Aprile 2026

Dalle Barbie ai libri: ecco come le autrici Land sono diventate “quello che scrivono”

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui Le storie che vengono create nel magico e romantico mondo di Land Editore partono da lontano…ovvero come le autrici romance facevano nascere (o meno) storie d’amore fin da bambine, assieme ai piccoli grandi traumi che hanno segnato la loro esistenza ma che hanno contribuito a rafforzare le loro idee e la loro creatività. Da bambine era normale quasi per tutte giocare con le bambole: la Barbie in particolare era la più gettonata e collezionata. Rappresentava per noi, all’epoca, il prototipo della donna perfetta che poteva essere e diventare chi voleva. Viene abbastanza da sé che i personaggi femminili creati nei nostri libri seguano fedelmente le “sue” indicazioni. Barbie è, da sempre, una donna forte e indipendente, che guida un’auto sportiva (da dove pensate che derivi la passione per Ferrari di un’autrice Land in particolare?) e si può permettere di vivere in una villa stratosferica generando invidie a chiunque ci abbia a che fare. Il problema vero creato dalla sua intraprendenza, è stata la non presenza di un uomo per parecchio tempo, che ha portato molte di noi, bambine ai tempi, a considerare Ken, alla pari di un accessorio interscambiabile. Quindi i party esclusivi in terrazzo andavano bene, ma poi ognuno a casa propria. Sai che rottura di scatole aver quel biondino intorno? Negli anni ci siamo improvvisate parrucchiere, investigatrici, wedding planner. Abbiamo sperimentato per la prima volta la frustrazione nel vedere un uomo forte e muscoloso abbinato a una donna altrettanto bella ma decisamente più alta. E all’epoca queste cose erano importanti, ci si prestava attenzione. Non per niente il Big Jim – sempre di casa Mattel- è stato presto sostituito da un suo corrispettivo biondo, che era sì più alto, ma c’erano sempre dei dubbi sul perché fosse truccato. In pratica, chi più chi meno, siamo cresciute con tutti i traumi del caso ed è forse per questo che non ci siamo mai arrese e abbiamo continuato su quella strada a creare storie che ci facessero sentire meglio e sì, con gli anni ci abbiamo messo un po’ di pepe e di disagi (e anche un po’ di sangue – Jennifer P. Docet) ma siamo riuscite a costruire un mondo dentro cui rifugiarci proprio come facevamo da bambine giocando con le bambole o altro. E noi autrici Land siamo molto orgogliose dei risultati che quelle storie del passato hanno portato nel tempo presente. La fantasia non va mai trattenuta ma va lasciata andare. Perché anche dalle situazioni che possono sembrare insolite, possono nascere piccoli capolavori. E se tornassimo indietro, probabilmente, rifaremmo le stesse scelte e creeremmo le stesse storie. Scopri Land Magazine Oriana Turus Aprile 18, 2026 Dalle Barbie ai libri: ecco come le autrici Land sono diventate “quello che scrivono” A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Aprile 16, 2026 La vera causa dei processi di Salem: isteria, politica o vendetta? I Processi alle streghe di Salem continuano a essere uno dei misteri più discussi della storia. 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La vera causa dei processi di Salem: isteria, politica o vendetta?

I Processi alle streghe di Salem continuano a essere uno dei misteri più discussi della storia. Perché una comunità arrivò ad accusare, processare e giustiziare i propri membri sulla base di prove inesistenti? Dietro quella che oggi definiamo una tragedia collettiva si nasconde una domanda ancora aperta: cosa scatenò davvero i processi di Salem?Le teorie principali si dividono tra isteria collettiva, tensioni politiche e vendette personali. Ma la verità, come spesso accade, potrebbe trovarsi nell’incrocio di tutte e tre. Una comunità sotto pressione   Nel 1692, Salem non era un luogo tranquillo. La comunità puritana viveva in una condizione di instabilità costante: guerre ai confini, carestie, epidemie e tensioni religiose. In un contesto così fragile, bastava poco per innescare una crisi. E quella crisi arrivò sotto forma di accuse di stregoneria. Teoria 1: isteria collettiva La spiegazione più diffusa tra gli storici è quella dell’isteria collettiva. Alcune giovani iniziarono a manifestare comportamenti strani: convulsioni, urla, visioni. Senza una spiegazione scientifica, la comunità interpretò questi sintomi come segni di possessione. Molti studiosi moderni hanno avanzato ipotesi alternative: disturbi psicologici suggestione di gruppo avvelenamento da segale contaminata (ergotismo) Questa teoria spiega bene l’inizio degli eventi, ma non basta a chiarire perché le accuse si diffusero così rapidamente e in modo così sistematico. Teoria 2: tensioni politiche e religiose  Un’altra chiave di lettura riguarda il contesto politico. Salem era divisa tra fazioni in conflitto: interessi economici, dispute territoriali e rivalità tra famiglie influenti. La religione puritana amplificava queste tensioni, creando un clima di sospetto continuo. Accusare qualcuno di stregoneria poteva diventare un modo per: eliminare avversari rafforzare il proprio potere controllare la comunità In questo senso, i Processi alle streghe di Salem non furono solo un fenomeno irrazionale, ma anche uno strumento politico. Teoria 3: vendette personali e conflitti locali Forse l’aspetto più umano – e inquietante – riguarda le vendette personali. Analizzando i registri storici, emerge che molte accuse coinvolgevano persone già in conflitto tra loro. Vecchie rivalità, dispute economiche, tensioni familiari: tutto poteva trasformarsi in un’accusa. In una società dove bastava una testimonianza per condannare qualcuno, il sistema diventava estremamente vulnerabile agli abusi. Accusare significava spesso vincere. Un mix esplosivo   Separare queste teorie è utile, ma probabilmente riduttivo. La vera forza distruttiva dei processi di Salem fu la combinazione di più fattori: paura e suggestione (isteria) interessi di potere (politica) dinamiche personali (vendetta) Insieme, questi elementi crearono un sistema in cui la razionalità venne completamente sospesa. Un caso ancora attuale Studiare oggi i Processi alle streghe di Salem significa riflettere su come nascono le crisi sociali. Quando una comunità è sotto pressione: cerca spiegazioni semplici individua colpevoli perde il senso critico E questo non riguarda solo il passato. Scopri Land Magazine admin Marzo 23, 2026 Martha Washington: la Prima First Lady degli Stati Uniti Nel racconto delle origini degli Stati Uniti, il nome che emerge con maggiore forza è quello di George Washington, primo Presidente della nazione. Tuttavia, accanto a lui, una figura femminile Read More Elisabetta Marzo 17, 2026 Davvero ti sta bene pagare per un LIBRO “MARCIO”? Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO VAI AL LIBRO Davvero ti sta bene pagare per un LIBRO “MARCIO”? Hai comprato una mela, ma è marcia. Ti dicono: “L’importante è Read More Silvia Dal Cin Marzo 17, 2026 RECENSIONE “TROPE – I SEGRETI DELLA SCRITTURA DEL ROMANCE & DEL ROMANTASY” Ho acquistato “Trope, i segreti della scrittura del romance & del romantasy” di Alice Doublier, ed. Il Castoro Off. Mi aspettavo un manuale e in effetti le aspettative sono state Read More admin Marzo 16, 2026 Rosso e rosa insieme? Altro che errore di stile: è la combo più chic del red carpet Quando qualcuno dice la frase: “rosso e rosa non stanno bene insieme”, probabilmente è rimasto bloccato negli anni ’90 insieme ai pantaloni a zampa e ai telefoni con l’antenna. La Read More admin Marzo 16, 2026 Hamnet – Jessie Buckley vince l’Oscar: il film tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell conquista Hollywood Il cinema incontra la grande letteratura e nasce uno dei film più intensi degli ultimi anni. 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Correggere la bozza di FIVE

Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO VAI AL LIBRO Tra le Righe di FIVE: la mia esperienza come correttrice di bozze Ho avuto il privilegio di immergermi nelle pagine di FIVE di Ilona Bannister ben prima della sua pubblicazione, curando la correzione della prima bozza per Giunti Editore. Il ruolo del correttore di bozze: un occhio critico e attento La correzione di bozze è una fase cruciale nella vita di un libro: l’ultimo baluardo prima che il testo incontri i suoi lettori. È il momento in cui ogni parola, ogni virgola, ogni sfumatura stilistica viene esaminata con la massima attenzione per garantire coerenza, precisione e armonia. Le sfide di FIVE: tra stile e contenuto Lavorare su FIVE è stata un’esperienza stimolante e arricchente. Il romanzo si distingue per la sua struttura complessa – con prospettive alternate e salti temporali – e per la profondità psicologica dei personaggi. Il target della collana M di Giunti Editore, cui il romanzo appartiene, è un pubblico generalista: il correttore di bozze deve quindi saper calibrare la terminologia e il registro in funzione dei lettori di riferimento. Essendo una traduzione dall’inglese, il lavoro richiede anche la capacità di confrontarsi con il testo originale per segnalare con precisione eventuali ambiguità o scelte linguistiche da rivedere. Su cosa ho lavorato Nel mio intervento mi sono concentrata su: Uniformità di tutti gli elementi del testo (titoli dei capitoli, formati dei font per sms e messaggi, uso coerente di maiuscole e minuscole) Italianizzazione: asciugare le ripetizioni di nomi e pronomi possessivi tipiche della scrittura inglese Dinamiche temporali: il romanzo scandisce il tempo con precisione — cartelloni dei treni che si aggiornano, minuti che contano davvero Sillabazione e impaginazione: la prima bozza era già impaginata, quindi anche le andate a capo richiedevano controllo puntuale Oltre ai consueti aspetti di competenza del correttore: refusi, fluidità del testo, errori sintattici e grammaticali, punteggiatura e aderenza al normario editoriale. L’importanza di uno sguardo esterno Traduttore e editor conoscono il testo quasi quanto l’autore stesso; proprio per questo, a volte, è difficile cogliere piccole imprecisioni o passaggi migliorabili. Il correttore di bozze offre una prospettiva fresca e oggettiva, uno sguardo di dettaglio indispensabile per garantire che il prodotto finale sia impeccabile. L’emozione della pubblicazione FIVE è un libro che meritava una cura maniacale: la sua potenza narrativa ed emotiva è straordinaria. Contribuire, anche dietro le quinte, alla nascita di un’opera così intensa è una grande soddisfazione professionale.

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10 COSE CHE NON SAI SU SISSI

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui 10 COSE CHE NON SAI SU SISSI La figura della principessa Sissi è amata in tutto il mondo, ma quanti possono dire di conoscerla realmente? Scopriamo insieme qualche particolare su di lei 1)Amante dei cani L’imperatrice Sissi era un’amante dei cani, in particolar modo di quelli di taglia grande. Shadow, il suo fidato amico a quattro zampe, era un alano nero, ma prima di lui il suo cuore era occupato da Houseguard, un meraviglioso levriero irlandese. 2)La collezione di fotografie Pare che Sissi amasse collezionare ritratti di belle donne. Ebbene sì, se li faceva inviare avidamente da tutto il mondo. In quegli scatti non vi era invidia, ma solo ammirazione. 3)L’amore per la poesia Sissi era una grande amante di Heine. Attraverso i suoi versi, l’imperatrice si sentiva meno sola. Suo figlio Rodolfo, dotato di un animo malinconico, si appassionò a quelle stesse poesie. 4)Affascinata dai manicomi L’imperatrice amava visitare i manicomi. Passava ore e ore seduta al capezzale di persone sconosciute, quasi a voler empatizzare con il loro dolore. 5)Sommersa di gente Sissi aveva ben duecentoventinove dame al suo seguito e una parrucchiera personale che si dedicava a lei tre ore al giorno. Come facesse a respirare con tutta quella gente intorno, possiamo solo immaginarlo. 6)Il primo amore Il primo amore di Sissi non fu Franz, ma un certo conte Richard S. E sarà questo sfortunato amore che le farà incontrare Franz. Sua madre, per consolarla dalle sue pene d’amore, deciderà infatti di portarla con sé e Elena a Ischl. 7) La sorella sbagliata A Ischl, Francesco Giuseppe non doveva fidanzarsi con Sissi, ma con sua sorella Elena, detta Néné. Sissi era giovane, ma colpì Franz immediatamente. La sua figura oscurò completamente la sorella. 8) Assenza di istruzione Sissi non era ben vista a corte. In lei mancavano le basi di istruzione, specie in francese, italiano e storia dell’Austria. Eppure, nell’arco della sua vita, Sissi sarà un’avida lettrice di poesie. 9) Denti marci “I suoi denti sono troppo gialli”, questo affermò l’arciduchessa Sofia la prima volta che la vide. E in effetti, i denti di Sissi peggioreranno con gli anni, fino a diventare neri e marci. Per evitare di mostrarli, l’imperatrice tendeva a parlare sottovoce o non parlare affatto. 10) La stramberia Pare che Sissi dopo la tragedia di Mayerling avesse preso l’abitudine di presentarsi all’improvviso a casa di estranei, senza essere invitata, facendo non poco scalpore. E tu, lo sapevi? Se ti piace questo articolo lascia un commento. Se invece vuoi scoprire altre curiosità legate alla vita di Sissi ti consiglio di non lasciarti sfuggire la prossima uscita targata First Letter Editrice. LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More storia La principessa Sissi e l’ossessione estetica 30.03.26 storia Come giustificavano la schiavitù gli americani nel 1800? 30.03.26 società Giappone 360: la lingua giapponese 29.03.26 firstletter Libri per ragazzi: alla scoperta di SEMPLICEMENTE MARIA 27.03.26 storia E se le “streghe” di Salem non fossero mai esistite? 27.03.26 storia Martha Washington: la Prima First Lady degli Stati Uniti 23.03.26 libri Davvero ti sta bene pagare per un LIBRO “MARCIO”? 17.03.26 libri RECENSIONE “TROPE – I SEGRETI DELLA SCRITTURA DEL ROMANCE & DEL ROMANTASY” 17.03.26

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