Cristina Ferri

Happy Birthday, Jane!

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Oggi celebriamo i 250 anni di Jane Austen, e come possiamo non festeggiarla con una torta? Magari una di quelle tanto amate dai suoi nipoti. Nelle sue missive, Jane menziona spesso i dolci. I suoi preferiti? I Buth Buns naturalmente, (focaccine dolci di Bath), ma anche budini, tartine e torte. In una lettera inviata a sua sorella Cassandra, datata 17 maggio 1799, Jane parla di un pranzo piacevole tenutosi a Devizes. Le fette di Cheesecake che vengono servite sono apprezzate enormemente anche dai bambini. Ma proviamo a rifarla insieme! Cheesecake di Devizes: Ingredienti 250 g di biscotti secchi 100 g di burro fuso 600g di formaggio cremoso 200g di zucchero 4 uova Succo di mezzo limone Estratto di vaniglia Per la salsa: frutti di bosco, zucchero a piacere Procedimento Trita finemente i biscotti e mescolali con il burro fuso. Pressa il composto sul fondo di una teglia di 24 cm e cuoci in forno per 10 minuti. Lascia raffreddare. Nel frattempo, sbatti il formaggio cremoso con lo zucchero fino a ottenere una consistenza liscia. Aggiungi le uova una alla volta, continuando a mescolare. Aggiungi un po’ di succo di limone e, se desideri, l’estratto di vaniglia. Versa il composto sulla base di biscotti nella teglia e livella la superficie. Cuoci in forno per circa 45-50 minuti, finché non si dora leggermente intorno ai bordi. Lascia raffreddare a temperatura ambiente, poi trasferisci in frigo per almeno quattro ore (meglio se tutta la notte). Cuoci i frutti di bosco con un po’ di zucchero a fuoco medio fino a quando non diventano morbidi e rilasciano i loro succhi. Tanti auguri, zia Jane!      

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Modi per rovinarsi la vita (seguendo Jane Austen)

Di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE In epoca regency bastava davvero poco per rovinare la reputazione di una donna, e alcuni comportamenti, come uscire da sola, senza chaperon per giunta, poteva realmente mettere in discussione il suo buon nome. Ma come ci si doveva comportare? Ecco qui I modi per rovinarsi la vita in epoca regency a cura di Elisa Serra Per le signore: Rifiutare un matrimonio conveniente perché “non c’è affetto”. Accettare un matrimonio conveniente e poi scoprire che il marito gioca a carte fino all’alba. Parlare troppo in pubblico: anche una verità detta ad alta voce può sembrare sconveniente. Scrivere una lettera d’amore non richiesta. Essere sorpresa a passeggiare da sola senza cappello o accompagnatrice. Ballare tre volte con lo stesso uomo nello stesso ballo. Ridere troppo. Leggere romanzi francesi. Leggere qualunque cosa “non adatta a una signora”. Voler vivere della propria penna. Visitare una cugina “caduta in disgrazia”. Portare un abito “troppo moderno”. Mostrare entusiasmo per la politica. Mostrare entusiasmo per qualunque cosa. Avere un’opinione personale in presenza di un uomo. Non saper suonare il pianoforte né ricamare. Saper suonare troppo bene il pianoforte: l’orgoglio è peggio dell’ignoranza. Non avere dote. Avere una dote ma un padre rovinato dal gioco. Permettere che la servitù parli bene di te: è sospetto. Permettere che la servitù parli male di te: è fatale. Avere troppa intelligenza e poca pazienza. Sposare un uomo che non ama i libri. Non sposarsi affatto. Scrivere poesie (e peggio ancora, farle leggere).

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Come sopravvivere alla cena di Natale senza uscirne distrutti

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui Anche ai tempi di Jane Austen il Natale era un’occasione per trascorrere del tempo tutti insieme. Tra manzo, costolette di maiale, minestre, verdure e torte di ribes, la tavola diventava un vero e proprio banchetto matrimoniale. A tavola vi erano alcune regole da rispettare, una fra tutti: fare bella figura, ergo “subire le lamentele dei propri cari senza avere una crisi di nervi”. E torniamo dunque al 2025. Queste sono solo alcune delle domande fra le più gettonate la Vigilia di Natale: Ce l’hai il fidanzatino? Hai finito gli esami? Quando ti laurei? Quando ti sposi? Quando fai il primo figlio? Quando ti decidi a fare il secondo figlio?   Ed ecco alcune delle affermazioni che ti faranno alzare gli occhi al cielo:   Lavori troppo. Lavori troppo poco. Esci poco. Non sei mai a casa.   Vediamo insieme come uscirne indenni, senza piangere, gridare e sbattere i piedi a terra per il nervosismo, cercando di rispettare le regole più elementari del ton. Non rispondere frettolosamente a una frecciatina. Non vorrai mica fare strozzare zia Lucia con l’oliva a causa di una risposta impertinente? Dunque respira e conta fino a cinque prima di replicare. Rispondi in maniera vaga, spostando l’attenzione sul cibo o magari sugli addobbi, senza tuttavia mostrare fastidio. Dopotutto la nonna lo fa solo per il tuo bene, anche se sembra che la tua vita sentimentale debba per forza essere l’argomento principale della serata (assieme alla portata di pesce fritto). Rispondi con un’altra domanda. Rispondere a una domanda con un’altra domanda può far sentire l’altro spaesato. Funzionerà inoltre a distogliere l’attenzione da te. Sopporta (cercando possibilmente di non alzare gli occhi al cielo). Tua sorella è meglio di te. Lei sembra aver coronato il sogno di tutti con il matrimonio in grande stile, tre nipotini magnifici e la casa perfetta, quando tu, trentenne squattrinata stai ancora decidendo se togliere o meno la vernice rosa dalla camera da letto. Cosa puoi farci? Nulla. La tua vita non è meglio o peggio della sua, semplicemente… diversa. Avete obiettivi differenti e non necessariamente le vostre scelte devono combaciare. Fingiti interessata a qualcos’altro. È la sera della Vigilia e hai tutti gli occhi puntati addosso. La sedia vicino a te è vuota perché nemmeno questo Natale sei riuscita a trovare uno stralcio di fidanzato da presentare a tutti. Tu sorridi e fingi di interessarti alla salsa yogurt dell’insalata di riso. Non possono passare tutta la sera a occuparsi dei tuoi problemi sentimentali, vedrai che prima o poi si stuferanno e molleranno la presa.  

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5 curiosità su Jane Austen

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Jane studiò in una scuola femminile Sappiamo che Jane venne mandata in una scuola femminile di Oxford all’età di sette anni, ma poco dopo dovette tornare a casa per via del tifo. Amante di romanzi (sentimentali) Jane Austen era una grande amante della lettura e, in particolare, dei testi di Samuel Richardson. «La sua conoscenza delle opere di Richardson era tale che probabilmente nessuno potrebbe eguagliarla oggi» afferma suo nipote James Edward Austen-Leigh. Ma come biasimarla? Se anche tu hai amato la storia di Pamela, sai di cosa sto parlando. Il matrimonio mancato Nonostante i romanzi di Jane Austen siano costellati da matrimoni, la scrittrice non si sposò mai, anche se si innamorò (o magari stava scherzando) di Tom Lefroy, un giovane studente di legge. Aveva un viso dolce, simpatico, con occhi e sopracciglia scuri, ci dice Worsley. I due si conobbero, ballarono insieme ma lui non arrivò mai a farle la proposta di matrimonio. Il nascere di un legame più importante venne bloccato dall’improvvisa partenza di lui, organizzata di proposito da Mrs Lefroy per allontanarli. Che guaio questi parenti! Proprio come in Persuasione, una giovane Jane si trova costretta a sottostare a scelte non sue. Ma se Tom fosse rimasto, quale sarebbe stato il finale? Magari Jane avrebbe accettato o magari no, avrebbe riso e raccontato quest’episodio a Cassandra con una punta di ironia. George, il fratello allontanato Non tutti sanno che Jane aveva un fratello con gravi problemi. George, il secondogenito degli Austen, venne infatti allontanato dalla famiglia. Il ragazzo aveva gravi disabilità, e si dice che Jane fosse solita parlargli “con le dita”. Di lui non vi sono menzioni, neanche nelle lettere. Orgoglio e pregiudizio non era il titolo iniziale dell’opera Pare infatti che fosse stato già pubblicato in precedenza un libro dal titolo First Impression.  

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Consigli sentimentali per cuori spezzati (seguendo Jane Austen)

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui In Ragione e Sentimento, Marianne sembra non riesca a fare a meno di autocommiserarsi. Willoughby l’ha abbandonata da un giorno all’altro sparendo come un codardo, e le giornate passate insieme sono ormai un lontano ricordo… Lei è come sua madre: non riesce a farsi scivolare le cose addosso. Si strugge per il mancato proseguo dell’interesse di lui distorcendo la realtà, soffre al punto da smettere di mangiare e di curare il proprio aspetto, e ciò non fa che arrecare dolore in sua sorella Elinor, nella signora Jennings e nelle persone che le sono intorno. In questo breve articolo per cuori spezzati vediamo insieme come reagire davanti alla fine di una relazione amorosa. Smettila di colpevolizzarti Non pensare di essere sbagliata. L’errore che commettiamo quando ci troviamo davanti a una delusione amorosa è quello di colpevolizzarci: Avrei dovuto fare questo, dire quello, essere più comprensiva, meno orgogliosa… niente di più sbagliato. Si sa, le relazioni finiscono, e spesso non è colpa di nessuno. La realtà è che i sentimenti col tempo possono esaurirsi e, per quanto possa far male, è più deleterio fingere che non sia così. Consiglio: Non rileggere continuamente vecchi messaggi, non ascoltare le canzoni che eravate soliti ascoltare insieme. Prendi un diario e annota i tuoi stati d’animo: ti aiuterà pian piano a sentirti meglio. Non chiuderti in casa Indossa quell’abito che conservi per chissà quale occasione importante, truccati – o non farlo affatto se non ti senti a tuo agio – ed esci di casa. Da sola, in compagnia di un’amica, del tuo amico a quattro zampe o di un buon libro, non importa. La regola per stare meglio è solo una: non starsene chiusi in casa a rivangare i bei momenti. Non servirà a cambiare le cose, né tantomeno a farti sentire meglio. Consiglio: Opta per lunghe passeggiate all’aria aperta, magari in ascolto della tua canzone preferita. Organizza una serata fra amiche Un pigiama party, una serata cinema o semplicemente due chiacchiere davanti a una tazza di cioccolata bollente. Il segreto è solo uno: condividere, non tenersi tutto dentro col pericolo di scoppiare. Consiglio: Non commettere l’errore di mollare le amicizie per un fidanzato. Le storie d’amore possono finire, ma certe amicizie possono durare una vita intera. Dunque, non mettere da parte la tua amica del cuore e ritaglia sempre un momento speciale solo per voi. Agisci Manda quel messaggio che hai paura di inviare, fai quel taglio di capelli che tanto ti spaventa, iscriviti in palestra o a un corso yoga, ma non rimandare a domani qualcosa che potrebbe farti sentire subito meglio. Consiglio: Parlane con la tua famiglia. I tuoi cari possono sostenerti e aiutarti. Dopotutto, chi ti conosce meglio di loro?

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