Novembre 2024

Le canzoni d’amore più belle della storia: perché l’amore, diciamocelo, ci piace un bel po’

L’amore: un sentimento che ci fa sudare le mani, battere il cuore e, a volte, ci rende un po’ patetici. E qual è il modo migliore per esprimere tutto questo turbinio emotivo? Esatto, una bella canzone d’amore! Ecco allora un articolo tutto dedicato a loro: le 5 canzoni d’amore più belle della storia, quelle che ci hanno fatto sospirare, cantare a squarciagola e, perché no, anche un po’ piangere sul divano con un bicchiere di vino (ma anche due). Pronti? Andiamo!   1. “Je y’aime… moi non plus” – Serge Gainsbourg e Jane Birkin Cominciamo con il capitolo “Passione Francese”. Je T’aime… Moi Non Plus è quella canzone che non ha mai avuto paura di osare, con una sensualità così palpabile che persino Spotify arrossisce. Sound delicato e un testo che dice più di quanto sembri, è il perfetto esempio di amore “complicato”. 2. “All of Me” – John Legend Pè perfetta per chi vuole dichiarare amore eterno, e, non lo neghiamo, potrebbe convincere anche il più duro di cuore. Provate a resistere, se ci riuscite.   3. “Something” – The Beatles Quando si parla di canzoni d’amore, non possiamo non citare i Beatles. “Something” è una dichiarazione d’amore elegante e intensa che, se usata nel momento giusto, potrebbe far innamorare chiunque. 4. “Quando” – Pino Daniele Un capolavoro della musica italiana che unisce la poesia con il ritmo inconfondibile di Pino Daniele. È una dedica profonda e intima, perfetta per chi ama in modo semplice e vero.   5. “Every Breath You Take” – The Police Un brano che racconta l’amore in modo ossessivo, perfetto per chi ama i classici rock con un po’ di ambiguità.    

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Ricette: i biscotti di Rapunzel

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More storia Maria Antonietta, prigioniera 280: la caduta della regina di Francia 11.09.24 società Uniforme scolastica: pro e contro 11.09.24 Eventi Titanic a Milano: un viaggio emozionante tra lussi, storia e… nessun iceberg in vista! 10.09.24 libri Segnalazione d’uscita “Max Wolf & CO.”, di Silvia Dal Cin e Claudia Simona Carbonelli 10.09.24 libri Giovani autori – episodio 1 10.09.24 firstletter Come le storie illustrate possono insegnare valori importanti ai bambini 09.09.24 società La Caccia alle Streghe nell’Era Digitale: Cyberbullismo e Linciaggi Online 08.09.24 interviste Bere come un vero scrittore italiano per ragazzi – Stefano Bordiglioni 07.09.24 Ricette: i biscotti di Rapunzel La storia si apre con la perfida Gothel che s’intrufola nel castello per rapire la principessa, una bambina con meravigliosi capelli magici, che ha il potere di farla restare giovane. Per tenerla nascosta dal mondo, Goethe rinchiude Rapunzel in una torre isolata in mezzo alla foresta. Man mano che cresce, però, Rapunzel sviluppa la voglia di uscire dalla torre.  Lì rinchiusa, la ragazza impara comunque a intrattenersi da sola: disegna, dipinge e cucina biscotti. Vediamo come preparare insieme i biscotti di Rapunzel: Prepariamo insieme i biscotti di Rapunzel: Ingredienti: 220 g di farina 00 120 g di burro morbido (a temperatura ambiente) 100 g di zucchero semolato 100 g di zucchero di canna 1 uovo 1 cucchiaino di estratto di vaniglia 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio 1 pizzico di sale 200 g di gocce di cioccolato (fondente, al latte o misto) (Facoltativo) 50 g di noci o nocciole tritate grossolanamente Preparazione: Preparare l’impasto: In una ciotola, setaccia la farina con il bicarbonato di sodio e aggiungi il pizzico di sale. Metti da parte. In un’altra ciotola, lavora il burro morbido con lo zucchero semolato e lo zucchero di canna utilizzando una frusta (o un mixer elettrico) fino a ottenere un composto cremoso e spumoso. Unisci l’uovo e l’estratto di vaniglia al composto di burro e zucchero, continuando a mescolare finché non sarà ben amalgamato. Aggiungi gradualmente la miscela di farina e bicarbonato al composto umido, mescolando delicatamente con una spatola o un cucchiaio di legno. Unisci le gocce di cioccolato e, se vuoi, anche le noci o le nocciole tritate. Mescola fino a distribuirli uniformemente nell’impasto.

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Hanno ucciso l’uomo ragno, inno di una generazione

A dodici anni come quasi tutte le coetanee ero fan assidua degli 883, e innamorata di Max Pezzali.  Si facevano cose stupide. Entrare con degli amici in un albergo abbandonato passando per una finestra rotta, trovare gli elenchi telefonici di tutte le città, cercare Pavia, trovare il fiorista Pezzali e da una cabina telefonica chiamare: «C’è Max?». E di là, sua madre, con infinita pazienza: «No, Max non c’è…». E dunque impossibile essere imparziali, nonostante siano passati trent’anni, verso una serie tv che parla di loro, gli 883. Se è vero che i fan sono i più assidui difensori dei loro beniamini, certo sono anche i più critici verso chi tenta di riprodurne la vita e la carriera. E infatti ero indecisa se vederla, questa serie che porta il nome della loro hit (Hanno ucciso l’uomo ragno), temendo una delusione. «Sarà zuccherosa», paventava qualcuno. Invece è bastato il trailer, un paio di battute, e ogni mia resistenza è sparita, e sono stata rapita e portata di colpo al 1990.   Prima cosa da dire: questa non è una serie, è un inno a una generazione.   Molte delle cose che hanno fatto Max e Mauro le abbiamo fatte tutti. Alcune anche per loro. L’episodio surreale dei due che una sera vanno a cercare un rospo sulla riva del fiume come alternativa a una sostanza stupefacente da dare a un disc jokey per rabbonirlo, chissà perché mi ha fatto ripensare a quell’estate, all’hotel abbandonato, al cercare il suo numero di telefono tra elenchi polverosi. A tutte le cose stupide che facevamo, proprio per quelli che erano i nostri idoli. Loro hanno creato un sogno. Quello che a un certo punto, in un momento malinconico, dopo il loro litigio Mauro sembra aver perso. Così per un po’, una manciata di anni, per noi quel sogno sono stati loro. La serie tv ha svariati pregi, di quelli che appartengono solo alla miglior commedia agrodolce italiana. Bella la fotografia degli anni Novanta, le strade di città con le vecchie auto targate Pv, la riva del Ticino. Lo zaino Invicta, le canzoni a nastro di quegli anni come colonna sonora. Splendida la prima inquadratura di Max e Mauro insieme, a scuola, con la telecamera che da Max allarga verso il compagno: «Un disegno complicatissimo che voleva che tu arrivassi su quel banco, su quella sedia». Emozionante il flashforward quando i due accendono per la prima volta l’impianto e di colpo la scena slitta alla vittoria del Festivalbar, e nella sigla finale la voce di Max attore che canta Nord sud ovest est si fonde con quella del vero Max. E poi il ritorno con il furgone da Milano dopo l’incontro con Claudio Cecchetto. «Quando diceva che “Non me la menare” la butta fuori. Fuori intendeva… in radio?». «Io non ci ho capito un cazzo». Gli 883 siamo noi. Noi che ci sentiamo fuori posto, noi che siamo sempre un passo indietro, noi che a quel sogno realizzato forse non ci arriveremo mai. Perché è l’aspettativa del sogno quella che ci tiene in vita. Anche a costo di passare il segno: «Ora, Max, il nostro motto deve essere: dignità zero!». Questa serie ci ha mostrato che loro, il nostro personale “sei un mito”, non erano poi diversi da noi. Ci ha detto: gli 883 erano voi, ecco perché vi piacevano così tanto. Ma Hanno ucciso l’uomo ragno piace anche ai più giovani, a chi gli anni Novanta non li ha vissuti. Perché certe cose sono per sempre, come l’idea di un’amicizia che duri per la vita. Alcuni episodi sono più leggeri, in altri affiora l’inevitabile nostalgia. Nel vedere le puntate un po’ abbiamo riso e un po’ ci siamo commossi, un po’ abbiamo cantato e un po’ abbiamo pensato: “Anche noi”. Perché lì davanti, come una cassetta che si riavvolge, sono scorsi gli anni. Quelli di provincia, tutti amici e motorino, che si sa non tornano più. E poi il riscatto di Mauro Repetto, che per noi era solo “quello che balla”, personaggio di spalla e marginale di difficile interpretazione, e si è rivelato invece, scoperta inaudita, l’anima di quel duo. «Se io sono qua – dice Max – è perché tu mi hai fatto credere che potevo starci». Una parentesi sugli attori, giovanissimi e poco più che esordienti, che hanno fatto un’ottima interpretazione;  semplicemente, non ci si accorge che stanno recitando. Per tutto il tempo, vige la sospensione dell’incredulità. Come se quella storia la stessero vivendo loro stessi e gli anni Novanta fossero il presente. Il regista Sydney Sibilia, classe 1981, ha realizzato un’opera semplice eppure grandiosa. Si perdona qualche sbavatura, un Fiorello poco “Fiorello”, alcune performance secondarie migliorabili, a volte accenti un po’ forzati. Perché in fondo ha fatto emergere tutto l’amore che abbiamo provato in quegli anni verso una band che tanto parlava di noi. E tutto l’amore che ancora proviamo verso quegli anni lì, incredibili, semplici, tanto nostri.

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Perché nell’era del #MeToo e di Black Lives Matter vincono le destre?

Viviamo in un periodo storico vibrante, segnato da movimenti sociali importanti come #MeToo e Black Lives Matter, nati con l’obiettivo di creare una società più giusta, equa e rispettosa. Sono stati e restano movimenti potenti, hanno rotto silenzi lunghi e dolorosi, portato in superficie le storie di chi ha subito discriminazioni, violenze e abusi. Ma in un contesto in cui tante persone chiedono giustizia e uguaglianza, ci si aspetterebbe una risposta di sostegno collettivo. Eppure in molti paesi, come dimostra la recente vittoria di Trump alle elezioni, le destre continuano a guadagnare consenso. La domanda dunque sorge spontanea: perché?   La risposta non è semplice, ma è anche troppo importante per essere evitata La “normalità” sbandierata dalle destre rassicura e conquista I cambiamenti sociali rapidi possono essere vissuti come minacce da chi si sente attaccato nei propri valori e abitudini. Movimenti come #MeToo e BLM hanno il merito di mettere in discussione pratiche tossiche e discriminazioni radicate, ma ciò può generare anche una reazione opposta: le destre cavalcano questa insicurezza, promettono un ritorno a una “normalità” familiare e rassicurante, in cui tutto sembra più semplice e meno esigente. È una strategia che fa presa, perché offre un rifugio e un senso di stabilità in un mondo che appare sempre più complesso. La politica trae vantaggio dalla polarizzazione delle opinioni La nostra è una realtà sempre più polarizzata, in cui ogni dibattito sembra trasformarsi in un conflitto aperto. Io stessa alzo gli occhi al cielo quando sento di classici riscritti e statue abbattute, minacce di morte a scrittrici famose ed eliminazione della parola “donna” dai documenti ufficiali. Già vi vedo che mi puntate il dito contro e mi date della reazionaria senza se e senza ma, ma il problema è proprio qui: nell’era dei social, forse si accusa troppo e si spinge troppo poco per stimolare la riflessione nel nostro avversario.  Le questioni sociali non sono più viste come cause comuni, ma come battaglie ideologiche da combattere. Le destre hanno imparato a sfruttare questa polarizzazione a proprio favore, e trasformato le istanze progressiste in temi divisivi. Chi si sente disorientato, invece di cercare il dialogo, tende a cercare rifugio in posizioni conservatrici, considerate più sicure e meno intransigenti. Identità e nostalgia: armi vincenti delle destre In un mondo che cambia rapidamente le persone cercano riferimenti solidi. Le destre offrono un senso di appartenenza legato a un passato idealizzato in cui ci si sente più protetti. In letteratura lo chiameremmo “idillio”. Promuovono un’identità forte che guarda con nostalgia alle “radici” e ai “valori tradizionali”. Questo messaggio risuona soprattutto tra chi percepisce il cambiamento come una minaccia alla propria identità culturale e personale, e spinge molti a scegliere chi promette di difenderla a tutti i costi. La vittoria di Trump alle elezioni è stata un brutto colpo per questi movimenti, ma non fermerà la loro crescita e il loro impatto. Ma  interrogarsi su cosa si è sbagliato nel comunicare al mondo l’idea di una società più giusta ed equa è un imperativo urgente ed essenziale di queste correnti: forse sta proprio a noi sollecitare quest’esame di coscienza, in attesa di sapere come cambierà il mondo dopo la vittoria di una destra che ci spaventa più che mai.    Scopri Land Magazine admin Novembre 6, 2024 Perché nell’era del #MeToo e di Black Lives Matter vincono le destre? Viviamo in un periodo storico vibrante, segnato da movimenti sociali importanti come #MeToo e Black Lives Matter, nati con l’obiettivo di creare una società più giusta, equa e rispettosa. Sono Read More admin Novembre 6, 2024 Ballo debuttanti Lago Maggiore, l’evento annuale promosso da associazione A P E V C O Domenica 3 novembre 2024, presso il Regina Palace Hotel di Stresa, si è conclusa con successo la tredicesima edizione  del Ballo Debuttanti Lago Maggiore. Una piacevole ed emozionante serata ricca di Read More admin Novembre 6, 2024 Recensione del Cofanetto “Strange Books – Tutti i racconti del libro dell’ignoto”: un viaggio nel mondo del bizzarro Se sei un appassionato di racconti strani, surreali e misteriosi, “Strange Books – Tutti i racconti del libro dell’ignoto” è una raccolta che non può mancare nella tua libreria. Un Read More admin Novembre 6, 2024 Quando la regola scolastica è diseducativa Scambiarsi una mela non è un crimine: riflessioni su un gesto di solidarietà vietatoIn un mondo che ha sempre più bisogno di solidarietà e che anela semplici gesti di vicinanza, Read More Dominique Pillinger Novembre 6, 2024 Tinder, Poliamore e LGBTQ+ – Gen Z e la loro libertà di amare A cura di La Generazione Z sta riscrivendo le regole dell’amore e delle relazioni, abbracciando una libertà di espressione e di scelta senza precedenti. In molti paesi, i giovani di Read More Silvia Dal cin Novembre 5, 2024 Rubrica “10 libri per bambini che non puoi non aver letto” Libro n. 8. “Guizzino” di Leo Lionni LA STORIAGuizzino è l’unico pesciolino nero tra tanti pesciolini rossi. Un giorno Guizzino rimane solo, perchè un grosso tonno ha mangiato il resto Read More admin Novembre 5, 2024 “Sagome di carta” di Eufemia Griffo: un viaggio tra magia, storia e profumi di erbe stregate Disclaimer: questo libro è stato acquistato autonomamente da Land Magazine per garantire un’opinione imparziale e non influenzata da collaborazioni promozionali o editoriali. La recensione riflette esclusivamente il giudizio del recensore Read More Cristina Ferri Novembre 2, 2024 Ricette: il Baklava di Aladino Di Cristina Ferri Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo. Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Read More Cristina Ferri Ottobre 31, 2024 Coraline e la porta magica We are small but we are manyWe are many we are smallWe were here before you roseWe will be here when you fall. Coraline si è appena trasferita con i suoi Read More Lorenzo Foschi Ottobre 30, 2024 Giovani autori – episodio 3 A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Fai clic qui https://www.landeditore.it/wp-content/uploads/2024/10/3.mp4 Read More Arianna Ciancaleoni Ottobre 30, 2024 Autunno in

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Ballo debuttanti Lago Maggiore, l’evento annuale promosso da associazione A P E V C O

Domenica 3 novembre 2024, presso il Regina Palace Hotel di Stresa, si è conclusa con successo la tredicesima edizione  del Ballo Debuttanti Lago Maggiore.  Una piacevole ed emozionante serata ricca di momenti di spettacolo che ha avuto il suo culmine nella performance delle  Debuttanti e dei loro Cavalieri, ma anche di solidarietà e di testimonianze che hanno toccato il cuore di tutti i presenti. Ha aperto la serata lo Staff Didattico dell’Istituto d’Istruzione “Salvatore Rap” facente parte alla Amministrazione  Penitenziaria con la presenza del Direttore Andrea Tonellotto, il Comandante Marco Mostacciuolo, il Capo Area Valeria  Quaregna, l’Ispettore Capo Simonetta Tomasco. È seguita la spettacolare performance di Daniela Migliorero, Rebecca  Serena e Aurora Beltrami con costumi e attrezzi a led che ha incantato tutti gli ospiti. Carol e Luigi hanno eseguito uno  elegante Show Dance ispirato al Musical “Anastasia” che debutterà a dicembre a Milano in prima assoluta, mentre Claudia  e Manolo, ballerini e maestri di Tango Argentino nonché Campioni Italiani, si sono esibiti in due emozionanti e  appassionate performance di tango escenario e milonga.  Le Ex-Deb hanno poi disceso le storiche scale del Regina Palace, rinnovando l’emozione già vissuta, in meravigliosi abiti  da sera: Maria Laura Giampaglia Debuttante 2014, Eliana Moleri Debuttante 2014, Adela Hado e la sua piccola Athena Debuttante 2017, Elisa Grieco Debuttante 2018, Chiara Rita Cordaro Debuttante 2019, Rebecca Copercini Debuttante   2021, Lisa Frattini Debuttante 2022, Chiara Bassoli Debuttante 2023, Giulia Sarnataro Testimonial amaRene 2023. Una sorpresa è stata la consegna di una targa di riconoscimento ad APEVCO, nella persona della Presidente Giovanna  Pratesi, da parte della Regione Lombardia e Roncelli Group per il lungo operato volto all’accrescimento culturale, alla  promozione del Territorio e alla solidarietà.  Le Damigelle e i Paggetti hanno preceduto il momento clou della coreografia delle Debuttanti e dei loro Cavalieri sfilando  con grazia ed eleganza sulle note di Cenerentola, grazie a Giusi Spinali di G&A Model Agency di Siracusa. Hanno sfilato:  Ginevra Bitonti, Aurora Mennillo, Soraya Lentinello, Jasmine Dore, Elisa Confalonieri, Diego Barberis, Aurora Zerrilli, Gaia  Ventura, Gabriele Ferrara, Giulia Ferrara, Nicol Testa.  Siamo così giunti al momento più emozionante: la coreografia delle Debuttanti e dei loro Cavalieri, impeccabilmente  preparata dal maestro Samuele Timoleone e dalla sua assistente Elena Gambero, sui brani eseguiti dal vivo dall’orchestra  GMO diretta dal Maestro Aberto Lanza. Terminato il backstage di trucco e parrucco a cura dell’Ispi “Botticelli” e IMA  (International Make-up Artist) di Venezia, Bridal Stylist di Cristina Sanfilippo e LU MKP Stile e Passione di Lucia  Gambardella, le nostre Debuttanti, nei candidi abiti bianchi realizzati dalla stilista Patrizia Farinelli, avvolte nel profumo  Aqua di Cannero di Michele Ermoli hanno affrontato l’imponente scala del Regina accompagnate dai loro Cavalieri, gli  allievi appartenenti al 184mo corso dell’Istituto di Istruzione “Rap” di Verbania. Hanno eseguito una elaborata ed elegante coreografia accompagnata, nel momento dell’esecuzione della Marcia di Radetzky, da un caloroso battimano del pubblico a tempo di musica. Le nostre deb e i loro cavalieri:  Daniela Panin Navetta con Gaetano Emanato, Annagiulia Mazzurri con Donato Narducci, Barbara Audazio con Michele  Caporaso, Angelica Angì con Luca Chiacchio, Stefania Bassotto con Giuseppe Trupia, Maria Billa con Gabriele Nicolini,  Valeria Cristofari con Nunzio Merola, Mounia Romano con Gianluca Laudanna, Elena Panigatti con Francesco Boccuni,  Lucia L’episcopo con Giuseppe Maiello, Cristall Elisabeth Castro Noboa con Nicola Laudando, Kerolyn Tinnirello con  Gennaro Petrone, Sophy Marzoni con Vittorio Morgillo, Mariangela Vanalli con Riccardo Franzese, Maria Celeste Contini con Michele Marco Gentile.  Grazie a Pierantonio Giussani, Fondatore del Museo Onda Rossa di Caronno Pertusella, visitato dalle nostre deb durante  la settimana preparatoria, è stata esposta, nel foyer antistante la sala New Liberty, allestita per la cena di gala, una  bellissima auto d’epoca: la Jaguar MK7 utilizzata dalla Regina d’Inghilterra nelle visite ufficiali in Italia. Sono stati quindi serviti un ricco aperitivo grazie a Globalpesca, VerbanoGel, Aibes Lombardia con Cristina Simonetta  Beccia, Ruggeri Valdobbiadene e una elegante cena di gala che si è conclusa con le premiazioni delle Vincitrici. È stata  inoltre effettuata una sfilata di moda a cura di Oksana Joffe di Oscar Boutique di Verbania rivolta a tutte le donne perché  unicità, femminilità ed eleganza sono senza tempo.  Momenti dedicati alla solidarietà con Annagiulia Mazzurri Testimonial della Onlus amaRene. Annagiulia ha brevemente  raccontato la sua esperienza relativa al trapianto di rene, donato dalla mamma, con ottimismo e riconoscenza verso le  persone che le sono state vicino. Il Dott. Maurizio Borzumati, Presidente di amaRene nonché primario di Nefrologia  all’Ospedale di Verbania, ha poi premiato la giovane Testimonial con una targa di riconoscimento in ricordo della sua  partecipazione a questa manifestazione.   Un altro toccante momento è stato quello della testimonianza della debuttante Daniela Panin Navetta che ha catalizzato  l’attenzione di tutti gli ospiti con la sua, ahimè, non felice storia. Daniela ha concluso il suo intervento trasmettendo a tutti  i presenti un messaggio di speranza e di fiducia.  L’ingresso in sala di una coreografica torta illuminata ha preceduto le premiazioni che sono state così distribuite: PREMIO DOLCEZZA Daniela Panin Navetta di Lentate sul Seveso (MB)  PREMIO GLAMOUR Lucia L’Episcopo di Trecastagni (CT)  PREMIO IMMAGINE Mariangela Vanalli di Bergamo (BG)  PREMIO MODEL Sophy Marzoni di Corbetta (MI)  DAMIGELLE D’ONORE Stefania Bassotto di Riese Pio X (TV) e Elena Panigatti di Trecate (NO) VINCITRICE Cristall Elisabeth Castro Noboa di Treviglio (BG)  Doverosi sono i ringraziamenti a: Istituto d’Istruzione “Salvatore Rap” di Verbania facente parte alla Amministrazione Penitenziaria per aver concesso la  presenza degli allievi del 184mo corso quali cavalieri delle nostre Debuttanti.   il Comune di Verbania che da ormai 10 anni patrocina questa manifestazione.  i nostri docenti: (Sergio Banfi – Posa fotografica, Cristina Bonfanti – Comunicazione, Barbara Bussandri Gestione del  proprio Outfit a Armocromia, Mariangela Camocardi scrittrice, Debora De Annuntiis Gestione della propria Immagine,  Camilla Moro Saporiti – Psicologia teorica/pratica, Claudia Parisi – Galateo e Bon Ton, Giovanna Pratesi – Dizione, Rosa  Sica – Nutrizione, Samuele Timoleone – Portamento e ballo).  i collaboratori di APEVCO No Profit: Anna Bonini, Barbara Bussandri, Rebecca Copercini, Lorella Grieco, Davide  Truscello e Gina Mulè, la webmaster Claudia Parisi e Andrea Fasola Ardizzoia

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