Maggio 2024

Di come le passioni si insegnano, e di come no

Di Francesca Redolfi Guarda su Amazon Cronache dal Punto Nemo Storie di vita da genitori, riflessioni e tentativi di approdo   Il Punto Nemo si trova nell’oceano Pacifico ed è considerato il luogo più remoto della terra. È quello che siamo noi, quando come genitori a volte ci sentiamo un po’ persi. Ma è anche il tentativo costante di chi cerca sempre di ritrovare la rotta.   Da dieci anni cammino. Ho percorso a piedi l’Italia avanti e indietro per quasi quattro volte, eppure sono quasi sempre stata nei soliti sentieri di campagna a pochi chilometri da casa.  Ho camminato su strade dissestate vicino a campi e prati, boscaglie e fossi. A volte ho per compagnia aironi e sparuti cani di passaggio, talvolta rare persone che camminano come me. Molto spesso sono sola. In questi dieci anni ho camminato con ogni condizione atmosferica, nella nebbia e nella neve, nella pioggia e sotto acquazzoni, tra mucchi di foglie secche sparse dal vento, sotto un sole troppo forte che nei mesi più caldi mi costringe a stare ferma, mi obbliga all’attesa.   Se mi chiedono perché cammino, la risposta è che mi piace farlo. La risposta che scava più a fondo va a rintracciare gli anni dell’infanzia, trova una nonna che ogni giorno portava i bambini a passeggiare nei campi. Il solito tragitto era quello che dal cimitero del paese infilava l’angolo dove scorreva il fosso, come una scorciatoia, o come una porta fatata verso un altro mondo, verdeggiante e vivo. C’era anche il grande fiume, a cui si andava ogni tanto, costeggiando sassi bianchi e acqua che scorreva forte, e forse faceva pensare al mare e ci piaceva per quello. Una delle mete più belle restava una casetta in mezzo al bosco. C’era una signora che abitava lì, anziana amica della nonna. Un gattino dal pelo rosso ci accompagnava per l’ultimo tratto, di là da una rete, potevamo accarezzarlo solo infilando le dita tra i buchi, poi quando arrivavamo al limitare del boschetto spariva. La nonna restava un po’ a chiacchierare con la sua amica, e io e mio fratello andavamo a esplorare il bosco lì davanti. Nella nostra fantasia l’amica era una strega, la sua casa un luogo pieno di alambicchi e pozioni. Al ritorno, lo stesso gattino faceva la strada con noi, il pelo rosso ancora accarezzato tra la rete. Poi spariva. Faceva parte di quel mondo anche lui.   VAI AL LIBRO Le camminate con la nonna finirono pochi anni più tardi. Si cresce e ci si allontana, anche dalle cose più amate. Le misi da parte come una cosa del passato e che nel passato resta. Ma quando, molto tempo dopo, decisi di ricominciare un’attività fisica dopo la maternità, cercandone una a portata di mano che non occupasse troppo tempo, decisi di tornare a camminare. Da allora non ho più smesso. Appena posso infilo le scarpe da corsa, ne ho cambiate diverse paia in questi anni, consumandone anche le suole, erose dall’asfalto bollente e dal ghiaccio e dalla neve. Se mi chiedono perché cammino, la risposta è perché mi piace. La risposta più profonda è che me l’ha insegnato mia nonna. L’ha fatto come si insegna la maggior parte delle cose: inconsapevolmente. Mi ha fatto apprendere l’amore per la terra e la campagna, uscire e andare nel verde solo per il gusto di farlo. Non sono riuscita a trasmettere la stessa passione alle mie figlie, forse mia nonna l’avrebbe fatto, io non ho lo stesso carisma. La stessa capacità di far amare qualcosa. Ma ringrazio ogni volta che lei sia stata in grado di farlo con me, che nella sua semplicità mi abbia trasmesso la bellezza di percorrere i sentieri di campagna per tanti chilometri quanto l’Italia attraversata avanti e indietro.   Forse le passioni non si trasmettono per via diretta come fossero nel Dna. Semplicemente arrivano, a volte anche grazie all’esempio, a volte invece con la pura casualità.  Guardo le mie figlie, e loro da tempo amano quell’attività che se la chiamo “sportiva” mi sgridano, l’hanno presa dal padre, e parlano a ruota di kata e kumite e cinture colorate mentre io mi limito a sostenerle da lontano, sugli spalti, nella zona di chi non sa. Ho tentato di far loro amare la lettura, la mia passione più grande. Mi sembrava un tentativo ormai quasi andato a vuoto, se non per sporadici fumetti e graphic novel. Poi qualche tempo fa la più piccola parlando con sua sorella se ne è uscita con la frase: «Leggi le prime pagine, te ne innamori». Parlava di un fantasy ricevuto in regalo al suo compleanno, e lo faceva con una delle espressioni che io uso per i libri che più mi piacciono. Te ne innamori. Ho guardato quel momento come si guarda un piccolo miracolo. Le passioni non si insegnano, arrivano se e dove vogliono, a noi non resta che provare instancabilmente a gettare semi. Alcuni andranno a buon fine, altri non attecchiranno mai. Altri arriveranno molto tempo dopo, quando forse non sapremo nemmeno perché. Io intanto continuo a percorrere strade di campagna. Lo faccio da dieci anni, forse più. Se mi chiedono perché cammino, la risposta è che me l’ha insegnato mia nonna.   SCOPRI LAND MAGAZINE admin Maggio 10, 2024 La vera Cenerentola è una fiaba intrisa di morte e sangue La fiaba di Cenerentola, conosciuta anche come Aschenputtel nella versione tedesca dei fratelli Grimm, è un racconto che risale a tradizioni orali molto antiche. Pubblicato nella raccolta “Fiabe del focolare” Read More admin Maggio 10, 2024 “Our Last Land”: firmacopie al Salone del Libro del libro di Torino Il mondo dell’esplorazione spaziale incontra la letteratura al Salone del Libro, con la presentazione ufficiale dell’attesissimo nuovo libro curato da Claudio Secci, “Our Last Land”, che avrà luogo l’11 maggio. Read More admin Maggio 8, 2024 La strada di Cormac McCarthy, la recensione di Land Magazine A un romanzo del genere puoi rispondere solo con una punta d’ironia, ma non subito, no; devono passare  anni dall’ultima volta che lo hai

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Ricette: La torta di Anna dai capelli rossi

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui Ricette: La torta di Anna dai capelli rossi Anna Shirley viene accolta nella casa dal tetto verde da Marilla e Matthew, ma la piccola sembra combinare un pasticcio dopo l’altro. Marilla è una perfezionista, detesta fare brutte figure, e quando il pastore e sua moglie vengono invitati ad Avonlea «era decisa a non farsi surclassare da nessuna delle altre casalinghe». Anna, al colmo dell’entusiasmo e dell’eccitazione, decide di sfogarsi con Diana: È tutto pronto, Diana, tranne la mia torta, che farò domattina, e i biscotti che Marilla preparerà poco prima del tè. Il gran giorno Anna si mostra agitata. Ha il terrore che qualcosa vada storto: «Sono sicura di non aver dimenticato nulla questa volta, Marilla. Ma credi che la torta lieviterà? Magari il lievito non è buono, ho usato quello del barattolo nuovo. La signora Lynde dice che non si può mai essere sicuri, con tutti gli strani trattamenti che fanno al giorno d’oggi… Eppure, quando la signora Allan assaggia la torta di marmellata di Anna, sul suo volto compare una strana espressione. Al posto della vaniglia, la piccola aveva infatti utilizzato la medicina di Marilla… «Misericordia, Anna, hai insaporito la torta con la mia medicina per i reumatismi. La scorsa settimana ho rotto il flacone della farmacia e ho versato il poco che restava in una vecchia bottiglietta della vaniglia. Vediamo insieme come preparare la Torta di marmellata di Anna Ingredienti 200g di burro 200g di zucchero 4 uova 200g di farina 1 cucchiaino di lievito in polvere Marmellata a piacere (fragole, albicocche, ciliegie) Preparazione Preriscalda il forno a 180°C e imburra una teglia da forno. In una ciotola sbatti il burro ammorbidito con lo zucchero fino a ottenere un composto cremoso. Aggiungi le uova (una alla volta) continuando a mescolare bene dopo ogni aggiunta. Incorpora la farina setacciata e il lievito, mescolando fino a ottenere un impasto omogeneo. Versa metà dell’impasto nella teglia e distribuisci uniformemente la marmellata sul composto. Copri con il resto dell’impasto. Inforna per circa 30-35 minuti, o fin quando la torta risulta dorata. Lascia raffreddare prima di servire. LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More libri La vera Cenerentola è una fiaba intrisa di morte e sangue 10.05.24 Eventi “Our Last Land”: firmacopie al Salone del Libro del libro di Torino 10.05.24 recensioni La strada di Cormac McCarthy, la recensione di Land Magazine 08.05.24 ricette Ricette: La ciambella di Jane Eyre 08.05.24 società Non riesco più a scrivere a mano 08.05.24 libri Esplorando il tabù: il threesome nella letteratura 07.05.24 storia L’Inferno è un’invenzione del cristianesimo? 07.05.24 firstletter La vita di una formica: lezioni di perseveranza 05.05.24

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Secondo il codice civile italiano, fare la casalinga o il casalingo è un lavoro

In un mondo in cui il valore del lavoro è spesso misurato in termini di retribuzione e status professionale, il ruolo della casalinga (o del casalingo) ha spesso subito una sottovalutazione ingiusta. Tuttavia, il Codice Civile Italiano riconosce esplicitamente l’importanza del lavoro casalingo, sancendo il suo valore come contributo essenziale alla vita familiare e sociale. Il quadro normativo Il riconoscimento giuridico del lavoro casalingo è sancito dall’articolo 143 del Codice Civile. Questo articolo stabilisce che “con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione“. Di particolare rilievo è il passaggio che sottolinea come i coniugi debbano contribuire ai bisogni della famiglia “in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo”. Questo riconoscimento mette il lavoro casalingo sullo stesso piano del lavoro professionale, e ne sottolinea il ruolo cruciale nella gestione familiare. Il contributo economico del lavoro casalingo Il lavoro casalingo include una serie di attività essenziali come la cura della casa, la preparazione dei pasti, la gestione del bilancio familiare e la cura dei figli. Queste attività, sebbene spesso invisibili e non retribuite, rappresentano un contributo economico significativo. Secondo alcune stime, se il lavoro casalingo fosse retribuito, avrebbe un valore economico che contribuirebbe notevolmente al PIL nazionale. L’articolo 230-bis del Codice Civile va oltre, riconoscendo i diritti dei familiari che prestano la loro attività nell’impresa familiare. Questo articolo stabilisce che “il familiare che presta in modo continuativo la propria attività di lavoro nella famiglia o nell’impresa familiare ha diritto al mantenimento secondo la condizione patrimoniale della famiglia e a partecipare agli utili dell’impresa familiare e ai beni acquistati con essi“. Un riconoscimento che implica che il lavoro svolto in ambito familiare abbia un valore economico che deve essere riconosciuto e compensato. Discriminat* perché casaling*? In una società dove il profitto è sempre al primo posto, essere casalinghi non è visto di buon occhio. Potrebbe capitarti spesso di dover affrontare il biasimo degli altri.  Se qualcuno cerca di metterti in imbarazzo perché sei casaling*, ascolta il consiglio della blogger e youtuber Elena Tee, che alla domanda “che lavoro fai” consiglia di rispondere in questa maniera: “Attualmente mi occupo di crescere la futura generazione”. 

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Drabble mania: consigli di scrittura per aspiranti scrittori (puntata 14)

Elisabetta Venturi Scrittrice e insegnante Drabble mania Scrivere drabble insegna a colpire, emozionare, stupire, sconvolgere il lettore con poche parole. Inoltre puoi giocare con le parole: scrivere una storia intorno a una parola che non conosci, così diventerà parte del tuo vocabolario; puoi darti regole folli sulle lettere da non usare oppure tirare i dadi (esistono molti giochi con questo scopo) e usare le immagini che escono.   Leggi fino alla fine per avere un consiglio di scrittura completamente gratuito La morte può attendere Maps > A14 km 12,300 > Arrivo: 17:10.«Perfetto.»Infila il telefonino nella tasca del mantello nero e carica la falce in auto. Inchioda pochi metri dopo.«Trapasso, spostati!»Il gatto si siede.«Ancora? Non puoi salvarli tutti!»Trapasso guarda altrove con aria sprezzante. Morte tamburella sul volante, controlla il navigatore: 17:11. «Dai, stupido gatto, togliti!»Suona il clacson. Trapasso salta e si risiede. Morte prende a teschiate il volante.Trapasso si alza, si stiracchia e si sposta sculettando. Arrivo: 17:12.Morte scende sbattendo la portiera.Mezz’ora dopo guarderà dalla webcam quell’incidente non più mortale tra un tir e una piccola auto. Consiglio di scrittura Cosa è sbagliato nella scrittura? Si possono inventare delle parole? Cos’è giusto e cos’è sbagliato nella scrittura? La scrittura ha delle regole, certo, ma, come ogni forma d’arte, se nessuno provasse a infrangerle allora non avremmo Saramago, Bukowski o Danielewski. Vale sempre la “regola”: conoscere per fare scelte consapevoli. Saper maneggiare gli strumenti per adattarli al proprio estro di scrittori. Al prossimo venerdì!

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Quante creature fantasy conosci? Ecco la nostra guida alle creature fantasy dei libri

Benvenuti nel magico mondo delle creature fantasy! Dai draghi sputafuoco agli elfi eterei, dai nani robusti ai licantropi selvaggi, le creature fantastiche popolano le pagine dei nostri libri preferiti, ci trasportano in mondi pieni di meraviglie e misteri e ci fanno evadere per qualche ora. Ma quante di queste creature conosci davvero? Sei un vero esperto di fantasy? Sfida te stesso e scopri quante delle seguenti creature puoi riconoscere e ricordare. Sei pronto a mettere alla prova la tua conoscenza e a esplorare le meraviglie del regno fantastico?    Mappa di 20 creature fantasy imperdibili Centauri: Descrizione: Creature metà uomo e metà cavallo. Origini: Mitologia greca.   Chimere: Descrizione: Mostri con parti del corpo di diversi animali, spesso con la testa di un leone, il corpo di una capra e la coda di un serpente. Origini: Mitologia greca. Chimera   Golem Descrizione: Creature animate di argilla o pietra, spesso create per servire il loro creatore. Origini: Folklore ebraico.   Ent: Descrizione: Alberi viventi, spesso molto antichi e saggi. Origini: Creazione letteraria. Ent Leprecauni: Descrizione: Piccoli esseri magici, spesso associati all’oro e all’arcobaleno. Origini: Folklore irlandese.   Ippogrifi:   Descrizione: Creature con la parte anteriore di un’aquila e la parte posteriore di un cavallo. Origini: Mitologia medievale.   Ninfe: Descrizione: Spiriti naturali legati a particolari elementi naturali come fiumi, alberi o montagne. Origini: Mitologia greca. Vai al libro Ninfa Troll: Descrizione: Creature spesso brutali e gigantesche, solitamente malvagie. Origini: Folklore nordico.   Pegaso: Descrizione: Cavallo alato. Origini: Mitologia greca.   Banshee: Descrizione: Spiriti femminili il cui grido annuncia la morte. Origini: Folklore irlandese. Banshee   Basilischi: Descrizione: Serpenti giganti o creature ibride il cui sguardo può pietrificare o uccidere. Origini: Mitologia europea.   Furetti magici: Descrizione: Animali piccoli e veloci con poteri magici. Origini: Folklore e letteratura moderna.   Licantropi (diversi dai lupi mannari): Descrizione: Creature che possono trasformarsi in qualsiasi animale, non solo in lupi. Origini: Folklore.   Succubi/Incubi: Descrizione: Demoni che seducono gli umani nei loro sogni, nutrendosi della loro energia vitale. Origini: Folklore medievale.   Kelpie: Descrizione: Spiriti d’acqua scozzesi che assumono la forma di cavalli e attirano le persone in acqua per affogarle. Origini: Folklore scozzese.   Manticore: Descrizione: Mostri con corpo di leone, testa umana e coda di scorpione. Origini: Mitologia persiana.   Fenici: Descrizione: Uccelli mitici che risorgono dalle loro ceneri dopo la morte. Origini: Mitologia egizia e greca.   Gargoyle: Descrizione: Creature di pietra che prendono vita, spesso usate come guardiani. Origini: Architettura medievale e folklore. Gargoyle Naga: Descrizione: Creature serpentine con parti umane. Origini: Mitologia indiana e del sud-est asiatico.   Kraken: Descrizione: Enormi mostri marini, spesso rappresentati come giganteschi calamari o piovre. Origini: Folklore norvegese. Scopri la mappa della nuova fiaba dark fantasy di Elisabetta Venturi

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