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UN LIBRO PER NATALE

Cosa regalo al mio bambino? o al figlio dei miei amici? al cuginetto? Siamo già a dicembre ed è tempo di pensare ai regali e regalini di natale! Quando si tratta di fare un pensiero ai più piccolini, spesso si pensa ad un giochino. Perchè invece non regalare un libro?   Bella idea, direte. Ma come sceglierlo? Sicuramente una buona idea è conoscere i gusti del destinatario del regalo. Ma se ciò non è possibile?   Una soluzione può essere pensare all’età del bambino.  Se sono molto piccoli possiamo pensare a libri in bianco e nero, che stimolano la vista (ideali per neonati). Per bambini poco più grandi sono sicuramente indicati libri tattili e/o sonori, che permettono una fruizione “a tutto tondo” del libro.Ricordiamo sempre che i libri cartonati sono i più adatti per i bambini di età inferiore ai 3 anni.  Molto adatti all’età del nido saranno ovviamente libri che parlano di coccole, ma anche di spannolinamento, di primi distacchi dal genitore e dell’ amato / odiato ciuccio. Dai 3 anni in poi, quando sono inseriti alla scuola dell’infanzia, possiamo scegliere per loro libri con immagini grandi e colorate e pensare a storie che parlano del loro quotidiano, ma anche di sogni, di crescita e di amicizia.   Se invece il bambino frequenta la scuola primaria possiamo scegliere libri con un po’ più di testo, ma senza dimenticare che anche se sono un pochino più grandi amano comunque le illustrazioni. Consiglio importante: se non conosciamo bene il bambino, non diamo per scontato che non ci siano difficoltà nella lettura. Scegliamo libri che possano essere consultati anche in versione ebook, oppure stampati con caratteri ad alta leggibilità, o ancora con audiolettura disponibile. Buone letture !

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BEATRIX POTTER e il self publishing

Usando le lettere e i disegni indirizzati al piccolo Noel, Beatrix Potter realizzò il suo primo libro per bambini, The Tale of Peter Rabbit. Come capita a praticamente ogni esordiente, il libro venne rifiutato da sei case editrici. Allora Beatrix divenne self publisher, come diremmo oggi: fece stampare 250 copie e si dedicò alla loro promozione, finendo tutte le copie in breve tempo. L’anno dopo, il 2 ottobre 1902, il libro venne pubblicato dalla Frederick Warne & Company. Sì, direte voi, facile pubblicare un libro dopo che è già diventato “famoso”. Ma dobbiamo invece ringraziare la Frederick Warne & Company: sono stati loro a porre a Beatrix la condizione di realizzare illustrazioni a colori e non più in bianco e nero! Perciò è grazie all’illuminato editore che colse le potenzialità dei meravigliosi disegni ad acquerello se oggi conosciamo l’iconica giacca blu di Peter Rabbit e i cappottini rossi delle sorelle. Quale fu la fortuna di The Tale of Peter Rabbit? Essere un libro diverso. Era stato stampato in un formato piccolo, adatto alle mani dei bambini. Costava solo uno scellino, pertanto era accessibile a molti e non solo alle famiglie benestanti (gli albi illustrati erano solitamente molto costosi). Ma un’altra caratteristica dell’opera era che non conteneva solo termini semplici, nè era superficiale. Beatrix credeva infatti che inserire qualche termine complesso e a volte ricercato aiutasse curiosità e apprendimento nei bambini. Perciò sì, Beatrix provò la strada del self publishing ma poi si affidò all’editoria tradizionale. Se vuoi conoscere altre curiosità, ti consiglio il saggio su Beatrix Potter, edito da First Letter.

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“About a boy” – come si raccontano le relazioni, tra genere sperimentale, depressione, bullismo e differenze sociali – le recensioni di Land Magazine

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? ABOUT A BOY: storia di un’amicizia molto particolare. La prima volta che ho visto il film è stato l’anno in cui è  uscito, nel 2002 e non avevo realizzato che fosse tratto da un libro. L’ho guardato e ne sono rimasta folgorata, semplicemente.  Hugh Grant è sempre Hugh Grant, impossibile non lasciarsi affascinare, però l’idea di leggere il libro ancora non aveva sfiorata, finché non mi è capitato tra le mani in un negozio di libri usati. Qualcosa mi si è accesa nella testa, una specie di connessione mentale a cui non sapevo dare una risposta. Poi è successo che l’ho finalmente letto ed è stato un viaggio tra le pagine meraviglioso. La trasposizione cinematografica è fatta molto bene ed è fedele la libro, ma leggere di Will e Marcus è stato diverso dal vedere le loro immagini attraverso lo schermo. La loro storia è a tratti commovente, ma anche divertente. Will è un adulto non avvezzo alle responsabilità, Marcus è un ragazzino che ne ha fin troppe.  Come possono i due andare d’accordo?  Oggi si parlerebbe di hate-to-love e per certi versi questo libro lo è, ma il contesto è ben diverso e, soprattutto, non rientra nel genere romance in cui il trope va per la maggiore. La particolarità di questo libro, oltre alla narrazione dal doppio punto di vista maschile (uno è Will, l’altro Marcus) è che rientra in un genere a parte che per altro non ha avuto il successo sperato. Che si tratti di un esperimento che l’autore ha voluto fare o di una cosa voluta, questa storia ha portato alla ribalta il Lad-lit, ovvero la versione maschile – se così si può chiamare – del classico chick-lit.  Onestamente lo ritengo un peccato il fatto che come genere sia stato bistrattato, perché ritengo ci sia bisogno di storie di questo tipo. Qui si parla di un’amicizia nata per caso e sfociata in un rapporto vero e profondo, una relazione tra un adulto e un ragazzino che non hanno legami di parentela di alcun tipo e forse proprio per questo riescono ad andare d’accordo. Marcus si sente capito nonostante tutto. È una storia che fa certamente riflettere e che tratta temi importanti seppur narrati in chiave diversa.  Il bullismo, la depressione, la separazione dei genitori, il tentato suicidio sono tutti argomenti che esistevano già prima del 1998, anno di uscita del libro, ma da sempre si tende a parlarne  poco, un po’ per vergogna e un po’ per paura e, qui, sviscerarli in maniera tanto cruda e realista, porta a una attenta riflessione su quella che è la società che ci circonda. Oggi come allora.       Libri di Oriana Turus Fai clic qui INSERISCI TESTO QUI Scopri Land Magazine admin Febbraio 25, 2025 Belcanto: quando l’Opera diventa una Soap Opera (e Vittoria Puccini canta la tragedia) Se pensavi che l’Opera fosse solo roba da teatro polveroso e signore ingioiellate, preparati a cambiare idea (o a rispolverare il libretto della Traviata). 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Starduster: fumetto per bambini?

Ho letto di recente Starduster, di Elisa Pocetta, pubblicato da Astra – Star Comics qualche anno fa. I disegni sono bellissimi ma… intanto, prima domanda: è un fumetto o una graphic novel? Per rispondere, devo prima chiarire una cosa: per fumetto si intende un prodotto che “nasce seriale”, cioè una storia che nasce già per essere pubblicata a puntate, mentre una graphic novel è una storia autoconclusiva e pubblicata in un unico volume. Quindi, Starduster è l’uno o l’altro? Direi una graphic novel, nonostante il finale dia degli indizi su un potenziale seguito. Non ho però trovato le puntate successive, quindi non è uscito in forma di serie, ergo non possiamo considerarlo un fumetto. Altra domanda: è per bambini? Direi NI. Nel senso, non vi sono nudità, allusioni sessuali, violenza, ma per comprendere appieno alcune frasi e alcuni disegni serve un minimo di maturità e di storia personale. Lo ritengo quindi adatto dai 9 anni in su, per la fascia dei pre-teen. È un fantasy, ma tocca molti aspetti cari ai pre adolescenti: l’ingresso alle scuole medie, il sentirsi diversi, l’essere considerati “alieni” o “strambi” dagli altri, la scoperta di sé e della propria forza personale, l’amicizia. I colori sono stupendi, la stampa è davvero ottima, la storia è semplice pur senza essere banale, ci sono sentimenti e anche avventura. Direi proprio che lo promuovo.

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Perché amiamo i gialli: psicologia del mistero secondo Agatha Christie

C’è chi si rilassa con una tisana e chi con un delitto ben congegnato. Noi, lettori dei gialli, apparteniamo alla seconda categoria. Ma perché ci piace tanto seguire un assassino letterario tra le pagine, pur sapendo che non è esattamente un hobby da curriculum? Agatha Christie lo sapeva: non amiamo la morte, amiamo capire la verità. 1. Il piacere del puzzle mentale Ogni romanzo di Agatha Christie è un enigma travestito da racconto. Ci invita a giocare: indovina il colpevole prima che lo faccia Poirot! E mentre noi prendiamo appunti e sospettiamo di chiunque (anche del cane del giardiniere), lei ci guida con la grazia di un illusionista.In realtà, il delitto è solo un pretesto: quello che ci cattura è il meccanismo logico, la sfida al nostro cervello. È il Sudoku dell’anima — ma con più cadaveri. 2. La rassicurazione dell’ordine ristabilito Dietro ogni assassinio letterario si nasconde un messaggio tranquillizzante: il caos verrà risolto. Alla fine, la giustizia (e Poirot) trionfano, l’assassino confessa, e tutto torna a posto. È la catarsi più british che ci sia.Agatha Christie sapeva che, dopo il colpo di scena, vogliamo chiudere il libro e pensare: ah, il mondo ha ancora un senso. Anche se quel senso passa per un flacone di veleno. 3. La curiosità come motore (e peccato veniale) La curiosità è ciò che ci fa sfogliare pagina dopo pagina. È anche il vizio preferito dei lettori di gialli: vogliamo sapere tutto, spiare, capire, ricomporre. Christie ci insegna che la curiosità non è morbosa, è umana.Miss Marple lo sa: ascoltare le chiacchiere del villaggio non è pettegolezzo — è indagine psicologica applicata. 4. I gialli come specchio del nostro inconscio Ogni personaggio sospetto, ogni vittima e ogni colpevole rappresentano una parte di noi. Nei romanzi di Agatha Christie, il male non è mai solo “là fuori”: è nei piccoli rancori, nelle bugie quotidiane, nelle vendette domestiche.Forse li amiamo perché ci permettono di esplorare la parte oscura della mente… in totale sicurezza, dal divano. 5. L’ironia della vita (e della morte)   Agatha Christie non scriveva solo per inquietare, ma per divertire. I suoi delitti sono eleganti, logici, e spesso sottilmente comici. C’è sempre una vena di ironia, un sorriso sotto i baffi di Poirot, un giudizio malizioso tra le righe di Miss Marple. È il mistero come forma suprema di umorismo britannico: si ride — piano, ma si ride. In fondo, amiamo i gialli per lo stesso motivo per cui Agatha li scriveva: perché ci fanno sentire intelligenti, vivi e (ammettiamolo) un po’ complici. Non c’è niente di più umano che cercare la verità — soprattutto quando è nascosta in bella vista.   Scopri Land Magazine admin Ottobre 19, 2025 Il regalo perfetto per chi ama leggere (e non vuole altri calzini) Ogni anno la stessa storia: la corsa ai regali, il panico da centro commerciale, la zia che dice “tanto io non voglio niente” e poi si offende se non trova Read More admin Ottobre 11, 2025 Altro che cioccolatini: il Land Advent Calendar 2025 è la dolcezza dei lettori Diciamolo: i calendari dell’avvento classici sono roba da dilettanti.Li apri, trovi un cioccolatino, lo mangi in tre secondi e rimani con un senso di vuoto spirituale (e calorico) difficile da Read More admin Ottobre 11, 2025 La nuova (e piccantissima) tendenza natalizia: i calendari dell’Avvento sexy per coppie Dimenticate le finestrelle con i cioccolatini e le renne sorridenti: il Natale 2025 sarà bollente come una sauna finlandese. Da qualche anno a questa parte, i calendari dell’Avvento sexy per Read More Silvia Dal cin Ottobre 10, 2025 MA CHI CI PENSA AI CAREGIVER? Oggi, 10 ottobre, è la Giornata Mondiale della Salute Mentale. Quando si pensa alla salute, si pensa sempre ai pazienti. E le persone che si occupano di loro? Sono i Read More Lorenzo Foschi Ottobre 10, 2025 Giappone360: Quella bici che ho preso ad Osaka A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Lathar Lathar – Zero Piacere, sono Lorenzo!Italianissimo, genovese, e da sempre appassionato del Giappone. Ho incontrato questa cultura per la prima volta Read More admin Ottobre 9, 2025 Come nasce il senso di colpa nelle donne Il senso di colpa è una delle emozioni più pervasive e sottili nella vita delle donne. Cresciute in una società che da secoli assegna loro il ruolo di custodi, madri, Read More Silvia Dal cin Ottobre 9, 2025 Addio a Donatella Ziliotto, che portò Pippi Calzelunghe in Italia ” La casa editrice Salani, Gruppo editoriale Mauri Spagnol, saluta commossa Donatella Ziliotto, scrittrice, traduttrice, storica editor e fondatrice della collana Gl’Istrici”. È mancata oggi Donatella Ziliotto, che io conosco Read More Oriana Turus Ottobre 9, 2025 A teatro con Land Magazine: Emma by Jane Austen A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More Silvia Dal cin Ottobre 9, 2025 Vajont – la strage degli innocenti Il disastro del Vajont. Era la sera del 9 ottobre 1963; nel bacino artificiale del torrente Vajont, situato nella valle che porta il suo nome (al confine tra le province di Belluno e Read More admin Ottobre 7, 2025 Presentazione del romanzo storico “In fuga da Settembre” di NeomeniaVilla Fortuna – Aci Trezza (CT), 13 ottobre 2025 ore 16:00 📖 Domenica 13 ottobre, alle 16:00, nella splendida cornice di Villa Fortuna (Aci Trezza, CT), Neomenia incontrerà i lettori per raccontare la sua opera.A dialogare con lei la scrittrice Manuela Read More

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