Novembre 2025

Perché leggere i Cappuccetti di Negrin?

Fabian Negrin, nato in Argentina, vive in Italia da trent’anni e illustra libri per l’infanzia. La sua ultima pubblicazione è “Cappuccetti rossi”, edito da Giunti nello scorso mese di ottobre. La storia di Cappuccetto Rosso affascina Negrin da quando ha cinque anni, come ci dice lui stesso nella prefazione. Così ha scritto e illustrato i suoi Cappuccetti Rossi, gentili e teneri, arrabbiati o viaggiatori sul treno, furbi o molto altro. I Cappuccetti Rossi di Negrin sono contemporanei eppure allo stesso tempo anche senza età. Diverse storie, tra cui una sorprendente perché solo illustrata, eppure assolutamente chiara già dal titolo (a voi scoprire quale!). Un regalo di Natale per bambini di ogni età, anche quelli più grandi, che potranno scoprire nuove versioni della storia e magari, ispirati da Negrin, scrivere la loro! La mia preferita? Oltre alla storia solo illustrata di cui parlavo prima, ho trovato davvero insolita ma molto interessante la storia dal titolo “Quando piove e tira vento”, con il Lupo che diventa una povera vittima… della nonna! Le iillustrazioni di Negrin sono anima e fulcro del libro, rosso e verde dominano i disegni e la copertina, che riporta dei bellissimi intagli. Un libro per tutti e al contempo un libro raffinato e curato. Se volete potete sfogliarlo guardando qui: le https://youtube.com/shorts/khOdFAoJQvc?si=kSl6YExFN3tU1bJb

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UNA STORIA DI BURATTINI … segnalazione nuova uscita Giunti editore

«Voglio che nel mondo si cantino canzoni ogni giorno. Voglio che stiamo tutti assieme. Ordino al mondo di essere diverso!» Con una scrittura incantevole e magica DiCamillo ci racconta una fiaba sui burattini, e su quel gioco antichissimo capace di diventare infinite storie e infiniti mondi.Intrappolati in un baule, cinque burattini — un re, una lupa, una ragazza, un ragazzo e un gufo— litigano e si confortano a vicenda. Tra di loro c’è chi sogna di cantare e chi di rivedere la luce, chi di essere libero e chi volare, c’è chi sogna di avere uno scopo e chi di ottenere fama.Ma tutti sono d’accordo su una cosa: sono parte di una storia più grande, legati gli uni agli altri dal caso e uniti dai misteri del cuore. Quando finalmente il loro destino comune si compie e li conduce a casa di due bambine, si rendono conto che la verità è più sorprendente di quantochiunque di loro potesse immaginare. Kate DiCamillo è nata a Filadelfia e vive a Minneapolis ed è una delle più̀ amate e conosciute scrittrici per ragazzi, tradotta in tutto il mondo. È Ambasciatrice per la Letteratura per ragazzi negli Stati Uniti, uno dei massimi riconoscimenti, assegnato dalla Library of Congress.Il suo primo romanzo, Il cane più brutto del mondo, è divenuto un successo mondiale da cui è stato tratto un film. Così come è poi successo per Le Avventure del Topino Despereaux, già premiato con la Newbery Medal e rimasto a lungo in testa alle classifiche bestseller del “New York Times”. Ha vinto una seconda Newbery Medal con il libro Flora e Ulisse. In Italia ilromanzo Lo straordinario viaggio di Edward Tulane si è aggiudicato il premio Cento nel 2008. Julie Morstad è un’illustratrice pluripremiata che vive con la sua famiglia a Vancouver, nella Columbia Britannica. I suoi albi illustrati sono tradotti in tutto il mondo. Giunti Editore – Titolo originale THE PUPPETS OF SPELHORSTTraduzione di Giacomo Rabbi – Illustrazioni di Julie MorstadCollana Le Strenne – Pagine 160In libreria dal 21 ottobre 2025 – Prezzo € 16,50Età di riferimento 7+

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UN CAPPUCCETTO, TANTI CAPPUCCETTI – segnalazione nuova uscita Giunti editore

C’era una bambina bellaSempre di rosso vestivaTrovò il lupo!Ne uscì viva Sì, la storia è sempre quella Cappuccetto sotto la pioggia, Cappuccetto arrabbiata, Cappuccettodiventata nonna… Dodici versioni della fiaba più amata al mondo raccontate e illustrate con lapoesia iconica e intensa di Fabian Negrin. Storie irriverenti, a volte malinconiche, buffe o profonde, tutte esercizi di stile per raccontarequante volte è possibile declinare una fiaba per trasformarla in un viaggio sempre nuovo.Fabian Negrin abita in Italia da trent’anni e qui ha svolto la sua attività di illustratore di libriper l’infanzia. È nato in Argentina e ha studiato in Messico. Ha illustrato e a volte scritto libriper bambini e ragazzi per case editrici di Europa, America e Asia. Nel 2009 ha vinto la BIBPlaque alla Biennale di Bratislava e nel 2010 il Bologna Ragazzi Award Non-Fiction. È statocandidato all’Hans Christian Andersen Award nel 2014 e all’Astrid Lindgren Memorial Award indiverse occasioni. Per Giunti Editore ha realizzato gli albi Alfabetiere delle fiabe, Mitomalìa,Con le mani, illustrato: Le amiche che vorresti, scritto da Beatrice Masini, e Bambi. Giunti Editore – Collana Le StrennePagine 32 – In libreria 8 ottobre 2025Prezzo € 22 – Età di riferimento da 0 a 99 anni

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Giappone360: Easy to live in, Hard to breathe in

A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Lathar Lathar – Zero Giappone360: Easy to live in, Hard to breathe in Il Giappone è un paese che sorprende chiunque ci metta piede. All’apparenza, sembra uno dei luoghi più comodi in cui vivere: sicuro, ordinato, efficiente fino all’estremo. Ma basta restarci un po’ più a lungo per accorgersi che, dietro a questa superficie impeccabile, si nasconde una pressione costante che rende il vivere semplice… ma il respirare difficile. Easy to live in Una delle prime cose che colpisce è l’incredibile efficienza dei servizi. I treni arrivano in orario al minuto, i combini sono sempre aperti, i distributori automatici offrono qualsiasi cosa in qualsiasi momento. In una giornata tipo, quasi non esistono intoppi: muoversi, comprare, organizzare la vita quotidiana è lineare e privo di complicazioni. C’è poi la pulizia e l’ordine degli spazi pubblici. Strade curate, bagni accessibili e immacolati, rifiuti inesistenti, rispetto per le regole implicite. Il risultato è una sensazione di armonia che pochi paesi occidentali possono vantare. E naturalmente, la sicurezza. Camminare di notte in una grande città come Tokyo non fa mai paura; dimenticare un oggetto in metro non significa necessariamente perderlo; persino i bambini vanno da soli a scuola in tutta tranquillità. Questo senso di stabilità crea un ambiente che, per chi viene da fuori, può sembrare quasi utopico. Hard to breathe in Eppure, dietro a tanta comodità, il respiro può farsi corto. Il Giappone è anche un paese di pressione sociale costante. Esiste una netta divisione tra tatemae (ciò che mostri agli altri) e honne (ciò che pensi davvero), e questa distanza pesa. Non sempre è possibile esprimere liberamente opinioni o sentimenti: l’armonia del gruppo viene prima di tutto. Il mondo del lavoro è forse l’esempio più estremo. Ore infinite, dedizione assoluta, poca flessibilità. Il concetto di “karōshi”,  la morte per troppo lavoro, non è un’esagerazione giornalistica, ma una realtà. È un sistema che funziona perché tutti si sacrificano, ma il prezzo è alto. A questo si aggiungono ruoli sociali rigidi: dal genere all’età, fino alla posizione gerarchica, ognuno ha un posto preciso e uscire dagli schemi è difficile. La libertà personale cede spesso il passo al conformismo. E infine, la solitudine. Nonostante l’efficienza del sistema, il Giappone è anche il paese degli hikikomori, dei giovani che scelgono l’isolamento, e ha uno dei tassi di suicidio più alti tra i paesi sviluppati. È il paradosso di una società che funziona fuori, ma che dentro può diventare soffocante. Il paradosso giapponese Il Giappone, insomma, è un luogo in cui vivere è facile, ma respirare è difficile. Tutto scorre con ordine e comodità, ma al tempo stesso questo stesso ordine può trasformarsi in gabbia. È un paese che offre stabilità e allo stesso tempo richiede adattamento continuo, dove la semplicità della vita quotidiana convive con il peso invisibile delle aspettative sociali.

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