Settembre 2024

Emily in Paris – le recensioni di Land Magazine

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui EMILY IN PARIS MON AMOUR Un’americana a Parigi, vestiti sgargianti e poco sobri, amicizie nate e finite, amori in sospeso, cuori spezzati. Ebbene sì, Emily in Paris è la trama romance per eccellenza e se si ama il genere guardarlo diventa fondamentale e, alla fine, ci si ritrova a non poterne fare a meno. Perché è vero che la storia è poco originale e i personaggi stereotipati all’ennesima potenza, ma è anche vero che senza questi la serie tv non funzionerebbe allo stesso modo. Mettiamoci anche degli attori particolarmente affascinanti ed ecco che si sta poco a innamorarsi di tutto il pacchetto. Per chi ha seguito le vicende di Emily fin dalla prima serie saprà come questa si sia impelagata in storie con due uomini differenti e in quest’ultima, divisa in due parti, arriverà alla scelta pur con molti ostacoli da superare. In fondo in ogni storia d’amore che si rispetti, nei libri, film e serie tv soprattutto, il lieto fine va conquistato a colpi di cuori spezzati e riparati, ma è questo il bello del mondo del romance. Per quanto riguarda la quarta stagione – non si sa se sara l’ultima – ciò che accade è interessante e godibile, i temi trattati sono molteplici e le questioni lavorative – oltre a quelle amorose – hanno un ruolo cruciale, mettendo in luce le complicazioni che si possono avere in certi ambiti e ambienti. C’è una piccola parte tutta girata in Italia e dove vediamo luoghi a noi familiari e attori di cui ignoravamo – forse – l’esistenza e che si sono dimostrati decisamente all’altezza ma anche attori navigati che sono sempre sulla cresta dell’onda. Raul Bova per citarne uno che nella serie tv recita in inglese e interpreta un regista che in passato ha avuto una storia con una delle protagoniste (non dico chi è, per questo affidatevi alla piattaforma). Devo ammettere che la cosa che più mi ha impressionato è stata la bravura degli attori nel recitare una stessa scena in diverse lingue, mettendo in luce competenze che mi hanno lasciato esterrefatta. L’unico cruccio che rimane è quel finale aperto che lascia ben sperare in una quinta serie, ma che non sarà così immediata. Non si può dire più di così perché lo spoiler non è mai bello, per cui se avete voglia di un po’ di leggerezza o di passare qualche ora in compagnia della frivolezza – che ogni tanto fa bene – non vi resta che guardare Emily alle prese con i piccoli e grandi problemi quotidiani. Scopri Land Magazine Oriana Turus Settembre 13, 2024 Emily in Paris – le recensioni di Land Magazine A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More Elisabetta Settembre 13, 2024 Drabble mania: consigli di scrittura per aspiranti scrittori (puntata 22) Elisabetta Venturi Scrittrice e insegnante Drabble mania Scrivere drabble insegna a colpire, emozionare, stupire, sconvolgere il lettore con poche parole. Inoltre puoi giocare con le parole: scrivere una storia intorno Read More admin Settembre 11, 2024 Maria Antonietta, prigioniera 280: la caduta della regina di Francia Maria Antonietta, da regina a prigioniera numero 280. La trasformazione è epica, e non nel senso positivo del termine. Dopotutto, passare dai banchetti regali alle prigioni umide e fredde non Read More Oriana Turus Settembre 11, 2024 Uniforme scolastica: pro e contro A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Settembre 10, 2024 Titanic a Milano: un viaggio emozionante tra lussi, storia e… nessun iceberg in vista! 4o Quando ho deciso di visitare la mostra Titanic: The Immersive Experience, devo ammettere che non mi aspettavo molto di più della classica esposizione museale: qualche oggetto recuperato dal fondo Read More admin Settembre 10, 2024 Segnalazione d’uscita “Max Wolf & CO.”, di Silvia Dal Cin e Claudia Simona Carbonelli COMUNICATO STAMPA Il 10 settembre segna l’uscita ufficiale del libro Max Wolf & CO., un’opera firmata da Silvia Dal Cin per i testi e Claudia Simona Carbonelli per le illustrazioni, Read More Lorenzo Foschi Settembre 10, 2024 Giovani autori – episodio 1 A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Fai clic qui https://www.landeditore.it/wp-content/uploads/2024/09/1.mp4 Read More admin Settembre 9, 2024 Come le storie illustrate possono insegnare valori importanti ai bambini Le storie illustrate sono un tesoro nascosto nella crescita dei bambini. 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Drabble mania: consigli di scrittura per aspiranti scrittori (puntata 22)

Elisabetta Venturi Scrittrice e insegnante Drabble mania Scrivere drabble insegna a colpire, emozionare, stupire, sconvolgere il lettore con poche parole. Inoltre puoi giocare con le parole: scrivere una storia intorno a una parola che non conosci, così diventerà parte del tuo vocabolario; puoi darti regole folli sulle lettere da non usare oppure tirare i dadi (esistono molti giochi con questo scopo) e usare le immagini che escono.   Leggi fino alla fine per avere un consiglio di scrittura completamente gratuito Grammaticalmente corretto «Ma guarda come scrive questo! Il diploma l’ha rubato? L’italiano è importante, è la base! Come puoi essere ignorante nella tua lingua? E che senso ha impararne una seconda? Certi errori di grammatica sono inconcepibili. Dovrebbe prendere esempio da me: sono sempre stato il migliore a scuola e tutti mi chiedono consigli, conferme e correzioni. Mi viene naturale, che ci posso fare? Se potrei, darei un po’ della mia inesauribile conoscenza anche agli altri, ma purtroppo non si può.»«Hai proprio ragione.»L’uomo gonfiò il petto e alzò il mento.Claudia si allontanò scuotendo la testa.«Se potrei. Poveri noi.» Consiglio di scrittura Scrittori si diventa Nella scrittura creativa, come nella vita, non si finisce mai di imparare. Con curiosità, studio e tanta pratica si può scoprire un infinito di possibilità. Stephen King in On Writing ci dice che “Ci vuole il talento, certo, ma non basta. Ci vogliono il lavoro e lo studio. Ci vuole attenzione. Scrittori si diventa.” Ne vuoi di più? Ti è piaciuto questo drabble? Ne trovi tanti altri nella raccolta “100 parole per 100 emozioni”. VAI AL LIBRO Al prossimo drabble!

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Maria Antonietta, prigioniera 280: la caduta della regina di Francia

Maria Antonietta, da regina a prigioniera numero 280. La trasformazione è epica, e non nel senso positivo del termine. Dopotutto, passare dai banchetti regali alle prigioni umide e fredde non è proprio il sogno di nessuna nobildonna. Ma come è avvenuta questa drammatica caduta? E perché, nel momento più buio della sua vita, l’ex regina è diventata famosa per un numero, 280, piuttosto che per il suo gusto inarrivabile per la moda?   Dal trono alla cella Prima c’era Versailles, il lusso, i giardini e le parrucche talmente alte che dovevano avere una licenza edilizia. Poi, un bel giorno, tra una rivoluzione e una decapitazione (non sua, per ora), Maria Antonietta si ritrova in una cella del Temple, e non era certo una suite di lusso. Il cambio d’arredamento? Da saloni dorati a quattro mura spoglie e fredde, con un tocco di catene che non facevano certo tendenza. Il suo nuovo titolo? “Prigioniera 280”. Niente più “Sua Maestà”, niente più inchini e riverenze. Solo un numero, come se fosse un pacco Amazon in attesa di consegna, destinazione: guillotine.   La vita da prigioniera (versione “Marie”) Non pensiate che Maria Antonietta abbia mollato del tutto il suo stile. Anche come prigioniera, cercava di mantenere un minimo di decoro reale. La leggenda narra che, anche in prigione, cercasse di far apparire i suoi vestiti più presentabili, magari dando una spuntatina alla sua iconica parrucca con un coltello da pranzo. Il che è un’impresa, considerando che il suo “guardaroba” era ridotto a poco più di stracci. E mentre il popolo fuori urlava per la sua testa (letteralmente), Maria non perdeva l’occasione di mostrarsi fiera e impassibile, come se tutta questa situazione fosse solo una piccola deviazione prima del prossimo ballo in maschera.   Il processo: una farsa regale Ma il vero show è stato il processo. Un circo più che un’aula di tribunale, con accuse che variavano dall’alto tradimento al furto di merendine (ok, magari non proprio merendine, ma quasi). Maria Antonietta, sempre composta, affrontò tutto come se fosse solo un altro gossip di corte, ignorando i dettagli macabri della ghigliottina che la aspettava pazientemente. La caduta di una regina Alla fine, però, nemmeno il suo celebre aplomb poté salvarla dal destino crudele. L’ultima passeggiata di Maria Antonietta non fu attraverso i giardini di Versailles, ma verso la ghigliottina in Place de la Révolution. Qui, prigioniera 280 incontrò il suo destino, con la stessa eleganza con cui indossava quei famosi abiti di seta. Ma se pensate che sia finita così, vi sbagliate. Maria Antonietta è diventata immortale, non solo nei libri di storia, ma anche nella cultura pop. Il suo nome evoca ancora oggi immagini di sfarzo e decadenza, e il suo numero, 280, rimane un triste simbolo della sua caduta.   Il numero che ha fatto la storia Maria Antonietta è passata dall’essere la regina più discussa di Francia alla prigioniera più famosa del mondo. Il numero 280 non è solo un simbolo della sua prigionia, ma rappresenta la sua caduta dal trono dorato alla dura realtà della rivoluzione. E mentre la storia la ricorda per le sue scelte discutibili (e il suo budget stratosferico per vestiti), resta anche una figura tragica, condannata a vivere come prigioniera della storia. Scopri Land Magazine admin Settembre 11, 2024 Maria Antonietta, prigioniera 280: la caduta della regina di Francia Read More Oriana Turus Settembre 11, 2024 Uniforme scolastica: pro e contro A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Settembre 10, 2024 Titanic a Milano: un viaggio emozionante tra lussi, storia e… nessun iceberg in vista! 4o Quando ho deciso di visitare la mostra Titanic: The Immersive Experience, devo ammettere che non mi aspettavo molto di più della classica esposizione museale: qualche oggetto recuperato dal fondo Read More admin Settembre 10, 2024 Segnalazione d’uscita “Max Wolf & CO.”, di Silvia Dal Cin e Claudia Simona Carbonelli COMUNICATO STAMPA Il 10 settembre segna l’uscita ufficiale del libro Max Wolf & CO., un’opera firmata da Silvia Dal Cin per i testi e Claudia Simona Carbonelli per le illustrazioni, Read More Lorenzo Foschi Settembre 10, 2024 Giovani autori – episodio 1 A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Fai clic qui https://www.landeditore.it/wp-content/uploads/2024/09/1.mp4 Read More admin Settembre 9, 2024 Come le storie illustrate possono insegnare valori importanti ai bambini Le storie illustrate sono un tesoro nascosto nella crescita dei bambini. 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Uniforme scolastica: pro e contro

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui In Inghilterra, è risaputo, l’uniforme scolastica è un’istituzione. Pochissime scuole decidono di adottare una “non-uniform policy” e questo porta spesso a credere che ci sia meno rispetto per le istituzioni e meno disciplina. Ma è veramente così oppure è solo una credenza popolare? Analizzando la questione in maniera oggettiva possiamo capire che, l’uniforme in sé e l’adozione di essa nelle scuole, ha sia vantaggi che svantaggi e qui provo a spiegarvi il perché. Innanzitutto partiamo dalle origini. Il concetto vero e proprio di uniforme nel Regno unito nasce nel sedicesimo secolo e all’inizio erano un mezzo di distinzione tra i bambini definiti poveri – in quanto frequentavano grazie alle borse di studio – e quelli che potevano permettersi un’istruzione di tipo privato. Solo negli anni la realtà si è evoluta e si è passati al concetto di “uniforme per tutti” quale simbolo di uguaglianza e appartenenza a una comunità. E questo è ciò che avviene tuttora. Uno dei vantaggi, dunque, dell’avere un’uniforme riguarda il fatto che tutti sono uguali. Non ci sono distinzioni tra studenti più o meno ricchi, né discriminazioni su quello che si indossa. Non c’è il problema della scelta dei vestiti e si risparmia tempo. A livello pratico e sociale, sembra la soluzione perfetta. Economicamente però, e questo rientra tra gli svantaggi, non è così conveniente. Le uniformi costano. E pure tanto. Specialmente quelle in cui ogni singolo capo di abbigliamento deve riportare il logo della scuola. Succede più spesso nelle private, ma anche la sola giacca ha un prezzo notevole. Per risparmiare si è soliti comprare tutto il corredo all’inizio dell’anno, a colpi di due/tre capi per tipo in modo da arrivare alla fine dello stesso anno con gli stessi abiti. Facendo così, però, non si tiene troppo conto dell’inevitabile crescita dei ragazzi che si ritrovano a dover cambiare tutto il corredo nel giro di pochi mesi, rischiando così di far fallire l’investimento iniziale. La questione “appartenenza alla comunità” e disciplina lasciano un po’ il tempo che trovano, non è per forza un logo a stabilire chi sei e cosa fai e, soprattutto, le basi per una buona disciplina partono dalla famiglia e non dev’essere un’uniforme o meno a renderti un soggetto capace di vivere in un contesto sociale. Questione di tradizione, dunque, ma non solo. E se pensate che un’uniforme possa essere la soluzione giusta da adottare per rendere prestigio alla scuola e agli studenti, dopo questo articolo potreste cambiare idea.   Scopri Land Magazine Elisabetta Settembre 7, 2024 Bere come un vero scrittore italiano per ragazzi – Stefano Bordiglioni Vi siete mai chiesti cosa bevono i veri scrittori e se hanno dei riti di scrittura? ilSaggiatore lo ha fatto con i grandi scrittori della storia del passato, noi lo facciamo Read More admin Settembre 6, 2024 Discriminazione di genere nei piccoli paesi del Libano: le donne private della libertà di acquisto Il Libano, un paese noto per la sua diversità culturale e religiosa, nasconde al suo interno un lato oscuro che spesso passa inosservato: la discriminazione delle donne nei piccoli paesi Read More admin Settembre 6, 2024 Il Fascino dei Personaggi Spezzati nei Libri: Perché Amare i Protagonisti Imperfetti Ah, i personaggi spezzati nei libri. 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Un’ambientazione ben descritta può trasportare il lettore in un altro luogo e tempo. Read More Elisabetta Agosto 30, 2024 Drabble mania: consigli di scrittura per aspiranti scrittori (puntata 21) Elisabetta Venturi Scrittrice e insegnante Drabble mania Scrivere drabble insegna a colpire, emozionare, stupire, sconvolgere il lettore con poche parole. Inoltre puoi giocare con le parole: scrivere una storia intorno Read More admin Agosto 29, 2024 Sangue e cenere di Jennifer L. Armentrout: la recensione di Land Magazine Se pensate che i vampiri sexy e gli amori impossibili siano passati di moda, preparatevi a essere piacevolmente sorpresi da “Sangue e Cenere” di Jennifer L. Armentrout, che con questa Read More Lorenzo Foschi Agosto 26, 2024 Narrativa videoludica: la tua storia A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Fai clic qui Prima di procedere con l’articolo, ti invito ad arrivare alla fine per una pazza proposta interattiva!Nel secondo episodio abbiamo Read More admin Agosto 24, 2024 Esercizio gratis di scrittura creativa: i dialoghi Il dialogo è una componente essenziale di qualsiasi racconto. Un dialogo ben scritto può rivelare molto sui personaggi e avanzare la trama. In questo articolo, ti proponiamo un esercizio di Read More

Uniforme scolastica: pro e contro Leggi tutto »

Titanic a Milano: un viaggio emozionante tra lussi, storia e… nessun iceberg in vista!

Quando ho deciso di visitare la mostra Titanic: The Immersive Experience, devo ammettere che non mi aspettavo molto di più della classica esposizione museale: qualche oggetto recuperato dal fondo dell’oceano, qualche pannello informativo e, ovviamente, l’inevitabile colonna sonora di Celine Dion. Ma sin dal momento in cui sono entrata, sono stato catapultata in una realtà che non mi aspettavo: un viaggio nel tempo che ti fa sentire davvero a bordo del Titanic, senza il rischio di dover saltare in una scialuppa.
Il percorso inizia con una sorta di biglietto d’imbarco simbolico, che ti immerge immediatamente nell’atmosfera: sei uno dei passeggeri del Titanic, pronto a salire su quel gigante dei mari. E qui, la magia della mostra comincia davvero. Le ricostruzioni degli ambienti sono incredibili: camminare lungo il ponte e osservare i saloni di prima classe ti fa riflettere su quanto fosse opulento e ambizioso quel progetto, e anche su come la gente del tempo potesse sentirsi invincibile su quella nave.

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