Perchè preadolescenti e adolescenti cercano il “brivido”?
Perché il cervello degli adolescenti e preadolescenti è letteralmente progettato per cercare il brivido? Il cervello preme tutto sull’acceleratore, perché non ha ancora capito come usare i freni! Tra i 12 e i 25 anni vince ancora il sistema della ricompensa e della dopamina. La corteccia prefrontale, quella che dice “ehi, è pericoloso, frena”, matura più tardi, verso i 25 anni (si spera! In alcuni non matura mai!). In questa fase è anche normale testare i limiti per diventare adulti. Da un punto di vista evolutivo ha senso. Per staccarsi dai genitori e capire “chi sono”, devono provare cose al limite: sport estremi, sfide online, storie horror. Il pericolo fittizio di un film o videogioco è una palestra sicura per allenare paura/coraggio senza rischi reali. E poi c’è (l’odiato) Status sociale. Nel gruppo dei pari, chi rischia guadagna rispetto: l’adrenalina e il “ci sono riuscito” valgono come medaglia sociale. E Sì, frequentare sconosciuti è proprio uno di quei “pericoli” che attira tantissimo. Nel libro “Il ragazzo del crepuscolo”, uscito il 30 giugno per la Collana S.E.P.T. di First Letter, Martina Lago ci racconta proprio di una frequentazione di questo tipo: un perfetto sconosciuto, che si può incontrare solo al crepuscolo e in un luogo isolato, è una buona scelta? Un volto nuovo, una storia che non conosci, zero regole già stabilite. Le persone conosciute sono “già viste”, gli sconosciuti sono un boost di dopamina gratis. Subentra poi il “Decido io chi frequentare, non mamma/papà”. O le mie amiche, come nel caso di Ludovica. Parlare con sconosciuti online o dal vivo è il modo più diretto per dire “sono grande, faccio le mie scelte”. Anche se la scelta è rischiosa, per i preadolescenti è prova di autonomia. E poi… posso crearmi una nuova identità. Con gli amici di sempre sei “il timido”, “il secchione”, “il figlio di…”. Con uno sconosciuto puoi reinventarti da zero. Nessuno sa il tuo passato, quindi puoi provare versioni diverse di te stesso senza giudizio. E anche questo succede in “Il ragazzo del crepuscolo”. Infine… è una questione di brivido. È la stessa attrazione dei film horror: non sai come andrà a finire. Quell’incertezza attiva il sistema della ricompensa. “E se fosse la persona più figa del mondo? E se fosse un’avventura epica?”. Il cervello gonfia le possibilità positive e minimizza i rischi. Il problema è che proprio quando il “freno” non è ancora maturo, il rischio reale c’è: manipolazione, truffe, situazioni pericolose. Il pericolo sembra fittizio, ma le conseguenze possono essere reali. Occhio!
Perchè preadolescenti e adolescenti cercano il “brivido”? Leggi tutto »





