Giuseppe Ferlini, l’Indiana Jones del 1800
A cura di Libri di Valentina Fontan Scopri Ah l’Egitto terra di faraoni, piramidi, del Nilo e di un popolo, l’egiziani, dal passato glorioso. La loro storia si intreccia a quelle di antiche popolazioni compresa quella romana grazie a Giulio Cesare e Cleopatra. Dell’Egitto ne abbiamo sentito parlare in tutte le salse, ma sapevate che sulle sponde del Nilo, più a sud esisteva un regno, chiamato regno di Kush che se fosse stato più forte e ricco, avrebbe potuto contendere il primato di potere agli egiziani? Sto parlando dei faraoni neri! Ed è proprio “grazie” a un nostro compatriota, il bolognese Giuseppe Ferlini, che ancora oggi possiamo ammirare alcuni reperti di questo popolo. Un medico della “mutua” Giuseppe inizia fin da giovane la sua avventura nel mondo e da bravo “italiano” riesce a farsi passare per medico, senza averne il titolo, arruolandosi nelle truppe irregolari di Ali pascià di Giannina. Da lì la sua vita è tutta un’avventura, fino a quando nel 1833 ha l’illuminazione che gli cambierà la vita! Perché continuare a rimanere nell’esercito in una vita di stenti e affanni, quando invece si può disertare e andare a caccia di tesori? Le sue stesse parole: “risoluto di tornare in patria o senza un penny o carico di inauditi tesori”[1] ne esprimono il pensiero. Saccheggio archeologico senza eguali La sua meta? Le rovine di Meroë in Sudan. Furono scoperte anni prima da un naturalista francese F. Cailliaud. Il nostro Indiana Jones in erba che non era di certo famoso per la pazienza e che voleva avere tutto e subito userà addirittura l’esplosivo per giungere il prima possibile alle tanto agognate ricchezze! Tesori che troverà nella piramide della regina Amanishakheto, letteralmente spianandola. Al suo interno un corredo funebre di oro, orecchini, collane e bracciali. Una fuga verso la salvezza Giuseppe alias Indiana Jones alle prime armi, però ebbe poco tempo per godersi la sua “meritata” vittoria! Dovette fuggire insieme ai pochi fedeli che gli erano rimasti accanto sino a giungere in salvo al Cairo e poi in seguito a Trieste. Dietro di sé lasciò le macerie di quarantina di piramidi distrutte per sempre per il suo bisogno di gloria e avventura. E oggi? Ancora oggi possiamo ammirare i reperti a Monaco di Baviera al Residenzmuseum e al Neues Museum di Berlino. E in Italia? Al Museo Egizio di Torino si possono vedere delle copie dei reperti museali. Un omaggio del nostro archeologo in erba al re Vittorio Emanuele II. In conclusione, possiamo ringraziare Giuseppe per averci fatto conoscere i faraoni neri, ma non di certo per aver portato la devastazione in un luogo unico al mondo! [1] Franco Cimmino – Storia delle piramidi – Milano, Rusconi 1996 – pp. 416-417 Scopri Land Magazine admin Settembre 6, 2024 Discriminazione di genere nei piccoli paesi del Libano: le donne private della libertà di acquisto Il Libano, un paese noto per la sua diversità culturale e religiosa, nasconde al suo interno un lato oscuro che spesso passa inosservato: la discriminazione delle donne nei piccoli paesi Read More admin Settembre 6, 2024 Il Fascino dei Personaggi Spezzati nei Libri: Perché Amare i Protagonisti Imperfetti Ah, i personaggi spezzati nei libri. Quei protagonisti che sembrano avere più problemi di un puzzle da 1000 pezzi. Chi non li ama? Certo, potresti pensare: “Ma perché dovrei affezionarmi Read More admin Settembre 2, 2024 L’importanza di abbracciare le differenze nei bambini: Un viaggio di crescita e amore Nel mondo di oggi, dove la diversità è all’ordine del giorno, è più importante che mai insegnare ai nostri bambini a celebrare le differenze. 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