Febbraio 2026

Addio a James Van Der Beek: l’attore di Dawson’s Creek ci lascia, il ricordo di un’icona generazionale

La notizia dell’addio a James Van Der Beek ha scosso milioni di fan in tutto il mondo. Volto simbolo degli anni ’90 e protagonista indiscusso di una delle serie TV più amate di sempre, l’attore resterà per sempre legato al personaggio che ha segnato un’epoca: Dawson Leery. Chi era James Van Der Beek   James Van Der Beek nasce l’8 marzo 1977 nel Connecticut, negli Stati Uniti. Fin da giovanissimo dimostra una forte inclinazione per la recitazione, studiando teatro e iniziando presto a lavorare tra cinema e televisione. Il successo arriva nel 1998, quando viene scelto per interpretare Dawson Leery nella serie cult Dawson’s Creek. Un ruolo che lo consacra a icona generazionale e che lo rende uno dei volti più riconoscibili della televisione americana di fine anni ’90. Il successo con Dawson’s Creek   Con Dawson’s Creek, Van Der Beek entra nelle case di milioni di adolescenti. La serie, trasmessa dal 1998 al 2003, racconta le inquietudini, i sogni e le fragilità di un gruppo di ragazzi alle prese con la crescita, l’amore e le scelte difficili. Il personaggio di Dawson, aspirante regista romantico e idealista, diventa il simbolo di un’intera generazione. Le sue riflessioni sull’amore e sull’amicizia hanno accompagnato gli anni formativi di tantissimi giovani, rendendo l’attore un punto di riferimento culturale oltre che televisivo.   Scopri Land Magazine admin Febbraio 11, 2026 Addio a James Van Der Beek: l’attore di Dawson’s Creek ci lascia, il ricordo di un’icona generazionale Read More admin Febbraio 11, 2026 Oberlin College: Il Primo College negli Stati Uniti ad Ammettere Donne e Afroamericani Quando si parla di primo college ad ammettere donne e afroamericani negli Stati Uniti, il nome che emerge con forza è quello di Oberlin College. Fondato nel 1833 in Ohio, Read More Oriana Turus Febbraio 10, 2026 Ho letto un porno da bambina…e non lo sapevo! A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More Elisabetta Febbraio 9, 2026 NARRATIVA IN GIOCO – Romeo e Giulietta: il gioco di San Valentino Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO VAI AL LIBRO Romeo e Giulietta: il gioco cooperativo perfetto per San Valentino Cosa faresti per amore? Attraverseresti Verona di nascosto? Sfideresti la Read More Silvia Dal Cin Febbraio 8, 2026 Rodari alle Olimpiadi La cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano – Cortina 2026 si è appena svolta e uno dei momenti più intensi e toccanti della serata è passato in secondo piano. Read More Oriana Turus Febbraio 6, 2026 Pensavo fosse principio di Alzheimer… invece era perimenopausa. Argomenti scomodi e dove trovarli A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More Cristina Ferri Febbraio 5, 2026 Visita la stanza di Catherine di Cime Tempestose Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Soggiorna a casa di Catherine, l’eroina di Cime TempestoseUn amore tormentato, tossico, che strappa la carne, lacera l’anima Read More admin Febbraio 4, 2026 Alla Libreria Ubik di Corato Jennifer Soldano presenta Finché per sempre non cadrà a pezzi Giovedì 20 febbraio alle ore 19, la Libreria Ubik di Corato ospiterà Jennifer Soldano per la presentazione del romanzo Finché per sempre non cadrà a pezzi, una storia intensa che Read More admin Febbraio 4, 2026 Ferrara ospita LEI – Love Expo Italia: due giorni dedicati al romance e alla narrativa sentimentale Il 7 e 8 febbraio Ferrara diventa la capitale dell’amore narrato con LEI – Love Expo Italia, la fiera dedicata al romance e alla narrativa sentimentale in tutte le sue Read More admin Febbraio 4, 2026 A Tezze sul Brenta Bettina Battistella presenta Un pappagallo in pegno: una serata tra mistero e sentimento Giovedì 13 febbraio, alle ore 20.30, la Sala comunale di Tezze sul Brenta ospiterà Bettina Battistella per la presentazione del romanzo Un pappagallo in pegno, un appuntamento imperdibile per chi Read More

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Oberlin College: Il Primo College negli Stati Uniti ad Ammettere Donne e Afroamericani

Quando si parla di primo college ad ammettere donne e afroamericani negli Stati Uniti, il nome che emerge con forza è quello di Oberlin College. Fondato nel 1833 in Ohio, questo storico istituto di arti liberali ha segnato una svolta decisiva nella storia dell’istruzione superiore americana, diventando un modello di inclusione e progresso sociale. In un’epoca in cui le università erano riservate quasi esclusivamente agli uomini bianchi, Oberlin scelse una strada radicalmente diversa. La sua politica di ammissione aperta rappresentò un cambiamento epocale, anticipando di decenni i grandi movimenti per i diritti civili e per l’emancipazione femminile. Il primo college ad ammettere donne negli Stati Uniti Nel 1837, Oberlin College divenne il primo college americano ad ammettere ufficialmente le donne in un corso di laurea completo. Non si trattava di un’educazione separata o semplificata, ma di un accesso pieno agli stessi programmi accademici frequentati dagli uomini. Questo evento è considerato una pietra miliare nella storia dell’università femminile negli Stati Uniti. In un contesto culturale che relegava le donne a ruoli domestici, Oberlin riconobbe il loro diritto all’istruzione superiore, contribuendo in modo concreto alla nascita della parità accademica. L’ammissione delle donne a Oberlin rappresentò un precedente fondamentale che influenzò gradualmente altre istituzioni americane. Oberlin College e l’ammissione degli afroamericani   Ancora più rivoluzionaria fu la scelta di adottare una politica di ammissione non discriminatoria dal punto di vista razziale. Oberlin College fu il primo istituto universitario statunitense ad accogliere studenti afroamericani in modo strutturato e continuativo. Negli anni precedenti alla Guerra Civile, mentre la schiavitù era ancora diffusa, Oberlin divenne un centro attivo dell’abolizionismo. Il college partecipò anche alla Underground Railroad, sostenendo concretamente la fuga degli schiavi verso gli Stati liberi. Prima del 1865, una parte significativa dei laureati afroamericani negli Stati Uniti proveniva proprio da Oberlin. Questo dato evidenzia l’impatto storico dell’istituzione nella formazione di una nuova classe intellettuale afroamericana. Un modello di università progressista Il ruolo di Oberlin College come primo college ad ammettere donne e afroamericani non fu soltanto simbolico. L’istituto costruì un’identità fondata sull’uguaglianza, sull’accesso equo all’istruzione e sull’impegno sociale. Questa visione ha influenzato profondamente il sistema universitario americano, contribuendo a ridefinire il concetto stesso di educazione superiore. Oggi Oberlin continua a essere riconosciuto come uno dei liberal arts college più progressisti degli Stati Uniti, mantenendo viva la sua tradizione inclusiva.   Scopri Land Magazine admin Febbraio 11, 2026 Oberlin College: Il Primo College negli Stati Uniti ad Ammettere Donne e Afroamericani Read More Oriana Turus Febbraio 10, 2026 Ho letto un porno da bambina…e non lo sapevo! A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More Elisabetta Febbraio 9, 2026 NARRATIVA IN GIOCO – Romeo e Giulietta: il gioco di San Valentino Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO VAI AL LIBRO Romeo e Giulietta: il gioco cooperativo perfetto per San Valentino Cosa faresti per amore? Attraverseresti Verona di nascosto? 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Ho letto un porno da bambina…e non lo sapevo!

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui Ho letto un porno da bambina…e non lo sapevo! Di recente mi è capitato di nuovo in mano “La stanza 13”, libro uscito nel 1991 (nella versione tradotta – l’originale è del 1989) e ho deciso di rileggerlo a distanza di anni. Da ragazzina era uno dei miei preferiti, l’ho letto tantissime volte, tanto da consumare le pagine, ora ingiallite dal tempo. Questo libro faceva parte della serie SuperJunior di Mondadori, quello con la fascetta fucsia che NON rappresentava i romance, bensì gli horror, gli stessi che andavano per la maggiore tra i preadolescenti e oltre. L’età consigliata è dai dodici anni in su. Rileggerlo oggi, essendo madre di un ragazzino di quell’età, è stato interessante. Ho decisamente colto molte più cose di quante ne avessi incamerate in passato. E infatti il problema sta qui. Perché se quella volta ero molto ingenua e certe dinamiche non mi sfioravano nemmeno, col senno di poi ho capito che certi termini utilizzati, hanno trasformato, inconsapevolmente, un libro per ragazzi in piena formazione, in qualcosa di spinto. Chiariamoci, la cosa mi ha fatta sorridere, anzi, ridere di gusto e mi sono chiesta come sia possibile, in fase di traduzione e, successivamente di revisione, scegliere un’opzione così particolare. Ma analizziamo i fatti nell’ordine. Innanzitutto, c’è da dire che la versione originale è consigliata a bambini dai nove anni in su e in alcuni istituti rientra nel curriculum scolastico fra le letture da analizzare. Un gap di tre anni rispetto alla versione italiana e inizio a pensare che sia per il linguaggio utilizzato. Parliamo comunque degli anni 90 eh…le cose sono decisamente cambiate da allora. Dunque, il libro procede tutto sommato bene, qualche termine più forbito qua e là, ma tutto sommato di facile comprensione.  A soli tre capitoli dalla fine però, proprio quando i protagonisti sono vicini alla risoluzione del mistero della stanza 13, si scoprono gli strani desideri di un vampiro. «Orgia tutta la notte, sonno tutto il giorno, non invecchi e non muori mai, è divertente se il vampiro fai». Sul libro l’ho perfino cerchiato in viola tanto ero incredula.  Ho voluto verificare la versione originale che riporto qui sotto: “Party all night, sleep all day, never grow old, never die, it’s fun being a vampire.” Ora, bisogna capire a quale tipo di “party” si riferisca la creatura.  Certo, magari essendo un libro destinato ai ragazzini, la semplicità della parola festa, sarebbe bastata.  E anche se all’epoca è chiaro che nessuno abbia fatto allusioni di un certo tipo, della me adulta non si può dire lo stesso.  Poi, proprio sul finale, quando i ragazzi sono intenti a sconfiggere il mostro, ecco arrivare i professori a rovinare tutto! E come arrivano lì, dopo essersi svegliati nel cuore della notte a causa di rumori molesti? Discinti.  E che hanno fatto fino a prima? Se erano in tre, ci sarà mica un collegamento con la “festa” di cui sopra? Suppongo che il termine esatto fosse un altro (per esempio stravolti/stralunati, qualcosa del genere), ma questa versione così spicy devo dire che mi ha svoltato la serata. Una chiave di lettura molto particolare (discutibile se vogliamo), ma che forse e dico forse oggi andrebbe rivista. Scopri Land Magazine Oriana Turus Febbraio 2, 2026 A teatro con Land Magazine: la magia de “Il buio oltre la siepe” (To kill a mockingbird) A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More Silvia Dal Cin Febbraio 1, 2026 BUSTER KEATON, UN GENIO POCO CONOSCIUTO Oggi, 1 febbraio, ricorre l’anniversario della morte di Buster Keaton. Ma sapete chi era Buster Keaton? 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NARRATIVA IN GIOCO – Romeo e Giulietta: il gioco di San Valentino

Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO VAI AL LIBRO Romeo e Giulietta: il gioco cooperativo perfetto per San Valentino Cosa faresti per amore? Attraverseresti Verona di nascosto? Sfideresti la tua famiglia? Comunicheresti solo con lettere criptiche? Romeo e Giulietta di GateOnGames è un gioco cooperativo per due giocatori che riscrive la tragedia shakespeariana. Questa volta, l’amore può vincere. Ma solo se collaborate davvero. Come si gioca a Romeo e Giulietta Uno di voi è Romeo, l’altro Giulietta. Dovete incontrarvi per far crescere il vostro amore, ma ogni vostro spostamento è accompagnato dai membri delle vostre famiglie. Giocate carte dalla vostra mano per muovervi tra i luoghi iconici di Verona: il balcone, la piazza, la chiesa. E se Montecchi e Capuleti si incontrano? Allora l’odio dilaga, e tutto diventa più difficile. La vera sfida? Non potete parlare normalmente: dovete comunicare solo attraverso lettere criptiche, pianificare i vostri movimenti, intuire cosa sta pensando l’altro. Il tabellone è la scatola stessa del gioco: quando la apri, diventa Verona. Un dettaglio che rende tutto più poetico. Perché Romeo e Giulietta è perfetto per San Valentino Perché è un gioco che ti costringe a capire l’altra persona senza parole, a fidarti. È letteralmente un test di affiatamento travestito da gioco da tavolo. E poi c’è quella piccola magia: riscrivere una tragedia e far vincere l’amore. Dimostrare che due persone che si capiscono davvero possono superare qualsiasi ostacolo. Anche Montecchi e Capuleti.

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Rodari alle Olimpiadi

La cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano – Cortina 2026 si è appena svolta e uno dei momenti più intensi e toccanti della serata è passato in secondo piano. O meglio, è in primo piano ma per le polemiche legate alle scelte televisive (e politiche?) legate alla figura di Ghali, interprete della poesia di Rodari. Scegliendo di non parlare dell’avvenimento in sé, di cui si è ampiamente discusso nelle varie testate, voglio concentrarmi solo sulla bellezza e forza semplice della poesia di Rodari. Promemoria di Gianni Rodari Ci sono cose da fare ogni giorno: lavarsi, studiare, giocare preparare la tavola, a mezzogiorno. Ci sono cose da fare di notte: chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per non sentire. Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte né per mare né per terra: per esempio, LA GUERRA. In 12 versi semplici, una verità disarmante: l’insensatezza della guerra. Promemoria è una delle poesie in cui Gianni Rodari condensa la sua idea di educazione: ricordare le regole essenziali della convivenza, quelle che non richiedono tante spiegazioni, ma solo attenzione. Nei suoi versi ci sono le basi dell’essere umano: parla a bambini e ragazzi di gesti quotidiani – imparare, giocare, prendersi cura di sé e degli altri – e di limiti che non dovrebbero mai essere oltrepassati. Tra questi, la guerra rappresenta l’errore più grande, l’unica vera cosa da non fare mai. Pubblicata postuma nel 1985 ne “Il secondo libro delle filastrocche”, la poesia di Rodari ha attraversato generazioni senza perdere forza né attualità. Da 40 anni non dice cosa pensare, ma suggerisce come abitare il mondo: con misura, responsabilità e rispetto. Ed è proprio in questa semplicità che risiede la sua potenza, e il motivo per cui continua a parlare con la stessa intensità ai lettori di ogni età. Molto bella l’idea della performance che ha coinvolto tutti giovanissimi, come a dire che la gioventù oggi vuole la Pace.

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