Marzo 2023

3 canzoni di Justin Timberlake da ascoltare per scrivere i tuoi romance

Ed eccoci tornati con la seconda puntata della nostra rubrica musicale.  Sei in difficoltà con la scrittura del tuo romance e una canzone potrebbe aiutarti? Eccoti i nostri suggerimenti di  Tre canzoni per scrivere il tuo romance Divise per trope 1) Dark romance https://www.youtube.com/watch?v=IC8qPpnD0uE&list=RDIC8qPpnD0uE&start_radio=1sono così confuso,mi sento così male per questa cosanon riesco a far nulla senza di te,dimmi, credi sia giusto? TRADUZIONE COMPLETA QUI 2) Office romance https://www.youtube.com/watch?v=3gOHvDP_vCs&list=RDIC8qPpnD0uE&index=2 gli altri ragazzi non sanno proprio come comportarsipenso che sia speciale, cosa c’è dietro al tuo sedere?perciò girati ed io prenderò il mano la situazione TRADUZIONE COMPLETA QUI 3) Triangolo Tu non devi dire per forza cosa facevilo so già, l’ho scoperto grazie a luiora non hai più possibilità per me e per te, non l’avrai mai TRADUZIONE COMPLETA QUI Al prossimo appuntamento! Se l’articolo ti è piaciuto, condividilo Iscriviti * indicates required Email Address * Inserisci qui il tuo indirizzo email Il tuo nome e cognome * Inserisci il tuo nome e cognome qui Iscriviti * indicates required Email Address * Inserisci qui il tuo indirizzo email Il tuo nome e cognome * Inserisci il tuo nome e cognome qui

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Masterclass Vita d’Altri: episodio cinque

In collaborazione con Cappelli a punta Racconto di Anastasia Morale Questo racconto è stato ideato e scritto da uno degli allievi della scuola di Scrittura e Storytelling Viagrande Studios, in occasione della masterclass Vita d’altri. Editing a cura di: Manuela A.De Quarto <<No, no. Aspetta, devi piegarlo così…>> Nonno Nino prese la pagina della cronaca nera e fece una magia, come quando sparivano le carte siciliane. Era anche detto Ninuzzo, ma a noi bambini era vietato chiamarlo così. <<Come mi sta?>> <<Grande,>> rispose <<Ma è meglio così, altrimenti la carta si strapperebbe.>> <<edi che alla mamma piacerà?>> <<Dovresti chiederlo a lei. Quand’è che ti vengono a prendere?>> <<Non lo so, Papà ha detto che in ospedale si perde sempre tempo.>> <<Mmmm…>> mugugnò, concentrato a fabbricare un altro cappellino. <<Quello è per Davide?>> <<No. Gli ho già detto che se ne vuole uno deve farselo da solo.>> Guardai la sedia su cui avrebbe dovuto sedersi Davide, poi verso la porta della cucina, da cui proveniva il brusio della televisione. Ero convinta che fuori in balcone si stesse meglio. Di sicuro lo preferivo al microclima tropicale che doveva esserci nell’altra stanza. Noi occupavamo l’unico spazietto lasciato libero dalle piante della nonna. Erano tutte verdi, con foglie molto grandi. Non c’erano fiori, in estate non ce n’erano mai. Posai entrambe le mani sul tavolino di plastica, mentre Internacional diventava nacional. <<Ma io non l’ho fatto da sola.>> <<Sì invece. Guarda la punta.>> Mi tolsi il cappello e lo misi sul tavolo, come una barca in secca. Se fatte con la carta, cappelli e barchette si somigliavano molto. <<È un po’ schiacciata,>> borbottai, come se dirlo a bassa voce potesse cancellare il mio errore. <<Perché era il primo. Tocca qua.>> <<Punge! È perché ne hai fatti tanti?>> <<Non alla tua età, ma con la pensione ho molto tempo libero. Sai che significa?>> <<Che non vai più a lavorare.>> <<Brava.>> <<Per questo non vuoi farne uno per Davide?>> <<Cosa?>> <<Il cappello. Se lo facessi tu pungerebbe, mentre se lo facesse lui la punta sarebbe un po’ schiacciata.>> Nonno Nino si grattò il naso; sembrava il becco di un gufo, lungo e un po’ ricurvo. Anche i capelli grigiastri e folti me ne ricordavano uno, di quelli smemorati e spennacchiati che si vedevano nei cartoni. Papà diceva che era colpa del cappello da detective che metteva per fare la sua passeggiata mattutina; non permetteva ai capelli di respirare. Aveva senso. <<Sì, perché si è arreso prima. O forse perché si annoiava.>> <<Ma non gli verrà mai una punta che punge, se non fa quelle schiacciate.>> <<Infatti.>> <<E se Davide si mettesse a piangere?>> <<Gli servirebbe da lezione; non puoi far rinsecchire la pianta e pretendere di prenderne i frutti.>> Aggrottai la fronte e mi rimisi il cappello. Il nonno aveva detto una cosa vera, ma non vedevo il legame tra le piante e i cappellini. In ogni caso, l’idea di Davide che si metteva a piangere non mi turbava affatto. Capitava spesso, anche se lui era più grande di me, e i grandi non piangevano mai davanti ai più piccoli. <<Io piango quando non mi vengono gli esercizi di matematica.>> <<Ti stai impegnando, almeno?>> <<Ci provo, ma la maestra mi fa sempre togliere il libro. Dice che sono troppo lenta.>> <<Mmmm… vorrei tanto parlarci io con questa…>> <<Antonio, ricorda l’undicesimo comandamento.>> Nonna Lina apparve come un fantasma, nonostante le infradito di gomma. Indossava una delle sue vesti svolazzanti a fiori, lunga fino al ginocchio. Era l’unica a chiamare il nonno così – una cosa da coppia, forse? – ed era anche l’unica a usare quel modo di dire così bizzarro. A quanto diceva Papà, significava non sono affari tuoi. All’incirca. <<Gioia, non ti avevo sentita. Sai dov’è Davide?>> <<Di là a guardare la TV,>> rispose seccamente. <<La picciridda mi stava giusto dicendo che…>> <<Ho sentito, non pensarci neanche.>> <<Ma… Se Vanessa non può… Insomma…>> mormorò il nonno, lanciandomi un’occhiata neanche tanto furtiva. <<Allora ci penserà Lorenzo, quando potrà. Mi sembra che anche lui abbia una testa e due mani, no?>> Lui fece una faccia strana e si mise a borbottare tra sé e sé, come l’acqua prima di calare la pasta. La nonna strinse gli occhi dietro le lenti tonde e spesse degli occhiali. <<Cos’è che hai detto?>> <<Va bene, come vuoi tu, Gioia.>> <<Mmmm… Mi era sembrato.>> A quel punto un forte scricchiolio proveniente dal corridoio rimbombò per tutta casa, subito seguito da un clangore metallico e una serie di passi pesanti e strascicati. <<È permesso?>> <<Enzo, di qua!>> Quando spuntò, mio padre mi sembrò più vecchio dei nonni. La visiera consumata del berretto della Marina Militare proiettava un’ombra sugli occhi scavati. Al dito della fede portava anche l’anello delle chiavi di casa nostra, impugnandole come se stesse per aprire la porta. Baciò la nonna sulla guancia, poi si avvicinò e mi diede una carezza sulla testa, ammaccando il cappellino. Non dissi niente, per via del suo sorriso disegnato male. <<E Vanessa?>> chiese la nonna. Nonno Nino si era ammutolito di colpo, ma aveva preso a tamburellare rumorosamente le dita sul tavolino. Con la coda dell’occhio vidi il suo piede fare su e giù, spingendo un pedale immaginario. <<Perde tempo,>> rispose Papà frettolosamente. Poi aggiunse: <<Sta aspettando i risultati.>> Infine mi guardò e mi diede un’altra carezza. <<Dai, la mamma ci aspetta.>> Più tardi, nell’ingresso, lasciai che Papà mi aiutasse a rimettere lo zainetto in spalla, anche se non ne avevo bisogno. Il nonno si grattò di nuovo il naso da gufo, poi mi diede un buffetto sul mento. <<Ricordati cosa ci siamo detti.>> <<Certo,>> risposi <<La prossima volta, facciamo altri cappelli di carta?>> <<Se vuoi. Oppure, potrei insegnarti a giocare a Scopa, che dici?>> Ci pensai un attimo. <<Dipende: barerai come hai fatto a Capodanno?>> La nonna non gli diede il tempo di rispondere. <<Undicesimo comandamento.>> Clicca sull’immagine per ingrandire IL MAGAZINE storia 06.01.23 Nacque a Torino la prima collana di libri economici d’Italia Spesso, i lettori si lamentano del prezzo troppo alto

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La Gran Madre di Torino e le sue leggende

Avete voglia di scoprire le leggende e i misteri che ruotano intorno alla bella Torino? Allora questo articolo fa per voi; oggi, infatti, parleremo di ben due leggende che ruotano intorno alla Gran Madre di Torino, uno degli edifici più iconici della città, nonché uno dei centri focali della magia legata al capoluogo piemontese. Passando davanti all’imponente chiesa, infatti, tutti dichiarano di sentir provenire da quel luogo un’energia strana e potente, quasi… esoterica. Ma perché? Sicuramente le leggende che ruotano intorno alla Gran Madre aiutano i visitatori nel sentire quell’energia; ecco le più famose: La gran madre e il principe egizio La prima leggenda narra che un principe egizio navigò verso la penisola italiana e risalì il territorio fino a raggiungere una pianura dove scorreva un grande fiume che gli aveva ricordato il Nilo. Dopo aver provato questa grande emozione, non poté più andarsene, così fondò proprio dove oggi c’è la Gran Madre il culto di Api, un dio a forma di toro che, in seguito, divenne il simbolo della città. * La gran madre e la dea Iside La seconda leggenda è ancora più affascinante e parla della Gran madre in questi termini: per proteggere quella nuova terra (Torino) è stato eretto un tempio proprio in omaggio alla dea Iside, una delle divinità più venerate dagli antichi Egizi, conosciuta come la Gran Madre, anche dea della magia, della fertilità e della maternità. La vicinanza al fiume,  secondo gli egizi, era segno divino in quanto l’acqua è sempre stata un simbolo vitale associato al culto della Grande Madre. ** Dopo aver letto quest’articolo, siamo certi che amerai ancora di più il centro di Torino, sempre ricco di misteri e segreti.   * ** Passi tradotti, tratti e rielaborati dal romanzo Follow the stars di Tatiane Paiva   Iscriviti * indicates required Email Address * Inserisci qui il tuo indirizzo email Il tuo nome e cognome * Inserisci il tuo nome e cognome qui

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Gli abiti più belli degli oscar 2023

Moda e letteratura sono due arti che si sono spesso incrociate nel corso della storia, e quindi perché non accostare gli abiti degli Oscar 2023 – solo i più belli, naturalmente, scelti dalla nostra redazione 😉 – ad alcuni dei più amati romanzi Land Editore? Eccovi allora una carrellata di outfit letteralmente da Oscar, che la scorsa notte hanno tolto il respiro a chiunque sia appassionato di moda e, più in generale, di bellezza.    Scrivici qual è il tuo preferito nei commenti! Clicca sulle immagini per ingrandire Iscriviti * indicates required Email Address * Inserisci qui il tuo indirizzo email Il tuo nome e cognome * Inserisci il tuo nome e cognome qui

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Tre errori frequenti nei romanzi storici

Scrivere romanzi storici, si sa, non è sempre semplice, soprattutto se non si è studiosi di professione e se le ricerche non vengono svolte con la dovuta accuratezza. Più che negli altri romance, i refusi e gli errori – ma soprattutto gli anacronismi – possono essere commessi con frequenza nei libri ambientati nel passato, arrivando a inficiare la qualità dei romanzi e a generare insoddisfazione nei lettori. Oltre alla presenza di un editor esperto e competente, è fondamentale per lo scrittore documentarsi il più possibile al fine di scongiurare l’inserimento, all’interno di un romanzo storico, di anacronismi vari ed elementi fuori dagli usi ed e costumi dell’epoca. In qualità di editori frequentiamo questo genere da circa un anno, ecco perciò Tre errori comuni che si possono trovare all’interno dei romance storici L’intimo. Molte scrittrici di romance storici descrivono l’intimo sette/ottocentesco come se fosse identico a quello di oggi. Parlano soprattutto di mutandine, ignorando che gli slip entrarono nell’armadio degli europei solo negli anni Sessanta del Novecento. Per cui, quando parli di intimo, fai attenzione a non commettere quest’errore.  Crediti: la Repubblica https://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/06/11/foto/mutandoni_e_liseuse_in_mostra_l_intimo_di_fine_ottocento-116572869/1/ 2. Confusione con i titoli nobiliari. I titoli nobiliari del Settecento erano diversi da quelli ottocenteschi, perché cambiando la società ne risultavano modificati anche gli status. Inoltre, la nobiltà non era la stessa in tutta Europa: i marchesi, ad esempio, in Inghilterra non esistevano, se non in qualità di titoli importati, così come in Italia i Conti erano molto più diffusi rispetto ad altri Paesi.  acquista su amazon 3. Le imprecazioni e il linguaggio. Anche nel passato s’imprecava, ma non come oggi. Le parolacce non erano le stesse e termini come “Cavolo!” e “Accidenti” non venivano usati da nessuno, specialmente non dai nobili e dalle gentildonne. Il nostro articolo ti è stato utile? Sfoglia il nostro magazine online QUIZ 14.01.23 Quanto conosci bene il romanzo Orgoglio e pregiudizio? Fai il quiz Land Editore Clicca qui per fare il quiz QUIZ 05.01.23 Quiz: Quanto ne sai sul medioevo? Read More QUIZ Quanto Read More scrittura creativa Tre errori frequenti nei romanzi storici 13.03.23 scrittura creativa 3 cose da NON fare se vuoi farti leggere da un editore 26.02.23 scrittura creativa Tre canzoni per mettere il boost alla scrittura del tuo romance 25.02.23 storia L’orrore delle case Magdalene e lo scandalo di una modernità che lascia ancora indietro le donne 19.02.23

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