Dicembre 2025

Consigli di stile per le feste natalizie

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More spetteguless Consigli di stile per le feste natalizie 16.12.25 Eventi Happy Birthday, Jane! 16.12.25 compleanni Modi per rovinarsi la vita (seguendo Jane Austen) 16.12.25 firstletter Novità nel catalogo First Letter: arrivano i classici illustrati per bambini 15.12.25 Nuove uscite Alla scoperta della donna dietro il mito. Un viaggio narrativo e biografico nell’universo di Beatrix Potter 15.12.25 cinema e teatro AUGURI MR. VAN DYKE 13.12.25 società L’orsetto “Kumma”: il regalo meno azzeccato di sempre 13.12.25 cinema e teatro BASTA violenza sulle donne – Una sceneggiatura che trasforma consapevolezza in speranza 12.12.25 Durante l’epoca regency l’attenzione all’abito era fondamentale. Elizabeth Bennet non poteva neanche passeggiare sotto casa senza l’ombrellino, mentre Catherine Morland per poco non impazziva pensando a cosa indossare – nonostante la vanità in lei non serpeggiasse affatto. Nell’epoca di Jane Austen era vietato compiere un passo falso in fatto di stile. Bisognava infatti cambiarsi d’abito più volte al giorno. Al mattino si indossavano abiti semplici e comodi, mentre la sera apparivano più elaborati. In linea generale ci si doveva cambiare per svolgere una qualsiasi attività (cavalcare, passeggiare, ballare). Gli accessori erano parte predominante del vestito: ventaglio, borsette coi sali, reticella, cappellino, guanti e cuffietta facevano parte del quotidiano di tutti i giorni. E non si trattava di pura vanità femminile; perfino gli uomini perdevano tempo nella ricerca del percalle perfetto e della pettinatura perfetta. E oggi? Con l’avvento dei social l’aspetto continua a essere messo al primo posto. Guai ad avere lo smalto sbeccato o un make-up sbagliato, ma a Natale…. Natale non è fatto per essere belli, ma per stare comodi. Ecco allora alcuni consigli per essere a proprio agio durante la cena di Natale: Via quella gonna troppo corta e quella maglia scollata che ti fa tremare per il freddo. Sì a maglioni brutti. Magari rossi. Quelli con la renna comprati con il 30% di sconto durante i saldi dell’anno precedente andranno benissimo. Sì a pantaloni larghi. Eleganti o tuta non importa, basta che siano comodi. Sì a scarpe basse. Le sneakers sono perfette. Riponi quei tacchi a spillo, non ti permetteranno di ballare mentre tua cugina canta a squarciagola l’ultima canzone dei Coldplay. Consiglio finale: Divertiti e lasciati andare. E ricorda che a Natale in famiglia è concesso tutto: anche il trucco sfatto, i maglioni brutti e le ciabatte della nonna.  

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Happy Birthday, Jane!

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Oggi celebriamo i 250 anni di Jane Austen, e come possiamo non festeggiarla con una torta? Magari una di quelle tanto amate dai suoi nipoti. Nelle sue missive, Jane menziona spesso i dolci. I suoi preferiti? I Buth Buns naturalmente, (focaccine dolci di Bath), ma anche budini, tartine e torte. In una lettera inviata a sua sorella Cassandra, datata 17 maggio 1799, Jane parla di un pranzo piacevole tenutosi a Devizes. Le fette di Cheesecake che vengono servite sono apprezzate enormemente anche dai bambini. Ma proviamo a rifarla insieme! Cheesecake di Devizes: Ingredienti 250 g di biscotti secchi 100 g di burro fuso 600g di formaggio cremoso 200g di zucchero 4 uova Succo di mezzo limone Estratto di vaniglia Per la salsa: frutti di bosco, zucchero a piacere Procedimento Trita finemente i biscotti e mescolali con il burro fuso. Pressa il composto sul fondo di una teglia di 24 cm e cuoci in forno per 10 minuti. Lascia raffreddare. Nel frattempo, sbatti il formaggio cremoso con lo zucchero fino a ottenere una consistenza liscia. Aggiungi le uova una alla volta, continuando a mescolare. Aggiungi un po’ di succo di limone e, se desideri, l’estratto di vaniglia. Versa il composto sulla base di biscotti nella teglia e livella la superficie. Cuoci in forno per circa 45-50 minuti, finché non si dora leggermente intorno ai bordi. Lascia raffreddare a temperatura ambiente, poi trasferisci in frigo per almeno quattro ore (meglio se tutta la notte). Cuoci i frutti di bosco con un po’ di zucchero a fuoco medio fino a quando non diventano morbidi e rilasciano i loro succhi. Tanti auguri, zia Jane!      

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Modi per rovinarsi la vita (seguendo Jane Austen)

Di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE In epoca regency bastava davvero poco per rovinare la reputazione di una donna, e alcuni comportamenti, come uscire da sola, senza chaperon per giunta, poteva realmente mettere in discussione il suo buon nome. Ma come ci si doveva comportare? Ecco qui I modi per rovinarsi la vita in epoca regency a cura di Elisa Serra Per le signore: Rifiutare un matrimonio conveniente perché “non c’è affetto”. Accettare un matrimonio conveniente e poi scoprire che il marito gioca a carte fino all’alba. Parlare troppo in pubblico: anche una verità detta ad alta voce può sembrare sconveniente. Scrivere una lettera d’amore non richiesta. Essere sorpresa a passeggiare da sola senza cappello o accompagnatrice. Ballare tre volte con lo stesso uomo nello stesso ballo. Ridere troppo. Leggere romanzi francesi. Leggere qualunque cosa “non adatta a una signora”. Voler vivere della propria penna. Visitare una cugina “caduta in disgrazia”. Portare un abito “troppo moderno”. Mostrare entusiasmo per la politica. Mostrare entusiasmo per qualunque cosa. Avere un’opinione personale in presenza di un uomo. Non saper suonare il pianoforte né ricamare. Saper suonare troppo bene il pianoforte: l’orgoglio è peggio dell’ignoranza. Non avere dote. Avere una dote ma un padre rovinato dal gioco. Permettere che la servitù parli bene di te: è sospetto. Permettere che la servitù parli male di te: è fatale. Avere troppa intelligenza e poca pazienza. Sposare un uomo che non ama i libri. Non sposarsi affatto. Scrivere poesie (e peggio ancora, farle leggere).

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Novità nel catalogo First Letter: arrivano i classici illustrati per bambini

Sapete che gli albi illustrati possono offrire una versione moderna e accessibile dei classici della letteratura? Ideali per i bambini e non solo, gli albi illustrati sono libri che combinano testo e immagini per raccontare storie, rendendo la lettura più coinvolgente e divertente e, perché no, più semplice. Gli albi illustrati stimolano l’immaginazione, perché le illustrazioni aiutano i bambini a visualizzare la storia e facilitano la comprensione del testo (spesso semplificato). Gli albi illustrati sono inoltre un ottimo modo per iniziare a leggere, specialmente per i bambini. Illustrare i classici vuol dire offrire una modalità nuova di approccio sia a bambini che adulti, che possono condividere i loro libri preferiti con i più piccoli. Anche in Piccole Donne, la nuova proposta edita da First Letter, con illustrazioni di Matteo Della Libera, l’intento è quello: avvicinare bambini e adulti nella lettura, proponendo un libro ricco di disegni e colore, con un testo semplificato, da leggere insieme ai più grandi, prima di passare alla versione completa della storia.

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Alla scoperta della donna dietro il mito. Un viaggio narrativo e biografico nell’universo di Beatrix Potter

Con Searching for Beatrix Potter. La donna dietro il coniglio, Silvia Dal Cin, autrice veneta, firma un’opera intensa e sorprendente che riporta al centro della scena una delle figure più affascinanti e, al tempo stesso, più fraintese della letteratura per l’infanzia. Pubblicato da First Letter Editrice, il libro è molto più di una biografia: è un’indagine narrativa, culturale ed emotiva che scava dietro l’icona gentile di Peter Rabbit per restituire al lettore la complessità, il coraggio e la modernità di Beatrix Potter. Con una scrittura elegante e coinvolgente, Dal Cin accompagna il lettore in un percorso che intreccia ricerca, racconto e interpretazione critica. Searching for Beatrix Potter illumina la vita privata e pubblica di una donna che, a cavallo tra Otto e Novecento, seppe affermarsi come autrice, illustratrice, imprenditrice e naturalista, sfidando i limiti imposti dal suo tempo e dal suo genere. Oltre il coniglio: un ritratto inedito Beatrix Potter non è soltanto la creatrice di uno dei personaggi più amati della letteratura mondiale. È una donna determinata, indipendente, profondamente legata alla natura e capace di trasformare l’immaginazione in progetto concreto. Il libro mette in luce il suo percorso umano e artistico: l’infanzia solitaria, l’educazione autodidatta, la passione scientifica per la botanica e la micologia, il rapporto complesso con la famiglia e con l’industria editoriale, fino alla scelta di una vita autonoma e radicale nella campagna inglese. Silvia Dal Cin restituisce una Beatrix Potter viva, tridimensionale, lontana dalle semplificazioni consolatorie. Una donna che ha lottato per la propria libertà creativa, che ha costruito con lucidità il proprio successo editoriale e che ha lasciato un’eredità culturale e ambientale di straordinaria attualità. Un libro per lettori curiosi e consapevoli Searching for Beatrix Potter si rivolge a un pubblico ampio e trasversale: lettori appassionati di letteratura, giornalisti culturali, studiosi di storia dell’editoria, educatori, ma anche a chi desidera rileggere l’infanzia con occhi nuovi. Il volume dialoga con i temi contemporanei dell’identità femminile, dell’autodeterminazione, del rapporto tra creatività e mercato, della tutela del paesaggio e della memoria. La forza del libro sta nella sua capacità di unire rigore e accessibilità, offrendo una narrazione avvincente che non rinuncia alla profondità critica. È un testo che invita a riscoprire Beatrix Potter come figura chiave della modernità, capace di parlare ancora oggi a generazioni diverse. L’autrice Silvia Dal Cin è autrice e studiosa attenta ai temi della narrazione, dell’infanzia e della cultura visuale. In questo libro mette a frutto una ricerca accurata e una sensibilità narrativa che rendono la lettura fluida, empatica e ricca di spunti di riflessione.

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