Di Cristina Ferri
Durante gli anni Novanta, il matrimonio reale, andato in crisi dopo la nascita di Harry, arrivò definitivamente ai ferri corti.
Diana aveva bisogno della sua approvazione per la sua vita e i compiti sociali, ma raramente otteneva un incoraggiamento da lui o dalla sua famiglia. Le sembrava di non essere abbastanza.
Costantemente sotto pressione, Diana si sentiva soffocare in un ruolo che le stava stretto.
Davanti alla freddezza di suo marito, Diana si chiudeva ancora di più in sé stessa.
Per anni aveva tentato di far funzionare le cose, ma alla fine, la principessa aveva compreso che non puoi costringere qualcuno ad amarti.
Il divorzio
Il 9 dicembre 1992 il primo ministro britannico John Major annunciò che Diana e Carlo volevano separarsi.
Un mese dopo, venne pubblicato sui giornali il Camillagate, che richiamava il grande scandolo tra Carlo e la sua amante Camilla Parker, e il 3 dicembre dello stesso anno Diana annunciò il suo ritiro dalla scena pubblica.
Il 28 agosto 1996 venne ufficializzato il divorzio reale. Dopo la separazione, Diana continuò ad apparire pubblicamente con gli altri membri della famiglia reale, specie nelle occasioni di importanza nazionale.
Gli amanti di Diana
Mannakee
In una intervista, Lady Diana ammise i suoi sentimenti per il suo bodyguard. La relazione finì quando i due vennero scoperti e il poliziotto trasferito. L’uomo morì dopo alcuni mesi in un incidente, e fu proprio Carlo a riferirlo a sua moglie.
L’evento fu un duro colpo per Diana, che si sentiva abbandonata e messa da parte.
Hewitt- La forza di Diana
Nel bel mezzo della sua crisi matrimoniale, Diana trovò conforto fra le braccia di James Hewitt.
Quando Diana lo vide per la prima volta, era una donna ferita e delusa da un matrimonio che non le aveva offerto altro che sofferenza.
James fu l’uomo in grado di offrirle tutto l’appoggio, il sostegno e l’aiuto di cui aveva bisogno per superare la depressione, la malinconia, la bulimia e i brutti momenti che la legavano a Carlo.
Accanto a James, Diana non era più una creatura fragile vittima dell’indifferenza del marito, ma una donna forte, sicura di sé e delle proprie capacità.
A differenza di Carlo, James non la giudicava, né considerava a un livello inferiore, lui sembrava capirla davvero e aveva la reale intenzione di aiutarla a uscire da ciò che più la attanagliava: la bulimia, la solitudine, il suo senso di inadeguatezza.
L’uomo comprendeva il suo dolore e se ne faceva carico senza chiedere nulla in cambio.
Una storia d’amore intensa, dunque, ma dal sapore drammatico, sempre vissuta in segreto, e che non riuscì a vedere via d’uscita nemmeno dopo l’agognato divorzio di Diana.
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