Febbraio 2026

Luisa Golo incontra i lettori alla Libreria Ubik: successo per il firmacopie di Forever Jane

Si è svolto sabato 1 febbraio presso la Libreria Ubik di Legnano l’incontro con Luisa Golo, autrice del romanzo Forever Jane, in occasione del firmacopie che ha richiamato lettrici e lettori appassionati di romance e narrativa emozionale.   L’evento ha rappresentato un momento prezioso di dialogo diretto tra l’autrice e il suo pubblico: un’occasione rara per approfondire la genesi del romanzo, i temi centrali della storia e il percorso creativo che ha portato alla nascita di Forever Jane, un libro capace di intrecciare sentimento, introspezione e una protagonista femminile intensa e contemporanea. Durante il pomeriggio, Luisa Golo ha incontrato i lettori con grande disponibilità, firmando le copie e condividendo riflessioni sul valore delle storie romantiche oggi, sulla forza dei personaggi femminili e sull’importanza della letteratura come spazio di riconoscimento emotivo. L’atmosfera intima e partecipata ha reso l’evento un vero momento di comunità, confermando quanto il contatto diretto tra autori e pubblico sia fondamentale per rafforzare il legame con la lettura. Il firmacopie di Legnano ha inoltre ribadito il ruolo centrale delle librerie come luoghi di cultura viva, incontro e scambio, capaci di trasformare un libro in un’esperienza condivisa. Un appuntamento che ha lasciato il segno e che testimonia l’interesse crescente verso una narrativa romantica di qualità, attenta alle emozioni e alle storie che parlano al presente.   Scopri Land Magazine admin Febbraio 4, 2026 Luisa Golo incontra i lettori alla Libreria Ubik: successo per il firmacopie di Forever Jane Read More Oriana Turus Febbraio 2, 2026 A teatro con Land Magazine: la magia de “Il buio oltre la siepe” (To kill a mockingbird) A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More Silvia Dal Cin Febbraio 1, 2026 BUSTER KEATON, UN GENIO POCO CONOSCIUTO Oggi, 1 febbraio, ricorre l’anniversario della morte di Buster Keaton. Ma sapete chi era Buster Keaton? Joseph Frank Keaton nacque il 4 ottobre 1895, Piqua, Kansas, USA e morì il Read More admin Febbraio 1, 2026 Louisa May Alcott: 5 curiosità che non troverai nei libri di scuola Scopri Land Magazine admin Febbraio 1, 2026 Louisa May Alcott: 5 curiosità che non troverai nei libri di scuola Scopri Land Magazine admin Febbraio 1, 2026 Louisa May Alcott: 5 Read More admin Febbraio 1, 2026 Sparisce la madre, resta il padre: perché nei cartoni animati moderni domina la figura paterna Fonte immagine quiNei cartoni animati contemporanei si ripete uno schema sempre più evidente: la madre scompare o viene messa ai margini, mentre resta il padre o una chiara figura paterna.Non Read More admin Gennaio 30, 2026 Scrittori fumatori: un elenco bizzarro (tra nuvole di fumo e capolavori) Read More admin Gennaio 30, 2026 Stranger Things e la critica agli Stati Uniti: quando la nostalgia diventa denuncia La serie Stranger Things, creata dai fratelli Duffer, è spesso raccontata come un grande omaggio alla cultura pop degli anni ’80: biciclette, walkie-talkie, videogiochi, Stephen King, Spielberg. Ma fermarsi alla Read More Silvia Dal Cin Gennaio 30, 2026 BANDO APERTO PER SCRITTORI Dopo il successo della sua prima pubblicazione, “Il Bestiario Fantastico”, l’Associazione Culturale INTArt di Conegliano (TV) sta organizzando un secondo progetto artistico-editoriale dal titolo “Le Città Fantastiche di INTArt”, che Read More admin Gennaio 29, 2026 Storia degli audiolibri: chi li ha inventati e perché oggi li ascoltiamo tutti (sì, anche chi dice “io leggo solo carta”) Gli audiolibri fanno parte dell’esperienza culturale contemporanea. Si ascoltano in auto, durante una passeggiata, mentre si svolgono attività quotidiane. La loro diffusione Read More admin Gennaio 29, 2026 Perché parlare di Nellie Bly oggi è fondamentale ce lo spiega Alessia Cannizzaro alla presentazione di AssoStampa di Palermo Alessia Cannizzaro, autrice del saggio Scritto con coraggio, ha presentato il suo lavoro presso Assostampa, sede di Palermo, riportando Read More

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A teatro con Land Magazine: la magia de “Il buio oltre la siepe” (To kill a mockingbird)

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui INSERISCI TESTO QUI To kill a mockingbird, ovvero “Il buio oltre la siepe” nella sua versione tradotta, è uno di quei libri che fanno male da quanto sono realistici e ben scritti. Qui in Inghilterra è spesso inserito nel curriculum  delle scuole secondarie, perché tratta temi che riguardano il passato, ma, con i tempi che corrono, nemmeno troppo. Quando ho scoperto che a Sheffield, ci sarebbe stata la rappresentazione teatrale, ho pensato fosse un’occasione da non perdere per una serata in famiglia. Perché ho ritenuto giusto coinvolgere anche i figli nella visione, ho pensato potesse servirgli più che piacergli.  Il tempo è volato. Quasi tre ore di spettacolo, con un Atticus a dir poco stupefacente.  La resa sul palco, seppur con picchi di ironia per rendere il contesto meno pesante e triste, è stata incredibile. Un’esperienza, da spettatrice, che consiglio a tutti coloro che ancora si convincono di certe idee. Il libro va letto e vissuto. Lo spettacolo, ove possibile, va visto e goduto. E lo so che in termini di costi equivale a un investimento, ma ne vale davvero la pena. C’è stato un attimo in cui è stata pronunciata la frase: “White men built America, White men built Europe, Black men? built Africa” e c’è stato un momento di gelo totale nella sala già silenziosa.  Perché, inevitabilmente, quelle parole hanno ricordato a tutti i presenti, quello che sta accadendo – di nuovo – nel mondo.  È stato impossibile da ignorare.  Alla fine la standing ovation verso gli attori è venuta naturale.  È stato bello in un modo assurdo.  E in tutto questo non posso evitare di pensare al fatto che, con l’avvento delle IA in ogni ambito artistico, il teatro sarà davvero una delle pochissime cose che ci rimangono per mantenere intatta una dignità in questo stesso ambito.  Facciamo in modo che non muoia.   Scopri Land Magazine admin Gennaio 30, 2026 Scrittori fumatori: un elenco bizzarro (tra nuvole di fumo e capolavori) Read More admin Gennaio 30, 2026 Stranger Things e la critica agli Stati Uniti: quando la nostalgia diventa denuncia La serie Stranger Things, creata dai fratelli Duffer, è spesso raccontata come un grande omaggio alla cultura pop degli anni ’80: biciclette, walkie-talkie, videogiochi, Stephen King, Spielberg. Ma fermarsi alla Read More Silvia Dal Cin Gennaio 30, 2026 BANDO APERTO PER SCRITTORI Dopo il successo della sua prima pubblicazione, “Il Bestiario Fantastico”, l’Associazione Culturale INTArt di Conegliano (TV) sta organizzando un secondo progetto artistico-editoriale dal titolo “Le Città Fantastiche di INTArt”, che Read More admin Gennaio 29, 2026 Storia degli audiolibri: chi li ha inventati e perché oggi li ascoltiamo tutti (sì, anche chi dice “io leggo solo carta”) Gli audiolibri fanno parte dell’esperienza culturale contemporanea. Si ascoltano in auto, durante una passeggiata, mentre si svolgono attività quotidiane. La loro diffusione Read More admin Gennaio 29, 2026 Perché parlare di Nellie Bly oggi è fondamentale ce lo spiega Alessia Cannizzaro alla presentazione di AssoStampa di Palermo Alessia Cannizzaro, autrice del saggio Scritto con coraggio, ha presentato il suo lavoro presso Assostampa, sede di Palermo, riportando Read More admin Gennaio 29, 2026 10 motivi per odiare Jane Austen (ovvero: perché la adoriamo ma facciamo finta di detestarla) Ammettiamolo: dire che odi Jane Austen è un po’ come dire che odi il tiramisù. Non è vero, ma fa scena. Read More admin Gennaio 29, 2026 Come riconoscere una cornice metanarrativa nei romanzi e nei film: guida pratica per giovani editor La cornice metanarrativa è uno degli strumenti più affascinanti (e insidiosi) della narrazione contemporanea. Per un giovane editor, saperla riconoscere non è solo una competenza teorica, ma una vera abilità Read More Oriana Turus Gennaio 29, 2026 Come utilizzare le vasche da bagno fuori dal contesto casalingo: la Bath Tub Race A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More Silvia Dal Cin Gennaio 28, 2026 68 anni fa vennero brevettati i LEGO Sono passati 68 anni dal brevetto dei mattoncini LEGO, eppure sono ancora amatissimo, forse oggi più che mai. La storia dei LEGO Tutto iniziò nel 1932, quando Ole Kirk Christiansen, Read More admin Gennaio 28, 2026 68 anni fa vennero brevettati i LEGO Sono passati 68 anni dal brevetto dei mattoncini LEGO, eppure sono ancora amatissimo, forse oggi più che mai.La storia dei LEGOTutto iniziò nel 1932, quando Ole Kirk Christiansen, un falegname Read More

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BUSTER KEATON, UN GENIO POCO CONOSCIUTO

Oggi, 1 febbraio, ricorre l’anniversario della morte di Buster Keaton. Ma sapete chi era Buster Keaton? Joseph Frank Keaton nacque il 4 ottobre 1895, Piqua, Kansas, USA e morì il 1 febbraio 1966, a Los Angeles, California, USA. Era un attore, regista, scrittore, comico. Tra le sue opere più famose troviamo- “The General” (1926)- “Sherlock Jr.” (1924)- “The Navigator” (1924)- “Steamboat Bill, Jr.” (1928)Era un’icona del cinema muto, al pari di Charlie Chaplin, ma purtroppo è meno conosciuto. Il suo sguardo da “pesce lesso”, gli occhi grandi e spalancati, il viso quasi sempre serio, tendente al triste, mi hanno sempre fatto pensare ad un clown triste. Il suo genere era la commedia fisica, slapstick, e la satira. Considerato appunto uno dei più grandi comici del cinema muto, ha influenzato generazioni di comici e registi, tra cui Jackie Chan, Bill Murray e Wes Anderson. Spettacolari sono secondo me le sequenze in cui è un vero e proprio stuntman. Se ci pensate, parliamo di un secolo fa! Vi lascio qui il link ad un video “best of” e fatemi sapere cosa ne pensate!

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Louisa May Alcott: 5 curiosità che non troverai nei libri di scuola

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Sparisce la madre, resta il padre: perché nei cartoni animati moderni domina la figura paterna

Fonte immagine qui Nei cartoni animati contemporanei si ripete uno schema sempre più evidente: la madre scompare o viene messa ai margini, mentre resta il padre o una chiara figura paterna.Non è un dettaglio casuale, ma una scelta narrativa precisa, che attraversa cinema d’animazione, serie TV per bambini e prodotti family. Il messaggio implicito è chiaro: la storia può andare avanti senza la madre, ma difficilmente senza un padre. Questa scelta riflette le esigenze dell’industria, ma anche un immaginario culturale che considera la madre come sfondo silenzioso, non come personaggio. E quando una figura smette di essere raccontata, smette lentamente anche di essere vista. Ma perché ciò avviene e in quali cartoni è più evidente? Vediamolo in quest’articolo Il nuovo standard narrativo: padre presente, madre assente Se osserviamo con attenzione i cartoni animati moderni, emerge uno schema ricorrente e ormai consolidato: la figura paterna è quasi sempre presente e narrativamente centrale, mentre quella materna risulta assente o fortemente marginalizzata. Il padre assume ruoli diversi, ma sempre funzionali allo sviluppo della storia. Può essere protettivo fino all’eccesso, come il genitorezoo del controllo; oppure goffo ma affettuoso, capace di generare comicità e immediata empatia; in altri casi è autoritario, rigido, chiamato a “imparare” una lezione emotiva nel corso del racconto. Sempre più spesso, inoltre, è rappresentato come padre single o unico genitore visibile, caricato dell’intero peso affettivo e narrativo della famiglia. La madre, al contrario, occupa uno spazio narrativo fragile o inesistente. Spesso non c’è perché è morta prima dell’inizio della storia, eliminata fuori campo e senza un vero racconto del lutto. In altri casi esiste ma è invisibile, priva di caratterizzazione e di peso nelle decisioni. Talvolta viene semplicemente citata, come un’ombra o un dettaglio biografico, senza mai diventare un personaggio reale. Questo squilibrio non è neutro. La ripetizione costante di questo modello costruisce nel tempo un immaginario familiare asimmetrico, in cui la paternità è considerata narrabile, dinamica e trasformabile, mentre la maternità appare superflua, statica o sacrificabile.Non viene presentata come una scelta straordinaria o drammatica, ma come una condizione normale, quasi scontata, che non necessita di spiegazioni. Il risultato è una normalizzazione silenziosa: il bambino spettatore impara che le storie possono – e forse devono – funzionare senza la madre, mentre il padre resta il fulcro emotivo attraverso cui passa la crescita, il conflitto e l’avventura. Una convenzione narrativa che, a forza di essere ripetuta, smette di sembrare una scelta e diventa una regola invisibile.     – Hotel Transylvania: il padre come centro emotivo Un esempio chiarissimo è Hotel Transylvania.La storia ruota interamente attorno a Dracula come padre single, iperprotettivo e incapace di lasciare crescere la figlia Mavis. La madre è morta prima dell’inizio del racconto e di conseguenza non ha voce, non ha conflitto, non ha memoria attiva Il cuore emotivo della saga è tutto nel rapporto padre-figlia, nel suo controllo, nella sua paura, nel suo percorso di cambiamento. La maternità non è narrata. La paternità sì. Peppa Pig e i cartoni prescolari: il padre come figura stabile Anche nei cartoni per i più piccoli emerge lo stesso schema, seppur in forma più morbida.Prendendo come esempio il mondo di Peppa Pig,  Papà Pig è una presenza costante, riconoscibile, spesso comica ma centrale. La madre esiste, ma è meno caratterizzata, ha meno archi narrativi e raramente genera conflitto Il padre, invece, è quello che sbaglia, cade, impara, diverte. È narrativamente più “usabile”. Curioso come George è un altro esempio emblematico di questa tendenza. Nel cartone della scimmietta più famosa dell’animazione prescolare, l’unica figura adulta stabile è l’Uomo dal Cappello Giallo, una chiara figura paterna: presente, accudente, educativa, ma mai materna. La madre non esiste, non è citata, non è problematizzata. Il modello relazionale proposto è quello di una crescita mediata esclusivamente da un adulto maschile, normalizzata e priva di alternative.   Perché la madre viene eliminata? Nei cartoni animati moderni l’assenza della madre è una scelta ricorrente che risponde a logiche culturali e drammaturgiche precise: eliminare la madre significa modificare l’equilibrio emotivo della storia, rendendo possibile un tipo di racconto fondato sul rischio, sull’autonomia forzata e sulla crescita accelerata del protagonista. La madre come simbolo di stabilità narrativa Culturalmente, la madre è associata alla protezione, alla competenza emotiva e alla sicurezza. È la figura che riconosce il pericolo prima che diventi azione e che tende a contenerlo. In una narrazione d’avventura, questa funzione rallenta il ritmo e rende meno credibile l’esposizione al rischio. Una madre presente rende più difficile giustificare la fuga, la disobbedienza, l’allontanamento da casa. Per questo, dal punto di vista narrativo, diventa una figura ingombrante: è troppo efficace nel suo ruolo. Il padre come generatore di conflitto controllato Il padre, al contrario, è una figura che consente il conflitto senza destabilizzare l’intero sistema emotivo del racconto. Può sbagliare, essere distante o rigido, senza che questo venga percepito come una minaccia irreparabile. Il suo percorso di cambiamento è leggibile e compatibile con le strutture semplici dell’animazione per bambini. Attraverso il padre la storia può introdurre tensione, errore e trasformazione senza mettere in discussione l’ordine di fondo. È per questo che la figura paterna diventa il fulcro ideale di un arco narrativo rapido e funzionale. La riabilitazione culturale della paternità L’animazione contemporanea sembra anche rispondere a un’esigenza culturale più ampia: riscrivere la paternità come esperienza emotiva positiva. Dopo anni di rappresentazioni di padri assenti o autoritari, il padre viene mostrato come presente, affettivo, capace di cura. Tuttavia questo recupero avviene spesso per sottrazione. Per rendere il padre narrativamente centrale, la madre viene spostata sullo sfondo o eliminata del tutto, come se due figure genitoriali forti non potessero coesistere nello stesso spazio narrativo. Il messaggio implicito che arriva ai bambini Senza dichiararlo apertamente, questi cartoni comunicano che la crescita del protagonista passa principalmente attraverso il padre e che la madre non è essenziale al racconto. L’assenza materna viene normalizzata e mai vissuta come una perdita da elaborare. Il vuoto materno è invece una condizione di partenza neutra. L’avventura nasce in un mondo in cui l’accudimento materno è già stato rimosso, il che permette alla storia di concentrarsi

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