recensioni

Libri per ragazzi: alla scoperta di SEMPLICEMENTE MARIA

«Semplicemente Maria» di Jay Hardwig (Uovonero), tradotto da Sante Bandirali, è un libro meraviglioso. È stato finalista nella categoria 11+ del #PremioStregaRagazzeeRagazzi2025. La trama: Maria Romero, undicenne cieca, cerca in tutti i modi di essere normale, ma è difficile esserlo quando si hanno occhi di vetro e si impugna un bastone bianco. JJ Munson, suo vicino e compagno di classe, è un ragazzino asmatico e stravagante che tenta di coinvolgerla in una serie di sfide da investigatori privati dilettanti. Quando una giovane ragazza scompare, la nuova amicizia e il coraggio di Maria saranno messi a dura prova in modi inaspettati. La mia opinione? Questo è un piccolo capolavoro. Un libro autentico, che racconta una ragazzina che sì, è cieca, ma è comunque una ragazzina. È Maria. Punto. Un libro adatto fin dai 10 anni, una lettura piacevole e scorrevole, che fa sorridere e commuove. Se vuoi scoprire altri libri per ragazzi, non perderti le nuove uscite della Collana S.e.p.t. di First Letter editrice!

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RECENSIONE “TROPE – I SEGRETI DELLA SCRITTURA DEL ROMANCE & DEL ROMANTASY”

Ho acquistato “Trope, i segreti della scrittura del romance & del romantasy” di Alice Doublier, ed. Il Castoro Off. Mi aspettavo un manuale e in effetti le aspettative sono state mantenute: 22€ per un manuale di 250 pagine, in cui sono contenuti moltissimi trope utilizzati nel romance e in tutte le sue forme. Un manuale, non un dizionario. Infatti, ognuno dei trope analizzati (sono moltissimi ma non è super esaustivo, perché i trope sono decine e decine, ma riguarda i più noti) è ben spiegato, anche inserito nel contesto del sottogenere in cui viene utilizzato, vengono indicati due o più romanzi in cui si trova il trope, ci sono consigli di scrittrici del genere e, dulcis in fundo, ci sono gli esercizi! Un caso pratico alla volta da cui partire per scrivere la nostra scena, utilizzando il trope appena spiegato. Il manuale è diviso in tre parti principali: trope strutturanti, trope personaggi e trope specifici. Sia in sovracopertina che all’interno vi sono le divertenti e esplicative illustrazioni di Juliette Buttigieg. In omaggio anche gli adesivi. consigliato? Sì.

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Recensione di Jo – The March Sisters: un retelling moderno e romantico

Jo – The March Sisters di Giulia Modugno, pubblicato da Giunti Editore, è il primo volume di una serie firmata da quattro amatissime voci del romance italiano. Un retelling contemporaneo che riporta in vita le iconiche sorelle March in una dimensione moderna, ambiziosa e profondamente romantica. Con Jo, Giulia Modugno costruisce un romanzo capace di coniugare ironia, sentimento e determinazione femminile, mantenendo uno stile pungente e brillante. La scrittura è fluida, mai prolissa, e i dialoghi risultano realistici e incisivi, capaci di trascinare il lettore tra le strade di New York e nei corridoi di una redazione giornalistica. Jo March a New York: sogni, ambizione e seconde possibilità   Acquista qui Quando Jo arriva a New York è alla ricerca della propria strada. Sta scappando da Concord, dal passato e da un cuore ferito, per inseguire il suo sogno più grande: diventare una giornalista investigativa di successo. Figlia di un reporter fotografico di guerra, Jo sente dentro di sé il richiamo del giornalismo d’assalto, quello che scava, denuncia e racconta la verità. In una città nuova e frenetica, supportata dalle amiche del college, Jo si reinventa. Lavora come cameriera, ma il destino la mette presto sulla strada di Fred Bhaer, giornalista di punta del NY News: affascinante, potente, brillante nel suo lavoro… e incredibilmente arrogante. «Quell’uomo mi provocava un prurito difficile da calmare, reso anche più fastidioso dal malessere che mi portavo dentro.»   Office romance e tensione emotiva: Jo e Fred Bhaer Jo e Fred non potrebbero essere più diversi. Lui è appena divorziato, con una carriera già affermata e sempre circondato da donne bellissime. Lei è giovane, determinata, con il cuore ancora in mille pezzi dopo aver rifiutato la proposta di matrimonio di Laurie. La svolta arriva quando il podcast di Jo, Pungi come Jo, attira l’attenzione di Robbie Scott, che decide di proporla come nuova stagista proprio a Bhaer. Per Jo è un’occasione irripetibile: lavorare al fianco di uno dei giornalisti più influenti della città. Ma collaborare a stretto contatto con Fred si rivela una sfida emotiva e professionale. «Credo che andremmo molto più d’accordo se da subito stabilissimo delle regole.»«Regole?»«Professionalità, puntualità e niente strafottenza.» Tra battibecchi, tensioni e una chimica sempre più evidente, l’office romance prende forma con intensità crescente. Jo è testarda e determinata a farcela con le proprie forze, ma lo sguardo di Fred è capace di incrinare ogni sua certezza. «Aveva un modo di ridere strano, ma mi piaceva. Era contagioso.»   Un retelling moderno che emoziona Nel suo retelling contemporaneo, Giulia Modugno riesce a preservare l’essenza del personaggio di Jo March: indipendente, ribelle, appassionata. Tuttavia, la colloca in una realtà attuale fatta di podcast, redazioni digitali e inchieste giornalistiche. Accanto a Fred, per la prima volta, Jo si sente davvero a casa, pur essendo lontana da Concord. Lì si era sentita giudicata per aver spezzato il cuore di Laurie; le sue sorelle non avevano compreso fino in fondo la sua scelta. A New York, invece, tra un’indagine e un articolo, trova finalmente uno spazio in cui respirare e riscoprire se stessa. Scontri accesi, baci rubati nei corridoi, tensione professionale e un pizzico di avventura: Jo – The March Sisters è un romance contemporaneo che conquista. Giulia Modugno firma una storia vibrante, con due protagonisti vividi e ben costruiti, capaci di far sognare a occhi aperti. La sensazione è quella di essere lì, accanto a Roxie, a osservare in silenzio mentre Jo e Fred si lasciano andare a un bacio tenero e inaspettato nel mezzo di un’indagine. Un primo volume che promette emozioni, crescita personale e una riscrittura moderna di un classico intramontabile, perfetta per le amanti del romance e degli office romance ambientati nel mondo del giornalismo. Acquista qui Scopri Land Magazine Cristina Ferri Marzo 1, 2026 Recensione di Jo – The March Sisters: un retelling moderno e romantico Read More Silvia Dal Cin Marzo 1, 2026 IL PARCO DI YELLOWSTONE E I WOODWALKERS Fondato il 1º marzo 1872 dal presidente Ulysses S. Grant, Yellowstone è il parco nazionale più antico del mondo e uno dei 63 oggi presenti negli Stati Uniti d’America e Read More admin Febbraio 28, 2026 Quando l’Unione Sovietica mandava in onda Sanremo (per stanchezza ideologica e voglia di Occidente) Avete presente quel momento? Cercate una vecchia esibizione del Festival di Sanremo su YouTube. Parte l’intro orchestrale, l’abito luccica, l’acuto arriva con dieci secondi di ritardo. Scendete nei commenti per Read More Silvia Dal Cin Febbraio 28, 2026 JOHN TENNIEL, ISPIRAZIONE PER BEATRIX POTTER John_TennielDownload dal saggio “Searching for Beatrix Potter”, edito First Letter editrice “L’amore di Beatrix Potter per il disegno e la pittura, specialmente ad acquerello, sembra sia nata già nell’infanzia. A Read More admin Febbraio 27, 2026 Una storia di amiche: l’8 marzo 2026 ad Alessandria Roberta Soverino presenta il romanzo “Una coppia per caso” In occasione della Giornata Internazionale della Donna, sabato 8 marzo 2026 alle ore 15:30, la città di Alessandria ospiterà un appuntamento culturale di grande valore umano e letterario: “Una storia Read More admin Febbraio 25, 2026 Luisa Golo in libreria con un romanzo destinato ai giovani adulti COMUNICATO STAMPAPer diffusione immediataLegnaGo, 26 febbraio – Tutto ma non il mio migliore amico è il nuovo romanzo di Luisa Golo, autrice di Legnago, in uscita giovedì 26 febbraio. Un Read More admin Febbraio 24, 2026 Isidoro, Vito, Clelia & Co.: i Nomi Italiani che Profumano di Album in Bianco e Nero (e Che Stanno Sparendo) C’è stato un tempo in cui nei cortili italiani si sentivano urlare nomi come Isidoro! Vito! Cleliaaa!Oggi invece, se provi a chiamare “Felicetto” al parco, si voltano solo i piccioni.Eppure Read More admin Febbraio 24, 2026 📚 Classici vs Contemporanei: Chi Vince nella Palestra del Cervello? C’è chi legge i romanzi classici per sentirsi colto.C’è chi legge i contemporanei per rilassarsi.E poi c’è il cervello, che nel frattempo lavora in silenzio come un personal trainer non Read More Oriana Turus Febbraio 23, 2026 David Bowie, “Heroes” e la caduta del muro di Berlino A CURA DI

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LOVE ME LOVE ME

Love Me Love Me è il film che non volevamo (ma che abbiamo visto lo stesso). Il problema è che non è brutto ma divertente o brutto ma con un significato profondo. No, è brutto e basta.Facciamo un passo indietro: Stefania S., identità nascosta e aura misteriosa, un po’ come Erin Doom (e non la sto citando a caso, sia chiaro) pubblica su Wattpad la sua tetralogia. Quindi ci dobbiamo aspettare quattro film come questo. Preparatevi! Milioni di ragazzine leggono, commentano, si appassionano. Poi diventa fenomeno editoriale e da quello all’adattamento a film il passo è breve (come per il Fabbricante di lacrime, ma più in grande). La produzione è affidata a Lotus Production e Amazon MGM Studios, con il supporto di WEBTOON Productions. Regia di Roger Kumble, specialista di amori tossici e giovani tormentati. Quindi non un film italiano qualsiasi, bensì il primo Original italiano girato interamente in inglese, con tanto di doppiaggio, per conquistare il mondo.Andiamo alla trama. La vicenda si svolge in una scuola internazionale d’élite a Milano dove (forse per scelta narrativa puramente esterofila) è vietato parlare italiano. Idea intrigante, peccato che nel doppiaggio questa regola venga aggirata creando un piccolo corto circuito logico. Ma il dettaglio linguistico è nulla paragonato al resto. La storia è la fiera dei cliché. Pensate a un cliché romance… e c’è. Triangolo amoroso? C’è. Protagonista bella e dolce ma “diversa dalle altre”? c’è. Ragazzo tormentato dal passato oscuro e con tanto di trauma irrisolto? C’è. Combattimenti clandestini? Ci sono anche quelli. La sensazione è quella di aver già visto tutto questo mille volte, e per giunta fatto decisamente meglio. In pratica è un retelling del Fabbricante di lacrime, di Uno splendido disastro, After, È colpa tua, Dalla tua finestra e compagnia bella.Tornando a noi, June si trasferisce a Milano dopo un lutto devastante (la morte del fratello) con la madre. Nuova scuola, nuova vita e, perché no? Anche due ragazzi. Will, insulso e apparentemente bravo ragazzo, e James, l’amico tormentato che combatte in incontri clandestini di MMA perché il dolore va sempre esplicato con quattro pugni ben assestati. Poi ci sono l’amica snobbetta e il migliore amico gay che non possono mancare neanche qua (come ne Il mio anno a Oxford e un’altra decina di testi e relative pellicole).Il nodo più problematico resta la dinamica romantica. June assume il ruolo di salvatrice (ma chi glielo ha chiesto?). James è aggressivo, possessivo, imprevedibile? Ma ha sofferto! Ha un trauma! È cresciuto male, poverino… e quindi merita redenzione attraverso l’amore di lei. È il mito eterno della crocerossina: la sofferenza maschile come irresistibile magnete erotico. Il messaggio, travestito da romanticismo, è che l’amore giustifica tutto e guarisce tutto. Anche comportamenti che nella vita reale sarebbero enormi red flag e sirene d’allarme perennemente accese.Sarebbe rivoluzionario, e forse più interessante, vedere una protagonista che dice “no, grazie passo” e sceglie sé stessa. Ma l’autonomia femminile, evidentemente, non genera abbastanza cliffhanger.Andiamo avanti. Vogliamo parlare della scena di lui che la porta nello spogliatoio maschile e si denuda per farle vedere quanto è prestante? No, non vogliamo parlarne, non ce n’è bisogno. La scena si commenta da sé.Poi è tutto spiegato, tutto raccontato. Dov’è finito lo show don’t tell? Dove? I personaggi non vivono conflitti, li enunciano. Non mostrano emozioni, le dicono apertamente. È tutto esplicito, didascalico, come se lo spettatore non fosse in grado di intuire nulla (magari il pubblico a cui si rivolge effettivamente non lo è, che ne sappiamo noi?)Visivamente il film è bello, luminoso, instagrammabile. Fotografia pop-fluorescente, colori saturi, inquadrature eleganti, un po’ come in Maxton Hall (ma qua il paragone è fuorviante) Tutto perfetto per clip da TikTok e basta.Ma allora perché è un fenomeno? Perché ha una fanbase solida e consolidata di ragazzine innamorate del solito dramma YA con tanto di badboy (o malessere… che poi pensate sia cringe). In altre parole, è un fenomeno che nasce dal basso e si porta dietro un esercito già pronto a combattere (sono sicura diranno si tratti di un capolavoro).Love Me Love Me non è un buon film. È la dimostrazione che nell’era dello streaming la qualità è opzionale. Il film è solo l’ennesima comfort zone: non sorprende, non osa, non rischia. E oggi, forse, è questo che vende davvero.Rassegniamoci.

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Ho letto un porno da bambina…e non lo sapevo!

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui Ho letto un porno da bambina…e non lo sapevo! Di recente mi è capitato di nuovo in mano “La stanza 13”, libro uscito nel 1991 (nella versione tradotta – l’originale è del 1989) e ho deciso di rileggerlo a distanza di anni. Da ragazzina era uno dei miei preferiti, l’ho letto tantissime volte, tanto da consumare le pagine, ora ingiallite dal tempo. Questo libro faceva parte della serie SuperJunior di Mondadori, quello con la fascetta fucsia che NON rappresentava i romance, bensì gli horror, gli stessi che andavano per la maggiore tra i preadolescenti e oltre. L’età consigliata è dai dodici anni in su. Rileggerlo oggi, essendo madre di un ragazzino di quell’età, è stato interessante. Ho decisamente colto molte più cose di quante ne avessi incamerate in passato. E infatti il problema sta qui. Perché se quella volta ero molto ingenua e certe dinamiche non mi sfioravano nemmeno, col senno di poi ho capito che certi termini utilizzati, hanno trasformato, inconsapevolmente, un libro per ragazzi in piena formazione, in qualcosa di spinto. Chiariamoci, la cosa mi ha fatta sorridere, anzi, ridere di gusto e mi sono chiesta come sia possibile, in fase di traduzione e, successivamente di revisione, scegliere un’opzione così particolare. Ma analizziamo i fatti nell’ordine. Innanzitutto, c’è da dire che la versione originale è consigliata a bambini dai nove anni in su e in alcuni istituti rientra nel curriculum scolastico fra le letture da analizzare. Un gap di tre anni rispetto alla versione italiana e inizio a pensare che sia per il linguaggio utilizzato. Parliamo comunque degli anni 90 eh…le cose sono decisamente cambiate da allora. Dunque, il libro procede tutto sommato bene, qualche termine più forbito qua e là, ma tutto sommato di facile comprensione.  A soli tre capitoli dalla fine però, proprio quando i protagonisti sono vicini alla risoluzione del mistero della stanza 13, si scoprono gli strani desideri di un vampiro. «Orgia tutta la notte, sonno tutto il giorno, non invecchi e non muori mai, è divertente se il vampiro fai». Sul libro l’ho perfino cerchiato in viola tanto ero incredula.  Ho voluto verificare la versione originale che riporto qui sotto: “Party all night, sleep all day, never grow old, never die, it’s fun being a vampire.” Ora, bisogna capire a quale tipo di “party” si riferisca la creatura.  Certo, magari essendo un libro destinato ai ragazzini, la semplicità della parola festa, sarebbe bastata.  E anche se all’epoca è chiaro che nessuno abbia fatto allusioni di un certo tipo, della me adulta non si può dire lo stesso.  Poi, proprio sul finale, quando i ragazzi sono intenti a sconfiggere il mostro, ecco arrivare i professori a rovinare tutto! E come arrivano lì, dopo essersi svegliati nel cuore della notte a causa di rumori molesti? Discinti.  E che hanno fatto fino a prima? Se erano in tre, ci sarà mica un collegamento con la “festa” di cui sopra? Suppongo che il termine esatto fosse un altro (per esempio stravolti/stralunati, qualcosa del genere), ma questa versione così spicy devo dire che mi ha svoltato la serata. Una chiave di lettura molto particolare (discutibile se vogliamo), ma che forse e dico forse oggi andrebbe rivista. Scopri Land Magazine Oriana Turus Febbraio 2, 2026 A teatro con Land Magazine: la magia de “Il buio oltre la siepe” (To kill a mockingbird) A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More Silvia Dal Cin Febbraio 1, 2026 BUSTER KEATON, UN GENIO POCO CONOSCIUTO Oggi, 1 febbraio, ricorre l’anniversario della morte di Buster Keaton. Ma sapete chi era Buster Keaton? Joseph Frank Keaton nacque il 4 ottobre 1895, Piqua, Kansas, USA e morì il Read More admin Febbraio 1, 2026 Louisa May Alcott: 5 curiosità che non troverai nei libri di scuola Scopri Land Magazine admin Febbraio 1, 2026 Louisa May Alcott: 5 curiosità che non troverai nei libri di scuola Scopri Land Magazine admin Febbraio 1, 2026 Louisa May Alcott: 5 Read More admin Febbraio 1, 2026 Sparisce la madre, resta il padre: perché nei cartoni animati moderni domina la figura paterna Fonte immagine quiNei cartoni animati contemporanei si ripete uno schema sempre più evidente: la madre scompare o viene messa ai margini, mentre resta il padre o una chiara figura paterna.Non Read More admin Gennaio 30, 2026 Scrittori fumatori: un elenco bizzarro (tra nuvole di fumo e capolavori) Read More admin Gennaio 30, 2026 Stranger Things e la critica agli Stati Uniti: quando la nostalgia diventa denuncia La serie Stranger Things, creata dai fratelli Duffer, è spesso raccontata come un grande omaggio alla cultura pop degli anni ’80: biciclette, walkie-talkie, videogiochi, Stephen King, Spielberg. Ma fermarsi alla Read More Silvia Dal Cin Gennaio 30, 2026 BANDO APERTO PER SCRITTORI Dopo il successo della sua prima pubblicazione, “Il Bestiario Fantastico”, l’Associazione Culturale INTArt di Conegliano (TV) sta organizzando un secondo progetto artistico-editoriale dal titolo “Le Città Fantastiche di INTArt”, che Read More admin Gennaio 29, 2026 Storia degli audiolibri: chi li ha inventati e perché oggi li ascoltiamo tutti (sì, anche chi dice “io leggo solo carta”) Gli audiolibri fanno parte dell’esperienza culturale contemporanea. Si ascoltano in auto, durante una passeggiata, mentre si svolgono attività quotidiane. La loro diffusione Read More admin Gennaio 29, 2026 Perché parlare di Nellie Bly oggi è fondamentale ce lo spiega Alessia Cannizzaro alla presentazione di AssoStampa di Palermo Alessia Cannizzaro, autrice del saggio Scritto con coraggio, ha presentato il suo lavoro presso Assostampa, sede di Palermo, riportando Read More admin Gennaio 29, 2026 10 motivi per odiare Jane Austen (ovvero: perché la adoriamo ma facciamo finta di detestarla) Ammettiamolo: dire che odi Jane Austen è un po’

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