Luglio 2026

Tre castelli italiani avvolti dal mistero: tra storia documentata e leggende secolari

Molti associano immediatamente i castelli infestati italiani alla leggenda di Azzurrina. Eppure il patrimonio storico del nostro Paese custodisce decine di manieri meno conosciuti, ma forse ancora più affascinanti, perché le loro storie affondano le radici in eventi realmente accaduti, processi, omicidi politici e tragedie familiari. Sono luoghi in cui la leggenda nasce dalla Storia, e non il contrario. Ecco tre castelli che meritano di essere riscoperti. 1. Il Castello di Fumone e il fantasma del Marchesino   Pochi castelli italiani possono vantare una storia tanto ricca quanto il Castello di Fumone, arroccato sui Monti Ernici, nel Lazio. La fortezza è celebre soprattutto per aver ospitato l’ultimo periodo della vita di Papa Celestino V, rinchiuso qui dopo la sua abdicazione per volontà di Bonifacio VIII. Ma il nome del castello è legato soprattutto a un’altra vicenda, molto più recente e inquietante. Nel XIX secolo viveva qui il piccolo Francesco Longhi De Paolis, conosciuto come il Marchesino. Aveva appena cinque anni quando morì improvvisamente nel 1851. Secondo la tradizione familiare, il bambino sarebbe stato avvelenato da una governante interessata all’eredità della famiglia. Il suo corpo venne imbalsamato e ancora oggi è conservato all’interno del castello, diventando uno degli elementi più singolari della visita. Attorno alla sua figura sono nate numerose testimonianze: c’è chi racconta di aver udito passi infantili nei corridoi, chi sostiene di aver percepito il rumore di giocattoli e chi afferma di aver visto l’ombra di un bambino attraversare rapidamente alcune stanze. Naturalmente non esiste alcuna prova dell’origine paranormale di questi fenomeni, ma la presenza della mummia del Marchesino ha contribuito ad alimentare una delle leggende più persistenti del folklore italiano. 2. Il Castello di Poppi e la terribile leggenda della Contessa Matelda   Dominando il Casentino da oltre sette secoli, il Castello dei Conti Guidi di Poppi è uno dei capolavori dell’architettura medievale toscana. La sua fama, tuttavia, è legata soprattutto alla misteriosa figura della Contessa Matelda. Secondo una leggenda tramandata per generazioni, la nobildonna conduceva una doppia vita. Di giorno amministrava il castello con eleganza e raffinatezza; di notte avrebbe attirato giovani uomini nelle proprie stanze, per poi farli assassinare da passaggi segreti che conducevano ai sotterranei. I corpi sarebbero stati gettati in profondi pozzi nascosti all’interno della fortezza. La tradizione vuole che, scoperti i suoi delitti, Matelda sia stata condannata a morte. Da allora il suo spirito vagherebbe ancora oggi tra le sale del castello, avvolto in un lungo abito nero. Gli storici ritengono che questa vicenda sia il risultato della fusione tra diverse figure femminili realmente vissute e racconti popolari medievali. Non esistono documenti che dimostrino i presunti omicidi, ma la leggenda è sopravvissuta fino ai giorni nostri proprio perché riflette l’immaginario gotico del Medioevo italiano.   3. Il Castello di Lagopesole e il ritorno dell’imperatore Federico II   Fra tutti i castelli federiciani, quello di Lagopesole, in Basilicata, occupa un posto speciale. Costruito nel XIII secolo, fu una delle residenze preferite di Federico II di Svevia, uno dei sovrani più enigmatici del Medioevo europeo. Imperatore, re, legislatore, scienziato, cacciatore e grande appassionato di astrologia, Federico II alimentò già durante la sua vita un’aura quasi leggendaria. Dopo la sua morte, il popolo iniziò a raccontare che non fosse realmente scomparso. Secondo la tradizione, nelle notti di tempesta il suo fantasma tornerebbe a cavalcare nei cortili del castello accompagnato dai suoi falchi da caccia. Alcuni parlano di rumori metallici, altri di figure in armatura osservate lungo i camminamenti superiori. È una leggenda che riflette perfettamente il prestigio storico dell’imperatore. Federico II fu una figura talmente fuori dall’ordinario che, per molti contemporanei, sembrava impossibile immaginare che un uomo simile potesse semplicemente morire. Il suo ritorno ciclico nel castello diventa così il simbolo della memoria di uno dei sovrani più straordinari della storia italiana. Scopri Land Magazine admin Luglio 23, 2026 Tre castelli italiani avvolti dal mistero: tra storia documentata e leggende secolari Molti associano immediatamente i castelli infestati italiani alla leggenda di Azzurrina. Eppure il patrimonio storico del nostro Paese custodisce decine di manieri meno conosciuti, ma forse ancora più affascinanti, perché Read More admin Luglio 22, 2026 Annamaria Zizza presenta L’estate della dolciera: a dialogare con l’autrice sarà Ingrid Sciuto di Land Editore Un nuovo appuntamento dedicato ai libri, alle storie e alla cultura attende i lettori nel cuore dell’estate. Alle ore 18, presso il ristorante Essenza di Manipura, si terrà la presentazione Read More admin Luglio 20, 2026 Le colonie dell’Impero Britannico erano un gigantesco affare economico Quando si parla dell’Impero Britannico, il racconto si concentra quasi sempre sulle conquiste militari, sulle grandi esplorazioni o sulla celebre definizione dell’impero “su cui non tramontava mai il sole”. È Read More Silvia Dal Cin Luglio 18, 2026 CATFISH, un fenomeno preoccupante Catfish significa letteralmente “pesce gatto”, ma online significa ben altro! 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Annamaria Zizza presenta L’estate della dolciera: a dialogare con l’autrice sarà Ingrid Sciuto di Land Editore

Un nuovo appuntamento dedicato ai libri, alle storie e alla cultura attende i lettori nel cuore dell’estate. Alle ore 18, presso il ristorante Essenza di Manipura, si terrà la presentazione del libro L’estate della dolciera, un incontro che vedrà protagonista l’autrice Annamaria Zizza, accompagnata dalla moderazione di Ingrid Sciuto, scrittrice del catalogo Land Editore. L’evento rappresenta un’occasione preziosa per tutti gli appassionati di narrativa che desiderano conoscere più da vicino il percorso creativo dell’autrice, scoprire i retroscena della nascita del romanzo e dialogare direttamente con chi lo ha scritto. A guidare la conversazione sarà proprio Ingrid Sciuto, autrice Land Editore, che negli ultimi anni ha saputo conquistare i lettori grazie alla sua sensibilità narrativa e alla capacità di raccontare emozioni autentiche. La sua esperienza come scrittrice renderà il dialogo con Annamaria Zizza ancora più coinvolgente, offrendo uno sguardo privilegiato sul mestiere di raccontare storie, sulle fonti d’ispirazione e sul lavoro che si cela dietro ogni romanzo. Durante l’incontro si parlerà dei temi affrontati in L’estate della dolciera, dei personaggi, delle ambientazioni e del lungo percorso che porta un’idea a trasformarsi in un libro capace di emozionare i lettori. Non mancherà naturalmente uno spazio dedicato alle domande del pubblico, che potrà confrontarsi direttamente con l’autrice e approfondire curiosità e aspetti della sua opera. Manifestazioni come questa confermano quanto gli incontri letterari siano diventati momenti fondamentali di condivisione. Non semplici presentazioni, ma occasioni in cui le pagine escono dal libro per trasformarsi in dialogo, confronto e scoperta. La presenza di una moderatrice che è a sua volta autrice permette inoltre di affrontare la conversazione da una prospettiva diversa, fatta di esperienza diretta, empatia e conoscenza del processo creativo. L’appuntamento è quindi fissato per le ore 18 presso il ristorante Essenza di Manipura, dove Ingrid Sciuto accompagnerà il pubblico alla scoperta del mondo narrativo di Annamaria Zizza e del suo L’estate della dolciera, in un pomeriggio dedicato ai libri, alle emozioni e al piacere della lettura.   Scopri Land Magazine admin Luglio 22, 2026 Annamaria Zizza presenta L’estate della dolciera: a dialogare con l’autrice sarà Ingrid Sciuto di Land Editore Read More admin Luglio 20, 2026 Le colonie dell’Impero Britannico erano un gigantesco affare economico Quando si parla dell’Impero Britannico, il racconto si concentra quasi sempre sulle conquiste militari, sulle grandi esplorazioni o sulla celebre definizione dell’impero “su cui non tramontava mai il sole”. 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Le colonie dell’Impero Britannico erano un gigantesco affare economico

Quando si parla dell’Impero Britannico, il racconto si concentra quasi sempre sulle conquiste militari, sulle grandi esplorazioni o sulla celebre definizione dell’impero “su cui non tramontava mai il sole”. È un’immagine affascinante, alimentata per secoli dalla storiografia e dalla letteratura, ma rischia di far passare in secondo piano quello che fu il vero motore dell’espansione britannica: il denaro. Le colonie non erano semplicemente territori lontani da amministrare. Erano investimenti. Enormi investimenti destinati a produrre ricchezza per Londra. Ogni porto conquistato, ogni piantagione aperta, ogni nuova rotta marittima aveva un obiettivo preciso: aumentare i profitti della madrepatria e garantire alla Gran Bretagna il controllo delle merci più preziose del mondo. Un impero costruito sul commercio A differenza di altre potenze europee che inizialmente puntavano soprattutto alla conquista territoriale, la Gran Bretagna comprese molto presto che il vero potere risiedeva nel commercio. Controllare i punti strategici degli oceani significava controllare il passaggio delle merci, imporre dazi, creare monopoli e influenzare l’economia mondiale. Le colonie divennero così una gigantesca rete commerciale che collegava Asia, Africa, America ed Europa. Navi cariche di tè, cotone, seta, indaco, oppio, zucchero e spezie attraversavano continuamente gli oceani, alimentando un flusso di ricchezza senza precedenti verso i porti britannici. Londra non era soltanto la capitale di un impero: era il centro finanziario di un sistema economico globale. L’India: il gioiello più prezioso della Corona Nessuna colonia fu importante quanto l’India. Non a caso venne definita “il gioiello della Corona”. La sua immensa popolazione offriva forza lavoro e un enorme mercato, mentre il territorio produceva alcune delle materie prime più richieste del XIX secolo. Cotone per alimentare le industrie tessili inglesi. Indaco per tingere i tessuti. Oppio destinato al commercio con la Cina. Spezie richieste in tutta Europa. E soprattutto tè, destinato a diventare uno dei simboli stessi dell’identità britannica. L’India non rappresentava soltanto un possedimento strategico: era una macchina economica capace di generare profitti immensi. La Compagnia delle Indie Orientali: la multinazionale che conquistò un continente Uno degli aspetti più sorprendenti della storia dell’Impero Britannico è che, per oltre due secoli, gran parte dell’India non fu amministrata direttamente dal governo inglese. A farlo fu la Compagnia Britannica delle Indie Orientali, una società privata fondata nel 1600 per commerciare con l’Asia. Nel tempo questa azienda acquisì poteri straordinari. Arrivò a possedere un proprio esercito, a battere moneta, a riscuotere imposte, amministrare la giustizia e stipulare trattati politici. Era, di fatto, una multinazionale con i poteri di uno Stato. Il suo obiettivo era uno solo: generare profitti per gli azionisti. Le decisioni economiche influenzavano direttamente la vita di milioni di persone. Intere regioni vennero convertite alla coltivazione di prodotti destinati all’esportazione, spesso sacrificando le produzioni alimentari locali. Il valore delle spezie Oggi è difficile immaginare quanto potessero valere pepe, cannella, noce moscata o cardamomo. Nel Seicento e nel Settecento erano prodotti di lusso. Servivano per conservare gli alimenti, preparare medicinali, realizzare profumi e dimostrare il proprio prestigio sociale. Il loro valore era tale da giustificare guerre navali, spedizioni oceaniche e accordi diplomatici. Chi controllava le rotte delle spezie controllava una parte enorme della ricchezza mondiale. Per questo motivo la presenza britannica nell’Oceano Indiano aveva un’importanza economica ben superiore a quella militare. Il tè e la nascita delle piantagioni dell’Assam Tra tutte le merci coloniali, il tè rappresenta probabilmente il caso più emblematico. Per lungo tempo gli inglesi furono costretti ad acquistarlo dalla Cina, pagando enormi quantità d’argento. Quando vennero individuate piante di tè selvatico nell’Assam, il governo britannico comprese immediatamente il potenziale economico della scoperta. Nel giro di pochi decenni vaste aree di foresta furono trasformate in piantagioni. Migliaia di lavoratori vennero reclutati per coltivare, raccogliere e lavorare le foglie destinate ai mercati europei. Dietro il tradizionale tè delle cinque si nascondeva quindi una complessa macchina economica fatta di investimenti, trasporti marittimi, lavoro intensivo e commercio internazionale. Le colonie finanziavano la rivoluzione industriale Le ricchezze provenienti dall’Impero contribuirono in maniera decisiva alla crescita economica della Gran Bretagna. Le materie prime alimentavano le fabbriche inglesi. I profitti finanziavano banche e compagnie assicurative. I porti britannici diventavano sempre più ricchi. Le ferrovie si espandevano. Le città crescevano rapidamente. Molti degli edifici, delle università e delle infrastrutture costruite durante l’età vittoriana furono possibili anche grazie ai capitali generati dal commercio coloniale. L’Impero non produceva ricchezza soltanto oltremare: trasformava profondamente anche la società britannica. Il prezzo umano della ricchezza Naturalmente questo enorme sviluppo economico ebbe un costo. Le esigenze del mercato europeo modificarono profondamente l’economia delle colonie. In molte regioni si privilegiarono le coltivazioni destinate all’esportazione rispetto ai raccolti necessari alla popolazione locale. Le tasse aumentarono, le risorse naturali vennero sfruttate intensamente e milioni di persone finirono per lavorare all’interno di un sistema costruito principalmente per favorire gli interessi economici della madrepatria. La ricchezza che arrivava nei salotti londinesi aveva spesso origine in territori dove le condizioni di vita erano molto diverse da quelle celebrate nella propaganda imperiale. Un impero che parlava la lingua del mercato Guardare oggi all’Impero Britannico significa comprendere che la sua forza non derivava soltanto dalle armi o dalla superiorità navale. Il vero collante dell’impero era l’economia. Navi, eserciti e amministrazioni coloniali esistevano perché proteggevano un sistema commerciale straordinariamente redditizio. In questo senso, l’Impero Britannico può essere considerato una delle prime grandi economie globalizzate della storia moderna: un sistema capace di collegare continenti lontanissimi attraverso merci, capitali e rotte commerciali, lasciando un’impronta destinata a influenzare il mondo ancora per molto tempo. Scopri Land Magazine admin Luglio 20, 2026 Le colonie dell’Impero Britannico erano un gigantesco affare economico Quando si parla dell’Impero Britannico, il racconto si concentra quasi sempre sulle conquiste militari, sulle grandi esplorazioni o sulla celebre definizione dell’impero “su cui non tramontava mai il sole”. È Read More Silvia Dal Cin Luglio 18, 2026 CATFISH, un fenomeno preoccupante Catfish significa letteralmente “pesce gatto”, ma online significa ben altro! Catfishing è quando una persona si finge qualcun’altro su internet per ingannare. Usa foto finte, nome falso, vita inventata. Nel Read More admin Luglio 16, 2026 Lavinia Fonzi entra in

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CATFISH, un fenomeno preoccupante

Catfish significa letteralmente “pesce gatto”, ma online significa ben altro! Catfishing è quando una persona si finge qualcun’altro su internet per ingannare. Usa foto finte, nome falso, vita inventata. Nel 2010 uscì il documentario “Catfish”. Raccontava di un ragazzo che parlava online con una ragazza che… non esisteva. Da lì è nato il termine. Poi MTV ha messo in onda la serie TV “Catfish: False Identità”, nella quale cercavano di aiutare la gente a capire se la persona con cui stavano parlando era reale o se erano stati truffati da profili falsi. Perché Catfish? Il pesce gatto è un pesce che “stuzzica” gli altri pesci per tenerli svegli durante il trasporto. L’idea è: il catfish online ti “stuzzica” emotivamente per tenerti agganciato. Nel libro “Il ragazzo del crepuscolo” c’è una sorta di catfishing, che però non avviene online ma di persona. Non possiamo dire molto di più per non fare spoiler, ma Ludovica incontra un ragazzo che… non è chi dice di essere. Catfish equivale a Adescamento è Sostituzione di persona? La sostituzione di persona si verifica se usi foto e dati di qualcun altro, o inventi un’identità da zero. “Sono Marco, 15 anni, calciatore” ma in realtà è un adulto di 40 anni. Dopo che si finge, inizia a creare un legame di fiducia. E questo è l’adescamento: chiede confidenze, foto, soldi, incontri. L’obiettivo può essere manipolazione emotiva, sextortion, truffa, o peggio. Sostituzione di persona e adescamento di minore, ricordiamolo, sono reati penali! Perché è un pericolo serio per i preadolescenti (ma anche per adolescenti)? Di base manca esperienza; essendo molto giovani non si ha ancora il radar per capire “sta cosa non torna”. Preadolescenti e adolescenti cercano approvazione! Un preadolescente che si sente solo/invisibile è esca perfetta. Il/la catfish gli dà attenzioni 24/7, lui/lei si affeziona. Data la giovane età, confondono online/realtà..Per loro “amico di Fortnite” è uguale a amico vero, punto. Non pensano che dietro ci sia una bugia. Per fortuna in “Il ragazzo del crepuscolo” non c’è un pericolo reale, ma nella realtà? Riflettiamoci e confidiamoci sempre con qualcuno che, essendo esterno alla vicenda, può darci il suo parere in merito (meglio se un adulto!).

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Lavinia Fonzi entra in Land Editore: sarà lei la voce de La forza di Sarah Breedlove

Qualche tempo fa vi avevamo lanciato una sfida: cercavamo una nuova autrice capace di raccontare la Storia con il rigore della ricerca e l’emozione della narrativa. Non cercavamo soltanto una brava scrittrice., ma qualcuno in grado di trasformare vite realmente esistite in romanzi che sapessero emozionare, far riflettere e riportare alla luce figure troppo spesso dimenticate. Oggi siamo felici di dirvi che quella ricerca si è conclusa nel migliore dei modi. Abbiamo trovato quella voce in Lavinia Fonzi, nuova autrice Land Editore. Nata a Roma nel 1995 e cresciuta a Milano, Lavinia è una scrittrice e divulgatrice culturale che vive tra l’Italia e l’Inghilterra. Dopo gli studi umanistici e l’esperienza come educatrice museale, ha scelto di dedicarsi a ciò che ama di più: studiare la storia e raccontarla attraverso la narrativa. Da anni approfondisce il periodo compreso tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, restituendo voce a personaggi dimenticati con romanzi costruiti su una solida ricerca storica. Chi ha già letto le sue opere conosce la sua capacità di ricreare le atmosfere del passato con precisione e sensibilità, intrecciando eventi realmente accaduti a storie capaci di coinvolgere il lettore fino all’ultima pagina. Il suo nuovo progetto per Land Editore sarà La forza di Sarah Breedlove, un romanzo dedicato a una delle donne più straordinarie della storia afro-americana: Sarah Breedlove, conosciuta dal mondo come Madam C. J. Walker.   Cover provvisoria Nata in povertà e figlia di ex schiavi, Sarah riuscì a costruire un impero imprenditoriale nel settore della cosmetica, diventando la prima donna americana ad affermarsi come milionaria grazie al proprio lavoro. Ma la sua storia è molto più di un successo economico: è il racconto di una donna che ha saputo trasformare le difficoltà in opportunità, abbattendo barriere sociali, razziali e culturali in un’epoca in cui sembravano insormontabili. Con la sensibilità narrativa che la contraddistingue, Lavinia Fonzi porterà in vita questa vicenda straordinaria, raccontando non soltanto l’imprenditrice, ma anche la donna, le sue paure, i suoi sogni e il coraggio che le ha permesso di cambiare il proprio destino. Siamo convinti che La forza di Sarah Breedlove sarà un romanzo capace di emozionare e ispirare, inaugurando un percorso editoriale che nasce proprio dalla call dedicata alla narrativa storica e che oggi prende finalmente forma. Benvenuta a bordo, Lavinia. Non vediamo l’ora di condividere con i nostri lettori questo nuovo viaggio nella Storia.

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