Nuove uscite

Beatrix Potter e i disegni di spore e funghi

Beatrix Potter non fu solo illustratrice e scrittrice. Era anche appassionata di botanica e lo zio Sir Henry Roscoe, noto chimico britannico, la aiutò negli studi. Le presentò il direttore del Kew Gardens perchè le fosse concesso di frequentare il centro. Beatrix studiò le spore al microscopio e ne produsse diverse illustrazioni, come riportate anche nel “The Australian National Botanic Gardens, Case Studies Beatrix Potter”. L’Accademia delle scienze britannica, la Royal Society, rifiutò però di pubblicare le sue illustrazioni scientifiche in quanto donna e in seguito, per lo stesso motivo, la Linnean Society di Londra non le permise di presentare al proprio consiglio di scienziati la sua teoria sulla germinazione delle spore fungine. Le sue osservazioni confluirono in uno studio che venne letto davanti alla Linnean Society nel 1897, ma lei non potè essere presente alla riunione; le donne non erano infatti ammesse alle riunioni (fu così fino al 1905 e solo nel 1997 la Society si scusò pubblicamente di non aver dedicato negli anni la giusta attenzione ai contributi scientifici femminili). Ulteriori prove della sua grande capacità come naturalista si ritrova anche nel volume “A Victorian Naturalist: Beatrix Potter’s Drawings from the Armitt Collection” (1992). Nel capitolo sul lavoro micologico di Beatrix ci sono molti disegni di ciò che ha osservato al microscopio. Piccola divagazione: cos’è il Kew Gardens? È un meraviglioso giardino botanico, il luogo con la maggiore biodiversità sulla Terra. Si trova nel borgo londinese di Richmond upon Thames, a sud ovest di Londra. Fondato nel 1759, è una delle principali attrazioni turistiche di Londra ed è un sito patrimonio dell’umanità.

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BEATRIX POTTER: non solo conigli.

Beatrix Potter, creatrice di Peter Rabbit e di molti altri personaggi divenuti iconici, non si occupò solo di libri… e di conigli. Fu un’appassionata allevatrice di pecore razza Herdwick, che rischiava l’estinzione. Si spese anche enormemente per la salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente naturale (ambiti all’epoca prevalentemente maschili). A partire dal 1905, iniziando con la piccola proprietà di Hill Top, acquistò poi i terreni adiacenti, proteggendo la regione del Lake District dalla costruzione di una ferrovia che l’avrebbe attraversata, e dalla lottizzazione indiscriminata. Alla morte lasciò al National Trust oltre 4000 acri di terra, 15 fattorie e numerosi cottage, in un gesto di grande generosità e a dimostrazione della logica imprenditoriale dell’artista: conservare la natura, patrimonio comune. Nel 1909 acquistò Castle Farm, dove andò a vivere insieme al marito. Nel villaggio di Near Sawrey è conosciuta come Mrs. Heelis, il cognome del marito. Partecipa pienamente alla vita della comunità, presta servizio nei comitati per migliorare la vita rurale. Nel 1923 acquisòa Troubeck Park, con un allevamento di pecore malate che si impegnò a riportare in salute. Ben presto le sue pecore, grazie alla sperimentazione dei più recenti rimedi per le malattie e l’impiego dei migliori pastori (su tutti, Tom Storey), iniziano a ottenere riconoscimenti. Nel 1943 Beatrix Potter viene eletta Presidente della Herdwick Sheep Breeds Association (HSBA).  Che cos’è la HSBA? Questa associazione di allevatori si autodefinisce “custode del paesaggio più bello d’Inghilterra” e il Patrono dell’associazione è nientemento che Sua Maestà Re Carlo III. Si occupano di allevare pecore di razza Herdwick e Beatrix fu la prima donna a ricoprire la carica di Presidente! Scopri altre curiosità su Beatrix Potter nel saggio edito da First Letter editrice!

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Apriamo insieme il calendario dell’avvento Land Editore – Giorno 2

Oggi nella nostra finestra numero 2 spunta un racconto elegante, profumato di tè caldo e drammi vittoriani: La Teiera di Mrs. Podgers. Perché proprio questo libro? Semplice: perché a dicembre abbiamo tutti bisogno di due cose fondamentali:1️⃣ una storia breve, dolce e con quel tocco vintage che ti fa sentire un personaggio di Piccole Donne,2️⃣ e una teiera. Sempre.(Non giudichiamo: la caffeina è un diritto costituzionale del lettore.)✨ Perché abbiamo scelto questo libroPerché Louisa May Alcott è la zia letteraria che tutti avremmo voluto: elegante, saggia e capace di trasformare anche una semplice teiera in un oggetto carico di mistero, affetti e piccoli segreti di famiglia.E poi perché il racconto è perfetto per una pausa veloce tra un biscotto allo zenzero e l’ennesima riunione che poteva essere una mail.📚 Mini recensione (senza spoiler, promesso)La Teiera di Mrs. Podgers è un racconto tenero e brillante che parla di tradizioni, piccoli oggetti che custodiscono grandi storie e del potere dei ricordi.È di quelli che ti fanno sorridere senza sforzo, un abbraccio in formato libro: breve, caloroso e con la grazia tipica della Alcott.Leggerlo accanto a una candela accesa, possibilmente sotto una coperta, è tecnicamente la scelta più natalizia dopo il panettone.Perfetto per chi ama i classici, il tè, le storie di famiglia e le letture che ti scaldano senza appesantirti (a differenza dei pranzi delle feste).

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PICCOLE DONNE, il libro che non doveva essere scritto.

Louisa May Alcott non voleva scrivere “Piccole donne”. Lei non scriveva quel genere e non pensava di poter scrivere per ragazze. In più, non le interessava proprio scrivere “un libro morale per i giovani”. Fu spinta a farlo principalmente per necessità economiche. Il suo editore voleva quel tipo di storia e lei aveva bisogno di denaro. Scrisse il romanzo molto rapidamente, si dice 10 settimane. Eppure… Eppure è diventato un classico, che ben riflette la morale dell’epoca e ci insegna “il perché” venivano richiesti e scritti certi libri. Umiltà, sacrificio, moralità erano valori importanti e da trasmettere ai più giovani. Ma Louisa fece di più: ci mise dentro il ripudio per la guerra, ci raccontò dell’estrema povertà degli “stranieri”, ci raccontò di una società in cui chi ha molto spesso non ha davvero ciò che è importante. Ci mise anche l’avversione per il matrimonio, la volontà di essere al pari degli uomini, il coraggio, il lavoro. Ci diede Jo, l’eroina di molte di noi donne di oggi, che leggendo Piccole Donne da bambine. Per le nuove generazioni, per i più piccoli, ho riscritto semplificandolo questo grande classico. Matteo Della Libera lo ha illustrato. E presto, prestissimo, lo presenteremo al pubblico! Seguiteci per rimanere aggiornati!

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BEATRIX POTTER e il self publishing

Usando le lettere e i disegni indirizzati al piccolo Noel, Beatrix Potter realizzò il suo primo libro per bambini, The Tale of Peter Rabbit. Come capita a praticamente ogni esordiente, il libro venne rifiutato da sei case editrici. Allora Beatrix divenne self publisher, come diremmo oggi: fece stampare 250 copie e si dedicò alla loro promozione, finendo tutte le copie in breve tempo. L’anno dopo, il 2 ottobre 1902, il libro venne pubblicato dalla Frederick Warne & Company. Sì, direte voi, facile pubblicare un libro dopo che è già diventato “famoso”. Ma dobbiamo invece ringraziare la Frederick Warne & Company: sono stati loro a porre a Beatrix la condizione di realizzare illustrazioni a colori e non più in bianco e nero! Perciò è grazie all’illuminato editore che colse le potenzialità dei meravigliosi disegni ad acquerello se oggi conosciamo l’iconica giacca blu di Peter Rabbit e i cappottini rossi delle sorelle. Quale fu la fortuna di The Tale of Peter Rabbit? Essere un libro diverso. Era stato stampato in un formato piccolo, adatto alle mani dei bambini. Costava solo uno scellino, pertanto era accessibile a molti e non solo alle famiglie benestanti (gli albi illustrati erano solitamente molto costosi). Ma un’altra caratteristica dell’opera era che non conteneva solo termini semplici, nè era superficiale. Beatrix credeva infatti che inserire qualche termine complesso e a volte ricercato aiutasse curiosità e apprendimento nei bambini. Perciò sì, Beatrix provò la strada del self publishing ma poi si affidò all’editoria tradizionale. Se vuoi conoscere altre curiosità, ti consiglio il saggio su Beatrix Potter, edito da First Letter.

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