Dicembre 2024

Lo storytelling fatto bene: Arcane, League of Legends

A cura di   Questa non è una recensione, bensì un coro da stadio, scritto su carta (elettronica). Da autrice e scrittrice molto appassionata di storie e storytelling, scoprire nuove trame e modi di raccontare è una di quelle cose che mi rilassa e mi diverte di più. O almeno così dovrebbe essere, perché in realtà il potere delle grandi storie è proprio quello di trascinarti via, in un mondo e universo di emozioni che vivi come se ci fossi immerso. Purtroppo non ho mai sviluppato la bravura ai videogiochi di molti compagni di classe e coetanei, ma adoro la grafica e il concept, così come il game design. Dopo questo preambolo posso dire senza alcun dubbio che Arcane, League of Legends, è una di quelle storie immortali. Se siete profani sappiate che League of Legends è un gioco online della Riot Games in cui puoi scegliere un personaggio e affrontare una storia nel mondo creato apposta, in una squadra con altri giocatori. Arcane invece è la serie su Netflix ispirata da quel videogioco. Nel tempo ho dato diverse occasioni a serie ispirate al mondo videoludico e devo dire che alcune sono andate bene, altre molto meno. Arcane si colloca su un altro livello. Un livello che difficilmente altri raggiungeranno, almeno per ora. Dalla scelta delle colonne sonore, alla creazione del mondo, alla pura arte e alla grafica, alla costruzione dei personaggi, Arcane non lascia niente di intentato. Potrebbero sicuramente esserci dei buchi di trama o di altro, ma per quanto mi riguarda mi ha trascinata nei temi, nel ritmo e nelle scelte stilistiche al punto che ho dimenticato. Ho dimenticato stavo guardando un serie tv d’animazione. Ho dimenticato e ho semplicemente vissuto. E credo che non ci sia nulla di più potente di un simile storytelling. Perché Arcane funziona? Oltre a tutte le motivazioni che ho già detto, sappiate che le sottotrame e le tematiche sono portentose. Abbiamo la found family, il seguire i propri sogni, la scoperta dei propri limiti e di se stessi, la filosofia della perfezione che porta annichilimento, abbiamo il bisogno di essere migliori, la guerra non glorificata che porta solo distruzione e dolore. Abbiamo la fame per il potere, le scelte sbagliate, l’allieva che diventa mentore e la storia d’amore tra due persone talmente diverse che si pensa non abbiano nulla in comune. Ed è questo tema del diverso che non divide bensì unisce, per creare una magia più forte di ogni altra arcana potenza. In Arcane la crescita dei personaggi e il loro arco narrativo ha un tocco leggero e pesante al contempo. Trattieni il respiro a ogni colpo, a ogni caduta e ci sono passaggi che se fossero stati resi meno delicati non sarebbero stati altrettanto potenti. Come i disegni ad acquerello quando si parla di memoria e ricordi, in tinte pastello più sfumate.    Abbiamo eroi e anti eroi che cambiano ruoli, perché se vivi grandi dolori poi il tuo cuore diventa oscuro. Eppure puoi ancora essere salvato. Puoi essere sempre salvato, dall’amore di un bambino, dalla sua curiosità, dalla sua voglia di giocare e conoscere. E non c’è forse un messaggio più bello? Non è questo che dovrebbe fare una grande storia, dare speranza? I combattimenti, il tradimento, l’amore sono temi ricorrenti, ma è la speranza e la forza d’animo ciò che porta avanti la serie. E di certo la scenografia, i tempi, insomma praticamente tutto è calibrato talmente bene che non mi resta che chiedervi: perché siete qua a leggermi invece di vedervela?   Andate e fatemi sapere la vostra opinione.  vai al libro

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Drabble mania: consigli di scrittura per aspiranti scrittori (puntata 26)

Elisabetta Venturi Scrittrice e insegnante Drabble mania Scrivere drabble insegna a colpire, emozionare, stupire, sconvolgere il lettore con poche parole. Inoltre puoi giocare con le parole: scrivere una storia intorno a una parola che non conosci, così diventerà parte del tuo vocabolario; puoi darti regole folli sulle lettere da non usare oppure tirare i dadi (esistono molti giochi con questo scopo) e usare le immagini che escono.   Leggi fino alla fine per avere un consiglio di scrittura completamente gratuito Posto letto in affitto «Così non va! Non ne posso più!» Babbo Natale accarezzò Rudolph sul muso. «Cosa succede?» «Quel pigionante che ci hai mandato! Puzza e russa! Nessuno riesce a chiudere occhio nella stalla. Le carote dell’affitto sono ottime, ma le renne sono nervosissime.» «Non possiamo buttarlo in mezzo alla neve, non a Natale. Abbi pazienza finché l’elfo non finirà di impacchettare i regali.» Il vecchio estrasse un pacchetto da sotto il berretto. «Buon Natale Rudolph.» La renna lo aprì tirando il nastrino con i denti e si illuminò di gratitudine. Saltellò felice. «Tappi per le orecchie e Arbre Magique! Grazie Papà Natale!» Consiglio di scrittura Regalare la scrittura Hai mai pensato che scrivere “in miniatura” può essere un’occasione anche per fare un regalo diverso dal solito? Puoi stampare i tuoi mini-racconti, arrotolarli in una piccola pergamena e chiuderli con un nastrino colorato, per poi aggiungerli ai pacchetti di Natale. Oppure puoi fare tante pergamene colorate con tanti raccontini diversi e farne pescare uno a testa durante un evento di scambio doni. Se poi vuoi stupire, perché non scrivere un raccontino personalizzato per chi lo riceverà? Puoi mettere in scena un suo desiderio mai realizzato, giocare con i suoi elementi preferiti, dare sue caratteristiche al protagonista della storia. Pensa a quella persona e usa le prime cose che ti vengono in mente.  Ne vuoi di più? Ti è piaciuto questo drabble? Ne trovi tanti altri nella raccolta “100 parole per 100 emozioni”. VAI AL LIBRO Al prossimo drabble!

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Genitorialità consapevole, ovvero riconoscere i propri confini.

A cura di Rubrica ApertaMente. Chiedi alla Psicologa. Mi presento, sono Isabella Vinci e sono una psicologa perinatale e del neurosviluppo, oltre a essere una TNPEE (sigla per indicare un lavoro dal nome impronunciabile, ossia Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva). Mi occupo di bambini da più di vent’anni e di genitori da oltre un decennio, perché il mondo dell’infanzia è un universo in espansione, in cui è davvero molto facile perdersi. Motivo per il quale nasce questa rubrica interattiva, in cui ho raccolto alcune domande proposte dai genitori. Per genitorialità consapevole si intende spesso un modo di educare i propri figli basato sugli ultimi studi di pedagogia e psicologia. Sorge spontaneo chiedersi quando i genitori dovrebbero ricavare il tempo anche per informarsi e formarsi su questi argomenti. Vi sono molti corsi online tenuti dagli esperti del settore, così come delle interessanti conferenze e riunioni in presenza promosse dai servizi del consultorio, ma spesso sono gli stessi genitori a non conoscere tali opportunità e soprattutto a non avere il tempo di parteciparvi. Perché? Sono tante le motivazioni, che sia per una scarsa promozione dei suddetti servizi, che sia per mancanza di tempo in una quotidianità caotica, talvolta proprio per disinteresse. Ma cosa è allora questa consapevolezza della genitorialità? E non sarebbe più semplice se fosse solo una cosa da mangiare, mandare giù in boccone ed essere così pieni in modo quasi istantaneo di saggezza antica e nuova su come si crescono i figli? Perché la consapevolezza dell’essere genitori è importante? Fornire gli strumenti giusti e le informazioni utili permetterebbe di non impazzire, tra scatti di crescita, tappe di sviluppo, carenza di sonno e altre incredibili vicissitudini della prima (e seconda e terza, quarta eccetera) infanzia. L’ideale, secondo gli addetti ai lavori, sarebbe addirittura di saperle prima della nascita di una nuova vita. Tra mondo ideale e mondo reale c’è un abisso, fatto di doppi turni a lavoro per mantenere la famiglia, di disinformazione su ciò che sia davvero il post parto, di congedi di pochi giorni e pochi mesi e rientri in servizio quando ancora non si è realizzato di avere tra le mani una nuova vita che pretende ascolto a suon di pianti e urli, o magari con uno sguardo che incatena a terra una madre e un padre, che non vorrebbero altro che passare tempo a nutrire il nuovo equilibrio familiare. Sempre più genitori sentono l’esigenza di cambiare approccio alla vita: dove prima il lavoro era la priorità e il benessere familiare veniva al secondo posto, adesso è diverso. Si sceglie di allargare la famiglia, di espandere il tempo al di fuori del lavoro, per crescere i figli in modo presente. C’è un approccio diverso rispetto alla precedente generazione, per cui i figli potevano anche crescere in autonomia. Ora invece bisogna integrare quell’autonomia nei progetti didattici, ricordando che un bambino di due anni è in grado di apparecchiare la tavola con stoviglie di vetro e ceramica, se lo aiuteremo ad imparare e ci fideremo delle sue capacità, senza temere troppo cocci e pulizia qualora ci fosse un intoppo. Attenzione tuttavia a non confondere l’autonomia con la solitudine. Si pretende da un esserino appena nato sia in grado di autoregolarsi nel sonno, nella fame, nella veglia, quando invece ogni studio degli ultimi decenni sottolinea quanto il contatto ravvicinato con la madre e il padre sia fondamentale nell’apprendere davvero questa autoregolazione. La famosa frase “Lascialo piangere” è assurda, infondata e dannosa per diversi motivi: il pianto dei bambini attiva nel cervello materno (ma anche paterno) una risposta attacco/fuga, la stessa alla base di ogni forma di sopravvivenza. Ovvero, il pianto dei neonati è un sistema perfetto che garantisce al bambino di comunicare un bisogno impellente e necessario alla sua vita. E sì, tra questi bisogni quello del contatto fisico è considerato primario, al pari del mangiare e del dormire. Fornisce quell’autoregolazione di cui parlavamo, tramite i segnali biochimici e fisiologici che vengono percepiti dal contatto pelle a pelle.  Lasciar piangere un bambino per imporre una volontà da adulti, neanche del tutto propria ma di una società giudicante, ha l’unico effetto di accumulare l’ormone dello stress (il cortisolo) nelle sinapsi dei genitori, rendendo quindi il cervello meno capace di apprendere dall’ambiente e abituandolo a reagire come se fosse perennemente terrorizzato. Non è davvero una situazione auspicabile, perché come il riposo è fondamentale per diminuire queste quantità di cortisolo, lo è anche per ridurre l’ansia che diventa forma di anticipazione costante per ogni esigenza del bambino. In questo circolo vizioso, nemmeno si è più capaci di riposare, dunque il rischio diventa una risposta diretta, non voluta né pensata, che potrebbe portare a un’escalation qualora ci sia una fragilità di base. Per fragilità di base possiamo intendere diverse cose: se l’educazione ricevuta da bambini è stata rigidissima, si adatterà un modello rigido verso i propri figli. O anche, una madre o un padre che soffrono di ansia generalizzata e avranno pertanto un sistema di iperallerta già attivo e pronto a scattare al minimo sentore di disagio. La carenza di sonno, per esempio, è un altro meccanismo che tende ad abbassare le difese, che siano queste quelle immunitarie, che quelle cognitive. Lo stesso urlare o scuotere il bambino molto piccolo sono conseguenze di questo circolo negativo. Non che urlare per scaricare la frustrazione e la rabbia nel sentirsi impotenti e incapaci sia qualcosa da demonizzare. Capita a tutti di perdere la pazienza, ciò che conta è che non sia una risposta costante e che sia modulabile, ed ecco che entra in gioco la consapevolezza in primis di se stessi come esseri umani adulti, poi come genitori. La genitorialità consapevole non è dunque solo conoscere e applicare il metodo Montessori, perché non è detto che tutte le case possano essere adattate a quelle linee guida, bensì conoscere i propri limiti, o meglio confini. Bisogna capire quale sono le battaglie giuste da combattere, perché non si hanno le energie per vincerle tutte. Metà dell’opera è comprendere come adattare se stessi e i proprio figli

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Ricette: La crema catalana come compromesso, Capo, mi licenzio

“Elia Battaglia, colui che trasforma i no in sì” Chi ha letto Capo, mi licenzio, sa perfettamente quanto possa essere insistente il capo di Greta. Fra di loro c’è un legame particolare. L’uomo è asfissiante sul posto di lavoro… e non solo. La povera Greta non riesce a ritagliarsi neanche un momento libero per via dell’ingerenza del suo Capo/amico! Nel passo che segue, Elia tenta di convincere Greta ad andare con lui al compleanno di suo cugino. Non può rifiutare un’offerta simile… c’è anche la crema catalana al contorno di fragole! Dopotutto, un buon dolce può essere sempre un compromesso, no? «Guarda che non ti conviene rifiutare. Sai dove si festeggia? In quel locale sul mare dove fanno quella crema catalana buonissima con contorno di fragole, quella che ti piace tanto.» Inizio già a sbavare. «Lo sai che sono intollerante al lattosio.» Alza le spalle. «Signorina Amore, spesso le cose che ci piacciono sono quelle che ci fanno più male.» Ma come dare torto a Elia? Vediamo insieme come preparare una deliziosa crema catalana accompagnata da un contorno di fragole fresche. Ingredienti per la crema catalana (4 persone) 500 ml di latte intero 4 tuorli d’uovo 100 g di zucchero 20 g di amido di mais 1 stecca di cannella La scorza di 1 limone Zucchero di canna Per il contorno: 250 g di fragole fresche 2 cucchiai di zucchero 1 cucchiaio di succo di limone Foglie di menta fresca (opzionale) Procedimento per la crema catalana: In una casseruola, scalda il latte con la stecca di cannella e la scorza di limone. Porta a ebollizione, spegni il fuoco e lascia in infusione per 10 minuti. Filtra il latte per eliminare gli aromi. In una ciotola, sbatti i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungi l’amido di mais setacciato e mescola bene per evitare grumi. Versa lentamente il latte aromatizzato nel composto di uova e zucchero, mescolando continuamente. Trasferisci il tutto in una casseruola e cuoci a fuoco medio-basso, mescolando costantemente con una frusta o un cucchiaio di legno, fino a quando la crema si addensa. Attenzione a non farla bollire. Versa la crema in ciotole separate. Lasciale raffreddare a temperatura ambiente e poi mettile in frigorifero per almeno 2 ore. Prima di servire, spolverizza la superficie della crema con uno strato sottile di zucchero di canna. Preparazione delle fragole: Lava e taglia le fragole a pezzetti. Condiscile con lo zucchero e il succo di limone. Mescola delicatamente e lascia riposare per almeno 15-20 minuti in frigorifero. Disponi le fragole accanto alla crema catalana o in una ciotolina separata. Decora con foglioline di menta fresca per un tocco di colore e freschezza.  

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Natale a Hogwarts: il regalo magico per riscaldare il cuore del Grinch che è in te

Hai mai desiderato un Natale diverso? Non quello classico con il panettone e i parenti che si litigano l’ultimo pezzo di torrone, ma un Natale in cui la neve cade morbida sulle torri di un castello magico, mentre tu sorseggi Burrobirra con un maglione fatto a mano da Molly Weasley. Beh, con Natale a Hogwarts, il nuovo libro di J.K. Rowling pubblicato in Italia da Salani, puoi almeno sognarlo (no, non si può comprare un biglietto per Hogwarts, ci ho provato). Se hai il cuore di pietra o non hai mai letto Harry Potter (cosa stai facendo con la tua vita?), potresti pensare che si tratti dell’ennesimo libro a tema commerciale. Ma fidati, questo è un regalo che fa contenti tutti: dagli accaniti fan della saga ai Grinch che vogliono solo stare sotto il piumone. Perché comprarlo? Perché no! In un mondo dove il Natale è sinonimo di stress per i regali e cene infinite con discussioni politiche, Natale a Hogwarts è un’opportunità di evasione. I disegni, le illustrazioni e i piccoli dettagli  fanno urlare di gioia ogni Potterhead e rimandano ai Natali della nostra infanzia, quando la Coca Cola mandava le pubblicità di Harry Potter e questo periodo dell’anno era pura magia. Il libro è anche un ottimo spunto per organizzare serate a tema. Immagina: il tuo salotto trasformato nella Sala Comune di Grifondoro, luci calde, una tazza di Burrobirra (o vin brulé, se preferisci) e letture condivise con amici. Certo, qualcuno potrebbe vestirsi da Malocchio Moody, ma ogni gruppo ha il suo elemento disturbatore, no? Fai clic qui Scopri land Magazine admin Dicembre 4, 2024 Natale a Hogwarts: il regalo magico per riscaldare il cuore del Grinch che è in te Read More Lorenzo Foschi Dicembre 4, 2024 Giovani autori – episodio 4 A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Fai clic qui https://www.landeditore.it/wp-content/uploads/2024/11/4.mp4 Read More admin Dicembre 4, 2024 Come le donne hanno addomesticato i lupi: una storia di istinto, empatia e… sopravvivenza Se oggi portiamo a spasso Fido al parco possiamo forse ringraziare una coraggiosa antenata del Paleolitico che, invece di scappare urlando, ha deciso di accarezzare un lupo affamato. E no, Read More admin Dicembre 4, 2024 Curiosità sull’epoca vittoriana: stranezze, abitudini e storie incredibili L’epoca vittoriana è stata un periodo affascinante, per non dire… bizzarro. Se da un lato abbiamo assistito a grandi cambiamenti e rivoluzioni, dall’altro le abitudini e le convinzioni di questa Read More admin Dicembre 2, 2024 Ufficio e amore: 3 office romance in italiano da leggere assolutamente Se pensi che l’ufficio sia solo il regno di Excel, caffè annacquati e stampanti che non collaborano, è perché non hai mai letto un office romance fatto come si deve. Read More Cristina Ferri Dicembre 2, 2024 Ricette: i cupcake di Edith – La segretaria del quarterback Il rapporto fra Edith Miller e suo padre è un legame da sempre complicato. Lui sembra volerla controllare, le sta perennemente col fiato sul collo e soprattutto non accetta la Read More Francesca Redolfi Dicembre 2, 2024 I nostri libri felici Di Francesca Redolfi  Per lungo tempo ho pensato a un romanzo come all’ultimo libro felice. Era un fantasy senza pretese, che probabilmente se avessi letto in un altro momento avrei Read More admin Dicembre 2, 2024 Viaggiare nel tempo: come il fascino medievale di Le Mont-Saint-Michel conquista il XXI secolo Se esiste un luogo capace di farvi dimenticare il Wi-Fi e portarvi dritti nel Medioevo (senza perdere il senso della modernità), quello è Le Mont-Saint-Michel. Una destinazione che sembra un Read More Cristina Ferri Dicembre 1, 2024 Ricette – Il brodo de La Bella e la Bestia Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni Read More Cristina Ferri Novembre 30, 2024 Ricette – I panini bianchi di Heidi Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni Read More

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