuna di Beatrix Potter ebbe quindi inizio con dei biglietti natalizi (e con delle lettere inviate a piccoli amici ~ se vuoi saperne di più trovi altre informazioni nel saggio edito da First Letter editrice). Anche voi regalate piccoli oggetti creati da voi per le festività? Chissà, magari avrete la stessa carriera di Beatrix! In ogni caso, un augurio di un sereno Natale a tutti voi. Con affetto, Silvia

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5 cose che forse non sai su Beatrix Potter

(e che ti faranno guardare Peter Coniglio con un certo rispetto) Quando si pensa a Beatrix Potter, l’immagine è chiara: animaletti in giacca, tazze da tè, conigli impertinenti e un’atmosfera così british da profumare di biscotti al burro.Eppure, dietro quei disegni apparentemente innocui, si nasconde una donna molto più sorprendente di quanto immagini.Pronto a rovinarti l’infanzia? Tranquillo: solo un pochino. 1. Non era solo una scrittrice (ma quasi una scienziata) Prima di diventare la “mamma” di Peter Rabbit, Beatrix Potter era affascinata dalla micologia (sì, lo studio dei funghi 🍄).Li osservava, li catalogava e li disegnava con una precisione tale che alcuni suoi studi furono presi sul serio… anche se, essendo donna, non vennero mai ufficialmente riconosciuti.Morale: mentre altri disegnavano fiorellini, lei studiava spore. 2. Peter Coniglio è nato in una lettera privata Il celebre Peter Rabbit non nasce come libro, ma come lettera illustrata per un bambino malato, il piccolo Noel Moore.Era un regalo, non un piano editoriale.Un po’ come dire: “Ti mando una storia per farti sorridere” → bestseller mondiale. Normale, no? 3. È stata una pioniera dell’autopubblicazione   Quando gli editori rifiutarono The Tale of Peter Rabbit, Beatrix fece quello che oggi farebbe qualsiasi autore determinato:👉 se lo pubblicò da sola.Stampò il libro a sue spese, in piccolo formato, proprio come lo voleva lei.Risultato? Gli editori cambiarono idea. Classico. 4. Ha salvato il Lake District (prima che fosse di moda) Con i soldi guadagnati dai suoi libri, Beatrix Potter acquistò fattorie e terreni nel Lake District, preservandoli da speculazioni e distruzione.Alla sua morte, lasciò tutto al National Trust.In pratica: ambientalista ante litteram, quando nessuno usava ancora l’hashtag #SaveThePlanet. 5. I suoi libri sono meno “pucciosi” di quanto pensi Rileggi le storie con occhi adulti e noterai una cosa inquietante:gli animali finiscono cucinati, puniti, umiliati o messi in pericolo con grande nonchalance.Altro che zucchero e arcobaleni: Beatrix Potter credeva nell’educazione… anche traumatica, se necessario. Beatrix Potter non era solo una dolce illustratrice vittoriana.Era una donna intelligente, testarda, indipendente, amante della natura e con un talento tale da trasformare un coniglio disobbediente in un’icona mondiale.E tutto questo, senza mai perdere il suo inconfondibile aplomb inglese. Altro che “libri per bambini”. 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