Febbraio 2026

LOVE ME LOVE ME

Love Me Love Me è il film che non volevamo (ma che abbiamo visto lo stesso). Il problema è che non è brutto ma divertente o brutto ma con un significato profondo. No, è brutto e basta.Facciamo un passo indietro: Stefania S., identità nascosta e aura misteriosa, un po’ come Erin Doom (e non la sto citando a caso, sia chiaro) pubblica su Wattpad la sua tetralogia. Quindi ci dobbiamo aspettare quattro film come questo. Preparatevi! Milioni di ragazzine leggono, commentano, si appassionano. Poi diventa fenomeno editoriale e da quello all’adattamento a film il passo è breve (come per il Fabbricante di lacrime, ma più in grande). La produzione è affidata a Lotus Production e Amazon MGM Studios, con il supporto di WEBTOON Productions. Regia di Roger Kumble, specialista di amori tossici e giovani tormentati. Quindi non un film italiano qualsiasi, bensì il primo Original italiano girato interamente in inglese, con tanto di doppiaggio, per conquistare il mondo.Andiamo alla trama. La vicenda si svolge in una scuola internazionale d’élite a Milano dove (forse per scelta narrativa puramente esterofila) è vietato parlare italiano. Idea intrigante, peccato che nel doppiaggio questa regola venga aggirata creando un piccolo corto circuito logico. Ma il dettaglio linguistico è nulla paragonato al resto. La storia è la fiera dei cliché. Pensate a un cliché romance… e c’è. Triangolo amoroso? C’è. Protagonista bella e dolce ma “diversa dalle altre”? c’è. Ragazzo tormentato dal passato oscuro e con tanto di trauma irrisolto? C’è. Combattimenti clandestini? Ci sono anche quelli. La sensazione è quella di aver già visto tutto questo mille volte, e per giunta fatto decisamente meglio. In pratica è un retelling del Fabbricante di lacrime, di Uno splendido disastro, After, È colpa tua, Dalla tua finestra e compagnia bella.Tornando a noi, June si trasferisce a Milano dopo un lutto devastante (la morte del fratello) con la madre. Nuova scuola, nuova vita e, perché no? Anche due ragazzi. Will, insulso e apparentemente bravo ragazzo, e James, l’amico tormentato che combatte in incontri clandestini di MMA perché il dolore va sempre esplicato con quattro pugni ben assestati. Poi ci sono l’amica snobbetta e il migliore amico gay che non possono mancare neanche qua (come ne Il mio anno a Oxford e un’altra decina di testi e relative pellicole).Il nodo più problematico resta la dinamica romantica. June assume il ruolo di salvatrice (ma chi glielo ha chiesto?). James è aggressivo, possessivo, imprevedibile? Ma ha sofferto! Ha un trauma! È cresciuto male, poverino… e quindi merita redenzione attraverso l’amore di lei. È il mito eterno della crocerossina: la sofferenza maschile come irresistibile magnete erotico. Il messaggio, travestito da romanticismo, è che l’amore giustifica tutto e guarisce tutto. Anche comportamenti che nella vita reale sarebbero enormi red flag e sirene d’allarme perennemente accese.Sarebbe rivoluzionario, e forse più interessante, vedere una protagonista che dice “no, grazie passo” e sceglie sé stessa. Ma l’autonomia femminile, evidentemente, non genera abbastanza cliffhanger.Andiamo avanti. Vogliamo parlare della scena di lui che la porta nello spogliatoio maschile e si denuda per farle vedere quanto è prestante? No, non vogliamo parlarne, non ce n’è bisogno. La scena si commenta da sé.Poi è tutto spiegato, tutto raccontato. Dov’è finito lo show don’t tell? Dove? I personaggi non vivono conflitti, li enunciano. Non mostrano emozioni, le dicono apertamente. È tutto esplicito, didascalico, come se lo spettatore non fosse in grado di intuire nulla (magari il pubblico a cui si rivolge effettivamente non lo è, che ne sappiamo noi?)Visivamente il film è bello, luminoso, instagrammabile. Fotografia pop-fluorescente, colori saturi, inquadrature eleganti, un po’ come in Maxton Hall (ma qua il paragone è fuorviante) Tutto perfetto per clip da TikTok e basta.Ma allora perché è un fenomeno? Perché ha una fanbase solida e consolidata di ragazzine innamorate del solito dramma YA con tanto di badboy (o malessere… che poi pensate sia cringe). In altre parole, è un fenomeno che nasce dal basso e si porta dietro un esercito già pronto a combattere (sono sicura diranno si tratti di un capolavoro).Love Me Love Me non è un buon film. È la dimostrazione che nell’era dello streaming la qualità è opzionale. Il film è solo l’ennesima comfort zone: non sorprende, non osa, non rischia. E oggi, forse, è questo che vende davvero.Rassegniamoci.

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Segnalazione d’uscita The March Sisters – Giunti Editore

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Segnalazione d’uscita per Giunti Editore The March Sisters Arriva nelle librerie un classico senza tempo. Piccole donne viene presentato in chiave romance contamporanea. Jo, Amy, Beth e Meg come non le avete mai lette Come nell’originale di Louisa May Alcott, ogni storia si apre il giorno di Natale e si chiude esattamente un anno dopo, ancora a Natale, seguendo il percorso di Jo, Amy, Beth e Meg: quattro voci uniche, quattro punti di vista che si intrecciano senza mai perdere autonomia. Ambientati in scenari moderni, con linguaggio fresco e dinamiche attuali, i romanzi esaltano i trope più amati dalle lettrici ma mantengono al centro temi universali come la famiglia, i sogni e, ovviamente, l’amore. A firmarli quattro voci del romance italiano: Giulia Modugno, Bianca Marconero, Amabile Giusti e Alice Dc. La prima uscita di The March Sisters vede la voce di Giulia Modugno Trama È il giorno di Natale quando Jo vede Laurie, il suo migliore amico di sempre, inginocchiarsi sotto la neve per chiederle di sposarla. Jo farfuglia qualcosa e, senza dare spiegazioni, scappa a New York. Lascia dietro di sé le sue sorelle e i suoi doveri per tornare nel posto dove, anni prima, ha dovuto abbandonare il sogno di far sentire la propria voce come giornalista. Jo è acuta e idealista ed è convinta che niente sia impossibile per una donna determinata. Ma scoprirà presto che le cose non sono così semplici e dovrà fare i conti con il senso di colpa, la voglia di dimostrare il suo valore e l’idea che, per farcela, bisogna ripartire davvero da zero. Ospitata nell’affollata casa delle sue amiche del college, Jo si barcamena tra un disastroso lavoro come cameriera, la collaborazione con un giornale di dubbia qualità e Pungi come Jo, il podcast di scarso successo in cui racconta il mondo con il suo sguardo tagliente. Quando per una serie di coincidenze una puntata arriva all’orecchio di Fred Bhaer, mostro sacro del giornalismo newyorkese, burbero e scostante, Jo ottiene l’occasione che ha sempre sognato ed entra nella redazione del NY News. Un luogo dominato da Fred e dalle sue regole, la più importante delle quali è non innamorarsi. A Jo spetta la scelta più difficile: si può restare fedeli a sé stesse pur rischiando tutto per amore?    

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Piemonte, 1.000 appartamenti a 150 euro al mese: il piano della Regione per giovani coppie e natalità

Piemonte rilancia sulla casa e sulla natalità con un piano che fa discutere: 1.000 appartamenti a 150 euro al mese destinati ai giovani. Un progetto ambizioso che intreccia politiche abitative, sostegno alle famiglie e rigenerazione del patrimonio pubblico inutilizzato. L’annuncio è arrivato dal presidente della Regione, Alberto Cirio, che ha parlato di uno stanziamento superiore ai 36 milioni di euro – fondi europei 2021-2027 – per ristrutturare alloggi regionali oggi sfitti. “Una famiglia, una casa”: come funziona il piano   Il progetto, denominato “Una famiglia, una casa”, punta a: Recuperare 1.000 alloggi pubblici attualmente inutilizzati Offrire affitti calmierati a 150 euro al mese Sostenere giovani coppie e nuovi nuclei familiari con figli Concludere i lavori entro circa un anno L’investimento medio stimato è di circa 30.000 euro per immobile, cifra destinata alla ristrutturazione e alla messa a norma degli appartamenti. L’obiettivo dichiarato è chiaro: favorire la natalità e rendere più accessibile la casa, soprattutto in una fase in cui il costo degli affitti rappresenta uno dei principali ostacoli all’autonomia dei giovani. Scopri Land Magazine admin Febbraio 17, 2026 Piemonte, 1.000 appartamenti a 150 euro al mese: il piano della Regione per giovani coppie e natalità Read More admin Febbraio 17, 2026 Hoepli: Crisi e futuro incerto per un simbolo dell’editoria italiana La crisi di Hoepli è un segnale culturale. È il simbolo di un cambiamento profondo che attraversa l’editoria italiana e il mondo delle librerie indipendenti.Fondata nel 1870 da Ulrico Hoepli, Read More admin Febbraio 17, 2026 Leggere solo classici o solo contemporanei? L’equilibrio è la vera scuola di scrittura C’è una frase che circola spesso tra chi scrive:“Bisogna leggere i classici.”Ed è vero. Ma non è tutta la verità.Così come non è sufficiente leggere solo narrativa contemporanea per sentirsi Read More Silvia Dal Cin Febbraio 17, 2026 MONOPOLI – 90 ANNI DI STORIA Il gioco da tavolo “Monopoli” compie 90 anni! È incredibile quanto questo gioco da tavolo abbia influenzato le generazioni di giocatori (e non solo) di tutto il mondo, entrando a Read More admin Febbraio 16, 2026 Tè alla Viola e i segreti in soffitta diventa audiolibro: il romanzo di Alice Buzzella ora su Storytel narrato da Cinzia Corallini Febbraio 2026 – Il romanzo “Tè alla Viola e i segreti in soffitta” di Alice Buzzella arriva in una nuova, emozionante veste: da oggi l’audiolibro è disponibile su Storytel, narrato Read More Silvia Dal Cin Febbraio 14, 2026 SAN VALENTINO, CUORI È CIOCCOLATA Oggi è San Valentino! Se siete in una relazione consolidata, forse non vi state regalando più nulla. Ma se la coppia è “fresca” o ancora “in fase di definizione”, probabilmente Read More admin Febbraio 12, 2026 Recensione Nutella Crêpe: il sogno proibito del freezer che finisce in microonde Ci sono due tipi di persone al mondo: quelle che preparano le crêpe fatte in casa con mestolo, pazienza e playlist francese in sottofondo… e quelle che aprono il freezer, Read More admin Febbraio 12, 2026 Un grafico ci spiega la cover/locandina di Cime Tempestose: “Qui la tempesta è tutta nei dettagli” Cosa vede davvero un grafico davanti alla nuova cover/locandina di Cime Tempestose? Non solo un momento romantico tra i protagonisti, ma una costruzione visiva studiata per raccontare – in un Read More admin Febbraio 11, 2026 Addio a James Van Der Beek: l’attore di Dawson’s Creek ci lascia, il ricordo di un’icona generazionale La notizia dell’addio a James Van Der Beek ha scosso milioni di fan in tutto il mondo. Volto simbolo degli anni ’90 e protagonista indiscusso di una delle serie TV Read More admin Febbraio 11, 2026 Oberlin College: Il Primo College negli Stati Uniti ad Ammettere Donne e Afroamericani Quando si parla di primo college ad ammettere donne e afroamericani negli Stati Uniti, il nome che emerge con forza è quello di Oberlin College. Fondato nel 1833 in Ohio, Read More

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Hoepli: Crisi e futuro incerto per un simbolo dell’editoria italiana

La crisi di Hoepli è un segnale culturale. È il simbolo di un cambiamento profondo che attraversa l’editoria italiana e il mondo delle librerie indipendenti. Fondata nel 1870 da Ulrico Hoepli, la storica libreria di Milano è da oltre 150 anni un punto di riferimento per studenti, professionisti, docenti e lettori appassionati. Un luogo che ha formato generazioni attraverso un catalogo tecnico-scientifico tra i più autorevoli in Italia. Oggi, però, quel patrimonio rischia di incrinarsi. Una crisi economica e strutturale Negli ultimi mesi è emersa una situazione finanziaria complessa che ha portato l’azienda ad avviare procedure di cassa integrazione per i dipendenti. Si parla di circa un centinaio di lavoratori coinvolti, con una fase di sospensione temporanea dell’attività.   Parallelamente, è stata convocata un’assemblea straordinaria degli azionisti per valutare la liquidazione volontaria della società. Un passaggio che, se confermato, potrebbe aprire scenari delicati: vendita del marchio, cessione del catalogo editoriale, separazione degli asset immobiliari. Non si tratta di un semplice calo di vendite. È una crisi strutturale che intreccia mercato, governance e trasformazioni culturali. Le cause: tra tensioni interne e mercato difficile La crisi di Hoepli nasce da più fattori. 1. Tensioni tra i soci All’interno della compagine societaria si sono manifestate divergenze strategiche che hanno rallentato o bloccato possibili percorsi di rilancio. Le divisioni interne, in un momento che richiede decisioni rapide e visione unitaria, diventano un ostacolo decisivo. 2. Concorrenza dell’e-commerce Il mercato del libro è cambiato radicalmente negli ultimi dieci anni. L’espansione delle piattaforme online ha ridotto i margini delle librerie fisiche, soprattutto quelle di grandi dimensioni, con costi di gestione elevati. 3. Concentrazione editoriale L’editoria italiana è sempre più polarizzata attorno a pochi grandi gruppi. Per realtà indipendenti, anche storiche e prestigiose, competere diventa complesso senza economie di scala adeguate. 4. Calo generale della lettura Il dato strutturale più preoccupante resta il calo dei lettori abituali in Italia. Meno lettori significa meno vendite, meno sostenibilità, meno margine di manovra. Perché la crisi Hoepli è un segnale per tutto il settore La possibile liquidazione di Hoepli non riguarda soltanto un marchio. Riguarda un presidio culturale. Riguarda un modello di libreria che non è solo spazio commerciale ma luogo di formazione, consulenza, approfondimento. La libreria Hoepli di Milano è stata per decenni una bussola per studenti universitari, tecnici, professionisti. Un punto di riferimento per manualistica, informatica, lingue, architettura, ingegneria. Perdere una realtà del genere significherebbe indebolire l’ecosistema culturale italiano. Cosa può accadere ora Gli scenari sono ancora aperti: liquidazione e vendita del marchio acquisizione da parte di un grande gruppo editoriale ristrutturazione interna con piano di rilancio cessione del solo catalogo editoriale Il destino di Hoepli dipenderà dalle scelte strategiche che verranno prese nei prossimi mesi. Ma una cosa è chiara: il mercato del libro non perdona immobilismi. Scopri Land Magazine admin Febbraio 17, 2026 Hoepli: Crisi e futuro incerto per un simbolo dell’editoria italiana Read More admin Febbraio 17, 2026 Leggere solo classici o solo contemporanei? L’equilibrio è la vera scuola di scrittura C’è una frase che circola spesso tra chi scrive:“Bisogna leggere i classici.”Ed è vero. Ma non è tutta la verità.Così come non è sufficiente leggere solo narrativa contemporanea per sentirsi Read More Silvia Dal Cin Febbraio 17, 2026 MONOPOLI – 90 ANNI DI STORIA Il gioco da tavolo “Monopoli” compie 90 anni! 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Leggere solo classici o solo contemporanei? L’equilibrio è la vera scuola di scrittura

C’è una frase che circola spesso tra chi scrive:“Bisogna leggere i classici.” Ed è vero. Ma non è tutta la verità. Così come non è sufficiente leggere solo narrativa contemporanea per sentirsi dentro il tempo presente. Perché la scrittura, quella che resiste, quella che vibra e resta, nasce da un equilibrio sottile: radici profonde e sguardo attuale. Leggere solo classici produce scritture rigide.Leggere solo contemporanei produce scritture fragili.L’equilibrio è la chiave. Il fascino (e il rischio) dei classici   I classici sono maestri silenziosi. Dentro le loro pagine c’è architettura, respiro lungo, complessità psicologica, cura della lingua. Leggerli significa allenare l’orecchio alla profondità, imparare la struttura invisibile che sostiene un grande romanzo. Chi attraversa i classici impara disciplina. Impara il peso delle parole. Impara che una storia non è solo trama, ma tensione, simbolo, costruzione. Ma c’è un rischio. Se si legge soltanto il passato, la lingua può diventare distante dal presente. Il ritmo può rallentare eccessivamente. Il lessico può scivolare in una solennità che oggi suona artificiale. La scrittura rischia di diventare impeccabile… ma poco viva. E una scrittura impeccabile ma priva di energia contemporanea difficilmente incontra i lettori di oggi. L’energia dei contemporanei (e la loro fragilità) Dall’altra parte ci sono gli autori contemporanei. Sono immersi nel nostro tempo, parlano il linguaggio emotivo di oggi, intercettano tensioni sociali, paure, desideri, cambiamenti. Leggerli è fondamentale per comprendere il ritmo attuale del racconto. Per capire cosa funziona nel mercato editoriale, quali strutture si sono alleggerite, come dialoghi e narrazione si sono fatti più rapidi. Ma anche qui c’è un pericolo. Se la formazione si limita solo alla narrativa contemporanea, la scrittura rischia di diventare reattiva alle mode. Si assorbono formule, si replicano strutture vincenti, si privilegia l’immediatezza a discapito della profondità. Il risultato? Testi emotivamente intensi ma strutturalmente deboli. Storie che colpiscono subito ma non sedimentano. La fragilità nasce dall’assenza di fondamenta. Scrittura rigida e scrittura fragile: due errori speculari La rigidità guarda solo indietro.La fragilità guarda solo al presente. Ma uno scrittore maturo sa che la letteratura è un dialogo continuo tra epoche. Non è un museo, ma nemmeno una tendenza passeggera. La vera crescita narrativa avviene quando si studia la profondità dei classici e si osserva la vitalità dei contemporanei. Quando si impara la struttura dal passato e il ritmo dal presente. Non si tratta di scegliere una fazione. Si tratta di costruire un equilibrio consapevole. Come trovare davvero l’equilibrio nella lettura L’equilibrio non è una formula matematica, ma un atteggiamento. Significa alternare letture.Significa analizzare, non solo consumare.Significa chiedersi: perché questa struttura funziona? Perché questo dialogo è efficace? Perché questo romanzo regge dopo cent’anni? Leggere un classico allena alla profondità.Leggere un contemporaneo allena alla contemporaneità. Chi scrive dovrebbe muoversi costantemente tra questi due poli, come un pendolo che non si ferma mai. Scopri Land Magazine admin Febbraio 17, 2026 Leggere solo classici o solo contemporanei? L’equilibrio è la vera scuola di scrittura Read More Silvia Dal Cin Febbraio 17, 2026 MONOPOLI – 90 ANNI DI STORIA Il gioco da tavolo “Monopoli” compie 90 anni! 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