Silvia Dal Cin

BUSTER KEATON, UN GENIO POCO CONOSCIUTO

Oggi, 1 febbraio, ricorre l’anniversario della morte di Buster Keaton. Ma sapete chi era Buster Keaton? Joseph Frank Keaton nacque il 4 ottobre 1895, Piqua, Kansas, USA e morì il 1 febbraio 1966, a Los Angeles, California, USA. Era un attore, regista, scrittore, comico. Tra le sue opere più famose troviamo- “The General” (1926)- “Sherlock Jr.” (1924)- “The Navigator” (1924)- “Steamboat Bill, Jr.” (1928)Era un’icona del cinema muto, al pari di Charlie Chaplin, ma purtroppo è meno conosciuto. Il suo sguardo da “pesce lesso”, gli occhi grandi e spalancati, il viso quasi sempre serio, tendente al triste, mi hanno sempre fatto pensare ad un clown triste. Il suo genere era la commedia fisica, slapstick, e la satira. Considerato appunto uno dei più grandi comici del cinema muto, ha influenzato generazioni di comici e registi, tra cui Jackie Chan, Bill Murray e Wes Anderson. Spettacolari sono secondo me le sequenze in cui è un vero e proprio stuntman. Se ci pensate, parliamo di un secolo fa! Vi lascio qui il link ad un video “best of” e fatemi sapere cosa ne pensate!

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BANDO APERTO PER SCRITTORI

Dopo il successo della sua prima pubblicazione, “Il Bestiario Fantastico”, l’Associazione Culturale INTArt di Conegliano (TV) sta organizzando un secondo progetto artistico-editoriale dal titolo “Le Città Fantastiche di INTArt”, che prevede la pubblicazione di un libro al quale seguiranno delle presentazioni con esposizione delle illustrazioni. Tematica.Il 2025 vedrà il 40°anniversario della morte di Italo Calvino, avvenuta il 19 settembre 1985. INTArt ha deciso di omaggiare una delle opere più famose di questo grande protagonista della letteratura: le Città Invisibili.  A gennaio 2025 INTArt ha aperto il bando rivolto a illustratrici e illustratori, per la creazione di nuove evocative città, dopo quelle proposte dal grande scrittore. Ora, dopo aver selezionato le illustrazioni più originali e meritevoli, siamo alla ricerca delle storie di queste città, storie che facciano sognare, riflettere, ridere, commuovere.  Con questo bando l’associazione chiede agli scrittori di scrivere una breve storia prendendo spunto da una delle 20 immagini a disposizione (visibili a fine pagina). Ciascuno scrittore dovrà porre al centro del racconto la città scelta, la sua storia, o quella dei suoi abitanti, un episodio in essa ambientato, o un racconto evocativo che la veda protagonista. Il titolo del racconto corrisponderà al nome della città che, qualora non fosse già stato pensato dall’artista, sarà compito dello scrittore inventare. Iscrizione.Ogni scrittore e scrittrice dovrà candidare una o più storie originali inviandole alla mail info@intart.it entro e non oltre il 31 marzo 2026 Dati tecnici.Sono ammessi scritti di qualsiasi stile, sia di natura fantastica che calati nella realtà. Le opere inviate potranno essere dal contenuto serio oppure ironico, purché non presentino elementi denigratori, blasfemi o inopportuni. La storia dovrà avere una lunghezza pari a 1 cartella word (max 5.100 caratteri) o 3 cartelle word (15.300 caratteri).Agli artisti selezionati sarà richiesto il tesseramento all’Associazione INTArt (la quota associativa è di € 15). SelezioneLe illustrazioni scelte per questo volume sono 20: verrà fatta una selezione in base ai testi presentati in modo da avere un testo per ogni illustrazione. La selezione dell’opera avverrà a insindacabile giudizio del Consiglio Direttivo che giudicherà l’innovatività e la qualità di quanto scritto. Qualora se ne valutasse la necessità, il consiglio direttivo svolgerà un lavoro di editing e correzione bozze dei testi pervenuti.  Raccolte tutte le illustrazioni e i testi, verrà creato un libro che verrà successivamente presentato presso diverse librerie del territorio trevigiano.Il libro pubblicato verrà messo in vendita in occasione delle presentazioni e dei successivi eventi INTArt, e sul sito www.intart.it. Tutti i proventi resteranno all’Associazione INTArt a parziale copertura delle spese sostenute per l’organizzazione e le stampe.Solo agli scrittori e scrittrici selezionati verrà fatto compilare un contratto di concessione di licenza e di uso economico del testo presentato.  Le immagini e le altre informazioni sono disponibili qui: https://www.intart.it/2025/09/10/citta-fantastiche-di-intart-bando-rivolto-a-scrittori-e-scrittrici/?amp=1&utm_source=ig&utm_medium=social&utm_content=link_in_bio&fbclid=PAb21jcAPp8iJleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZA81NjcwNjczNDMzNTI0MjcAAaf8h_lEVcGjTYjYXXw0zBClgwCfu_sF8Zkf9Ff3d3_UGHLIwNLwFnul-u6VTQ_aem_O0jZDVT-0CfDDclCXMGzSA

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68 anni fa vennero brevettati i LEGO

Sono passati 68 anni dal brevetto dei mattoncini LEGO, eppure sono ancora amatissimo, forse oggi più che mai. La storia dei LEGO Tutto iniziò nel 1932, quando Ole Kirk Christiansen, un falegname danese, fondò la sua azienda di giocattoli in legno. Nel 1947, Christiansen e suo figlio Godtfred iniziarono a produrre giocattoli in plastica, e nel 1949 crearono gli Automatic Binding Bricks, i primi mattoncini LEGO. Il brevetto ufficiale arrivò il 28 gennaio 1958, e da allora i LEGO sono diventati un simbolo di creatività e immaginazione. Cosa è rimasto uguale? Cosa è cambiato? Perché sono così famosi? E voi? Siete fan dei LEGO?

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Giornata della memoria e pietre d’inciampo

81 ANNI FA LA LIBERAZIONE DI AUSCHWITZ Sono passati 81 anni dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell’Arma Russa, più precisamente dalla 60ª Armata del 1º Fronte Ucraino, comandata dal generale Pavel Kuročkin. I soldati sovietici trovarono circa 7.000 prigionieri ancora vivi, moltissimi dei quali erano malati e debilitati.La liberazione di Auschwitz fu un evento importante nella storia, poiché segna la fine dell’orrore e delle atrocità commesse nel campo di concentramento.I soldati sovietici furono accolti come liberatori dai prigionieri, che erano stati sottoposti a condizioni di vita disumane e a trattamenti brutali.È interessante notare che la liberazione di Auschwitz non era inizialmente tra gli obiettivi dell’Armata Rossa, ma avvenne mentre i russi avanzavano all’inseguimento dell’esercito tedesco. Il campo di Auschwitz, situato in Polonia, era il più grande campo di sterminio nazista, dove sono state uccise oltre 1,1 milioni di persone, principalmente ebrei, ma anche disabili, rom, polacchi e prigionieri di guerra sovietici. GIORNATA DELLA MEMORIALa liberazione di Auschwitz è un evento importante nella storia, che ci ricorda l’importanza di ricordare e di imparare dalle tragedie del passato, per evitare che si ripetano.In Italia, il 27 gennaio è stato istituito come Giorno della Memoria, per commemorare le vittime della Shoah e per promuovere la cultura della pace e della tolleranza. LE PIETRE D’INCIAMPOLe pietre d’inciampo sono un progetto artistico e commemorativo dell’artista tedesco Gunter Demnig, iniziato nel 1992 a Colonia. Sono piccole lastre di pietra quadrate (10×10 cm) con una piastra di ottone incastonata, poste sul selciato stradale davanti alle ultime abitazioni delle vittime della deportazione nazista. Su di esse sono incisi il nome, la data di nascita, il luogo e la data di deportazione, e la data di morte, se conosciuta. L’obiettivo di questo progetto è di mantenere viva la memoria delle vittime della Shoah e di tutte le persone deportate nei campi di sterminio nazisti, indipendentemente dalla loro etnia, religione o orientamento politico. In Italia, le pietre d’inciampo sono presenti in diverse città, tra cui Firenze, Milano, Roma e Venezia. A Firenze, ad esempio, ci sono 137 pietre d’inciampo, mentre a Milano ce ne sono 243. Il progetto delle pietre d’inciampo è un modo per ricordare e onorare le vittime della Shoah, e per sensibilizzare la popolazione sulla importanza della memoria e della tolleranza. A Venezia ci sono attualmente 197 pietre d’inciampo, la prima delle quali è stata collocata il 12 gennaio 2014.Le pietre d’inciampo sono state posate in diversi quartieri di Venezia, tra cui Cannaregio, San Polo e il Lido. Come visitare le pietre d’inciampo:È possibile visitare le pietre d’inciampo a Venezia in modo autonomo, seguendo una mappa che indica la posizione di ogni pietra. Sono disponibili anche visite guidate per scoprire la storia e il significato di queste pietre. Home Di recente sono state poste anche a Mel: https://www.instagram.com/p/DTibRHBj8Ia/?img_index=1&igsh=MzZ3aDcyd2czeGdy Se interessati all’argomento, potete trovare tantissime informazioni online.

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AUDREY HEPBURN, la grazia immortale

Sono passati 33 anni dalla morte di Audrey Hepburn, l’iconica attrice e modella belga-americana. È morta il 20 gennaio 1993, all’età di 63 anni, a causa di un raro tipo di cancro all’appendice, chiamato pseudomyxoma peritonei (PMP). Nata il 4 maggio 1929 in Belgio, trasferita nei Paesi Bassi durante la guerra, visse gli anni dell’occupazione nazista. La sua carriera cinematografica è stata segnata da film come “Roman Holiday”, “Sabrina”, “Breakfast at Tiffany’s” e “My Fair Lady”, che l’hanno resa una delle attrici più amate e rispettate di Hollywood. In carriera ha vinto un Oscar, un Tony, un Emmy e un Grammy. La sua silhouette in abito nero, tratta da Colazione da Tiffany, è iconica e oramai parte della pop colture. Audrey avera una grazia innata, coltivata grazie ai tanti anni di danza classica. Lo sapete che negli anni dell’occupazione nazista lavorò come ballerina per raccogliere fondi per la resistenza olandese? Aveva un aspetto delicato, che la rendeva perfetta per interpretare giovani donne in apparenza fragili ma in realtà spesso molto determinate. Dai racconti di chi la conosceva e anche dei figli (Sean e Luca) emerge che questa fosse proprio la sua natura: una donna forte e resiliente, nel guscio di una ragazzina/bambina. Audrey conservò sempre quell’aspetto fragile, quasi fosse di cristallo, che veniva da anni di privazioni durante la seconda guerra mondiale e non da diete fatte appositamente per lo show business. Oltre a ballare, Audrey sapeva anche cantare: dolce e intensa la sua interpretazione di Moonriver all’interno del film Colazione da Tiffany del 1961. La canzone vinse l’Oscar come miglior canzone originale e anche il Grammy Awards per la miglior registrazione, anche grazie alla sua interpretazione. Oltre alla sua carriera artistica, Audrey Hepburn è stata anche un’umanitaria e un’ambasciatrice di buona volontà per l’UNICEF, lavorando per aiutare i bambini in tutto il mondo. Trascorse diversi anni in Italia (il secondo marito era italiano) e parlava fluentemente la nostra lingua, oltre a inglese, francese, olandese e spagnolo.

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