Novembre 2024

Ricetta: La torta a strati della bella addormentata nel bosco

La torta a strati della bella addormentata nel bosco So chi sei, vicino al mio cuor ogni or sei tu So chi sei, di tutti i miei sogni il dolce oggetto sei tu Coro: Anche se nei sogni è tutta illusione, nulla più Il mio cuore sa che nella realtà A me tu verrai e che mi amerai ancor di più   Re Stefano e la sua consorte festeggiano la nascita della loro figlia Aurora. Tra i numerosi ospiti ci sono tre fate buone che benedicono la sua nascita con i loro doni. Malefica, per vendicarsi di non essere stata invitata, maledice la bambina: prima del suo sedicesimo compleanno si pungerà il dito con un arcolaio e morirà. Le fate, consapevoli che l’incantesimo di Malefica non può essere annullato, propongono di allevarla come una normale contadina fino al giorno del suo sedicesimo compleanno. Giunto il fatidico giorno, le tre fatine decidono di preparare per lei una deliziosa torta a strati. Vediamo insieme come preparare la torta della Bella addormentata nel bosco Ingredienti Per il pan di Spagna: 6 uova grandi a temperatura ambiente 180 g di zucchero 180 g di farina 00 setacciata 1 cucchiaino di estratto di vaniglia Un pizzico di sale Per la farcitura e la decorazione: 600 ml di panna fresca da montare 80 g di zucchero a velo (facoltativo) Colorante alimentare azzurro in gel o in polvere Decorazioni a piacere (zuccherini, confetti) Procedimento Preparazione del pan di Spagna: Preriscalda il forno a 180°C. Imburra e infarina 3 stampi da 20 cm di diametro o utilizza carta da forno per evitare che il pan di Spagna si attacchi. In una ciotola grande, monta le uova con lo zucchero e un pizzico di sale per circa 10-15 minuti, finché non ottieni un composto chiaro e spumoso. Setaccia la farina direttamente nel composto, aggiungendola gradualmente e mescolando delicatamente con una spatola per non smontare il composto. Aggiungi anche la vaniglia. Versa il composto nei tre stampi e cuoci in forno per 20-25 minuti. Sforna e lascia raffreddare completamente prima di rimuovere dagli stampi. Preparazione della panna colorata: In una ciotola monta la panna con lo zucchero a velo fino a ottenere una consistenza soda. Aggiungi poche gocce di colorante azzurro alla panna e mescola delicatamente fino a ottenere il colore desiderato.  Assemblaggio della torta: Metti il pan di Spagna su un piatto da portata e spalma uno strato di panna azzurra. Aggiungi il secondo strato di pan di Spagna e ripeti l’operazione. Rivesti l’intera torta con la panna colorata, usando una spatola per livellare la superficie. Lascia riposare la torta in frigo per almeno un’ora prima di servirla.

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La doppia vita dei vittoriani: come la società nascondeva i suoi segreti

La doppia vita dei vittoriani: come la società nascondeva i suoi segreti L’epoca vittoriana ci ha regalato abiti eleganti, letteratura indimenticabile e… segreti a non finire. Dietro i corsetti stretti e i salotti impeccabili, l’Inghilterra vittoriana nascondeva infatti una doppia vita, fatta di vizi, segreti e piccoli grandi scandali che oggi ci farebbero sorridere, ma che allora avrebbero mandato in crisi un’intera famiglia. Scopriamo insieme come i vittoriani si destreggiavano tra le rigide regole della moralità e le tentazioni della loro vera natura. La facciata della perfezione: una maschera sociale I vittoriani amavano mantenere le apparenze, e non solo perché i selfie non esistevano. La reputazione era tutto, una questione di vita o di morte sociale, e chiunque volesse mantenere il proprio status doveva mostrare un’immagine irreprensibile. Esisteva un intero codice di comportamento da seguire: dalla rigidità del galateo all’abbigliamento decoroso, fino alla cura dei minimi dettagli nell’arredamento delle case. Ma, proprio perché l’immagine era così importante, molti svilupparono una sorta di “vita parallela” per poter liberare almeno un po’ la propria autenticità, che spesso rimaneva chiusa in soffitta come un vecchio vestito fuori moda. Paradossalmente, questa ossessione per la perfezione e l’apparenza era proprio ciò che rendeva la società vittoriana così incline a nascondere, piuttosto che risolvere, i suoi problemi. Club esclusivi e società segrete: l’altra Londra I club vittoriani non erano solo un rifugio per fumare e bere in pace, ma veri e propri mondi segreti. Dietro le porte di questi club esclusivi si parlava liberamente, si discutevano argomenti che la società considerava tabù e ci si scambiavano idee audaci. Alcuni club erano letterari, altri scientifici, altri ancora dedicati al soprannaturale, ma tutti avevano un comune denominatore: offrivano un luogo sicuro lontano dal rigido controllo sociale. Alcuni di questi club erano talmente esclusivi che se ne conosceva a malapena l’esistenza! Ecco che tra questi troviamo il Club dei Pugni (“The Pugilist Club”), dove gli uomini praticavano la nobile arte della boxe (rigorosamente lontano da occhi indiscreti), e la Society for Psychical Research, dove medium e scienziati si riunivano per cercare di comunicare con l’aldilà, tutto in nome della scienza (o almeno così dicevano). Amori segreti e matrimoni di facciata Non è una novità che i matrimoni vittoriani fossero spesso combinati per interesse o convenienza, ma c’è di più. Il sistema aveva praticamente costretto molti a trovare sfogo al di fuori delle mura domestiche, dando vita a un sottobosco di amori segreti. I parchi di Londra, ad esempio, erano perfetti per incontri fugaci e passeggiate romantiche lontano da occhi indiscreti. Gli “scandali” di allora potevano essere disastrosi: una lettera d’amore trovata per caso, una breve carezza in pubblico, o uno sguardo di troppo erano sufficienti a mandare in frantumi la reputazione di una persona. Non è un caso che nascesse proprio in quegli anni la pratica della “distruzione delle lettere” per evitare che una traccia cartacea dei propri sentimenti compromettesse l’onore. Il lato oscuro della filantropia: tra carità e apparenza Un altro aspetto interessante era la filantropia vittoriana. Molte famiglie nobili e facoltose si dedicavano alla “carità”, sostenendo opere di beneficenza e istituendo scuole e ospedali per i poveri. Ma attenzione: l’intento era spesso meno nobile di quanto possa sembrare. La filantropia era un modo per rafforzare la propria reputazione, una sorta di “lavaggio della coscienza” che serviva più per l’immagine che per reale compassione. In alcune occasioni, i filantropi si facevano persino fotografare mentre donavano cibo o denaro ai poveri, rafforzando così il loro ruolo di benefattori agli occhi della società. Il tutto era fatto con grande teatralità, con tanto di abiti perfettamente in ordine e sguardi di superiorità. Un piccolo “teatro sociale” che spesso nascondeva un ego smisurato più che un sincero amore per il prossimo. Oggi come allora: la doppia vita digitale E se pensiamo che queste abitudini siano scomparse, dovremmo fare un ripasso veloce delle nostre vite social. Postiamo foto della colazione perfetta, raccontiamo storie edificanti, e persino la nostra spontaneità è curata e pianificata. Come i vittoriani, anche noi viviamo una doppia vita: quella pubblica e perfetta e quella privata e più vera, che a volte preferiamo non mostrare. Alla fine, forse i vittoriani non erano così diversi da noi. Anche loro avevano un’immagine sociale da difendere e, dietro le apparenze impeccabili, un mondo di contraddizioni. In fondo, ogni epoca ha i suoi piccoli grandi segreti, e il bello è proprio scoprire che, anche nei periodi storici più “rigidi”, gli esseri umani sono sempre stati esseri umani. Scopri Land Magazine admin Novembre 13, 2024 La doppia vita dei vittoriani: come la società nascondeva i suoi segreti Read More Silvia Dal cin Novembre 12, 2024 Rubrica “10 libri per bambini che non puoi non aver letto” Libro n. 9. “Altissima” di Sibylle Delacroix LA STORIAElisa è una bambina alta, molto alta rispetto ai suoi amici e compagni di classe. Questa sua particolarità la mette a disagio. 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Rubrica “10 libri per bambini che non puoi non aver letto”

Libro n. 9. “Altissima” di Sibylle Delacroix LA STORIAElisa è una bambina alta, molto alta rispetto ai suoi amici e compagni di classe. Questa sua particolarità la mette a disagio. In fondo lei è solo una bambina, anche se altissima. Vorrebbe solo essere chiamata “piccolina”, per una volta…È una storia che parla di diversità e di accettazione, soprattutto da parte di sè stessi. L’autrice e illustratrice è Sibylle Delacroix, di origine belga.Il libro è stato pubblicato nel 2021 (in Italia da Terre di Mezzo ed.)L’AUTRICESibylle Delacroix è nata in Belgio nel 1974 e lavora come autrice ed illustratrice, ma anche come graphic designer. PERCHÉ LEGGERLOLa storia è molto potente e evocativa, pur nella sua semplicità. Richiama quei sentimenti di vergogna o di imbarazzo che ogni bambino (e adulto) può provare per una propria caratteristica fisica che lo rende diverso dagli altri.Le illustrazioni sono delicate ma anche molto d’impatto, con Elisa che spesso non ci sta nemmeno nel disegno, per quanto è alta.Elisa è una bambina che vuole essere accettata, in fin dei conti. Non è facile per lei, ma non perchè nella storia venga estromessa o bullizzata. Si tratta della necessità di autoaccettarsi, soprattutto. La svolta avviene in un piccolo evento quotidiano, che la fa sentire “alta” ma non “grande”. Con la nonna, nella semplicità di un abbraccio, può essere la “piccolina” che vuole essere.Il libro può essere letto da tutti, ma è particolarmente indicato per i bambini che sembrano molto più grandi dell’età che hanno. Non serve solo a loro, ma soprattutto a noi adulti, per ricordarci che, nonostante l’altezza o altre caratteristiche, sono prima di tutto bambini e vogliono essere coccolati e trattati come tali.L’età di lettura indicata è 3 anni, ma può essere letto e riletto a qualunque età. A cura di LEGGI ANCHE firstletter 22.04.23 Il primo progetto First Letter sta per vedere la luce: presentazione di Silvia Dal Cin e Matteo Della Libera Grandi novità in casa First Letter Editrice: il progetto è ufficialmente avviato, e al Salone del libro di Torino di quest’anno verrà presentato il primo Read More firstletter Raccontare storie di inclusione ai bambini: il ruolo dei genitori e degli educatori 07.10.24 firstletter L’importanza di pubblicare più libri in alta leggibilità 30.09.24 firstletter Nuovo libro per bambini, “I Signori Giraffa aspettano un cucciolo” per First Letter Editrice 23.09.24 firstletter Libri per bambini che insegnano l’amore e l’accettazione: i must-have per ogni piccola biblioteca 23.09.24 firstletter Come le storie illustrate possono insegnare valori importanti ai bambini 09.09.24 firstletter L’importanza di abbracciare le differenze nei bambini: Un viaggio di crescita e amore 02.09.24 firstletter Libri per bambini da leggere almeno una volta nella vita: Harold e la matita viola 20.08.24 firstletter Libri per bambini da leggere almeno una volta nella vita: IL GRINCH DI Dr. Seuss 13.08.24

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L’influenza della Rivoluzione francese sull’Inghilterra di Jane Austen: un contrasto tra due epoche

A cura di L’epoca della Rivoluzione francese (1789-1799) e quella austeniana dei primi anni dell’Ottocento rappresentano due momenti storici apparentemente distanti, ma connessi da trasformazioni che cambiarono per sempre il volto della società europea, influenzando anche l’Inghilterra rurale e domestica descritta nei romanzi di Jane Austen. Questo articolo esplora le connessioni e i contrasti tra la turbolenta Rivoluzione francese e la tranquilla Inghilterra di Jane Austen, in un approfondimento su come la società inglese reagì e si adattò in quegli anni. La Rivoluzione francese e l’Inghilterra conservatrice di William Pitt Durante la Rivoluzione francese, l’Inghilterra osservava con inquietudine gli eventi che travolgevano la vicina Francia. In risposta a essi il governo inglese, guidato da William Pitt il Giovane, assunse una posizione conservatrice, preoccupato com’era di difendere il paese da una possibile “contaminazione” rivoluzionaria. Pitt e la sua classe dirigente vedevano nelle idee di libertà, uguaglianza e fraternità una minaccia ai valori e alla stabilità britannica, tanto che l’Inghilterra si impegnò attivamente nelle coalizioni anti-francesi, prima contro la Francia rivoluzionaria e, successivamente, contro Napoleone. Questa risposta bellicosa consolidò la posizione dell’Inghilterra come principale antagonista della Francia rivoluzionaria e napoleonica. Una guerra ideologica e militare che portò a una chiusura sociale e politica: la nobiltà inglese e la monarchia si trinceravano nella difesa dei loro privilegi, mentre la vita culturale e politica rimaneva ancorata a modelli tradizionali. L’Inghilterra di Jane Austen: un mondo lontano dalla rivoluzione Nella narrativa di Jane Austen, ambientata dai venti ai trent’anni dopo la Rivoluzione francese, troviamo invece un quadro apparentemente più sereno, concentrato sulle dinamiche sociali e sentimentali della gentry rurale e della nascente borghesia inglese. Austen non menziona apertamente i grandi eventi politici e sociali dell’epoca, ma le sue storie riflettono indirettamente le conseguenze di quel periodo tumultuoso. Questo “silenzio” sulla politica non è casuale, ma una scelta stilistica che permette ad Austen di esplorare il mondo domestico come specchio delle trasformazioni sociali in corso. Pensiamo, ad esempio, a “Orgoglio e Pregiudizio” dove i militari presenti nella storia sono un chiaro riflesso della mobilitazione dell’esercito inglese durante le guerre napoleoniche, o a “Mansfield Park”, in cui si evidenziano le difficoltà economiche di alcune famiglie aristocratiche, un fenomeno accentuato dalle crisi economiche del periodo post-bellico. Contrasto di valori e mobilità sociale La differenza tra i due periodi emerge anche nella percezione della mobilità sociale e nei valori morali della società. Durante la Rivoluzione francese l’Inghilterra rimase ancorata alla difesa dei propri privilegi; ogni cambiamento sociale era visto con sospetto e il rigido sistema di classi veniva difeso a tutti i costi. Nell’epoca austeniana, però, assistiamo a un cambiamento di mentalità: la classe borghese acquista sempre più potere, mentre il denaro e la capacità di “fare fortuna” assumono una centralità crescente. Questo è evidente nei personaggi di Austen, dove protagonisti di origini modeste riescono a migliorare la propria condizione sociale non per discendenza o titoli nobiliari, ma attraverso virtù personali e alleanze matrimoniali. Un cambiamento che riflette il declino della nobiltà terriera e l’ascesa della classe mercantile, la quale stava ridefinendo i valori e le aspirazioni della società inglese. L’eredità della rivoluzione e il mondo di Jane Austen Sebbene Austen non ci parli direttamente della Rivoluzione francese o delle guerre napoleoniche, il mondo che descrive è inevitabilmente influenzato dagli eventi rivoluzionari. I suoi romanzi, letti in questa prospettiva, rivelano le sottili conseguenze di quei mutamenti storici: il tramonto della nobiltà, l’ascesa della borghesia, la centralità del denaro e una società che, pur rimanendo distante dal caos rivoluzionario, sente l’eco dei grandi cambiamenti in atto. In questo senso sì, la Rivoluzione francese e l’epoca di Jane Austen rappresentano due facce della stessa medaglia: una fase turbolenta seguita da un periodo di adattamento e cambiamento silenzioso. Austen cattura il momento in cui l’Inghilterra, superati gli anni della paura e del conflitto, comincia a ridefinire se stessa, fino a trovare nei suoi valori domestici e nella vita rurale una nuova stabilità in un mondo che, senza far rumore, stava cambiando per sempre. Scopri Land Magazine admin Novembre 11, 2024 L’influenza della Rivoluzione francese sull’Inghilterra di Jane Austen: un contrasto tra due epoche Di Eufemia Griffo A cura di Read More admin Novembre 11, 2024 L’intelligenza artificiale e le copertine di libri: quando le mani hanno sei dita e i sorrisi fanno paura Oggi l’intelligenza artificiale è diventata una componente centrale nella creazione di copertine di libri. Le case editrici si sono accorte che, al posto di affidarsi ai capricci di artisti in Read More admin Novembre 9, 2024 Le canzoni d’amore più belle della storia: perché l’amore, diciamocelo, ci piace un bel po’ L’amore: un sentimento che ci fa sudare le mani, battere il cuore e, a volte, ci rende un po’ patetici. 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Sono Read More admin Novembre 6, 2024 Ballo debuttanti Lago Maggiore, l’evento annuale promosso da associazione A P E V C O Domenica 3 novembre 2024, presso il Regina Palace Hotel di Stresa, si è conclusa con successo la tredicesima edizione  del Ballo Debuttanti Lago Maggiore. Una piacevole ed emozionante serata ricca di Read More admin Novembre 6, 2024 Recensione del Cofanetto “Strange Books – Tutti i racconti del libro dell’ignoto”: un viaggio nel

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L’intelligenza artificiale e le copertine di libri: quando le mani hanno sei dita e i sorrisi fanno paura

Oggi l’intelligenza artificiale è diventata una componente centrale nella creazione di copertine di libri. Le case editrici si sono accorte che, al posto di affidarsi ai capricci di artisti in carne ed ossa, potevano semplicemente chiedere a un algoritmo di mettere insieme un’immagine accattivante. Certo, un’immagine quasi accattivante. Del resto, perché accontentarsi di una rappresentazione realistica quando puoi avere un’inspiegabile sovrabbondanza di dita? Uno degli inconvenienti più divertenti (e preoccupanti) delle cover create dall’IA è il mistero delle sei dita. Non c’è niente da fare, i personaggi delle copertine IA sembrano appartenere a una misteriosa razza di esseri superiori che hanno trovato il segreto per avere un dito in più su ogni mano. E non è mai lo stesso dito: a volte è un pollice extra, altre volte è un mignolo un po’ troppo amichevole. Se dovessimo interpretare la logica delle IA, potremmo concludere che il prossimo stadio evolutivo dell’umanità sia proprio quello di… aumentare le dita! E poi ci sono i sorrisi. Ah, i sorrisi. L’intelligenza artificiale ha un concetto tutto suo di sorriso amichevole. Invece di una bocca che si solleva dolcemente agli angoli, abbiamo espressioni che sembrano ispirate ai migliori film horror: bocche sproporzionate, denti messi alla rinfusa, sguardi vacui che non ispirano proprio fiducia. Eppure c’è chi sostiene che sia una scelta estetica: vuoi mettere l’effetto suspense che un sorriso del genere suscita in un potenziale lettore?  A questo punto sorge spontanea una domanda: ma questa IA chi l’ha istruita? Forse i programmatori, dopo anni di prove, si sono convinti che sei dita siano il segreto del carisma universale, o forse le AI stanno cercando di dirci qualcosa: “Umani, non siete ancora abbastanza evoluti per capire la mia arte!” Comunque sia le copertine dei libri generate dall’IA stanno cambiando il panorama editoriale. E se i personaggi con dita extra e sorrisi spaventosi riescono a vendere più copie, chi siamo noi per giudicare? Magari nel futuro avremo una nuova categoria di letteratura, quella dei “libri surreali per mani sovrannaturali”.    Naturalmente non ci sono solo dita extra e sorrisi inquietanti; l’IA ha un talento particolare nel mettere dettagli fuori contesto. Vi è mai capitato di vedere copertine in cui un personaggio tiene in mano un libro aperto, ma su entrambe le pagine appare la stessa parola ripetuta in loop? O magari un personaggio indossa un cappello che pare un misto tra un sombrero e un ombrello. Questo è il tocco magico dell’IA: creare elementi tanto inspiegabili quanto… indimenticabili. E se credete che sia difficile sfuggire a un libro con una copertina simile, aspettate di vedere la creatività che l’IA riversa sui paesaggi di sfondo. Un romanzo fantasy? Eccovi un paesaggio generico, una montagna che sembra uscita da un quadro cubista, un fiume che sfida la gravità e scorre verso l’alto, magari con un drago in lontananza che sembra partorito da un incubo o da un talent show medievale. Serve un romanzo contemporaneo? Vedrete grattacieli che si fondono con alberi e automobili che galleggiano a mezz’aria come bolle di sapone. È come se l’IA stesse cercando di mandare messaggi subliminali: “Chi legge questo libro potrebbe essere trasportato in una realtà dove tutto è possibile… e niente ha senso!”   Perché tutto questo avviene? Semplice. Gli algoritmi sono come un cuoco inesperto che ha mille ingredienti a disposizione ma nessuna ricetta. Prendono un po’ di tutto e lo mettono insieme senza preoccuparsi troppo del risultato finale. Se un cuoco umano potrebbe capire che una torta di mele non beneficia di salsa piccante, l’IA pensa: “Perché no?”  Così, se in un romanzo storico ambientato nel Medioevo compare un personaggio con uno smartphone nella copertina, è solo un altro esperimento di stile. Del resto, magari è un messaggio di marketing rivolto ai lettori moderni: “Avete mai pensato a come sarebbe stato il Medioevo con un po’ di Wi-Fi?” A proposito di marketing, c’è anche un altro punto a favore delle copertine generate dall’IA: sono indimenticabili, nel bene e nel male. Prendiamo per esempio i libri romantici. Se prima i lettori si aspettavano copertine con paesaggi romantici e sguardi languidi, oggi possono ritrovarsi di fronte a baci che sfidano le leggi della fisica, mani che si fondono con l’aria, volti che si incontrano ma che sembrano provenire da dimensioni diverse. E tutto ciò, paradossalmente, funziona! “Guardare queste copertine è come fare un viaggio psichedelico,” dice una nostra fonte vicina. “Ti chiedi: cosa voleva dire l’autore con questo sfondo rosso acceso e quella coppia con braccia troppo lunghe?” Certo, non tutte le cover AI finiscono nel regno del surreale. Alcune ce la fanno ad avvicinarsi a qualcosa di quasi normale… quasi. Ma è proprio questo il problema: quel “quasi”. Una copertina può sembrare perfetta a prima vista, ma basta uno sguardo più attento per scoprire che il protagonista ha un dito in più o una mano misteriosamente spuntata dal nulla. Insomma, è come quando ti siedi sulla sedia e scopri che c’è una piccola gobba che non notavi subito ma che rende impossibile starci comodo.   E tu sei a favore delle cover con IA? Faccelo sapere con un commento Scopri Land Magazine admin Novembre 11, 2024 L’intelligenza artificiale e le copertine di libri: quando le mani hanno sei dita e i sorrisi fanno paura Read More admin Novembre 9, 2024 Le canzoni d’amore più belle della storia: perché l’amore, diciamocelo, ci piace un bel po’ L’amore: un sentimento che ci fa sudare le mani, battere il cuore e, a volte, ci rende un po’ patetici. E qual è il modo migliore per esprimere tutto questo Read More Cristina Ferri Novembre 9, 2024 Ricette: i biscotti di Rapunzel Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni Read More Francesca Redolfi Novembre 8, 2024 Hanno ucciso l’uomo ragno, inno di una generazione A dodici anni come quasi tutte le coetanee ero fan assidua degli 883, e innamorata di Max Pezzali.  Si

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