Dicembre 2025

Cani in cabina in Italia: in quali compagnie aeree è possibile viaggiare (e a quali condizioni)

Viaggiare in aereo con il proprio cane non è più un’eccezione. Negli ultimi anni, anche in Italia, diverse compagnie hanno aggiornato le proprie policy per consentire agli animali domestici di volare in cabina, superando la pratica – spesso criticata – del trasporto in stiva. Una svolta che risponde a una crescente sensibilità verso il benessere animale e alle richieste dei passeggeri. Di seguito, una panoramica aggiornata delle compagnie aeree che permettono ai cani di viaggiare in cabina, con regole e limiti da conoscere prima della partenza. ITA Airways   La compagnia di bandiera consente il trasporto di cani e gatti in cabina, purché inseriti in un trasportino omologato da collocare sotto il sedile.Il servizio è a pagamento e va prenotato in anticipo, poiché il numero di animali ammessi per volo è limitato. ITA è tra le compagnie italiane più utilizzate da chi viaggia con animali. Neos Neos permette il trasporto di animali in cabina su diverse tratte, soprattutto turistiche. Anche in questo caso sono previste dimensioni e peso massimi per il trasportino e la prenotazione anticipata è obbligatoria. Una soluzione apprezzata per i voli leisure. Air Dolomiti La compagnia regionale del gruppo Lufthansa consente i pet in cabin su voli selezionati. Le regole seguono standard rigorosi, ma chi vola su tratte brevi trova spesso in Air Dolomiti un’opzione affidabile. Vueling Molto utilizzata anche in Italia, Vueling accetta cani e gatti in cabina su numerose rotte nazionali ed europee. È una delle low cost più “pet-friendly”, seppur con limiti stringenti su peso e dimensioni. easyJet easyJet non consente animali domestici in cabina, fatta eccezione per i cani guida e di assistenza. È importante saperlo per evitare sorprese in fase di prenotazione. Ryanair Anche Ryanair non ammette cani in cabina, salvo cani di assistenza certificati. Gli animali domestici non sono trasportabili né in cabina né in stiva. Cosa sapere prima di volare con il cane Anche quando la cabina è consentita, le compagnie richiedono: trasportino omologato e ventilato documentazione sanitaria aggiornata prenotazione anticipata del servizio pagamento di una tariffa extra Le regole possono variare in base alla tratta, al tipo di aeromobile e alla stagione. Una nuova idea di viaggio La possibilità di viaggiare con il cane in cabina rappresenta un cambio culturale importante: l’animale non è più un “bagaglio speciale”, ma parte integrante del viaggio. Una trasformazione ancora incompleta, ma ormai irreversibile. Prima di prenotare, è sempre consigliabile verificare la policy ufficiale aggiornata della compagnia, perché condizioni e limiti possono cambiare. Scopri Land Magazine admin Dicembre 26, 2025 Cani in cabina in Italia: in quali compagnie aeree è possibile viaggiare (e a quali condizioni) Read More admin Dicembre 26, 2025 il 26 dicembre di sessant’anni fa, il “No” di Franca Viola cambiò per sempre l’Italia Il 26 dicembre di sessant’anni fa non è una data qualunque nella storia italiana. È il giorno in cui Franca Viola pronunciò un No destinato a incrinare per sempre il Read More Francesca Redolfi Dicembre 26, 2025 Recensione di La rosa e la spina Ogni volta che leggo un romanzo di Stefania Bertola (e non ne ho perso nemmeno uno dal suo esordio), ho la sensazione di trovarmi di fronte alla Sophie Kinsella italiana. Read More Silvia Dal Cin Dicembre 25, 2025 Buon compleanno Winnie Pooh! Winnie the Pooh compie 100 anni! Il 24 dicembre 1925, il tenero orso apparve per la prima volta nella storia “The Wrong Sort of Bees” pubblicata sul London Evening News. 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il 26 dicembre di sessant’anni fa, il “No” di Franca Viola cambiò per sempre l’Italia

Il 26 dicembre di sessant’anni fa non è una data qualunque nella storia italiana. È il giorno in cui Franca Viola pronunciò un No destinato a incrinare per sempre il potere dei clan, l’omertà sociale e una cultura che considerava le donne proprietà da restituire con un matrimonio. Un No contro la legge non scritta del dominio   Nella Sicilia degli anni Sessanta, il destino di una ragazza rapita e violentata era già deciso: il matrimonio riparatore avrebbe “sanato” l’offesa, cancellando il reato e consegnando la vittima al suo aggressore. Franca Viola ruppe questo schema con una scelta che nessuno, prima di lei, aveva osato rendere pubblica. Quel No, pronunciato insieme alla sua famiglia, non fu solo un rifiuto personale. Fu una sfida aperta a un sistema di potere che intrecciava violenza, controllo sociale e intimidazione mafiosa. Sfidare i clan, rompere il silenzio Dire No significava esporsi. Ai giudizi, alle minacce, all’isolamento. Significava mettere in discussione un ordine fondato sul possesso del corpo femminile e sulla paura. In quel contesto, il gesto di Franca Viola ebbe la forza di un atto politico: trasformò una vicenda privata in una questione nazionale. Il processo che ne seguì segnò una frattura. Per la prima volta, l’Italia fu costretta a interrogarsi su leggi e consuetudini che tutelavano l’onore maschile più della libertà delle donne. L’inizio di un cambiamento storico Quel No non cambiò subito la legge, ma cambiò le coscienze. Aprì una breccia che, anni dopo, avrebbe portato all’abolizione del matrimonio riparatore e a una nuova visione della violenza sessuale, non più come reato contro la morale, ma contro la persona. Sessant’anni dopo, quel gesto resta uno spartiacque. Non un simbolo astratto, ma una lezione concreta di responsabilità civile. Perché ricordarlo oggi Ricordare il 26 dicembre di Franca Viola significa riconoscere che il coraggio individuale può scardinare sistemi apparentemente immutabili. Significa anche ammettere che la cultura del possesso non è scomparsa, ma può essere combattuta solo partendo da quella stessa parola: No. Un No che allora fece tremare i clan. Un No che oggi continua a parlare all’Italia. Scopri Land Magazine admin Dicembre 26, 2025 il 26 dicembre di sessant’anni fa, il “No” di Franca Viola cambiò per sempre l’Italia Read More Francesca Redolfi Dicembre 26, 2025 Recensione di La rosa e la spina Ogni volta che leggo un romanzo di Stefania Bertola (e non ne ho perso nemmeno uno dal suo esordio), ho la sensazione di trovarmi di fronte alla Sophie Kinsella italiana. Read More Silvia Dal Cin Dicembre 25, 2025 Buon compleanno Winnie Pooh! Winnie the Pooh compie 100 anni! Il 24 dicembre 1925, il tenero orso apparve per la prima volta nella storia “The Wrong Sort of Bees” pubblicata sul London Evening News. Read More Silvia Dal Cin Dicembre 24, 2025 BEATRIX POTTER e i biglietti di Natale Nel Natale del 1889, Beatrix Potter ha 23 anni. Come regalo per i familiari realizza dei biglietti di auguri con protagonisti animaletti di campagna e li sistema sotto i piatti Read More admin Dicembre 21, 2025 Napoli compie 2500 anni: storia, identità e futuro di una città eterna Napoli festeggia 2500 anni di storia e non si tratta soltanto di una ricorrenza simbolica: è la celebrazione di una delle città più antiche e stratificate d’Europa, un luogo che Read More admin Dicembre 21, 2025 Stasera in TV: Piccole Donne (1949) su TV2000, perché il Natale senza le March non è Natale Se stasera accendete la TV e sentite un improvviso desiderio di scialli, tè caldo e buoni sentimenti, niente paura: è solo Piccole Donne che torna a farci compagnia.Appuntamento stasera alle Read More Silvia Dal Cin Dicembre 21, 2025 IL PRESEPE Si avvicina il Natale e anche la fine del 2025. Il 2026 sarà un anno speciale per la Chiesa cattolica, poiché si celebreranno gli 800 anni dalla morte di San Read More Silvia Dal Cin Dicembre 21, 2025 650 anni dalla morte di Boccaccio Il 2025 è un anno speciale per la letteratura italiana: si celebrano i 650 anni dalla morte di Giovanni Boccaccio, uno degli autori più importanti del XIV secolo. Boccaccio è Read More admin Dicembre 19, 2025 🎄 Disney su Rai: la programmazione natalizia che salva le feste (e le discussioni in famiglia) Natale è quel periodo dell’anno in cui mangi troppo, dormi poco e cerchi disperatamente qualcosa da guardare in TV che metta d’accordo nonni, zii, bambini e il cugino che “io Read More admin Dicembre 19, 2025 Perché abbiamo ancora bisogno di Jane Austen (spoiler: non solo per Mr. Darcy che esce dall’acqua) In un mondo di dating app, ghosting emotivo e relazioni definite con un “vediamo”, qualcuno potrebbe chiedersi:ma abbiamo davvero ancora bisogno Read More

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Recensione di La rosa e la spina

Ogni volta che leggo un romanzo di Stefania Bertola (e non ne ho perso nemmeno uno dal suo esordio), ho la sensazione di trovarmi di fronte alla Sophie Kinsella italiana. Non solo perché adesso, vista la prematura, e tanto sofferta da parte di tutti i suoi lettori, scomparsa della indiscussa regina del chick-lit anglosassone, forse in qualche modo si cerca una sua eredità in altre penne, anche nostrane. Non solo perché la Bertola è stata la traduttrice di tutti gli ultimi romanzi, anche dell’ultimo, il più intimo e autobiografico, della Kinsella, e in qualche modo sembra averne assorbito delle tracce. Non solo perché Stefania Bertola ha scelto un filone, quello delle commedie rosa, quando ancora non si chiamava chick-lit o rom com, fin dal suo esordio, senza mai perdere il passo e anzi affinandolo romanzo dopo romanzo. Ma per l’abilità della Bertola di farti sorridere e passare ore liete, cosa che certamente condivide in pieno con la compianta scrittrice oltre Manica. Per chi come me attendeva ogni anno l’uscita del romanzo della Kinsella, per chi ne apprezzava, oltre all’immancabile ironia, anche gli aspetti più profondi, una certa commozione in alcune parti, un messaggio più complesso rispetto all’apparente frivolezza di un romanzo che non ha la pretesa di chiamarsi altro che narrativa, così si traduce dall’inglese, per “pollastrelle”, insomma, per gli aficionados irriducibili, rimasti di sasso per la scomparsa della Kinsella, trovare una penna come quella di Stefania Bertola è un lieve balsamo che certamente non cura, ma fa trascorrere, come si diceva, qualche momento spensierato. La rosa e la spina è un romanzo leggero, che scorre sotto gli occhi con il piacere a cui l’autrice ci ha abituato. Dei personaggi della Bertola ci si innamora facilmente: di Rosa, lasciata dal marito il giorno di Natale, di Clementina, la cognata un po’ tra le nuvole, da sempre innamorata di Claudio, che invece è in perenne ricerca della donna della vita, e il lettore ha già individuato chi è dalle prime battute ma i personaggi ancora no, perché loro non vedono quelle sfumature che noi dall’altra parte della pagina invece cogliamo subito, e facciamo il tifo perché le colgano, capiscano, arrivino al tanto desiderato lieto fine. Che arriva, arriva. Se dovessi fare un appunto, ma infinitesimale rispetto alla piacevolezza del testo, è che quel lieto fine avrei voluto vederlo volentieri sotto gli occhi, e non solo immaginare l’epilogo felice. Bertola è talmente brava a costruire le situazioni che una scena finale in cui le tessere del puzzle vanno al loro posto l’avremmo vista con grande diletto. Ma questa, più che una mancanza del romanzo in sé, è desiderio che quelle pagine continuino ancora. E siamo già in attesa del prossimo romanzo. 

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Buon compleanno Winnie Pooh!

Winnie the Pooh compie 100 anni! Il 24 dicembre 1925, il tenero orso apparve per la prima volta nella storia “The Wrong Sort of Bees” pubblicata sul London Evening News. Creato da A.A. Milne e ispirato al giocattolo di suo figlio Christopher Robin, Winnie the Pooh è diventato un’icona globale. Anche Christopher e gli altri pupazzi della sua infanzia sono diventati famosissimi, ma Winnie occupa un posto speciale nel cuore di molti giovani (e non solo) lettori. Ma come è nato questo personaggio? Il nome “Winnie” deriva da un orso nero al London Zoo, mentre “Pooh” era il nome di un cigno. Combinati insieme diventarono il nome dell’orsetto di peluche oggi più conosciuto al mondo (se parliamo di orsi veri, invece, il primato rimane a Paddington). Winnie the Pooh è stato tradotto in oltre 50 lingue e ha venduto milioni di copie in tutto il mondo.Nel 1961 è stato l’anno in cui Disney ha acquisito i diritti sulle storie di Winnie the Pooh, portando l’orso a un pubblico ancora più vasto. E voi avete mai sognato un’avventura nel Bosco dei Cento Acri, accompagnati dal tenero e ingenuo Winnie Pooh, dal timido Pimpi, dallo scatenato Tigro? Avete mai pensato di fare una carezza al povero I-ho, giocare con Ro, raccogliere carote con Tappo? Io sì e anche i miei bambini. Winnie the Pooh è un personaggio amatissimo da grandi e piccini e non sembra invecchiare mai, con la complicità della tenerezza e semplicità delle sue avventure, che dopo 100 anni sono ancora le preferite di tantissimi. Allora tanti auguri “sciocchino di un orso”! Buoni primi 100 anni!

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BEATRIX POTTER e i biglietti di Natale

Nel Natale del 1889, Beatrix Potter ha 23 anni. Come regalo per i familiari realizza dei biglietti di auguri con protagonisti animaletti di campagna e li sistema sotto i piatti della colazione. Tutti ne sono entusiasti. A partire dall’anno successivo, lei e il fratello, incoraggiati dallo zio Sir Henry Roscoe, crearono biglietti di auguri di Natale e per le occasioni speciali. I soggetti principali erano topi e conigli, nel personalissimo stile di Beatrix. La casa editrice londinese Hildesheimer and Faulkner acquistò i disegni, entusiasta soprattutto quelli che rappresentavano Benjamin Bunny (cugino di Peter Rabbit, ilpersonaggio più noto di Beatrix). L’impresa decise di usare quelle illustrazioni per accompagnare un componimento di Frederic Weatherly dal titolo “A Happy Pair”. Pochi anni dopo, nel 1893, la stessa azienda acquistò molte altre illustrazioni di Beatrix per una raccolta di versi intitolata Our Dear Relations.  Una curiosità: la Hildesheimer & Faulkner le inviò un assegno di sei sterline per l’acquisto della serie e l’invito “all’autore” di produrne altri. Non sapevano infatti che l’autrice fosse una “signorina”. Quando Beatrix si recò, accompagnata dallo zio, negli uffici londinesi, immaginiamo la sorpresa dell’editore! La visita viene raccontata in una delle lettere di Beatrix, nella quale ammette candidamente di aver ringraziato il suo “modello”, il coniglio Benjamin Bouncer, una tazza piena di semi di canapa. La fortuna di Beatrix Potter ebbe quindi inizio con dei biglietti natalizi (e con delle lettere inviate a piccoli amici ~ se vuoi saperne di più trovi altre informazioni nel saggio edito da First Letter editrice). Anche voi regalate piccoli oggetti creati da voi per le festività? Chissà, magari avrete la stessa carriera di Beatrix! In ogni caso, un augurio di un sereno Natale a tutti voi. Con affetto, Silvia

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